
1704 01 05 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o
ricevuto la vostra lettera de 30 Novembre, e ringrazio Iddio
benedetto delle grazie continuate che fa per la sua Serva, come
mostra il concorso alla di lei sepultura. Quanto alle cose che
dite di mandare col P. Scrovira non occorre mandar altre cose
della Serva di Dio perché ancora io le ho già mandate
et è meglio che le conserviate costì, che io qui.
Qualche crocetta però la potreste mandare, se non lhavete
fatto con la posta, con la quale già in più volte
ne ho ricevute alcune. Le notizie delle grazie concesse e già
scritte, se non ne havete altre copie, potrete tenerle costì,
che potranno un giorno servire; quanto poi allaltre cose
di mantichiglia, alchermes, etc. non bisogna mandarle perché
se il Signore vuole mantenermi in vita, bisognando ve lo scriverò.
Circa il legato staremo aspettando la divina providenza, comanche
per le Scuole pie, per le quali ho scritto alla Signora Prencipessa,
come significai nella posta passata. Avvisate ciò che ne
siegue per sapere quello che passa.
Il Sig. Abate Rini sta al suo solito, e credo che si fermerà
qui qualchaltro mese. Il Sig. Canonico Turano in questa
posta ha ricevuto lettere di Monsignore per le quali gli significa
di far la spesa di 500 scudi significatagli à bocca; e
se bene non ha mandato il denaro, ma sopra questo avviso credo
si cominciarà la copia del processo. Non ho saputo distintamente
tutta la mente di Monsignore perché il Sig. Canonico quando
ciò mi disse, vera presente altra persona, e perciò
succintamente me la significò; appresso minformerò
meglio se piace à Dio, et avvisarò, e forse riceverò
io la risposta di Monsignore alla mia lettera che gli scrissi
quando arrivò qui il processo. Tra tanto non dite cosa
alcuna per il Monasterio se non alle sorelle, fino che io vavvisi
meglio del tutto. Raccomandate però questo affare al Signore
et i sudetti Sig, Abate e Canonico che assai richieggono le vostre
orazioni comuni come ancora fo io.
La vigilia di Natale nella città di Rimino vè
stato un gran terremoto, ma senza danno per grazia di Dio, e questi
terremoti si vanno di nuovo sentendo nellAquila e nello
stato ecclesiastico. Le cose poi delle guerre sempre più
sintorbidano e vanno crescendo, e di più dicono che
il nuovo gran Turco arma per mare e per terra senza sapersi à
che fine, e tutta la Christianità sta sotto sopra aumentandosi
sempre le discordie.
Nostro Signore ci aiuti per sua misericordia e per questo scrivo
queste cose, acciò che con speciale calore ricorriate allonnipotenza
e misericordia di Dio, acciò che quando le cose del mondo
sono più disperate egli faccia risplendere la sua bontà
senza haver riguardo à nostri peccati.
Vi saluto con le sorelle e tutte coteste religiose.
Roma 5 Gennaro 1704.
La vita della Serva di Dio ancora sta nelle mani di chi la rivede
secretamente, come vi significai. È morto il Card. Spinola
il vecchio, perché vè nè un altro
Spinola più giovine; è morto danni 96 per
quanto ho sentito dire; fu fatto Cardinale nella prima promozione
dInnocenzio XI s. m., hora vaca il 12° luogo del Sagro
Collegio.
1704 01 26 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o
ricevuto la vostra lettera de 22 Decembre con la poliza
del legato, per la quale ne ringrazio infinitamente Iddio benedetto,
et anche poi voi che siete stata la mano per la quale Iddio lha
fatto procurare con tante diligenze e poi mandata. Deo Gratias.
Ho ricevuto pure li 2 zecchini che fanno 38 giulij di moneta romana,
onde ne mandai subito 30 giulij, cioè tre scudi al P. Procuratore
Generale delle Scuole pie, che ne ha fatta lacchiusa ricevuta,
che la manderete alla Signora Prencipessa, acciò che veda
essersi fatto questo pagamento. Degli altri 8 giulij di sopra
più, ne ritengo due per lOrdinario monastico, che
ho qui, aspettando buona occasione per gli altri 6 giulij; sono
à vostra disposizione, e se non scrivete altro, li manderò
col Sig. Canonico Turano. Nella poliza del legato non faceste
levare i 2 scudi chebbi qui dal Sig. Sciabarasi, onde vi
sono ancora debitore di questi due scudi, oltre i 6 giulij sopranominati;
scrivete se ne volete qualche cosa, e li manderò con il
Sig. Canonico perché delle cose di religiosi noi non ne
possiamo disporre. Intendo la perdita delle cose di cotesto Monasterio
per il [bordonaro] rubato, sono giuditij di Dio sempre giusti,
ma non sempre manifesti per farvi esercitar la santa pazienza
nelle angustie di cotesto Santo luogo, spero però che il
Signore vaiutarà in qualche maniera ò facendovi
trovare le cose rubate, ò in altro modo come dispone la
sua divina providenza. Ho ricevuto laltra parte della copia
delle lettere di Monsignore e resto assai edificato della prudenza
e carità dello stesso Signore per la causa della Serva
di Dio, e sempre più ammiro la divina bontà che
quando ci crediamo allo scuro, allhora vediamo spuntare
nuovi raggi della divina providenza; in somma quando Dio vuole,
si fa tutto: e quando egli non vuole tutte le potenze del mondo
non bastano à muovere una paglia.
Quanto alla piastra ò rame che Monsignore pensa far fare
qui, non è necessario, perché laltro rame
intagliato della figura della Serva di Dio, già havea io
pensato à mandarlo costà col Signor Canonico Turano:
perché qui non è tanto necessario perché
la vita si stamperà in Girgento: e la spesa del detto rame
fu fatta da cotesto Monasterio, onde è bene che resti costì;
se bisognerà ritoccarlo, lo farò fare prima di darlo
al Sig. Turano.
Della vita ancora sta in mani della persona che la rivede, e circa
il capitolo di nostra madre mi rimetto al vostro giudizio, che
resti al principio. Quanto poi al lungo capitolo dellorazione,
per non guastar tutta la tessitura, si potrà mettere al
principio desso un avvertimento al lettore, che contenendosi
in esso cose assai alte, lo potrà trapassare, e leggere
la materia che siegue perché dice il Sig. Canonico che
non è bene di privare di questi alti sensi chi havesse
capacità da Dio dintenderle. La persona che hora
rivede la vita, non solo non mostrò ripugnanza à
leggerla, ma ne sentì gran consolazione, perché
da molto tempo avanti desiderava vedere i scritti di questa Serva
di Dio: perché havendone veduti già alcuni, sera
servito dessi per guidar alcune anime, e così senza
noi saperlo habbiamo incontrato un rivisore non solo dotto e prattico
dello stile di Roma, ma anche affezionato alla Serva di Dio, e
così diciamo col Profeta Omnia serviunt tibi, anche le
nostre risoluzioni senza quasi sapere che facciamo. Pregate per
me questa benedetta Serva di Dio; acciò che fra tanti che
ricevono grazie di Dio per sua intercessione, vi sia ancora io,
e vi saluto con le sorelle e coteste religiose.
Roma 26 Gennaro 1704.
1704 02 02 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o
ricevuto la vostra lettera de 30 Decembre, con alcune crocette
della Serva di Dio, e con la seconda poliza, e ve ne ringrazio
assai. Quanto alla vita della Serva di Dio, quello che qui si
stimerà bene, ha poi da passare sotto locchio e direzione
di Monsignore, che perciò egli ordinerà ciò
che shabbia à stampare; circa al capitolo di nostra
madre tanto lungo, ho detto il vostro parere al Sig. Canonico
di lasciarlo al principio, potendolo ancora abbreviare per non
far una testa mostruosa in grandezza col resto del corpo.
Del rame della Serva di Dio, già vi scrissi che faceva
pensiero di mandarlo costà col Sig. Canonico, et hora lho
dato allintagliatore per ritoccarlo in qualche luogo per
esservi in qualche parte qualche consumamento, per le tante figure
stampate, il che credo si farà con poca spesa, et io ho
dato altri scudi due e 6 giulij, che serviranno per questo e per
altri ordini che mi manderete, come cennate.
Il Sig. Abate Rini et il Sig. Canonico vi salutano e si raccomandano
assai alle vostre orazioni, et il Sig. Abate dice di non ricordarsi
bene del mastro che fece la cornice di mistura etc. ma stima che
sia un tal maestro Vincenzo et il suo figlio, che stanno in Girgento,
ò sono per altri luoghi dattorno, onde da Girgento
ne potrete haver nova; dice però che per far bene à
gusto nostro, bisogna che vi sia persona che sopraintenda con
dir loro come si vuole etc.
Resto molto edificato del distaccamento della Signora Prencipessa
di Butera nel mostrarsi tanto aliena da ricevere quei stati lasciatele:
e mè paruta buona disposizione il riservarsi quelle
somme che ella crede poterle applicare in servizio di Dio.
Circa i processi, si stanno copiando, comanche la vita sta
in mano della persona che la legge, et hoggi ad otto sabboccherà
con essa il Sig. Canonico per sentire i suoi sensi. Questo è
quanto occorre presentemente, pregate per me e vi saluto con le
sorelle e coteste religiose.
Roma 2 Febbraro 1704.
Il Sig. Canonico Turano manda lacclusa al nostro P. Confessore,
à cui farete à mio nome divotissima riverenza, con
supplicarlo dellaiuto delle sue orazioni.
1704 02 09 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
n
questa settimana non ho havuto lettere da costà in cui
aspettava la lettera di suor M. Pacifica per il Sig. Sciabarasi
suo fratello per li due scudi havuti, spero che verrà nellaltra
posta.
Lintagliatore ha ritoccato il rame di suor M. Crocifissa
dove bisognava più presto di quello che credeva, et ha
voluto uno scudo romano, onde del denaro di cotesto Monasterio,
mi restano uno scudo e 6 giulij per seguirne vostri ordini, come
cennaste; il rame spero mandarlo con il Sig. Canonico che partirà
doppo Pasqua. Lo stampatore delle figure mha detto che questo
rame può anche stampare 10 mila figure, ma bisogna che
lo stampatore di Sicilia usi diligenza che consiste in due cose:
prima che il nero che si fa di feccia di vino, sia ben macinato
cioè sottile e fino assai, perché altrimente consuma
le righe dellintaglio, e per secondo ogni volta che si stampa,
si pulisca il rame non con carta ò straccio, ma con la
pianta della mano che fa pulito senza pregiudizio dellintaglio;
queste due cose le potrete far avvertire allo stampatore, acciò
che il rame sia di maggior durata.
Questo è quanto presentemente: della vita della Serva di
Dio, appresso avviserò se piace à Dio, perché
hoggi il Sig. Canonico deve parlare con la persona che lha
letta. Pregate per me con le sorelle e coteste religiose, e tutte
saluto nel Signore.
Roma 9 Febbraro 1704.
1704 02 16 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o
ricevuto la vostra lettera de 5 Gennaro con la consolazione
di sentire buoni avvisi di voi sorelle, e massime di suor Maria
Maddalena, à cui il Signore fa grazia anche nel corporale,
dandole salute tanta che possa esercitare i rigori del Romitorio.
Spero chella si ricorderà sempre di me per impetrarmi
da Dio il perdono delli miei peccati et una morte Christiana che
desidero presto dalla divina misericordia.
I processi si stanno copiando, et il notaro ha havuto 60 scudi,
ma domanda almeno altri 200 per le copie già fatte; ma
spettiamo la divina providenza per mezzo di Monsignore che ha
significato di mandar in questo mese scudi 500. La Vita poi chi
lha veduta lha molto commendata e qualche osservazione
chha fatto per levar ogni intoppo à lettori che non
havessero per altro cognizione della santità della Serva
di Dio, e per la causa da introdursi in sagra Congregazione qualche
osservazione, dico, fatta servirà per ponderar meglio le
cose sotto la direzione et ordinazione di Monsignore il quale
la stamperà in Girgento, come ha scritto al Sig. Canonico
il quale vi saluta tutte e si raccomanda alle vostre orazioni,
pensando di ritornare doppo Pasqua senza dimora.
Quella grossa somma che la Signora Prencipessa di Butera sè
riservata sopra lo stato della Roccella, forse un giorno potrà
servire à farle fare qualche limosina per le spese della
causa della Serva di Dio: il quale se vorrà che questa
causa vada avanti, aprirà le strade che vorrà, e
che meno forse da noi sono pensate. Preghiamolo perciò
sempre Fiat voluntas tua.
Ho mandato le tre lettere al Sig. Sciabarasi à Civita vecchia:
et ho già ordinato i due diurni monastici e lufficio
della Madonna à vostro gusto. Se bene vera un diurno
della stessa grandezza, di carattere grosso e nero assai bello,
ma per essere à colonne non ho voluto pigliare per seguire
i vostri ordini.
Spero anche pigliare le due vite della Madonna in figurine, et
una grande col bambino e S. Gioseppe ma le altre 80 non penso
prenderle, perché il Sig. Canonico Turano vuole egli comperare
molte figure belline per loro: onde non è necessario mandarne
altre, oltre che non mi piace la continuazione fissa di distribuire
queste figure nella Pasqua Rosata: perché vi può
intervenire qualche attacco soverchio, e poi nelle comunità
non bisogna introdurre certe cose straordinarie ad un tempo ordinario,
perché poi tralasciandosi cagionano qualche disgustarello
nellanime non molto perfette, delle quali sempre ve ne sono
nelle comunità; e così stimo meglio che senza regola
fissa di tempi si faccia qualche dimostrazioncella quando meno
vi si pensa. Hor io penso col Signor Canonico mandarvi il rame
delleffigie della Serva di Dio, e con esso lordinario
monastico e le vite della Madonna e la figura grande, se così
piace à Dio.
Quando il Sig. Abate Rini anderà à Loreto havrò
memoria di quei rosarij che desiderate etc.
In ultimo vi saluto con le sorelle e coteste religiose, e massime
s. M. Candida, ringraziandola della memoria tiene di me, et alle
vostre orazioni mi raccomando.
Roma 16 Febbraro 1704.
1704 03 01 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o
ricevuto in questa settimana due lettere da costà, una
vostra de 14 Gennaro, e laltra de 26 di suor
Maria Lanceata; et intendo lindisposizione di suor M. Maddalena,
che lha fatta uscire dal Romitorio. Spero che questa nuova
malattia le havrà servito di materia di far nuovi atti
di pazienza e di conformità al divino volere: sicché
linfermità corporale le habbia accresciuto la sanità
spirituale, la quale qui si va sempre aumentando con le virtù,
e poi si perfezionerà nella beata patria per tutta leternità.
Confido ancora nel Signore che per nostra consolazione e per maggior
lena dessa, lhabbia restituito anche quella sanità
mediocre che prima havea, del che ne aspetto gli avvisi piacendo
così à S. D. M., tra tanto salutatela assai nel
Signore e pregatela delle sue orazioni specialissime per me.
Ho veduto la lettera di Ferdinandino, e ne ringrazio il Signore
massime per la grazia gli fa che habbia in odio la sua offesa,
et inchini alla vita Christiana.
Quanto alla curiosità che havete spirituale, il nostro
P. Generale si chiama D. Paolo Leonardelli, e finisce il suo triennio
del Generalato doppo Pasqua, perché i Generali durano tre
anni; non si farà però Capitolo generale perché
il Papa per i tempi che corrono ha stimato meglio che non si faccia,
onde egli farà per breve il Generale, che ancora non si
sa chi habbia ad essere.
Ma io voglio domandarvi dunaltra curiosità,
cioè di sapere donde vi sia venuta la curiosità
di sapere questa cosa. Qui è morto il Cardinal Norij soggetto
di gran dottrina chera stato Agostiniano; e sta assai male
il Cardinale Giansone Francese, pregate per essi.
Il Sig. Canonico Turano ha cominciato gli esercitij spirituali,
e quanto alla vita chi lha letta gli è piaciuta assai,
e qualche osservazione fatta il Sig. Canonico se la noterà
per dirla à Monsignore e poi regolarsi col suo parere,
ma di questo non ne fate parola prima del suo ritorno.
Io poi ho letto un poco de notamenti della vita di nostra
madre s. m. ma non mha bastato lanimo di leggerli
tutti per il carattere che à pena lo so leggere. Comunque
sia qui non credo che si possa facilmente stampare, sì
per le grandi strettezze che usano nellapprovare queste
vite, sì anche perché il P. Bagatta che scrisse
la vita del P. D. Carlo, partirà doppo Pasqua, e così
non vè tempo. Io penso di rimandare questi notamenti
col Sig. Canonico e quando poi sarà finita la stampa della
vita della Serva di Dio, allhora si potrà tentare
per mezzo del P. Confessore che lo stesso Sig. Canonico ne faccia
un piccolo ristretto delle virtù, per stamparlo in un libretto.
Basta, se saremo vivi, se ne discorrerà allhora.
Mi raccomando alle vostre orazioni e di suor M. Lanceata che nominatamente
saluto e tutte di cotesto santo luogo pregate per me, e tutte
saluto nel Signore.
Roma 1 Marzo 1704.
1704 03 10 - AMBP - (Alla Signora
Prencipessa di Scordia sua Nipote)
ono
per la presente à riverire V. E. et insieme à rappresentarle
una cosa che forse al principio le parrà strana, ma spero
che ben considerata, le parrà assai ragionevole. Laffetto
che giustamente V. E. porta al suo figlio Ferdinando Maria deve
muoverla à cercar ogni suo vantaggio spirituale e temporale,
e perciò ella gradirà che io le proponga un mezzo
assai efficace col divino aiuto di farlo avvanzare nella cultura
dellanimo e nella sperienza del vivere humano, chè
di farlo qui educare in Seminario Romano, dove è il fiore
della nobiltà dItalia con ottima educazione allevato,
tanto più profittevolmente, quanto più lontano dalle
lusinghe delle case paterne. Propongo à V. E. questa strada
perché laffetto che porto à questo figliuolo
mha fatto considerare i modi di promoverlo nella virtù
Christiana e civile: quale se bene puol havere in casa sua, nulladimeno
sempre sarà maggiore fuori della patria. Né credo
chella stimi che io minganno, perché se io
minganno, singannano anche tanti altri Signori di
prima qualità che mandano qui i figliuoli anche unici eredi
delle loro case, et in età anche di 7 e 6 anni, come io
stesso ho voluto informarmi da Padri che governano il Seminario,
da quali mi sono state mostrate anche le stanze et officine
per esser io informato et à voce et collocchio. Letà
di Ferdinandino Maria è giusto à proposito, perché
vi troverà compagni dellistessa età. Quanto
alla spesa, è tale che spenderà più costì
in casa, che qui in Seminario, dove bastano 200 scudi romani lanno,
se bene per il primo anno vi vogliono 300 scudi per far le provisioni
di biancaria, letto, scanzie et altre cose necessarie.
Dallacchiusa notizia stampata V. E. potrà vedere
tutto ciò che si prattica e bisogna in quel luogo. Circa
poi il viaggio V. E. non tema delletà perché
anche si portano in viaggi lunghissimi di mare i bambini di latte,
e con un poco di commodità spero in Dio che gli sarà
facilissimo, e di poca spesa, perché bisognerebbe per maggior
riposo del figliuolo mandarlo con feluca à posta da Palermo
à Napoli sempre vicino terra per sbarcar ogni sera, e da
Napoli poi in qua ò in lettica ò galesso come si
giudicarà meglio; né in tal viaggio vi vogliono
molte convenienze, ma come usano tanti altri Signori grandi farlo
privatamente con uno ò due servitori necessarii alla persona
del figliuolo, con consegnarlo à qualche persona grave
e decorata che ne havesse cura, per la qual cura se il P. Bernardino
di S. Filippo Neri tanto amorevole di casa volesse abbracciarla,
credo che farebbe un gran favore ad intraprenderla. Prevedo lostacolo
che farà V. E. per non privarsi del figliuolo, ma Signora
mia questo non è privarsene, ma solo allontanarselo per
un poco di tempo per haverlo huomo ben addottrinato nelletà
avvanzata: e sella vuol bene il figliuolo come lo vuole,
deve postoporre questa tenerezza materna al vantaggio e profitto
del figlio. Non addurrò qui altri motivi per persuaderla
in questo perché ella mi farà lhonore di dar
credito alla parole dun zio già totalmente ignorante
delle cose di questo mondo, e che non cerca altro se non lutile
maggiore di questo unico rampollo di casa. Se V. E. risolve questo
negozio, non vi perda tempo, perché tutto il tempo prolungato,
è un prolongamento del profitto del figliuolo, e mi resto
con la speranza che la sua prudenza havrà da secondare
i miei consigli e desiderij, quali non le ho esposti se non prima
habbia raccomandato tutto questo affare à Dio benedetto
per darmi lume, vigore di far ciò che sia di suo maggior
servizio, e gloria, chè lultimo fine dogni
operare Christiano, e qui le fo divotissima riverenza.
Roma 10 Marzo 1704.
Di V. E.
Divot. mo et obblig.mo Serv.re
Gioseppe M. de Tomasi.
1704 03 15 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o
ricevuto la vostra lettera del primo di Febbraro, con lavviso
della continuazione de dolori di suor M. Maddalena, quali
mi fo miei proprij per la compassione notevole che le ho, e per
sempre rivolterei noi mortali fra le spire che da ogni lato ci
attorniano, e così si muta la qualità, ma non si
muta la croce. Nostro Signore ci dia buon passaggio cioè
senza caduta in peccato in questa valle di miserie, e poi ci dia
luogo di salute nellaltra, perché alla fine poco
importa il cattivo tempo quando passa, e viene uneternità
felice che aspettiamo per i meriti del sangue di Giesù
Christo, che con la sua morte ci ha liberati dalla morte eterna.
Salutatemi assai questa nostra inferma sorella, e nella sua croce
preghi per me con le parole del santo crocifisso: così
dica al Signore: Memento fratris mei Domine dum veneris in
regnum tuum.
Il processo non si potrà havere copiato et collazionato
se non per tutto Maggio perché il Notaro va fuori di Roma
per un mese, ha detto al Sig. Canonico che il processo va bene
e che gli pare sia stato fatto con tutti li requisiti necessarij,
e che perciò sia valido; comanche gli pare che vi
siano cose rilevanti per procedere avanti questa causa, anzi ha
preso divozione alla Serva di Dio, e da per sé fece copiare
quello scritto del Sacerdote, e lo mandò al suo paese per
farlo leggere a Sacerdoti. Deo Gratias.
Il Sig. Canonico partirà il mercoledì di Pasqua,
et io gli ho dato un fagottino per voi altre, dove sono i diurni
ufficio et ordinario con molte figure, e con il rame della Serva
di Dio con li notamenti sopra le virtù di nostra madre.
Gli ho parlato per aggiugnere al fine della vita altre grazie
miracolose tutto che non siano nel processo, e siamo restati che
al suo arrivo, voi gli manderete le notizie che havete di esse,
et egli ne sceglierà le migliori e più notabili
per raccontarle brevemente, sicché sarà cura vostra
il mandargli subito queste notizie, anzi io ho raccolto alcune
à me mandate e gliele darò per lo stesso fine; quanto
alle revelazioni havute da altri della sua gloria, vè
qualche difficoltà perché queste persone sono ancora
viventi, nondimeno ne consulterà con Monsignore e seguirà
il suo ordine onde potrete ancora queste notificare al sudetto
Signor Canonico acciò che sappia delle cose chha
da consultare.
Ringrazio Iddio che la Signora Prencipessa ha chiamato D. Gaspare
Celestre per metter mano alla fabbrica del Collegio, spero che
se ne vedrà leffetto prima con le orazioni loro,
e poi anche con le nostre diligenze tanto con detta Signora quanto
costì con i suoi ministri per i pagamenti e fabbrica. Circa
le cose del figlio del Sig. Conte della Corcia etc. vi sono due
difficoltà, prima che Monsignore non vorrà dare
la Chiesa degli Agonizzanti alli PP. delle Scuole pie per non
privarsi della sua giurisdizione in quella Chiesa, nella quale
però lascerà che detti Padri dichino la Messa e
confessino sì, ma non come in Chiesa propria, laltra
difficoltà è che il denaro che si spende per mantenimento
de 12 soggetti, ha da essere applicato per la fabbrica fino
che sia terminata, onde se vi stanno 12 persone, con che denaro
sha à fare la fabbrica? Se il denaro della fabbrica
è distinto da quello assegnato per il mantenimento, la
cosa va bene: ma sè lo stesso, bisogna prima far
la fabbrica, e poi far venire i 12 soggetti. Parlatene col Sig.
Arciprete che potrà vedere latto della fondazione
come [...] io in questa settimana ho scritto alla Signora Prencipessa,
proponendole di mandar qua al Seminario Romano Ferdinando Maria;
per molti motivi ho fatto questo, che per brevità non scrivo.
Ho raccomandato il mio pensiero al Signore, et ho celebrata la
S.ta Messa à questo effetto, ne ho preso parere altrui,
et io stesso sono andato in Seminario per vedere il luogo et informarmi
à pieno. La difficoltà maggiore sarebbe stata per
letà, ma dal Padre Procuratore con cui parlai, seppi
che anche hanno ricevuti figli anche di 6 anni, e di questa tal
piccola età hanno ricevuti Signori grandi et unici eredi
delle Case loro, e presentemente vè un Signorino
di 8 anni. Sicché questo punto delletà subito
fu deciso. Quanto alla spesa bastano ogni anno 200 scudi se bene
nel primo vene vogliono 300 per far i mobili, vestiti, biancharia
etc. onde Ferdinando viene più tosto ad avvanzare che perdere
perché in Palermo e per la sua persona e per chi lo segue
vi vorrà di più. Quanto al viaggio ho scritto che
bisogna mandarlo privatamente con uno ò due servitori per
suo servizio, e consegnarlo à qualche persona amorevole
e prudente, per la quale ho suggerito il P. Bernardino di S. Filippo
Neri, e non potendo egli, qualchaltro religioso che lo condurrà
con feluca à posta fino à Napoli sempre vicino terra
per sbarcare ogni sera, e da Napoli poi in qua in lettica ò
in galesso. Ho mandato queste lettere à detta Signora et
al P. Bernardino per via della feluca del dispaccio, che forse
arriveranno prima dAprile e per le feste di Pasqua, onde
arriveranno assai prima di queste mie presenti che mando per la
posta. Ho scritto al P. Bernardino che voi altre costì
quando sentirete che io ho proposto questo, non havrete difficoltà
anche prima che io ve lhabbia scritto, et ho usato queste
diligenze perché vorrei che venisse il figliuolo prima
de caldi dellestà, e che fosse qui al più
tardi alla fine di Giugno. Io non credo di ingannarmi nel presupporre
la vostra approvazione, massime che questo figliuolo restarà
sotto i miei occhi, se il Signore mi dà la vita io gli
farò il padre per quanto comporta il mio stato. Del resto
raccomandate tutto questo affare al Signore con lintercessioni
della Madre Santissima e di suor Maria Crocifissa, perché
ancora io con queste due intercessioni lho pregato e lo
prego per la direzione di questa cosa secondo il suo santo beneplacito,
che altro non pretendiamo. Aggiungo che non mi pare bene che facciate
instanza di far venire costà il figliuolo, perché
non si deve ritardare una cosa di tanto suo profitto spirituale
per una semplice tenerezza, e poco importa à voi lhaverlo
in Palermo con la madre, ò in Roma col zio.
Questo è quanto è bisognato dire un poco alla lunga.
Vi saluto con le sorelle e coteste religiose e tutte pregate per
me.
Roma 15 Marzo 1704.
1704 03 22 - AGT (copia) - (A
suor M. Maddalena sua sorella)
l
mercoledì santo ho ricevuta una vostra lettera de
20 Febraro, breve di righe, ma lunga rispetto alle vostre infermità
nelle quali lhavete scritta, et io vi ringrazio di questa
carità che per darmi la consolazione che ricevo dalle lettere
di costà, via siate incommodata. Intendo dunque la vostra
affannosa indisposizione, come anche laltra di suor M. Serafica
di esserle slogata una mano. Queste sono le spine di questo mondo,
quali però ci raddolciscono le spine prese spontaneamente
da nostro Signore Giesù Christo, per le quali noi coglieremo
poi le rose nellaltra vita, perché in questa bisogna
haver dolore et afflizione fino al fine. Il gaudio del Cristiano
è in speranza di quello chaspetta, e non di quello
che ha. S. Paolo scrive che siamo spe gaudentes tutta la
nostra allegrezza è del futuro non del presente e perciò
dobbiamo esser pazienti nelle tribolazioni presenti perché
non ci scappi ciò che aspettiamo nellaltra vita:
Spe gaudentes, in tribulatione patientes. Ecco hoggi è
il Sabbato Santo et habbiamo Christo hieri paziente e morto in
croce, e domani lieto, risorgente dal sepolcro. Noi siamo il ritratto
di Christo, egli è loriginale. Se vogliamo risorgere
nella fine del mondo dalle nostre sepulture gloriosi per omnia
saecula saeculorum, bisogna che hora portiamo limmagine
della sua croce e patimenti, si compatimur, et conglorificabimur.
Pregatelo che ci dia grazia dimitarlo in questo mondo e
nellaltro, qui nella pazienza, e quivi nella gloria, e lo
stesso prego che facciano le nostre sorelle e tutte coteste religiose,
quali saluto nel Signore.
Il Sig. Canonico Turano pensa partire in questa settimana di Pasqua,
e non so che risoluzione habbia presa ò di andare per terra
in Napoli, ò di servirsi dun legno di Trapani che
si trova qui e va in Palermo. Pregate per lui e per il Sig. Abate
Rini.
Roma 22 Marzo 1704.
1704 04 12 - AGT (copia) - (A
suor M. Maddalena sua sorella)
o
havuto una vostra de 9 Marzo et intendo la continuazione
del dolore della mano di suor Maria Serafica: quale se sarà
servito per cilizio nella quaresima passata, ma hora forse in
questi santi giorni di resurrezione glielhavrà mitigato
il Signore. Comunque sia non bisogna aspettar perfetta sanità
e felicità senza dolore, che nellaltra vita, perché
il cercarle qui è pazzia.
Il tempo de premij del bene e de castighi del male,
è nel giorno del giudizio prima particolare, e poi nelluniversale
perfettamente quanto à tutto lhuomo, cioè
allanima et al corpo et il Signore di questo partendo disse:
Tunc reddet unicuique iuxta opera sua. Tunc allhora,
in quel tempo.
Perché mentre siamo in questo mondo non siamo nel tempo
della retribuzione. E se il Signore ci dà qualche consolazione
ò castigo, questo lo fa di passaggio per farci ricordare
della consolazione e castigo che stanno preparati di là.
Del resto io resto consolato de vostri sentimenti, perché
con altri simili mi vo consolando, cioè col desiderare
presto una morte Cristiana. Perché se bene è cosa
spaventevole la morte, però è assai più pericolosa
la vita per offender Iddio e per noi dannarci. Pregate per me
e vi saluto con le sorelle e coteste religiose.
Quanto alla vita della Serva di Dio, qui si notarono alcune cose,
delle quali il Sig. Canonico Turano ne consulterà col Monsig.
e del resto cammina bene, né bisogna a mio parere, se non
aggiugnere qualche poca cosa come dissi à bocca allAutore.
Roma 12 Aprile 1704.
1704 05 10 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
n
questa settimana non ho havuto lettere da costà e sto aspettando
con laiuto di Dio vostre lettere per conoscere la sanità
della mano, che spero il Signore vi habbia già restituita,
come desidero. Havete raccolto con la mano i frutti della santa
pazienza perché questo mondo ci somministra sempre materia
di farne buona raccolta, tutto sta che la facciamo, sentendomi
molto debole io ad accumularne un buon tesoro; pregate Iddio che
mi perdoni i peccati, e che mi dia pazienza ne guai di questa
vita, e che non li habbia ad havere qui e nellaltro mondo.
Già sono venuti avvisi per la feluca del dispaccio al Sig.
Abate Rini, che il Sig. Canonico Turano arrivò in Girgenti
in 4 giorni partendosi da Fiumicino. Nostro Signore per lintercessione
della sua Serva gli ha dato un felicissimo viaggio, et aspetto
da costà altri avvisi di ciò che si farà
per la stampa della vita. Qui saspetta che il notaro finisca
le sue fatiche sopra i processi, onde non occorre altro dir presentemente.
Vi saluto con le sorelle e coteste religiose e pregate per me
sempre, acciò il Signore mi dia una morte Christiana e
presto se così gli piace.
Roma 10 Maggio 1704.
1704 05 17 - AGT (copia) - (A
suor M. Maddalena sua sorella)
o
ricevuto una vostra de 16 Aprile, della quale molto vi ringrazio,
mentre con tanto incommodo vostro per le indiposizioni chhavete,
mi scrivete per darmi questa consolazione.
Hora ringrazio Iddio della venuta costà del P. Provinciale
delle Scuole pie, e del cominciamento della fabbrica della qual
cosa ne aspetto, piacendo à Dio, altri avvisi per intendere
il buon proseguimento. Della venuta poi della Signora Principessa
di Scordia pure ne attendo nuovo avviso, come io ancora da lei
aspetto la risposta sopra il negozio di Ferdinando. Ma per farlo
venire qua se bene il P. Bernardino mha scritto che con
tutte le sue persuasioni non lhavea potuto piegare ad acconsentirvi.
Se voi costì potrete fare qualche cosa per farlo risolvere
farete una cosa santa per bene spirituale e temporale del figliuolo.
Perché qui sarebbe allevato con ogni diligenza nel santo
timore di Dio, e levato dalle occasioni che potrebbe forse havere
in Palermo di perderlo, se sincontrasse in poco buona compagnia
e conversazione. In somma quando si può, è meglio
fare allevare i figliuoli nobili fuori di casa, che in essa. Raccomandiamo
il tutto al Signore acciò che si faccia la sua santa volontà.
Amen.
Godo che suor M. Serafica stia meglio della mano, e quanto alla
rinunzia della voce passiva per la futura elezione, ha preso una
buona strada di rimettersi alla direzione e consiglio del Prelato
che il Signore le ha dato. Onde spero che ne seguirà il
meglio per lanima sua.
Vi ringrazio anche dellavvisi delle 2 grazie cennatemi delle
schiopettate, e della Madre del vostro P. Confessore, fatte per
lintercessione della sua Serva. Per la quale spero mandare
nella posta seguente le formule delle lettere postulatorie chhavranno
da scrivere i Prelati e le città di cotesto regno al Papa
per la sudetta causa, e le manderò al Sig. Canonico Turano
sotto il vostro piego, non mandandole hoggi perché il Sig.
Pellegrini Procuratore di questa causa ha impedimento ma mha
promesso darmele nellaltra settimana. In questo anno toccava
farsi qui il nostro Capitolo Generale, ma il Papa per buone ragioni
ordinò che non si facesse, e però egli per breve
farà il Generale e i 4 Consultori de quali uno questa
volta deve esser Siciliano. Hora qui è uscita voce che
ciò caderà sopra di me. Io non ho potuto oppormi
finhora per non metter il carro avanti i bovi, non havendo
ciò saputo per avviso del Papa. Ma questa voce mi fa temere
molto.
La carica veramente non è di superiore chhabbia cura
danime, ma solo dassistere al Generale e far con esso
lui i Superiori di tutta la religione. Ma io non so come possa
ciò fare in buona conscienza non havendo cognizione di
suggetti per non haver prattica delle case, e così da un
canto sarei obligato à dar il voto alli più degni
sotto peccato mortale, e dallaltro io non ho cognizione
di quelli che sono più ò meno degni. Se la cosa
sarà vera, io non laccetterò non potendo ciò
fare prudentemente. Ma non so se sarà accettato questo
mio rifiuto. Ve lo scrivo confidentemente acciò che voi
pregate assai assai il Signore acciò che maiuti in
tutto, e fatene pregare laltre religiose assai pure senza
dirne la causa particolare.
Roma 17 Maggio 1704.
Il Sig. Abate Rini vi saluta con le sorelle e si raccomanda alle
vostre orazioni, egli pensa partire di qua hoggi ad otto, 24 del
corrente per terra à Napoli, e poi per mare il resto del
viaggio.
1704 06 28 - AMBP - (A suor
M. Maddalena sua sorella)
o
ricevuta una vostra de 23 Maggio col racconto dellapparizione
della Serva di Dio à quel povero calzolaro, e ne ringrazio
S. D. M. che mostra in un istesso tempo quanto gli sia grata la
sua Serva, e gli effetti della sua divina providenza per strade
impensate. Ho ricevuto la relazione dellaltra grazia fatta
al Sacerdote di Naro, e se ben il carattere è buono, nondimeno
la dicitura è tanto oscura et imbrogliata che à
pena intendo distintamente il fatto, tutto che lhabbia letta
due volte, non intendendo quella monachella à Rosalia di
chi si parla etc.
Del processo non dico altro di nuovo, perché aspettando
li 100 scudi che furono levati dalli 500 mandati da Monsignore
per esser poi subito dal Sig. Canonico Turano rimandati, non sono
ancora venuti, onde io non fo fretta al Notaro, non potendolo
pagare, di questo però non dite cosa alcuna per non mostrar
troppa sollecitudine.
Sabbato passato 21 del corrente il Sig. Abate Rini partì
per Napoli, dove credo si fermerà in questa Està,
raccomandatelo al Signore come anche me per le mie molte necessità
et occupazioni.
Mi dispiace che la mano di suor Maria Serafica resti ancora impedita,
sarebbe bene chiamare qualche chirurgo buono di coteste parti,
per farla curare, e vedere se il male viene dalla mala commissura
delle ossa, ò dal gonfiore per il quale si potrebbono fare
delli bagniuoli ò altri fomenti; ditelo allAbbadessa
acciò che prenda questa risoluzione acciò che si
facciano da canto nostro le diligenze necessarie, e del resto
poi lasciar il tutto nelle mani di Dio. Salutatela assai con s.
M. Lanceata, et tutte coteste religiose e pregate per me.
Roma, 28 Giugno 1704.
1704 07 05 - AMBP - (A suor
M, Lanceata sua sorella)
o
ricevuto la vostra lettera del primo Giugno, e rispondo a
capi brevemente per la scarsezza del tempo. La licenza per s.
M. Serafica già lho mandata alcune settimane sono.
La lettera che dite di haver mandata non lho ricevuta, e
poi vi ho avvisato qualchaltra spesarella fatta per il diurno
etc., le cose del processo le saprete dallacchiusa lettera,
che doppo letta la siggillarete, e la manderete.
Ho ricevuto la nota delle grazie concedute dal Signore per la
sua Serva in quel fatto della colonna e del pozzo etc. che sono
molto notabili. Laus Deo. Raccomando al Signore lanima del
Prencipe di Raffadale e di D. Geronimo Lapadura, e non scrivo
al Sig. Prencipe figlio del morto per non havergli mai scritto:
e però non è necessario.
Hora io ho parlato col nostro Medico e chirurgo sopra la mano
di suor M. Serafica, e dicono che se veramente lossa sono
state rimesse bene, per medicare i nervi ò altro che impediscono
il moto, stimano bene di fare ciò che qui si prattica con
molta buona riuscita: si piglia un castrato vivo e si fa una apertura
(testo mutilo) nellabdomene ò ventre, e subito vi
si mette dentro la mano offesa dentro quelle viscere calde e vi
si tiene una mezzora ò unora fino à
tanto che cominciano le viscere à raffreddarsi; questo
castrato può servire per 4 ò 5 volte, tornando a
ricucire il taglio fatto allanimale vivo; questo anche si
può fare con un pollo ò gallina, e questi animali
non si contaminano, ma possono servire ad esser poi mangiati.
Il nostro medico dice che potrà in questi caldi provar
ciò una volta, ma doppo venute le prime pioggie e fatta
prima una leggiera purga potrà per 12 ò 15 giorni
la mattina et anche la sera fare questo medicamento di metter
la mano nellanimale ò castrato ò pollo aperto
vivo tanto quanto possa entrarvi la mano nelle viscere calde,
perché con questa continuazione di medicamento potrà
calmarsi il male e la gonfiatura. Parlatene col vostro medico,
e secondo che egli vi indirizzerà, pratticate questo rimedio,
almeno per prova per vedere che effetto fa. Vi saluto con le sorelle
e pregate per me.
Roma 5 Luglio 1704.
1704 07 12 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
n
questa settimana non ho havuto lettere da costà, e quello
che qui si fa della causa della Serva di Dio, lo saprete dallacchiusa
per il Sig. Canonico Turano, al quale la manderete sigillata.
Io fin hora ho dirizzate le lettere allaltre sorelle, che
mhanno scritto, perché so che le lettere sono comuni.
Della vostra indisposizione ne scrissi laltra posta qualche
parere havuto qui da medici, solo mi resta à dire
che la mano offesa che si mette nelle viscere ò abdomene
dellanimale vivo, vha da esser posta tutta fino à
tutto il polso, perché dalla parte del polso si dà
il vigore à nervi della mano. Provate questo rimedio per
far le nostre diligenze humane e sopra tutto raccomandiamo il
tutto al Signore.
Laltro giorno mincontrai col P. Procuratore Generale
delle Scuole, il quale mi raccomandò la fabbrica del Collegio
di Palma, perché va lenta, poiché vanno lenti i
pagamenti.
Vi raccomando questo negozio à sollecitare ò la
Signora Prencipessa ò i suoi ministri acciò che
dieno quello che si deve et è necessario per proseguir
questa santa opera, e ricordatevene sempre, perché sempre
bisogneranno questi stimoli quando shavrà da havere
denaro.
Vi saluto con le sorelle e tutte coteste monache e pregate per
me assai.
Roma, 12 Luglio 1704.
1704 07 18 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
n
questa settimana non ho ricevuto lettere da costà, sì
come né pure nella passata. Dallacchiusa lettera
vedrete tutto ciò che passa intorno alla causa della Serva
di Dio. Siggillate la lettera e mandatela subito. Per complimento
del pagamento dovuto al Notaro vi vogliono scudi romani cento
trenta; a me pare che il vostro Monasterio dovrebbesi scommodare
un poco à tal effetto, pagandoli esso, e perciò
ve lo scrivo, e se mai non vi trovaste tanto denaro, potreste
pigliarlo à prestito da qualche amorevole, con farne spedire
subito la poliza in Palermo. Bisognerà esporre questo à
Monsig. Illustrissimo che spero ve ne darà la licenza,
onde altro non soggiungo, dicendovi che se non si paga il notaro
non havremo il resto de processi, essendo in tutto 7 volumi,
de quali ne habbiamo havuti già 3.
Scrivo la presente con intenzione di mandarla con la feluca del
dispaccio, e perciò domane con la solita posta non scriverò,
e così vi mancherà un ordinario delle lettere correnti
per le consuete poste.
Questo è quanto moccorre dirvi, pregate per me e
vi saluto con le sorelle e tutte coteste religiose.
Roma 18 Luglio 1704.
1704 07 26 - AGT (copia) - (A
suor M. Serafica sua sorella)
n
questa settimana ho ricevute 3 lettere da costà, una di
suor M. Maddalena de 7 Giugno, e due vostre de 12
e 16 dello stesso mese et in prima infinitamente ringrazio il
Signore dellhaver veduti vostri caratteri doppo tanti mesi;
con che riconosco esser assai migliorata la mano.
Non lasciate però di far quel medicamento del castrato
ò pollo etc. come vi scrissi, perché con laiuto
di Dio potrà del tutto rimettersi nel suo vigore, come
desidero. Ho letta la lettera di Monsig. sopra la stampa della
vita della Serva di Dio, quale però spero havere presto.
Della relazione poi della grazia fatta alla spiritata, copiata
da suor M. Carità, ne ringrazio molto la stessa per la
fatica presa nello scriverla e perciò gliene confesso molte
obbligazioni. Nostro Signore esaudisca i miei desiderij di farla
santa, et ella lo stesso preghi per me, perché Iddio è
onnipotente per santificare i peccatori, come son io. Salutatela
per me insieme con le altre due sue sorelle. Dellaltre grazie
poi e concorso di gente alla Serva di Dio, ne lodo la Sua Divina
Maestà, e voi pregatelo che per lintercessione della
stessa mi faccia misericordia.
Delli miei guai per questo ufficio della consulta, già
ve ne ho scritto, e ringraziate Iddio che quella ciarla del Generalato
costì sparsa, andò in fumo. Perché se fosse
stata verificata, mi parebbe di tener un piede nellinferno
per la mia indegnità et insufficienza. Nella presente carica
mi dà qualche sollievo che non è di cura danime
come ancora dissi al Sig. Card. Colloredo. Non mancano però
occasioni di peccare in essa. Ma pregate Iddio che mi perdoni
gli errori fatti, e mi preservi per lavvenire. Vorrei scrivere
molto più, ma per questo mio ufficio, son carico di lettere
et il solo pensare alle risposte mi sgomenta. Nella settimana
passata vi mandai per la feluca del dispaccio una mia lettera
raccomandata al P. Bernardino. Con essa vera unaltra
per il Sig. Canonico Turano, dalla quale havrete saputo quello
che qui passa sopra i processi della Serva di Dio.
In ultimo vi saluto con le sorelle e tutte coteste Monache, chiedendovi
sempre il suffragio delle orazioni.
Roma 26 Luglio 1704.
1704 08 02 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
on
la vostra lettera de 28 Giugno intendo essere arrivate le
lettere postulatorie trasmesse al Sig. Canonico Turano, del che
ne ringrazio infinitamente il Signore. Sopra questa causa non
moccorre altro dire oltre lo scritto già per altre
mie, aspettando la divina providenza per finire di pagare il Notaro
con li scudi 130 per poter havere tutte le copie del processo.
Ho significato il vostro gradimento al fratel Andrea per gli Agnus
Dei mandativi co servitori del Sig. Abate Rini, del quale
non ne ho havuto più nuova doppo la sua partenza di qua.
Mi dispiace dello sbaglio nella legatura del Diurno: se in Palermo
havessero trovato in esso qualche foglio mancante, potrete rimandarlo,
ò almeno significar il foglio che manca, per poterlo costà
rimandare da qua.
Torno à raccomandarvi di far quel medicamento scritto per
la vostra mano offesa, e ne aspetto lavviso.
Circa i miei guai non ho che dirvi, se non che sono bisognoso
assai delle vostre e comuni orazioni e raccomandatemi alla nostra
Serva del Signore acciò che mimpetri una buona morte
e presto se così piace al Signore.
Anni sono vi mandai molti libretti sciolti da me fatti stampare
col titolo Breve Ristretto de Salmi, che comprende i
versi dorazione, in quelli contenute. Hora me ne trovo
quasi affatto bisognoso, e però se ne havete alcuno, me
lo potreste mandare per via del P. Bernardino, con domandarne
però prima la licenza da Monsignore Ill.mo.
Avvisatemi qualche cosa della fabbrica del Collegio delle Scuole
pie, e vi saluto con le Sorelle e tutte coteste religiose, e nostro
Signore dia à noi tutti la sua grazia e misericordia.
Roma 2 Agosto 1704.
1704 08 09 - AGT (copia) - (A
suor M. Serafica sua sorella)
n
questa settimana ho ricevute due, una vostra de 20 Luglio,
e laltra di suor M. Maddalena de 15 per le quali intendo
le grazie concedute dal Signore per la sua Serva à quelle
due povere donne delle spighe e del mento delle quali gliene do
infinite lodi. Due buoni sacerdoti divoti della Serva di Dio si
raccomandano con la loro casa alle vostre comuni orazioni, massime
per uninferma assai grave da molto tempo, che credo sia
loro sorella, temendo della sua perdita per lindirizzo della
casa. Ve li raccomando tutti, e ricorrete alla Serva di Dio, acciò
che interceda per essi. A quella persona poi che si chiama col
nome di peccatore nostro Signore conceda la perfezione delle sue
grazie, non essendo questa piccola grazia di farci conoscere le
nostre miserie, e quello che siamo stati, e saressimo se con la
potente sua destra non ci havesse aiutato e non ci aiutasse. Le
mie orazioni sono così miserabili come è la persona
che le fa. Con tutto ciò non lascerò di raccomandarla
al Signore mettendola nel pelago della divina misericordia, e
nel prezioso sangue di Giesù Christo.
Il nostro Padre Generale si chiama D. Tomaso Carafa Napolitano.
Gli altri 3 Consultori sono D. Bartolomeo Ferro Ferrarese, D.
Antonio della Maria Napolitano et D. Paolo Saracini Vicentino.
Quanto poi allufficio di Consultore, questo consiste in
assistere al P. Generale nelle risoluzioni più importanti,
le quali dipendono da i più voti. Fra le quali vi sono
lelezioni di tutti i Superiori della Congregazione, che
si rifanno ogni anno doppo Pasqua. E questelezione è
il negozio più impicciato per me, non havendo io notizia
de suggetti massime di Sicilia, che più particolarmente
mi vien appoggiata, come consultore di quella provincia. Ho di
bisogno dorazioni acciò che il Signore maiuti,
e mi dia pazienza, essendomi venuto oltre agli altri miei questo
guaio di più. Pregatelo che mi faccia vedere e fare il
suo santo servizio chè quello chimporta, per
non aggiungere nuovi peccati à vecchi.
Qui il Papa sta affogato nelli dispiaceri che sempre occorrono
per queste guerre, e per alcuni intoppi havuti nello Stato ecclesiastico
per queste occorrenze. E sta afflittissimo. E dà qualche
timore anche la sua sanità, perché se gli sono seccate
le gambe, che prima da molto tempo solea patire con gonfiazione
e purga di humore, onde si teme che gli humori non prendono altra
strada più superiore alle parti nobili dello stomaco e
petto, quando prima calavano alle gambe. Vi scrivo questo per
raccomandarlo al Signore nellanima e nel corpo, perché
in questi calamitosi tempi sarebbe una nuova disgrazia che venisse
qualche Sede Vacante. Però presentemente egli assiste à
negotij e cappelle et esse fuori di Palazzo etc..
Di nuovo mi raccomando alle vostre orazioni e di tutte e vi saluto
nel Signore.
Roma 9 Agosto 1704.
1704 08 16 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
on havendo ricevuto
lettere da costà in questa settimana, non moccorre
altro da dire, perché le cose della Serva di Dio sono restate
come erano non havendosi havuti ancora tutti i tomi del processo,
ma solo i 3 primi, perché non vè il denaro
da pagar il Notaro; et anche se questo vi fosse, se non vè
laltro denaro per le altre fatiche di scritture, sommarij,
etc. pure non potrei far proseguire la causa. Io credo che oltre
i 130 scudi per il Notaro, vi vogliono almeno altri 400 scudi,
ma perché le spese sempre crescono per varie occorrenze,
io stimo che oltre la partita del Notaro, siano bastantissimi
500 scudi. Rimettiamo il tutto alla divina disposizione, mentre
non vogliamo se non quello che vuole Iddio. Il Papa la vigilia
della Madonna al tardi andò à visitare S. Maria
in Trastevere, che è titolo di Cardinale e la più
celebre della Madre di Dio doppo S. Maria Maggiore, e poi ieri
mattina à 12 e mezzo andò à S. Maria Maggiore
per tenervi cappella alla Messa solenne cantata da un Cardinale
con lassistenza del S. Collegio.
Resta che mi raccomandi sempre alle vostre orazioni e di tutte
coteste religiose per il bisogno che ne ho anche per questo ufficio
particolare per lanima, faticoso per il corpo, e delicato
per non haver disgusti ò darli senza necessità.
E vi saluto tutte.
Roma 16 Agosto 1704.
1704 10 18 - AMBP - (A suor
M. Maddalena sua sorella)
o
ricevuto la vostra lettera de 13 Settembre e ringrazio Iddio
che suor M. Serafica si sia levata da letto il giorno della Natività
della B. Vergine, salutatela da mia parte comanche suor
M. Lanceata, che à questhora starà fuori delle
tribolazioni del suo ufficio; ogni cosa ha fine, fuorché
leternità.
Circa la vita della nostra Serva di Dio, lo stile qui osservato
è bellissimo divoto e nobile, e piacque assai à
chi lo vidde. Se poi vi pare che sia mancante di molte azioni
di essa, non ve ne prendete fastidio perché dopo la prima
vita in ristretto, se ne possono far altre più copiose
sopra i processi quando sarà introdotta la causa in Sagra
Congregazione, e questo non è cosa nuova, perché
il Sig. Sottopromotore della fede disse à me et al Sig.
Canonico Turano che per maggior cautela si poteva far per hora
un compendio della vita di questa Serva di Dio, riservando poi
à scriverla più copiosa appresso, e ci disse dun
tal Servo ò Serva di Dio, che non mi ricordo, che egli
ne haveva 3 ò 4 vite differenti. Sicché sopra questo
punto quietatevi, che almeno per hora basta così, se Dio
vorrà altro in altro tempo, inspirerà à farlo.
Mi dispiace che la fabbrica delle Scuole pie sia restata come
la torre dellEvangelio, di quello che coepit aedificare
etc. nondimeno spero in Dio che non resterà abbandonata;
fate da canto vostro ogni ufficio dandar ricordando alla
Signora Prencipessa il suo dovere, perché se il denaro
non vè hoggi, entrarà in un altro giorno,
e così bisogna sempre ricordarle questopera pia con
ogni calore. Pure del vostro legato, fate le diligenze già
cominciate, per haverlo almen tardi al solito.
Vi raccomando lanima del P. D. Nicolò de Bagni,
chera moribondo nella posta passata; questo buon religioso
è morto di 46 anni con disposizioni invidiabili di religiosità
e rassegnazione nel divino volere, et io gli ho una santa invidia.
È morto pure il Cardinal Carlo Barberino pronipote dUrbano
8°. Era egli il più anziano del Sagro Collegio et è
stato Cardinale più di 50 anni. Pregate per lanima
sua, credo chhora vachino da 18 luoghi del S. Collegio.
Del resto pregate per me, e tutte vi saluto.
Roma 18 Ottobre 1704.
1705 05 02 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
endo
molte grazie à Nostro Signore della vostra lettera de
30 Marzo ricevuta in questa posta per la licenza ottenuta da Monsignore
di potersi servire del denaro delle vostre riserve per la causa
della nostra Serva di Dio: in cui spero che nellaltra posta
riceverò la prima poliza rimandatavi per le vostre instanze,
perché come vi scrissi, la tornarete à mandare per
esiggere il denaro, comanche manderete la 2° poliza
per maggior cautela. Io spero che non trovaremo difficoltà
ad esiggerla tutto che saranno passati quasi tre mesi doppo laccettazione
del negoziante, rimettiamo il tutto nelle mani del Signore. Certo
è che per tutto Maggio bisognerà far altro sborso
di denaro al Procuratore, perché havrà finite le
prime sue fatiche che faranno una buona somma, per tutto il presente
mese di Maggio come vi scrissi con la posta passata.
Quanto alle calamità comuni di cotesti paesi, non resta
che far ricorso alla misericordia di Dio, comanche farò
io tutto che indegnissimo: e torno à ricordarvi ad insistere
acciocché si seguiti la fabbrica delle Scuole pie, giacché
la Signora Prencipessa mi scrive che i fondamenti sono alzati
più duna canna, e che si seguirà la fabbrica;
se questa si continuerà con calore, prima servirà
al servizio di Dio in cotesta terra, e poi anche per aiuto de
poveri, i quali con lopera del fabbricare potranno havere
il denaro più corrente, ò formento per sostentarsi
in tanta carestia, e così come si suol dire, si farà
un viaggio e due servitij.
Per hora non moccorre dir altro, se non raccomandarmi molto
alle vostre e comuni orazioni, comanche i bisogni della
Christianità che tutta sta in un fuoco di guerra, giustamente
meritata da nostri peccati.
Vi saluto tutte nel Signore.
Roma 2 Maggio 1705.
1705 07 18 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
n questa settimana
non ho havuto lettere da costà, spero haverne nellaltra
piacendo à Dio.
Vi scrissi nella passata che mandaste una copia della licenza
ottenuta di star nel Monasterio di Camerata quella Signora di
Moncada: hora vi scrivo che non è necessario questo, perché
havendone parlato collAgente di Monsignor Vescovo, egli
fatta diligenza in Segreteria della Sagra Congregazione ha trovato
che à 29 Maggio di questo anno fu concessa à quella
Signora la facoltà solo per un anno, onde è stato
sbaglio il credere altrimenti. Il sudetto Sig. Agente à
mia instanza sè informato che per via di breve la
Signora Prencipessa di Butera potrà havere la facoltà
di dimorar costì senza limitazione di tempo con due persone
che la servino, ma per questo breve vi vorranno venti scudi romani
in circa. Scrivo questo acciò che sappiate che se detta
Signora vuole liberarsi dalla briga di rinnovar ogni anno la licenza,
non vè altra strada se non per via di breve come
dissi.
Sella comanderà, lo stesso Agente farà subito
spedire il breve, onde potrete voi significarmi la sua volontà,
ò farla sapere à Monsignore acciò che egli
commetta ciò al suo Agente.
Del resto quanto alla causa della nostra Serva di Dio, Monsig.
Segretario della S. Congregazione nella settimana passata non
parlò al Papa per il consenso della ponenza in persona
del Sig. Cardinale Colloredo: ma ne dovea parlare in questo mercoledì;
finà questhora non so se ne habbia parlato,
credo di saperlo prima di sera ma non sarà forse à
tempo per scriverlo in questa, nellaltra posta spero farlo
con la grazia di Dio, à cui mi raccomanderete con le sorelle
e coteste religiose, quali saluto.
Roma 18 Luglio 1705.
1705 08 01 - AMBP - (A suor
M. Maddalena sua sorella)
o
ricevuto la vostra lettera de 25 Giugno, ma non ho ancora
ricevuto risposta da Monsignore della mia lettera scrittagli sopra
la causa della nostra Serva di Dio. Dalla venuta costà
del Sig. Turano, se piace à Dio, intenderemo più
distintamente qualche cosa sopra le lettere postulatorie, senza
le quali il Procuratore non può finire le sue scritture.
Quanto allesposizione del SS. Sagramento in pubblica udienza,
non intendo che volete dire per queste parole pubblica udienza,
se ciò è lo star esposto sopra laltare, questo
si prattica anche nelle chiese delle monache, ma però senza
le 40 hore, non concedendosi queste alle chiese di monache, non
so che dire altro sopra questo punto. Il nuovo Imperatore si chiama
Gioseppe figlio del morto chera un Signore assai pio e Christiano.
Non vi so dire altro sopra il fratello della Signora Prencipessa
di Butera perché non soglio leggere gli avvisi, né
vo à caccia di nuove. Del resto pregate per me e vi saluto
con le sorelle e tutte coteste religiose.
1 Agosto 1705.
Doppo dhavere scritto la presente, mi capita una del Sig.
Turano fresca de 19 Luglio, venuta con la feluca del dispaccio,
con la quale mi dice che Monsignore desidera che tutti gli scritti
della nostra Serva di Dio siano conservati in cotesto Monasterio
sotto due chiavi, e per conseguenza anche le lettere originali
sue à me scritte, e da me consegnate al sudetto Sig. Turano.
Io approvo assai questa risoluzione, e perciò havutane
già la licenza del nostro P. Generale, vi dico che tutte
le lettere da me consegnategli restino nel vostro Monasterio con
tutti gli altri scritti della stessa Serva di Dio, e di questo
mio consenso ne potete far certificare lo stesso Sig. Turano per
mezzo del vostro P. Confessore ò della M. Abbadessa e scrivetemi
quando vi saranno mandate per mia maggior quiete danimo.
Dalla lettera dellaccennato Sig. Vicario Generale comprendo
non esservi molta disposizione in Girgenti per la causa della
Serva di Dio, e per conseguenza poca speranza dhavere le
lettere postulatorie da Prelati, Città e Viceré.
Se lor altre costì vedono che di questo non si fa cosa
alcuna, bisognerà raccomandare assai il negozio à
nostro Signore per vedersi con poca apertura. Se vi paresse per
mezzo delle Monache del Cancelliere di Palermo farne parlare al
P. Abate di S. Martino, se volesse egli procurare queste lettere,
forse sarebbe à proposito.
Per la formola delle lettere, bastarà ricercarle dal Sig.
Turano perché egli lhebbe qui. Però avvertite
à tener segretamente questo avviso, et à non far
passo alcuno senza saputa di Monsignore; il P. Confessore destramente
potrebbe sapere dal Sig. Turano se veramente si procurano queste
lettere e trovando che nò, allhora potrebbe destramente
insinuargli, se Monsignore si contentaria che si procurassero
per altra via. suor M. Serafica potrà confidare tutto questo
al P. Confessore, e poi indirizzar le cose con prudente destrezza,
e sopra tutto raccomandiamo laffare al Signore e riverite
da mia parte lo stesso P. Confessore.
1705 08 07 - AMBP - (A suor
M. Maddalena sua sorella)
o
ricevuto la vostra lettera del primo di Luglio e quanto alla scuola
de PP. delle Scuole pie, spero in Dio si sia rimediato,
havendone parlato col P. Procuratore Generale loro, che mi disse
shavrebbe mandato lordine; avvisatemi del seguito.
Quanto alla causa della nostra Serva di Dio, à dì
6 di questo mese ho fatto un ordine al Procuratore di scudi 123
e baiocchi 68 per saldo della visura del grosso Processo sopra
la santità, virtù e miracoli della Serva di Dio,
qual processo è di fogli 5592 e perciò importa scudi
223 e baiocchi 68, de quali prima egli nhavea havuto
scudi 100, sicché questa partita della detta visura è
saldata e restano al banco di S. Spirito circa scudi 66 quali
serviranno per laltre spese della scrittura e sommario e
visura del processo de non cultu. Ma questo resto non basterà
à tutto e perciò è necessario far ogni diligenza
di vendere il vino raccolto per la Serva di Dio, con mandar subito
il denaro con la dovuta licenza di Monsignore; vi raccomando questo
negozio per la necessità di far i pagamenti à tempo.
Del resto il Procuratore non può finire la sua scrittura
e sommario senza le lettere postulatorie del Viceré, Prelati
e Città di cotesto Regno. In Girgenti non pare che si attenda
à cercar queste lettere, per qualche riscontro che ho,
tanto più che Monsignore non ha risposto alla mia lettera.
Io non so come si sia raffreddata questa facenda: i giuditij di
Dio sono imperscrutabili, però finà tanto
che non sappiamo il divino volere, dobbiamo prima raccomandare
questo negozio assai al Signore con speciali orazioni di tutto
cotesto Monasterio come farà caldamente fare la M. Abbadessa:
e poi per tentare i mezzi humani non vedo presentemente altri
che possa procurare queste lettere se non il P. Abbate di S. Martino
di Palermo, ò la Città di Girgenti. Si potrebbe
far parlare al P. Abbate dal P. Bernardino perché la cosa
consiste più in diligenze, non essendovi necessaria spesa;
ò veramente si potrebbe trattare con li Giurati di Girgenti
per mezzo del Sig. Abbate Rini. Come dissi questa cosa non richiede
altro che un poco di cura di scrivere ò parlare col Viceré,
Prelati e Città per haver loro lettere secondo le formole
date qui al Sig. Turano dal Procuratore; è ben vero che
tutto questo maneggio bisogna farlo col consenso di Monsignore
per sapere la sua volontà et intenzione acciò che
non paia di diffidare di lui. Se il P. Confessore vostro potesse
con qualche pretesto andar in Girgenti potrebbe à bocca
informarsi del tutto dal Sig. Turano, e dal Sig. Abate Rini, e
poi concludere quello che si deve fare. Il mio desiderio sarebbe
che questa causa fosse introdotta in S. Congregazione, perché
fatto questo, poi si potrebbe far pausa finà tanto
che Dio disponga di procedere avanti. Altrimenti resterà
la cosa imperfetta senza haver concluso questo primo passo, restando
hora le cose à mezzaria. Saputa la loro risoluzione,
se bisognerà procurerò io per mezzo de nostri
Padri di Madrid dottenere una postulatoria anche del Re
di Spagna; questo è quanto moccorre dire sopra questo
negozio. Vè di bisogno dorazione, e confido
nel Signore che per strade à noi incognite se sarà
sua volontà, farà tirar innanzi questa opera. Vi
saluto con le sorelle e coteste religiose, quali saluto tutte
nel Signore.
Roma 7 Agosto 1705.
Mando la presente al P. Bernardino con la feluca del dispaccio;
quando havete da scrivere cose di premura, potete mandare le vostre
lettere allo stesso Padre, che me le manderà pure con la
feluca del dispaccio, che parte ogni settimana da Palermo. Con
la posta solita di domani non vi scrivo, perché basta questa
lettera.
1705 08 22 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o
ricevuta una vostra de 17 Luglio con la relazione della
grazia ricevuta dal Signor Duca di S. Giovanni, e della sua venuta
costà, e di tutto ne ringrazio Nostro Signore autore e
fine dogni bene.
Quanto alla grazia sudetta, ho mostrata la relazione al Procuratore,
il quale dice che in essa apparisce una grazia singolare, ma per
conto di miracolo, non apparisce per mancanza delle circostanze
necessarie per conoscere la loquela di un muto; egli mha
promesso darmi alcuni capi per interrogare il medico e familiari
di detto Signore dalle cui risposte si potrà haver miglior
notizia del fatto sè stato miracoloso, quando me
li darà ve li manderò.
Del resto intorno alla causa qui non si può andar avanti
senza le lettere postulatorie, delle quali già vho
scritto più volte, rimettiamo il tutto nelle mani di Dio
acciò che egli faccia quello chè di sua gloria.
Procurate ancora la vendita del vino, perché si possa trovar
anticipatamente qui depositato il denaro necessario.
Monsignor Bottini Procuratore della Fede et assai divoto della
nostra Serva di Dio ha havuto un accidente di gotta, e se bene
pare che stia un poco meglio, però letà sua
di 85 anni fa molto temere della sua vita. Raccomandatelo al Signore
prima per lanima e poi per il corpo.
Qui sono alcuni che shanno fatto venire le vite di s. M.
Crocifissa, vedendo che non vera modo dhaverle qui.
Ve lo scrivo per ringraziarne il Signore; in S. Andrea della Valle
de nostri PP. hanno letto à tavola questa vita senza
mia saputa prima, et è riuscita di gran sodisfazione di
tutti. Laus Deo.
Mi raccomando alle vostre orazioni e delle sorelle e di tutte
coteste religiose quali saluto nel Signore.
Roma 22 Agosto 1705.
Ho mandato al P. Bernardino un libretto dellHistoria
del testamento vecchio e novo, con figure per mandarvelo;
qual libro è permesso e non è proibito, io lho
mandato franco di nolo, e la spesa desso come anche della
compera del libro non va à conto vostro, giacché
dal vostro Monasterio ho ricevuto li 4 libri delle lettere et
li 5 libretti de Salmi, volendo io compensare in qualche
modo la spesa fatta dal Monasterio per questi libri mandatimi,
essendo voi tutte religiose.
1705 09 12 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o
ricevuto una vostra de 3 Agosto con la notizia di quelle
2 grazie ottenute à Naro per lintercessione della
nostra Serva di Dio, come lavviso anche dellessersi
di lei parlato nel libro stampato a Messina e ne ringrazio il
Signore. Quanto alle lettere postulatorie vho scritto altre
mie lettere, e ne aspetto le risposte, solo qui replico che senza
queste lettere qui non si può camminar innanzi. Io non
torno à scrivere à Monsignore perché né
alla mia lettera di dar licenza desser mandato il denaro
delle vostre riserve, né alla seconda in cui lo raguagliava
di quello che qui sera fatto, egli ha mai risposto, e non
so la causa. Circa il vino procurate di venderlo presto tutto
e mandarne qui il denaro con licenza di Monsignore perché
le spese sempre crescono, e quando non si trova pronto il denaro
le cose si raffreddano.
Sarebbe bene che la M. Abbadessa domandasse à Monsignore
consiglio e licenza di domandar altre vostre riserve dalla Signora
nostra Nipote per esser qui mandato il denaro per la causa della
Serva di Dio, essendo meglio andar raccogliendo à poco
à poco ciò che bisogna per questa prima introduzione,
che poi tutto in una botta chiederlo ed ottenerlo. Quando Monsignore
ne sarà richiesto dalla M. Abbadessa se ciò stima
bene, egli non si potrà offendere, mentre tutto si rimette
al suo consiglio e volontà. Mi dispiace assai che le vite
e le lettere siano restate sepolte in Girgenti, ma bisognerà
raccomandar questo negozio e tutta questa causa à Dio benedetto,
fiat voluntas eius.
Domenica mattina 6 del corrente andai al Papa dal quale hebbi
grata udienza, e gli parlai della causa della nostra Serva di
Dio in ordine à far il Cardinal Ponente, e con questa occasione
volle informazione di detta Serva di Dio, et intendendo da me
chera già stampata la vita, e poi anche le lettere,
mostrò gusto di vederle, e mordinò che gliele
mandassi, e perché io replicai che per le lettere mi dasse
tempo, per farle meglio legare, essendo mal legate; non volle,
ma mordinò che le mandassi come lhavea, e così
gli ho mandata la vita legata in oro come la mandaste da costà,
et un libro delle lettere, quali credo che hora siano in sue mani.
La providenza di Dio ha disposto che il Papa havesse questi libri
quando meno vi pensava, perché non volea che gli fossero
portati appostatamente, e così hora egli gli ha prima domandati,
e così gli saranno più grati. Deo gratias.
Mi raccomando alle vostre orazioni e delle sorelle e di tutte
coteste religiose quali saluto nel Signore.
Roma 12 Settembre 1705.
<
Vi raccomando in buona congiuntura di ricordar alla Signora Nipote
il nostro legato, perché al solito sempre poi si tarda
molto ad haverlo. Potrete far avvisare il Sig. Canonico Turano,
che la vita da lui scritta è pervenuta nelle mani del Papa,
il quale credo che lhabbia cominciata à leggere,
perché detto Vicario Generale ne havrà contento.
1705 09 19 - AMBP - (A suor
M. Maddalena sua sorella)
o
ricevuta la vostra lettera de 12 Agosto, ma quasi aperta
perché lostia non era attaccata che nel suo orlo,
e ve lavviso acciò che stiate più attenta
per levar ogni occasione di leggere le nostre lettere.
Ringrazio nostro Signore della buona volontà data à
Monsignore per le lettere postulatorie nel tempo in cui eravamo
imbarazzati per questo affare; io sono andato à S. Maria
Maggiore per ringraziarne Dio benedetto, e poi la B. Vergine per
cui intercessione credo sia spianata questa difficoltà.
Resta che sollecitate dhavere le sudette postulatorie, perché
come ho scritto più volte, qui non si può camminare
innanzi senza di esse. Non so se vi scrissi la settimana passata
che Monsignor Bottini Promotore della Fede che sta ancora non
ben rihavuto dal suo male tutto che in età decrepita, mi
mandò à domandare la vita di s. M. Crocifissa, et
io stesso gliela portai. Ve lavviso per vostra consolazione
e per ringraziarne il Signore e vi ricordo di far dire al Sig.
Vicario Generale che mandi qua quanto più presto può
qualche balla di vite e lettere della Serva di Dio.
Al R. P. Confessore farete divotissima riverenza da mia parte
con raccomandarmi alle sue sante orazioni, e ringraziarlo del
suo ufficio interposto per le accennate lettere postulatorie.
Un nostro Padre assai buon religioso da Genova mi scrive dhaver
havuto la vita e lettere di Crocifissa da me mandategli con sua
consolazione, e desidera desser assai raccomandato alle
orazioni di cotesto Monasterio per causa assai importante di servizio
di Dio; pregatene la M. Abbadessa, quale riverisco, acciò
che faccia fare questa carità. Godo poi in estremo dellaffezione
che la nostra Serva di Dio portava al Sig. Cardinale Colloredo:
per la cui destinazione per Ponente di questa causa ne parlai,
(come ho già scritto) al Papa, e credo che lhavremo;
è bisognata questa straordinaria diligenza perché
vera occorso uno sbaglio, per lo quale havressimo havuto
un altro Cardinale, ma la cosa per grazia di Dio è accomodata,
e fra breve speriamo in lui dhaver il decreto della Ponenza
nellistesso Sig. Cardinale Colloredo, col quale già
mi trovava dhaverne prima parlato; raccomandatelo al Signore
sempre.
Sto aspettando lorazione di S. Caterina di Siena datavi
da Crocifissa, nella forma stessa come ella ve la diede, e desidero
sapere se la compose essa, o lhebbe daltri. Havutala
poi laccommodarò secondo il Signore maiuterà;
è ben vero che non si dovranno mettere queste orazioni
in Sagristia o altro luogo pubblico, per che poi non siano dostacolo
al processo de non cultu, ma solo potranno esser tenute
e recitate privatamente dalle persone divote. Mi raccomando alle
vostre orazioni e delle sorelle e di tutte coteste religiose,
e raccomandatemi alla nostra S. Sorella avanti il suo sepolcro
secondo la mia intenzione, e vi saluto tutte.
Roma 19 Settembre 1705.
1705 09 26 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
n
questa settimana non ho havuto lettere da costà, però
ne ho havuta una per via del dispaccio del P. Bernardino de
12 del cadente, nella quale mavvisa della sanità
ricuperata da Ferdinando M. del che tutti ne ringrazieremo Iddio.
Ho inteso che da persona della famiglia del Papa sè
saputo chegli sta leggendo la vita di suor M. Crocifissa,
ve lo avviso per vostra consolazione e per lodarne Iddio benedetto.
Queste vite sempre più mi sono domandate, io non so che
fare, sempre dico dhavere scritto costà per mandarne
qua, e mai si vedono comparire; tornatelo à scrivere al
Sig. Turano acciò che procuri mandare subito queste vite.
Del resto mi raccomando alle vostre orazioni e delle sorelle e
coteste religiose, comanche una persona che molto si raccomanda
alle loro orazioni, di che pregatene la madre Abbadessa, la quale
riverisco.
Roma 26 Settembre 1705.
1705 10 03 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
n
questa settimana ho ricevuto due lettere, una di s. M. Lanceata
de 18 Agosto, e laltra vostra de 26, e ringrazio
il Signore dellavviso della grazia ricevuta da quellhuomo
di Naro, che portò costà le 20 salme di formento
in ricognizione dellintercessione della sua Serva in questa
grazia.
Ho comperati i due occhiali per la sudetta nostra sorella, e con
la sua cassa li manderò con prima commodità piacendo
à Dio, e mi son servito di quel denaro che restava à
conto vostro, ritenendo il resto per altre occorrenze.
Son andato à librari per comperare il libro desiderato
dal vostro P. Confessore, ma non lho trovato, mi disse però
il libraro che lo aspetta, onde venendo lo comprerò col
denaro dellonza datami dal Sig. Sciabarasi, come vuole la
M. Abbadessa.
Mi sono informato se un Regolare possa esser confessore ordinario
di Monasterij, e mè stato detto in Segreteria della
Congregazione de Vescovi e Regolari, che la stessa Sagra
Congregazione dà questa facoltà à Vescovi
ad triennium, quando però il Vescovo ne fa instanza
col motivo dhavere scarsezza di Preti Secolari idonei à
questo ministerio.
Godo in estremo che la Sig. Prencipessa di Butera si sia compiaciuta
dellavviso datole del breve, e quando ella lordinerà,
lAgente di Monsignore lo farà spedir subito, e da
canto mio non lascerò mai di fare tutto quello che posso
per servirla come devo, riverendola profondamente per hora.
Quanto allindulgenza per la festa della Croce in occasione
del ... (illeggib.) del SS. Crocifisso, io la procurai, ma non
si poté ottenere, perché queste indulgenze hora
vanno più ristrette.
Ho significato al fratel Andrea laggradimento vostro degli
Agnus Dei, e nè rimasto assai contento; pregate per
lui, acciò che il Signore lo faccia santo. Intendo poi
chhavete mandato il libro al Sig. Turano, ma alla mia lettera
congiuntagli, egli non mha risposto, ma mi basta che il
libro gli sia capitato, perché è di molto utile
à Superiori Ecclesiastici e Confessori. Delle cose della
causa della nostra S. Sorella, hoggi credo shavrà
il placet del Papa per il Cardinal Ponente, perché per
varij impedimenti prima non è stato alla sua udienza Monsig.
Segretario della Congregazione de Riti; appresso vavvisarò,
se piace à Dio, lesito. Circa le postulatorie, le
vite e le lettere stampate, non occorre dir altro, havendo tante
volte scritto sopra questa materia.
Resta à cura loro di sollecitar tutte queste cose, perché
il Procuratore non può camminar avanti senza le lettere
postulatorie, e la divozione di molti che desiderano la vita e
le lettere stampate non può sodisfarsi senza desse.
Avvisatemi qualche cosa della fabbrica del collegio delle Scuole
pie per mia consolazione e vi saluto con le sorelle e tutte coteste
religiose e pregate per me.
Roma 3 Ottobre 1705.
1705 10 10 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o
ricevuto una vostra de 4 Settembre, con lacclusa del
Sig. Vicario Generale Turano, e ringrazio Iddio della buona disposizione
di Monsignore per havere le lettere postulatorie: sopra qual materia
attenderò altri vostri avvisi, mentre io non ho ricevuto
lettera fresca del Sig. Turano, come pare chegli accenna
nella sua. Rimettiamo il tutto nelle mani del Signore.
Sabbato passato 3 del corrente il Papa diede il suo placet per
la ponenza del Sig. Card. Colloredo à Monsignor Inghirami
Segretario della Sagra Congregazione il quale mha promesso
mandarmi questa sera il decreto fino à Casa. Havutolo lo
porterò al Signor Cardinale e vavvisarò appresso
piacendo à Dio quello che si farà.
Il Sig. Pellegrini Procuratore havendo letta la relazione del
Sig. Duca di S. Giovanni, la stimò assai breve et oscura
per conoscere se veramente erano stati miracoli quelli operati
nel suo figliuolo, e perciò per haverne una notizia più
distinta e particolare ha fatto un foglio dinterrogatorij,
per sapere tutte le circostanze di queste grazie havute. Per questo
per hora non vi vuole processo, ma solo una persona intelligente
et accurata che sinformi privatamente dal medico e dalle
persone della famiglia di detto Signore di quelle cose notate
in questo foglio, et havutene le risposte, poi mandarle à
voi, che le mandarete poi à me per darle al Sig. Pellegrini
et intendere il suo parere. Credo che vi manderò qui accluso
il suo foglio, quanto però à trovar persona amorevole
che voglia far le sudette diligenze in Palermo, mi rimetto à
voi. Se il P. Bernardino volesse abbracciar questa cura credo
che sarebbe buono, altrimenti bisognerà che trovate persona
capace e divota della Serva di Dio che ciò faccia, onde
lascio questa cura alle vostre orazioni e risoluzioni. Quanto
alla raccomandazione che fate del nostro P. Mainardi che sta in
Siracusa, non lascerò quanto porta il dovere e mio ufficio
di servirlo nelloccasioni che verranno. Del resto mi raccomando
alle orazioni vostre e delle sorelle e di tutte coteste religiose,
le quali tutte saluto nel Signore.
Vi ricordo di sollecitar il Sig. Turano à mandar qua delle
vite e lettere della Serva di Dio, per le continue instanze che
ne vengono fatte, massime della vita. Se il Sig. Pellegrini non
manda à tempo gli articoli per mandarli con questa, li
manderò nella posta seguente, e questa mia lettera servirà
per instruzione di quello che sha da fare senza replicar
questa materia. (10 Ottobre 1705).
1705 10 17 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
n
questa settimana non ho havuto lettere da costà. Vi mando
qui acclusi gli articoli sopra le grazie ricevute dal figlio del
Sig. Duca di S. Giovanni sopra i quali vho scritto à
bastanza nella posta passata, resta che trovate persona habile
in Palermo per prendere queste informazioni privatamente senza
comparsa in tribunale ecclesiastico. Di questi articoli fatene
fare copia, acciò che ne resti costì una, con mandar
questo originale in Palermo, quale pure fatevelo ritornare per
rimandarlo qua con le risposte. Questa settimana ho portato il
decreto della ponenza al Sig. Cardinale Colloredo, che benignamente
lha abbracciata; egli destinerà un Teologo per la
revisione de scritti della Serva di Dio. Parlando sopra
questa materia col Sig. Pellegrini Procuratore, mha detto
che conservino costì tutte le scritture anche private sopra
la Serva di Dio, per esempio il registro fatto dal Sig. Arciprete
delle grazie ricevute per la Serva di Dio, tutti i notamenti delle
parole che ella diceva ne Ratti, e scritti delle monache,
e tutte le sue lettere e cartuccie e libretti di sua divozione
etc. perché quando i processi anderanno al Promotore della
Fede, trovandovi in essi citate queste cose, forse vorranno vederle,
e bisogna trovarle pronte, altrimenti sincontrerebbe qualche
intoppo, se domandandole, non si presentassero, e perciò
vincarico à tener conto dogni minuzia, e non
perderla, acciò che poi scrivendovi à suo tempo,
si trovi pronto ciò che sarà domandato. Vi raccomando
à farvi nescire nel Monasterio tutte le lettere originali
della Serva di Dio anche quelle scritte à me, e tenerle
ben custodite sotto due chiavi, come vuole Monsignore, e se ancora
non sono venute, scrivete al Sig. Turano per mandarle subito.
Ho ricevuto la scatola delle figure della Serva di Dio, quali
per levarmi ogni scrupolo, le terrò à nome del vostro
Monasterio per dispensarle à persone divote della Serva
di Dio, come cosa propria del vostro Monasterio.Il P. Bernardino
mha raccomandato una sua nipote di costì per farla
nominare in occasione di vacanza dalla Signora Prencipessa di
Scordia per una delle 12 monache di cotesto Monasterio. Io ho
fatto questa raccomandazione à detta Signora e la fo anche
caldamente à voi per quanto ciò sarà possibile
parendomi opera di carità; del resto pregate per me con
le sorelle e coteste religiose quali tutte saluto nel Signore.
Roma 17 Ottobre 1705.
1705 11 14 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o
ricevuto una vostra de 9 Ottobre con la lettera di Monsignore
alla M. Abbadessa, dalla quale cavo la sua attenzione continuata
sopra le cose della Serva di Dio, e sopra le lettere postulatorie;
ne sia sempre lodata la bontà di Dio. Al vostro R. P. Confessore
forse scriverò appresso, non potendo hora, per cooperarmi
da canto mio che stia costì di buon cuore. Ho memoria del
libro da lui desiderato, quale saspetta, e venendo lo manderò
piacendo à Dio.
Ho significato al P. Procuratore Generale delle Scuole pie il
denaro mandato dalla Signora Nipote per il proseguimento della
fabbrica loro costì, et insieme gli ho raccomandato à
far ripigliare le scuole; e mha detto che a questhora
saran ricominciate, perché il P. Provinciale da Palermo
gli havea scritto che ad Ottobre havrebbe fatta mutazione di suggetti
à questo fine; mha detto anche che di nuovo havrebbe
raccomandato questo affare. Voi avvisatemi in che stato hora si
trovano le cose, e se si son ripigliate le scuole.
Ho trovate due lettere del Sig. Turano, una del mese dAgosto
sopra larrivo del libro mandatogli, e laltra di Ottobre,
in cui dice che si mandano qua 50 vite, e 50 libri delle lettere
della Serva di Dio; questa risposta qui acclusa mandategliela
sigillata quanto prima potete.
Ringrazio il Signore della nuova raccolta di musto, e torno à
ricordarvi di mandar qua il denaro cavato dal vino venduto, perché
è meglio à poco à poco mettere il denaro
al Banco di S. Spirito, che poi cercarlo tutto in una volta per
il bisogno.
Il Sig. Cardinale Colloredo, Ponente, non ha dato ancora à
rivedere gli scritti della Serva di Dio, perché insorse
una difficoltà se bisognava far questo doppo lintroduzione
della causa, ma il Procuratore lha superata, onde nella
prima Congregazione, che sarà in questo mese, se ne parlerà
in essa, e così il Sig. Cardinale Ponente farà la
sua commessione.
Mi raccomando alle vostre orazioni, delle sorelle e di tutte coteste
religiose che saluto, facendo riverenza al Sig. Arciprete et al
P. vostro Confessore.
Roma 14 Novembre 1705.
1705 11 21 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o
ricevuto la vostra lettera de 20 Ottobre con lavviso
della malattia di suor M. Lanceata e suo miglioramento e sempre
dobbiamo lodare e ringraziare il Signore tanto nelle cose avverse
quanto nelle prospere, giovandoci colla sua grazia e lune
e laltre per conseguire leterno amore di lui nella
beatitudine eterna; salutatela da mia parte e raccomandatemi alle
sue orazioni, e starò aspettando altro avviso della risoluzione
dentrare nel Romitorio. Credo che a questhora havrà
ricevuti gli occhiali da me mandatile in una lettera dirizzata
al P. Bernardino; e ditele che per gli occhi oltre il rimedio
dettole dellacqua vita, me ne è stato insegnato un
altro, cioè di lavarsi gli occhi con acqua calda sopportabile
almeno due volte il giorno, bagnandoli da 12 ò più
volte per ciascuna applicazione. Io lesperimento assai buono
per grazia di Dio perché essendomi ritornate quelle nuvole
nere avanti gli occhi, ho pratticato e prattico questo rimedio
facile con profitto.
Dalla lettera del Sig. Turano al vostro P. Confessore intendo
essersi già mandate le vite in Palermo e le lettere postulatorie
esser già ben incamminate, e ne ringrazio il Signore comanche
della providenza mandata à cotesto Monasterio delle onze
50 per mano di Monsignore. Nostro Signore non abbandona quando
è opportuno à sua gloria, e lha fatta in tempo
tale che fa credere esserci stata lintercessione della sua
Serva. Godo che si sia cominciata la fabbrica delle Scuole pie,
e ve la raccomando assai per aiutarla con le vostre orazioni,
et esortazioni alli Ministri della Signora Nipote per venirne
à capo piacendo à Dio. Riverisco il P. Confessore
vostro e molto lo ringrazio del suo ufficio per la causa della
Serva di Dio in Girgenti, e mi raccomando alle sue orazioni, comanche
alle vostre e delle sorelle e di tutte coteste religiose, le quali
saluto nel Signore.
Roma 21 Novembre 1705.
1705 11 29 - AMBP - (A suor
M. Maddalena sua sorella)
o
ricevuta la vostra lettera de 26 Ottobre con lorazioni
et antifone fatte dalla nostra Serva di Dio per S. Caterina e
S. Teresa; quella di S. Caterina è alquanto diversa da
quellaltra da voi accommodata, ma in haver un poco di tempo
cercarò nel libretto di devozioni scritte di sua mano,
che mandastevo à me doppo la sua morte, et io conservo;
per vedere se vè qualchaltra mutazione: e poi
vi scriverò piacendo à Dio. Godo anche di quel rosario
accennatomi, ma scrivete se ha da esser di 15 poste, ò
di cinque, tratanto ditelo qualche volta per me acciò che
il Signore maiuti in tutte le mie necessità e particolarmente
nellhora della morte.
Le vite della Serva di Dio finhora qui non sono venute,
forse per i cattivi tempi ciò è provenuto, fiat
voluntas Domini.
Riverisco il Sig. abate Guarini vostro Confessore e resto molto
consolato della sua divozione danimo et opere inverso la
nostra Serva del Signore; ella glintercederà dal
Signore ciò che io indegno non potrei ottenergli con le
mie miserabili orazioni, nelle quali però non lascio di
raccomandarlo alla divina misericordia. Raccomandate al Signore
i comuni bisogni della Cristianità perché oltre
questa fiera guerra che arde in Europa et in Italia, ultimamente
nella Lombardia il gran fiume Po ha inondato gran paese come un
diluvio con perdita che arriva à milioni di denaro, e morte
dinfinito bestiame e di gran gente, con qualche pericolo
[scoppi] qualche peste. La carità fraterna [serva] à
placar lira di Dio giustamente [rivolta] verso noi peccatori
e particolarmente per me
(testo mutilo) e pregate per me
con le sorelle e coteste religiose, le quali saluto nel Signore.
Roma 29 Novembre 1705.
1706 01 02 - AMBP - (A suor
M. Maddalena sua sorella)
o
ricevuta la vostra lettera de 24 Novembre con una carta
di versi latini sopra la Serva di Dio, mandatavi dal P. Giunta,
e ringrazio il Signore della divozione che ha inspirata à
lui et agli altri inverso la sua Serva; acciò che egli
glorificato nelle sue creature. Quanto allofferta del P.
Giunta di venir qua per questa causa, siccome molto ci obbliga
questo suo affetto, così questa sua fatica non si vede
necessaria: perché qui io per quanto il Signore mha
aiutato ho fatto quanto ho potuto e fo; ma bisogna pensare ad
operare costì in Sicilia tanto per le lettere postulatorie
quanto anche per procurar di mandar qua le vite stampate, che
finhora non son venute.
Ringrazio la carità della M. Abbadessa della S. Comunione
fatta fare per me il giorno della Presentazione: riveritela à
mio nome insieme con suor M. Candida, et alle loro orazioni molto
mi raccomando. Intendo con rammarico il male di suor M. Lanceata,
massime per esser nel capo tanto principale nel nostro corpo e
nostre operazioni, io con specialità ho celebrata la Santa
Messa per essa, acciò che il Signore laiuti, e sto
desideroso di sentir altre nuove del suo stato; salutatela assai
comanche voi saluto nel Signore con suor M. Serafica e tutte
coteste religiose, e pregate per me.
Roma 2 Gennaro 1706.
1706 01 09 - AGT (copia) - (A
suor M. Lanceata sua sorella)
o
ricevuto la vostra lettera del primo di Decembre con mia molta
consolazione per vedervi in stato di potere scrivermi stante la
vostra malattia per la quale nostro Signore mostra volervi in
altro Romitorio di quello che voi pensavate. Procurate col divino
aiuto che sempre implorarete, di haver nella mente il Romitorio,
pensando non esservi più le cose di questo mondo, le quali
noi secondo linsegnamento di quel venerando huomo dellantico
eremo, come riferisce Cassiano, dobbiamo considerare come cose
che passaranno, anzi che passano, anzi già passate, transitoria,
transeuntia, transita. Questo diceva S. Paolo che la figura di
questo mondo passa, transit figura huius mundi e S. Giovanni
evangelista, il mondo se ne passa comanche tutte le sue
concupiscenze e desiderij. Mundus transit et concupiscentia
eius. Nostro Signore ci conceda questa grazia che queste poche
hore che ci restano, le passiamo come al tormento aspettando e
anelando alla morte per la quale entraremo colla divina misericordia
nella sicurezza delleterna immutabilità, mentre qui
ogni humana consolazione, sanità, honore, et ogni altra
cosa ci sfugge dalle mani come unanguilla che non può
tenersi ferma.
Ringrazio poi io il Signore della fabbrica delle Scuole pie, sperando
da questa fondazione profitto spirituale di cotesta terra. Ve
la raccomando prima nelle orazioni e poi nellesortazioni
massime di suor M. Serafica per promoverla con ogni diligenza.
Desidero sapere se quei due PP. che stanno costì, fanno
la scuola, come mi promise il Procuratore Generale dessi,
perché se non la fanno, rinnovarò le mie instanze
per farle fare, come richiede il bisogno di cotesta gente.
Io non mi ricordava più che il Sig. Principe di Niscemi
era Tutore del nostro pupillo. Ho havuto sodisfazione di ricordarmene
hora per valermi di questa notizia nelle occasioni. Sto aspettando
col desiderio il ritorno di Monsig. sì per lutile
della sua Chiesa, sì anche per vedere qualche effetto delle
lettere postulatorie per la causa della Serva di Dio, le cui vite
qui ancora non sono venute che desiderano tanti. Del resto pregate
per me assai con le sorelle e tutte coteste religiose, le quali
tutte saluto nel Signore.
Roma 9 Gennaro 1706.
Nella carta de versi latini per Crocifissa mandata costà
dal P. Giunta, si dice chella scrisse al P. Mariano Venuto
(?) Rettore di Naro, una lettera, nella quale prediceva la guerra
dUngaria con lapparirle una saetta venuta dal Cielo
etc. e che questa lettera
in potere del P. Denti. Se costì
non hanno
potreste scrivere al sudetto P. Giunta di mandare
copia autentica perché potrà poi servire
dal processo da farsi con autorità
di rihavere
tutte le lettere originali
desser
.
1706 01 16 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o
ricevuto due lettere vostre degli 11 e 20 Decembre alle quali
non occorre rispondere sopra la causa della nostra Serva di Dio,
se non rimetterla nelle di lui mani raccomandandogliela sempre
caldamente.
Se il Sig. Abate Guarini mi scriverà, non solo non lhavrò
à fastidio, ma sarà à mia consolazione straordinaria
per la stima et affezione che debitamente gli porto.
Io sono stato in questa settimana con due giorni di febre et ho
preso una medicina, poi per la grazia di Dio il male è
cessato e ieri mi son levato da letto, comanche hoggi sono
fuori desso. Nostro Signore picchia la porta, e poi mi dà
tempo da correggermi. Ringraziatelo de beneficij ricevuti
da lui tutti tutti, e pregatelo che questo viaggio della vita
presente vada à finire in salvamento.
Vi raccomando lanima del P. D. Girolamo Vitale chè
morto qui Domenica passata, havendo menata la sua vita in continue
voci di malattie, e pure vi raccomando un altro nostro Padre che
sta qui moribondo.
(illeggibile) lanima dun
nostro Padre Siciliano che sera offerto per andar alle missioni
dellIndie, ma il Signore lha drizzato ad una altra
missione. Vi saluto tutte, e tutte pregate per me.
Roma 16 Gennaro 1706.
1706 01 23 - AMBP - (A suor
M. Lanceata sua sorella)
o
ricevuto la vostra lettera de 22 Decembre et intendo che
la commessione delle lettere postulatorie sia stata data da Monsignore
al Signor Prencipe Lanza. In occasione che il Sig. Turano mi scrisse
per le buone feste, io mi valsi di tal congiuntura per raccomandargliele:
spero che a questhora la mia lettera gli sia arrivata, che
la mandai per la posta solita; forse da essa egli si muoverà
à qualche diligenza maggiore. Se poi bisognerà anche
ne pregarò Monsignore e sopra tutto raccomandiamo tutta
questa causa à Dio benedetto. Il P. Giunta da Messina mha
scritto che vera chi voleva fare stampare gli Avanzi della
vita di Crocifissa, non registrati nella vita stampata: ma io
gli ho risposto che non mi pareva hora tempo di far questo, perché
à suo tempo doppo introdotta la causa si potrà fare
una compilazione più perfetta sopra tutti i processi, e
perciò gli ho scritto che questa raccolta fatta a Messina
potrà servire allhora, e per maggior cautela ne potrebbe
mandare una copia à cotesto vostro Monasterio per esser
conservata e poi servire à suo tempo se piace al Signore.
Io poi per grazia di Dio sto bene del male havuto et à
lui portatene humili ringraziamenti. Vi raccomando poi lanima
di un nostro Padre morto qui in questa settimana, comanche
lanima mia con salutarvi nel Signore insieme con le altre
sorelle e tutte coteste religiose.
Roma 23 Gennaro 1706.
1706 03 13 - AMBP - (A suor
M. Maddalena sua sorella)
o
ricevuto la vostra lettera de 7 Febraro, e ringrazio il
Signore della salute che vi dà. Hieri è arrivato
il padrone che portava le vite e lettere della nostra Serva di
Dio dirette al Sig. Agente qui di Monsignore, che le prenderà
da Ripa in questaltra settimana piacendo à Dio à
cui ne rendo grazie per la sodisfazione de devoti. Lo stesso
Agente mandò un pezzo fa la formola del breve per la Signora
Prencipessa di Butera al Sig. Conte della Corcia per vedere se
questa forma piaceva à detta Signora e per maggior cautela
gli mandò la solita licenza per un anno fin tanto che venisse
la risposta; egli però non ha riscontro alcuno del sopradetto
Sig. Conte, e sta desideroso di sapere se ha havuto le sue lettere,
e che cosa vuole che si faccia sopra la materia. Voi parlatene
con suor M. Serafica, e fate che si mandi lavviso del tutto
allAgente, e qui mi raccomando alle vostre comuni e particolari
orazioni, comanche della sudetta Sig. Prencipessa, alla
quale fo humilissima riverenza.
Roma 13 Marzo 1706.
Con laccennato padrone spero mandare i libri per il Sig.
Abate vostro Confessore raccomandati al P. Bernardino, à
cui farete pagare il porto etc.
1706 03 27 - AGT (copia) - (A
suor M. Maddalena sua sorella)
o
ricevuta la vostra lettera de 20 Febraro con l'avviso della
sanità ricuperata di suor M. Serafica doppo la sua pericolosa
malattia. E sì come ne ho ringraziato e ringrazio il Signore
così mi devo dolere di loro altre che non m'avvisarono
nella passata lettera la malattia. Ma comunque sia, sia sempre
lodato il Signore nelle cose avverse e prospere. Salutatela à
mio nome mentre con specialità la raccomanderò al
Signore massime in questi santi giorni vicini della Settimana
Santa, nella quale spero esser accompagnato dalle orazioni di
tutto il Monasterio, per lo quale celebrai la S. Messa Lunedì
passato in cui si faceva l'ufficio di S. Benedetto.
Dite à suor M. Lanceata che il Generale de Francescani
Conventuali è in Venezia e quivi in parte governa la sua
religione, mentre qui sta il Vicario Generale. Non so come vi
dichino tante bugie.
Per l'indulgenza dell'orazione del Rosario nell'esposizione del
SS. Sagramento non occorre pensarvi perché non si puol
ottenere.
Già qui si cominciano à vendere le vite e lettere
della Serva di Dio mandate all'Agente di Monsignore. Il Gran Duca
di Toscana che tiene la figura e la vita di nostro Padre, non
so come hebbe cognizione della vita s. M. Crocifissa e ne scrisse
al suo Agente qui il Sig. Conte Fede, che legge la stessa lettera
del Gran Duca al Papa, il quale gli disse di non haverla egli
più, ma che la procurarebbe. Tra tanto il Conte andò
al Sig. Card. Colloredo e gli significò lo stesso. Et il
Card. gli diede la sua vita et anche le lettere, che subito furono
mandate al Gran Duca. Il Sig. Card. poi al quale era io andato
per altri affari, mi disse ridendo ch'era stato spogliato di questi
libri, onde io gliene portarò altri due, che fo legare
meglio. V'ho raccontata quest'historia per consolazione vostra
spirituale, e per ringraziarne il Signore il quale per vie impensate
dilata la cognizione della sua Serva. Ho parlato col sudetto Sig.
Card. Colloredo come Sommo Penitenziere per haver qualche dispensa
à causa del male degli occhi com'ha detto che la darà.
Onde spero nell'altra posta mandarvi la grazia in scritto, com'anche
una nuova Messa fatta per impetrare la grazia di ben morire, ch'è
assai bella e divota la farete mettere nel vostri Messali. Se
viene costà la Signora Nipote raccomandatele la fabbrica
delle Scuole pie, e se tarda à venire, fategliela raccomandare
per lettera di suor M. Serafica per esser questo tempo di primavera
opportuno alla fabbrica. E fate che si comincia la casa come cosa
più necessaria. Avvisate pure se è venuto l'altro
padre delle Scuole pie per far la scuola, per poter rinnovar le
mie instanze qui al P. Procuratore Generale di loro.
Vi saluto tutte nel Signore e pregate tutte per me.
Roma 27 Marzo 1706.
1706 04 03 - AMBP - (A suor
M. Maddalena sua sorella)
o
ricevuto una vostra de 23 Febraro con lavviso di miglioramento
di suor M. Serafica, tutto che la ripigliasse qualche volta la
febre, spero in Dio che à questhora starà
nel primo stato di salute, se così gli piace et è
giovevole alla salute eterna di essa. Salutatela molto da mia
parte e raccomandatemi alle sue orazioni; io non ho lasciato tutto
che indegnissimo, di raccomandarmi al Signore e particolarmente
e ho celebrato la S. Messa il martedì Santo per voi sorelle
e nipoti miei e per i nostri buoni morti. Credo che lor altre
si sono ricordate di me in questi santi giorni, quali per mia
colpa ho passato e passo senza quella divozione che voi forse
vi persuadete.
Vi mando lannesso memoriale da me dato per la M. Abbadessa
al Sig. Card. Colloredo maggior Penitenziere, per la infermità
de suoi occhi acciò che havesse qualche dispensa
dellufficio; il Sig. Cardinale ha havuto tanta carità
et humiltà che senza fare scrivere la concessione dal suo
Segretario, egli stesso avanti à me la scrisse di sua mano
come vedrete. La grazia è stata rimessa al Confessore,
il quale farà come il Signore gli inspirerà. Però
avvertite che questa dispensa egli lha da fare nel tempo
della Confessione della stessa M. Abbadessa, perché il
tribunale della Penitenzieria così suole pratticare per
il foro della coscienza.
Vi mando qui pure alcuni decreti generali per lufficij che
solete fare una volta o più nella settimana ò nel
mese come della Concezione di S. Benedetto, etc. Fatevi dichiarare
questi decreti dal P. Confessore (à cui farete riverenza
à mio nome) e regolatevi nellufficio secondo essi
e non secondo lordinario vostro stampato, perché
questi decreti ultimi derogano alle disposizioni delli Ordinarij
dove sono contrarij. Credeva mandarvi la Messa nuova per ottenere
la grazia di ben morire, ma non è ancora stampata, e si
stamperà passati questi 3 giorni di feste, quali nostro
Signore ve le conceda à voi sorelle et à tutte coteste
religiose piene di consolazione celeste con desiderij di celebrarle
in regno Dei, dove sarà la vera Pasqua cioè il passaggio
dalla colpa alla carità e santità perfettissima,
e dalla miseria di questa vita alla felicità sempiterna
della sempiterna vita.
Roma il Sabbato Santo 3 Aprile 1706.
1706 04 10 - AGT (copia) - (A
suor M. Maddalena sua sorella)
o
ricevuta la vostra lettera de 9 Marzo con lavviso
delle replicate febri di suor M. Serafica che di quando in grande
le vengono nella sua convalescenza sopra di che ne vederò
le divine disposizioni, sottomettendomi ad esse e nello stesso
tempo sperando nella divina bontà che le habbia à
restituire la perfetta sanità per fatigare in questa valle
di miserie per laumentarsi leterna mercede nella felicità
che oculus non vidit, nec auris audivit, nec in cor hominis
ascendit. Non lascio di pregare con essa come specialmente
ho fatto nella Messa di Giovedì havendo per altro celebrato
per tutte voi vive e per gli altri nostri defonti anche in questo
Martedì di Pasqua la Santa Messa. Avvisatemi se il P. Giustino
doppo il suo ritorno ha ripigliato costì la scuola per
cooperarmi qui à farla fare, se non si fosse ripigliata.
Quanto alla Congregazione de Riti, questa è differente
da quella dellIndice, di cui prima era Consultore. Questa
de Riti è di maggior rilievo et anco di maggior travaglio.
Pregate Iddio per me che maiuti in tutto.
La Messa per impetrar la grazia di ben morire in questa settimana
sè stampata, ma sarà difficile ad haverla
à tempo per metterla con questa lettera, perché
le stampe vogliono tempo per correggerle, e poi asciugar i fogli.
Se piace à Dio spero mandarla nellaltra posta. E
per hora vi saluto con suor M. Serafica e s. M. Lanceata e tutte
coteste religiose, et alle orazioni di tutte mi raccomando.
Roma 10 Aprile 1706.
Le vite e lettere di Crocifissa hanno grandesito e si ne
mandano fuori di Roma. Deo gratias.
Vi raccomando lanima del nostro Medico di Casa chiamato
Bartolomeo Ventinelli, il quale havendo havuta una lunga e pericolosa
malattia, poi guarito e stando nella convalescenza il Martedì
di Pasqua fu assaltato da un accidente che gli levò i sensi
et il Giovedì è morto, essendosi prima comunicato
il giorno di Pasqua. Era molto caritatevole con noi e massime
con me.
1706 04 24 - AGT (copia) - (A
suor M. Lanceata sua sorella)
ingrazio
nostro Signore della lettera vostra de 20 Marzo perché
da essa comprendo che siete per sua grazia assai migliorata nella
vostra travagliosa convalescenza. Noi siamo già avanzati
nelletà, poco ci resta da fare, preghiamo Iddio che
ci perdoni i peccati, e ci mandi in luogo dove non loffenderemo
più ma sempre lamaremo. Io per grazia di Dio sempre
desidero à questo fine il Purgatorio, perciò che
quivi le anime credono, sperano et amano Dio senza offenderlo,
sicure dun giorno arrivare à vederlo et amarlo perfettamente
in gloria.
Quando penso à miei peccati, e pericoli di peccare et à
peccati che si commettono al mondo et à terribili flaggelli
ne quali siamo, e molto più temiamo, non so come
desiderar si possa questa vita, ò vero amarla. Non è
poco sopportarla pazientemente con il cuore e desiderio allaltra,
chè quello dicono i Santi. Sia la vita presente
in pazienza, e la futura in desiderio. Sit vita praesens in patientia,
et futura in desiderio. Pregate Iddio che mi conceda luna
e laltro perseverantemente fino allultimo spirito.
Godo assai del profitto fatto dal Predicatore di questa quadragesima,
e mi sono affezionato à cotesto Padre del quale non scrivete
il nome. Nostro Signore gli dia leterna mercede per le sante
fatiche da lui fatte in questo poco tempo.
Oltre li gran flagelli di guerra ne quali siamo con tanti
casi miserabili che si sentono, e tante morti repentine che da
per tutto si sentono in gran numero e qui e fuori oltre le grandi
inondazioni nella Lombardia state questi mesi passati, hora è
venuta una secca così grande che si fanno orazioni per
la pioggia, temendosi una gran carestia. Vi sentono molte mortalità
che fanno sempre duna peste quando si riscalderà
laria. Son tornati i terremoti, e qui sono stati sentiti
la settimana passata, e molto più a Norcia patria di S.
Benedetto, e nelle città dell'Aquila, dove sono rovinate
di nuovo le case refabricate doppo il gran terremoto di tre anni
fa, che quivi fece grandi rovine. Dicono che nel Borgo di S. Pietro
diocesi di Rieti sono suonate sole le campane, se bene ancora
non si sa distintamente ogni circostanza. In somma il dolore de
mali presenti, et il timore de futuri ci tiene sospesi,
e faccia Dio che sia con nostra emendazione. Pregatelo per me
et in particolarità per la prima fonzione chhavrò
da fare nella Congregazione de Riti, che sarà lultimo
Sabbato di Maggio per una causa di beatificazione. Ringrazio cotesto
Monasterio della S. Comunione fatta per me il giorno di S. Giuseppe,
e mi raccomando allorazioni di tutte, quali saluto con le
sorelle.
Roma 24 Aprile 1706.
Vi mando lannessa Messa per la grazia di ben morire, tanto
opportuna per le morti subitanee che corrono, la darete alla Madre
Chiesa per poterla celebrare quei P. R. Sacerdoti.
1706 05 01 - AMBP - (A suor
M. Maddalena sua sorella)
o
ricevuto la vostra breve lettera del mercoledì Santo, e
vi ringrazio della carità che pensavate farmi col raccomandarmi
in specialità al Signore nella S. Comunione del giorno
seguente; godo anche assai dessersi rimessa nella sanità
suor M. Serafica, mentre dite che havea ripigliati i cibi quaresimali.
Deo gratias.
Della nostra Serva di Dio, qui oltre lo spaccio della vita e lettere
e divozione di molti, non si fa altro, perché costì
si deve operare, e mentre non vengono le lettere postulatorie,
qui non si può far cosa di rilievo. Scrissi à Monsignore
di Girgenti e vi mandai la lettera, ma lor altre non mi danno
riscontro dhaverla ricevuta, né io mi ricordo del
giorno in cui la scrissi, seben mi pare che ciò facessi
al principio di Maggio; starò aspettando se piace à
Dio altre poste per intendere se lhavete ricevuta.
Qui è stato un tale P. Bonanni del Monte Calvario, e poi
sè partito per tornar costà, con la direzione
dabbracciare listituto della vita Comune Clericale,
chè stato abbracciato in Palermo et in Messina, per
farlo introdurre nel Monte Calvario; io ho lodato molto il disegno,
e forse il Signore per questa via vorrà stabilire cotesto
santo luogo et aumentarlo di suggetti. Egli porta li ricapiti
necessarij per questo fine e sindirizzerà à
Monsignor Vescovo à cui è stato raccomandato da
qua dal Sig. Abate Luggio Segretario del Cardinal Vicario generale
di Roma. Lor altre da canto loro aiutino questo negozio di servizio
di Dio prima con le orazioni, e poi con lopere aiutandolo
e costì et appresso la Signora Prencipessa con dargliene
parte per termine di convenienza.
Del resto pregate per me assai assai e vi saluto nel Signore con
le sorelle e coteste religiose.
Roma 1 Maggio 1706.
1706 05 08 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o
ricevuta la vostra lettera de 2 Aprile et intendo che cantate
la medesima canzone che io qui canto del desiderio dellaltra
vita perché mi trovo tanto attediato di questa chè
misericordia di Dio il durare che fo, sia però sempre egli
lodato in saecula.
Intendo le cose delle Scuole pie, raccomandiamole al Signore e
non lascerò qui dadoperarmi col nuovo loro Generale
per utile di cotesta fondazione.
Quanto poi alla nipote del P. Bernardino, sarebbe bene che voi
gli significaste il tutto e la quasi impossibilità del
negozio, che io ancora gli cennerò se egli me ne tornerà
à scrivere. Scrivo brevemente per le molte occupazioni
che mi tengono oppresso; pregate per me e tutte vi saluto nel
Signore.
Roma 8 Maggio 1706.
1706 05 15 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o
ricevuto una vostra degli 11 Aprile et in questa stessa posta
la risposta di Monsignor Vescovo alla mia: della quale resto molto
consolato per la divozione mostra verso la Serva di Dio Crocifissa,
e dice dhaver molte lettere postulatorie in sua mano, e
che con laltre che saspettano presto si manderanno,
sia lodato sempre il Signore. Il Sig. Vicario Generale Turano
mi scrive congratulandosi della Consulta de Riti datami,
e pure mi accenna che prima che spiri questo mese di Maggio si
manderanno le lettere postulatorie.
Io gli rispondo con lannessa lettera, nella quale gli ricordo
ancora di mandar à cotesto Monasterio le lettere originali
di Crocifissa insieme con gli scritti come havea disposto Monsignore.
Quanto alla Consulta de Riti datami, già ho scritto
che consiste nellesaminare le virtù e miracoli de
Servi di Dio per la beatificazione e canonizzazione: per la qual
applicazione ho di bisogno dellaiuto delle loro orazioni.
Il P. Bonanni è ritornato costà, ma io poco lho
visto se non quando venne e partì, spero che la sua venuta
qua possa dar miglior sesto alle cose del monte Calvario in servizio
di Dio, come ho accennato per altra mia.
S. Giovanni di Dio è stato canonizzato da Alessandro 8°
con S. Lorenzo Giustiniani et altri, et io era qui: e sicuramente
vavvisai allhora il tutto, e credo vi mandassi la relazione
stampata, ma già siamo vecchi e non ci ricordiamo più
come prima, e questo lesperimento in me stesso.
Spero che in questi giorni di preparazione alla venuta dello Spirito
Santo havrete speciale memoria di me nelle vostre orazioni, ma
io la domando più speciale allarrivo di questa per
qualche necessità particolare.
Vi saluto nel Signore con le sorelle e tutte coteste religiose.
Roma 15 Maggio 1706.
1706 05 22 - AGT (copia) - (A
suor M. Serafica sua sorella)
o
ricevuta la vostra lettera de 15 Aprile con la lettera del
Sig. Turano à sua sorella sopra le lettere postulatorie,
delle quali pure egli me ne ha scritto che per tutto questo mese
di Maggio sarebbono state in ordine. Siane ringraziato il Signore.
Godo assai del ricominciamento della fabbrica delle Scuole pie,
et io qui ho parlato col nuovo loro Generale, comanche col
Procuratore Generale passato per raccomandare questa fondazione
per mandarvi buoni suggetti per la scuola e per la fabbrica. E
spero in Dio che se ne havrà buon effetto. Se bene vè
stata qualche doglianza per conto della tardanza nel somministrar
il denaro per fabbrica. Ma hora pare che la Signora Principessa
supplisca à ciò con maggior sollecitudine. Procurate
da parte vostra di sempre raccomandarle questa santopera
acciò che si riduca à perfezione à gloria
di Dio.
Quanto alle vite di nostro Padre per farne una nuova stampa vi
vuole grande spesa dalcune centenara di scudi. E per ciò
procurate di conservare quelle che vi sono rimaste al meglio che
potete, e se la rosicatura de sorci è stata duno
o pochi fogli della stesa materia, sarà più facile
ristampare in Palermo i soli fogli guasti, che ristampare tutta
la vita.
Qui è stato il Sig. Pr. Sciabarasi à favorirmi dovendo
tornare fra 2 giorni à Civita Vecchia. Sta bene e datene
lavviso alla sua sorella costì.
Il Fiume Tevere passa dentro Roma, ma lontano da Monte Cavallo.
È navigabile anche di galere, ma non sogliono venire fino
alla Città, ma solo feluche e tortane. Il palazzo del Papa
è vicino à noi essendovi fra mezzo una gran piazza,
ma egli hora sta à S. Pietro.
Lunedì 17 del corrente finalmente si fece la promozione
di 20 Cardinali de quali uno non è stato publicato,
ma si crede sia Monsig. Davia già Nunzio allImperio.
Degli altri 19 publicato il Card. Filippucci ha rinonziato il
Cardinalato subito, non volendolo accettare con somma edificazione
di tutta la Città e poi anche della Cristianità.
Egli era prelato con carica honorevole e Canonico di S. Giovanni
Laterano, e con tutto che fosse in Corte non ha voluto ascendere
superius. Non è stato possibile à persuaderlo, et
il Papa gli mandò il Predicatore Capuccino di Palazzo con
la poliza di sei mila scudi per le prime spese del Cardinalato,
ma né pur ha voluto cedere. Onde è restato il Sagro
Collegio privo di questo degno huomo, cha mostrata una virtù
massiccia prima non ben conosciuta. Si dice che si ritirerà
fra i PP. dellOratorio di S. Filippo Neri per finirvi i
suoi giorni. Tra tanto il Papa gli ha assegnato cento scudi il
mese, et ha data la sua carica di prima di Prelato e Canonico
di S. Giovanni Laterano ad un suo nipote assai virtuoso. Ringraziate
Iddio che in ogni tempo dà à noi esempij di virtù
e fa conoscere la perfezione di huomini nascosti agli altri huomini.
Raccomando à tutto cotesto Monasterio la conversione dun
heretico dotto che ha mostrato propensione à venire alla
Chiesa. Questo è forastiero, è stato qualche tempo
qui facendo grandi limosine et opere di carità. È
partito poi con la sua comitiva, ma ha detto di volere tornare.
Pregate Iddio che lillumini, e gli dia il dono della fede
e penitenza del suo errore. Ve lo raccomando assai e dite alla
M. Abbadessa che ne faccia far particolare orazione. Comanche
per un mio amico virtuoso che sta per fare un lungo viaggio acciò
che il Signore gli assista nelle sue risoluzioni et operazioni.
E per me in ultimo caldamente pregate il Signore in cui vi saluto
con le sorelle e coteste religiose.
Roma 22 Maggio 1706.
1706 05 29 - AGT (copia) - (A
suor M. Serafica sua sorella)
n
questa settimana ho ricevuto 2 lettere una di s. M. Lanceata de
21 Aprile, e laltra vostra de 30 e rendo grazie al
Signore della divozione del Sig. Giunta che viene costà
alla sepultura della nostra Serva di Dio con tante esibizioni
comanche della divozione mostrata dal Sig. Viceré
verso dessa. Iddio benedetto opera occultamente ne
cuori degli huomini movendoli à suo beneplacito. Ipsi
laus.
Quanto allindulgenza per il SS. Crocifisso per i venerdì
non occorre pensarvi, per mera cosa insolita nella concessione
de brevi. Quanto poi allindulgenza per le feste della
Croce, non so se nella Madre Chiesa vi siano altre indulgenze
plenarie fra lanno; perché se vi sono, non si possono
ottenere altre, non concedendosi se non una indulgenza plenaria
lanno per Chiesa, ò due al più per le chiese
Parochiali. E perciò informatevi dal Sig. Arciprete, e
poi avvisatemi Godo assai della fabbrica delle Scuole pie continuate,
e sempre più ve la raccomando. Già vho scritto
della parlata fatta col loro Generale, e spero in Dio havrà
buon effetto. E voi avvisatemi quello che costì si va facendo
in tal affare.
Salutate suor M. Lanceata, e ditele che spero doppo lottava
del Corpus Domini, quando si potranno dir Messe votive, dire la
Messa per impetrar la grazia di bene morire per lei. Nostro Signore
ci esaudisca.
Il nostro fratel Andrea vi saluta, e vi ringrazia della caritatevole
memoria tenete di lui, e si raccomanda alle vostre orazioni.
Vi mando lacclusa lettera per Monsignore al quale sigillata
la mandarete subito. Monsig. Filippucci fatto Cardinale nella
settimana passata sta forte come un marmo à non accettare
il Cardinalato. Non ostante le persuasioni fattegli, il Papa gli
mandò il Predicatore di Palazzo, chè un Capuccino
con la poliza di 6 mila scudi doro per le prime spese da
farsi da un nuovo Cardinale. Ma egli non volle cedere. E perché
questo Signore non è ricco, per levargli ogni rispetto
di non havere per far le spese, un negoziante ricchissimo gli
mandò una poliza di 50 mila scudi, con dirgli di doverglieli.
Ma né pure ha acconsentito. Il Papa ha fatto una particolare
Congregazione di molti Cardinali per vedere se deve ammettere
questa rinunzia. Non so ancora quello fusse risoluto. So bene
che detto Monsig. Filippucci per il grande assedio fattogli ha
havuto la febre. Questi sono quei Servi di Dio nascosti, che poi
nelloccasioni compariscono. Questo dotto e santo vecchierello
darà una grandedificazione alla Chiesa, mentre ha
cercato di restar Canonico di S. Gio. Laterano, comera prima,
senza diventare Cardinale della Chiesa Romana. Ringraziatene Iddio,
et à lui raccomandate questo buon Prelato.
Per fine vi saluto con le sorelle e tutte coteste buone religiose,
e pregate per me.
Roma 29 Maggio 1706.
È venuto avviso che laltro hieri è morto il
Sig. Card. Barbarigo Vescovo di Monte Fiascone, santo Cardinale
e zelantissimo della sua chiesa. È sentita con grande dispiacere
questa gran perdita. Pregate per lanima di lui.
1706 06 19 - AMBP - (A suor
M. Maddalena sua sorella)
oppo
due settimane senza lettere di costà ho ricevuto in questa
una vostra de 7 Maggio con lavviso del terremoto sentito
costì nel giorno della S. Croce. Ringrazio il Signore che
mostra i flaggelli senza percuotere, mentre non è succeduto
danno alcuno per quanto comprendo dalle vostre lettere.
Il Sig. Card. Colloredo Ponente della causa della nostra Serva
di Dio ha destinato per rivisore delle opere di lei il P. Palermo
chè stato Commissario generale de PP. dellosservanza,
huomo dotto assai e qualificatore del S. Ufficio, e consultore
della Congreg.ne de Riti, alla quale spettano queste cause
di canonizzazione. Questa rivisione servirà per guadagnar
tempo, perché si troverà già fatta, quando
shavrà da introdurre la causa della Serva di Dio,
della quale il P. sudetto come Palermitano si trova haverne cognizione.
Raccomandatelo al Signore acciò che gli assista in questa
revisione con dargli i lumi necessarij; segli daranno dunque i
scritti inseriti ne processi, et insieme la vita e lettere
stampate; questo è quanto occorre qui in questa materia,
dipendendo il resto dalle lettere postulatorie, che spero verranno
presto.
Pregate Iddio per me per haverne molto bisogno con le sorelle
e coteste religiose che tutte saluto nel Signore.
Roma 19 Giugno 1706.
1706 06 26 - AGT (copia) - (A
suor Maria Serafica sua sorella)
n
questa settimana non ho havuto lettera da costà, e vedo
che da un mese in qua sè sconcertato lordine
solito delle vostre lettere, non havendone ricevuta in detto tempo
se non una delli 2 di Maggio. Comunque sia, bisogna far la volontà
di Dio, e pensar più à mandar lettere al cielo,
e riceverne di lassù, mentre dhora in hora dobbiamo
star preparati à partirci da questo paese di fango, che
non è buono per noi, né noi non siamo per lui.
Raccomandatemi al Signore con le sorelle e coteste religiose che
tutte saluto nel Signore.
Roma 26 Giugno 1706.
1706 07 03 - AGT (copia) (A
suor M. Lanceata sua sorella)
o
ricevuta la vostra lettera de 18 Maggio con una inclusa
del Sig. Guarini vostro Confessore al quale mando qui annessa
la risposta. Havrei voluto che i libri datigli glieli haveste
dati à nome del Monasterio essendo la licenza havutane
da Monsignore e non da mia parte. E seben io non tocco questo
punto, con esso lui, nondimeno sarà bene significargli
che io solamente ho posto la mia opera nel comperar detti libri
per vostra commessione.
Godo della venuta costà del Sig. Principe di Scordia, e
dellaffetto mostrato à cotesta terra, e particolarmente
alla fabbrica delle Scuole pie, et assai delle qualità
buone di detto Signore e delle buone relazioni datevi di Ferdinando
Maria. Ne sia sempre lodato il Signore il quale per questo mezzo,
come spero, darà calore alla fabbrica accennata per ridarla
à stato che possa esser habitata da PP. con utilità
maggiore della terra.
Quanto poi al racconto delle virtù del Sig. Guarini, io
nel sentirla ho pensato che forse sarebbe di gran servizio di
Dio se un giorno accadendo il bisogno, fosse Arciprete di Palma,
perché con le sue prediche et instruzioni potrebbe giovarle
molto. E se Monsig. glielo ordinasse, egli non ricusarebbe tal
peso, perché quanto alla Signora Principessa di Scordia,
non credo vi havrebbe difficoltà à nominarlo à
tal carica, tanto più che il Sig. Principe di Scordia lha
conosciuto e lo stima. Fiat voluntas Domini.
Starò aspettando la lettera di suor M. Serafica per il
Sig. D. Felice Michelini, come cennato, il quale vive assai divoto
della nostra Serva di Dio e di tutto cotesto Monasterio.
Le lettere postulatorie non compariscono, non so attribuire ad
altro la causa se non allassenza di Monsig. da Girgenti
per la visita della Diocesi.
Questo è quanto presentemente moccorre. Mi raccomando
alle orazioni vostre e delle sorelle e di tutto cotesto Monasterio,
e tutte saluto nel Signore.
Roma 3 luglio 1706.
1706 07 23 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o
ricevuto una vostra de 9 Giugno assai ... (illeggibile)
et intendo laffetto che porta il Sig. Prencipe di Scordia
à Ferdinando M., et à Palma, ne sia lodato Iddio.
Mi dispiace dellamarezze che riceve Monsignore per conto
di Palma, desidero chhabbia ogni buona corrispondenza et
ubbidienza da tutti loro, e procurate con la Sig. Prencipessa
di Scordia di non accendersi fuoco nel farsi ricorsi in Monarchia,
e scrivetelo da mia parte, pregandola à smorzarlo se fosse
acceso. Se bisognerà, le scriverò ancora io, ma
non sapendo lo stato delle cose, soprasiedo. Dalla lettera qui
acclusa al Sig. Turano vedrete ciò che gli scrivo sopra
questaffare, comanche per conto delli 2 Padri delle
Scuole pie, onde basta che leggete questa lettera senza che replichi
qui le stesse cose. Mi resta dirvi in generale che in tali disturbi,
procuriate di sodisfare Monsignore la cui santa intenzione è
nota, e quando fosse malinformato, procurate che il Sig.
Abate Guarini vostro Confessore scriva al Sig. Vicario Generale
la verità delle cose, e si metta per mezzo per acquietare
ogni disturbo. So che il Sig. Turano lo stima assai, e gli havrà
credito. Così circa quell... (illeggib.) allorecchio
del conservatorio delle orfanelle che [dovea] haver fatto il Sig.
Prencipe di Scordia, bastava che il Sig. Guarini ne [havesse]
informato il Sig. Vicario Generale; in ogni conto procurate che
non si facciano ricorsi in Monarchia, perché ciò,
quando non altro, servirà à turbare la pace e dovuta
riverenza à Monsignore. Sono arrivate qui le lettere postulatorie
come vedrete dalla mia risposta al Sig. Vicario Generale, onde
altro non soggiungo. Sigillate la lettera e mandatela con prima
commodità allo stesso.
Mi par bene per levar ogni semenza di discordia di far parlare
il vostro P. Confessore con D. Gioseppe Celestre, e mettergli
avanti limportanza della fondazione delle Scuole pie ...
(illeggibile) procurare di non intorbidare da sua parte questa
santopera; se ha qualche dissapore, si potranno raddolcire
gli animi col divino aiuto. Insomma, percorrete tutte le strade
per mantenere la carità e principalmente con le orazioni,
acciò che il Signore riconcilij i cuori di tutti.
In questa settimana è morto Monsignor Filippuccio eletto
Cardinale nellultima promozione, e che non volle assolutamente
accettar il Cardinalato; era vecchio e da molti mesi in qua con
indisposizioni, che forse se gli accrebbero con il disturbo havuto
di fargli accettare questa dignità. Il Papa gli ha fatto
fare un funerale solennissimo con lassistenza della Prelatura
con la famiglia Papale, e con ... (illeggib.) funebre; è
morto un santo huomo, prima conosciuto per huomo di bontà,
ma poi toccato con mani chera di una gran perfezione nascosta,
et hora si raccontano le cose della sua vita senza che prima non
si sapevano comunemente. Egli sarà in cielo, ma pur raccomandatelo
al Signore per la carità Cristiana.
Roma 23 Luglio 1706.
1706 07 31 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
a
settimana passata scrissi costà per via della feluca del
dispaccio con una lettera al Sig. Vicario Generale Turano, che
varriveranno presto più della solita posta: hora
rispondo brevemente alla vostra de 25 di Giugno, avvisandovi
esser qui venuti al Seminario Romano i figli del Sig. Prencipe
di Niscemi, a quali ho fatto riverenza offerendomeli etc..
Spero qui mandarvi una per Monsignore dalla quale intenderete
ciò che passa, e la manderete sigillata con prestezza.
Mi raccomando alle vostre e comuni orazioni, e tutte voi saluto
nel Signore.
Roma 31 Luglio 1706.
1706 08 14 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
n
questa settimana non ho havuto lettere da costà comè
accaduto frequentemente da qualche tempo in qua, ne sia sempre
lodato Iddio.
Sto attendendo la risposta di Monsignore ò per dir meglio
la sua lettera postulatoria per la causa della nostra Serva di
Dio, come io gli scrissi in una lettera, che vi mandai e la settimana
passata hebbi da voi riscontro desservi capitata. Rimettiamo
ogni cosa nelle mani di Dio, al quale mi raccomanderete caldamente
per speciali bisogni chho del divino aiuto; lo stesso prego
alle sorelle e coteste religiose, che tutte saluto nel Signore.
Roma 14 Agosto 1706.
Maria optimam partem habuit, quae non auferetur ab ea in aeternum.
Pregatela che cimpetri lo stesso da Dio à noi.
1706 08 27 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o
ricevuto due vostre lettere de 3 e 8 Luglio e ringrazio
il Signore desser arrivata costà la lettera mia à
Monsignore sopra la sua postulatoria, la quale mancava nelle altre
mandate già, come ho scritto. Spero che presto la manderà
e sarà abbondante perché così tocca farla
al proprio Ordinario. Mandai la vostra lettera al Sig. D. Felice,
il quale è stato contentissimo et allegrissimo delle cose
della Serva di Dio mandategli nella vostra lettera.
Del resto non moccorre altro da dirvi, se non che raccomandiate
con orazioni specialissime un certo affare concernente la salute
dunanima; ve ne prego quanto posso insieme con tutta
cotesta Comunità, nella quale con specialità la
M. Abbadessa ciò raccomanderà. Vi saluto tutte nel
Signore.
Roma 27 Agosto 1706.
1706 08 28 - AMBP - (A suor
M. Maddalena sua sorella)
o
ricevuto la vostra lettera de 24 di Luglio che lho
letta con un poco di fatica per essere quasi tutta male scritta
in lingua Siciliana. Però ringrazio il Signore che ve la
passiate competentemente di salute, comancor io. La Messa
della buona morte spero celebrarla per voi nella settimana seguente,
se Dio vorrà; voi non lasciate di pregarmela buona da nostro
Signore e presto per me.
Vi scrivo brevemente per trovarmi occupato in altre lettere in
questa giornata.
Vi saluto con le sorelle e coteste religiose et alle orazioni
loro mi raccomando.
Roma 28 Agosto 1706.
1706 10 09 - AMBP (mutila) - (A
suor M. Serafica sua sorella)
o
ricevuto la vostra/
bre con lavviso dhaver/
una lettera à Monsignore/
in Dio che da essa/
la sua lettera postulatoria/
significava.
Nella vostra lettera mi/
prete era in estremo:/
vuto avviso della su/
Prencipessa con lettera/
mandatami per i Seg/
di Niscemi, che stanno qui/
che io le significassi/
per lArcipretato: ma/
di tal ufficio, le scris/
Guarini che forse non/
/, non sapeva nominare altri e per-
/pregai che per compire all
/della sua coscienza nominasse perso-
[na]/esemplare e dotta, che havesse il zelo
/nella salute delle anime, e partico-
[larmente]/le raccomandai che il suggetto
/sermoneggiare con santa semplicità
[chri]/stiana, per spiegare le feste il Santo
[Van]/gelo et il Catechismo, e far anco labr> [dottr]/ina Christiana
massime a fanciulli:
[per]/ché le terre sono più bisognose
[nel]/le città della parola di Dio per nonbr> [esser]/vi
molti operarij. Le ho risposto subito
/ella desiderava, et ho data la lettera
[al]/figlio maggiore del Sig. Prencipe di
[Ni]/scemi, che mha detto dhaverla mandata.
Questo è quanto è passato sopra questa materia,
nostro Signore disponga à suo maggior servizio. Laccennato
figlio maggiore del Sig. Prencipe di Niscemi partirà postdomane
per ritornare al Sig. suo Padre: e lascia il suo piccolo fratello
di 10 anni qui in Seminario Romano, nel quale in questi pochi
mesi ha fatto assai profitto, come mè stato detto:
ne sia sempre lodato Iddio.
Il P. Giunta da Messina mi manda un Indice di alcune cose raccolte
della nostra Serva di Dio, le quali per la sua vecchiaia non potendole
distendere, consegnerà le stesse scritture ad un suo Nipote
Padre Agostiniano per mandarle costà: quando vi fossero
mandate, conservatele à parte ... (testo mancante) della
stessa Serva di Dio, in luogo sicuro e sotto chiave poiché
un giorno possono servire.
Avvisatemi se Monsignore ha mandati costà li scritti originali
della stessa Serva di Dio comanche le lettere originali
da me date al Sig. Canonico Turano qui; perché gli scrissi
che le mandasse costà per esser conservate con gli altri
scritti di lei, havendone per ciò ottenuta la licenza del
nostro P. Generale.
Per ultimo vi saluto con le sorelle e tutte coteste religiose
e pregate per me.
Roma 9 Ottobre 1706.
Vostro fratello e servo nel Signore
Gioseppe M. de Tomasi
1706 11 27 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o
ricevuto la vostra lettera de 18 Ottobre con li versi sopra
suor M. Crocifissa nelli quali lodo la divozione di chi li ha
fatti, ma io perché non mi diletto di versi, non ne posso
dar giudizio, però non stimo utile questa materia di scrivere
le fattezze corporali, essendo meglio rammemorare le sue virtù.
Circa le Scuole pie e nuovo Arciprete ho scritto con altre mie
quello occorreva in tal materia.
Vi mando lacclusa per Monsignore per occasione delle buone
feste, la leggerete e poi sigillata la mandarete, e la sua lettura
servirà per abbreviar questa mia lettera. Del resto mi
raccomando alle vostre orazioni e delle sorelle, e di tutte coteste
religiose, quali saluto nel Signore.
Roma 27 Novembre 1706.
Il Papa oltre la Consulta de Riti mha fatto qualificatore
del Santo Ufficio con tre altri: un Domenicano, un Gesuita, et
uno della Missione. Pregate per me.
Vostro fratello e servo nel Signore
Gioseppe M. de Tomasi
1706 12 09 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
entre stavo per
rispondere alla vostra lettera del primo di Novembre, mi capitano
per la via della feluca del dispaccio due altre vostre de
17 e 20 Novembre. Per le sudette lettere intendo che già
lArcipretato di Palma era stato offerto al Sig. Abate Guarini
dalla Signora Prencipessa e che non lhabbia egli accettato;
dal che potete comprendere che quella Signora ha cercato il meglio,
e che non è stata spensierata sopra questo affare, con
provederlo con negligenza e senza considerazione dovuta, come
qualcheduno con poca carità forse sè immaginato.
Quanto al suggetto poi proposto dal Sig. Vicario Generale, rimettendomi
al suo giudizio e zelo e volontà di Monsignore lapprovo
ancora io massime per labilità di poter annunziare
la parola di Dio e far la dottrina Christiana. Spero che la Signora
Prencipessa si rimetterà à questa proposta, e così
shavrà costì un buon operario per la salute
delle anime. Nostro Signore disponga ciò chè
di maggior suo servizio, e voi avvisatemi le risoluzioni che si
saran fatte.
Hor quanto al Canonicato del Sig. Guarini benché lo havrei
desiderato Arciprete di Palma, nondimeno giacché la divina
provvidenza pare che disponga altrimenti, non lascerò di
far da canto mio tutto quello che si converrà per farglielo
conferire. Manderò hoggi la lettera allAgente di
Monsignore sopra tal negozio, e questa sera ò domani spero
parlare con lui per trattare quello che si dovrà fare in
questa materia, e perciò non potrò rispondere in
questa posta à Monsignore che sè compiaciuto
dimpormi che ancora io entri nel procurare questo Canonicato
al Sig. Guarini suggetto tanto più meritevole, quanto più
alieno à cercarlo e volerlo. Mi riservo dunque à
rispondere à Monsignore et al Sig. Vicario Generale nellaltra
settimana, in cui ancora vavvisarò ciò che
passarà in tal negozio.
Quanto al breve dellufficio della Concezione ne Sabbati,
non essendovi in esso espressamente nominata la Quaresima, Avvento,
Vigilie etc. non ve ne potete servire in detti tempi e giorni,
e perciò dovete stare agli ordini degli ultimi decreti
mandati con far lufficio feriale in detti giorni, comanche
in tutte le altre cose contenute in quelli. Circa quelle composizioni
in musica de Gaudij il Sig. D. Felice tempo fa mi disse
che un tal musico della Cappella Papale per sua divozione le componeva
per mandarle costà, e che finite, in una cassetta shavrebbono
trasmesse; ma come chè cosa di sua spontanea divozione
non devo io far altra instanza, ma solo aspettare quello che mi
consegnarà.
Questo è quanto moccorre presentemente, pregate per
me con le sorelle e coteste religiose, le quali tutte saluto nel
Signore.
Roma 9 Decembre 1706.
Nella festa di S. Bibiana, quando andai à venerare il suo
Santo corpo, un divoto Sacerdote mi diede lacclusa immagine
di questa Santa protettrice ne mali di testa e nel mal caduco.
Vostro fratello e servo nel Signore
Gioseppe M.a de Tomasi
1707 01 01 - AMBP - (A suor
M. Maddalena sua sorella)
o
ricevuto la vostra lettera de 29 Novembre per la quale intendo
che ancora non havevate havuto avviso della risoluzione della
Signora Prencipessa circa la presentazione del nuovo Arciprete
propostole. Nostro Signore spero chhavrà disposto
il meglio per bene di cotesta terra à gloria sua.
Quanto alle Scuole pie il lor P. Procuratore Generale mha
detto che à questhora forse sarà arrivato
costà il P. Matteo il quale è tardato, perché
si trovava in Sardegna; pure egli raccomanderà al lor P.
Generale di dargli un altro Padre compagno abile per la scuola,
onde spero che quanto prima saccomoderà questo punto,
restando laltro della fabrica per la quale bisognerà
sempre insistere con la Signora Prencipessa, tutto che finhora
non habbia dato lannualità à cotesto Monasterio,
né i legati per me: bisogna pregar Iddio che le smuova
il cuore efficacemente à corrispondere quanto più
presto potrà.
Qui vè un Padre il quale per le molte instanze havute
da diversi, desidera che facciate stampare 100 figure di suor
M. Crocifissa, et altre 100 del cuore da lei designato; vi prego
à dar la commessione à persona diligente in Palermo,
per farle stampare, e poi farle consegnare al P. Preposito di
S. Gioseppe: il quale darà tutto il denaro necessario per
la spesa della stampa, secondo che questo Padre scrive à
quel P. Preposito, il quale pure le porterà qua, per Pasqua,
dovendo egli venire per il Capitolo generale che habbiamo da fare
à Maggio, se piace à Dio. Sicché in questa
facenda non vi sarà spesa per il Monasterio, ma solo lincommodo
di fare stampare le sudette figure per devozione della Serva di
Dio, et à gloria di lui. suor M. Serafica potrà
dare ... (illeggib.) queste commessioni.
Del Canonicato non sortito nel Sig. Guarini già ho scritto
in altre mie, forse le vostre orazioni hanno ottenuto lhaverlo
voi per Confessore almeno per qualchaltro tempo. Mi raccomando
alle vostre orazioni, delle sorelle e di tutte coteste religiose,
quali saluto nel Signore.
Roma 1 Gennaro 1707.
Vostro fratello e servo nel Signore
G. M. de Tomasi
1707 01 08 - AMBP - (Alla Principessa
sua Nipote)
ervirà
la presente per far riverenza a V. E. e salutare caramente Ferdinando
Maria, et insieme per avvalermi della bontà sua in tante
occasioni mostratami con supplicarla à compiacersi di dar
gli ordini necessarij per il solito cambio de legati fattimi,
perché qui non mancano occasioni dhaverne bisogno.
So che non manca la buona volontà à V. E., ma quando
questa havrà la giunta delle mie preghiere saprà
trovar la via di favorirmi.
Scrivo con confidenza, e le farei torto se mi diportassi altrimente
con estranezza e cerimonia. Non mi resta altro per la presente
se non confermare à V. E. il mio divotissimo ossequio e
servitù col desiderio che nostro Signore la assista con
la sua protezione, comanche al Sig. Prencipe e tutti di
sua Casa.
Roma 8 Gennaro 1707.
Di V. E.
Divot.mo et obligat.mo Servitore
Gioseppe M. de Tomasi
1707 01 15 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
n
questa settimana ho ricevute due lettere una di s. M. Maddalena
de 6 Decembre, e laltra de 19 dello stesso,
e ringrazio Iddio per la nuova di vostra salute e della presentazione
del nuovo Arciprete D. Rocco Tagliarini, al quale spero scrivere
appresso se piace à Dio, doppo che saprò dhaver
preso il possesso in Palma. Prego nostro Signore à dargli
lumi et efficacia per conoscere il suo beneplacito et esseguirlo
nel governo delle anime commessegli.
Quanto al Canonicato del Sig. Abate Guarini, il Signore ha esaudite
le sue preghiere, comanche credo le vostre necessità
perché prima ... (illeggibile) le lettere di Monsignore
era già stato dato il Canonicato, ma perché noi
ciò non sapevamo, fecimo tutte quelle diligenze humane
che si potevano per farlo dare al Sig. Guarini, e tali che ci
credevamo di ciò sicuri moralmente per lindirizzo
fatto al [Papa], ma poi c[accorgemmo] che la fatica era
stata inutile, mentre il Canonicato era stato dato prima, onde
il Sig. Cardinal [Prodatario], per cui mani passano queste facende,
hebbe à dire che unaltra volta bisogna esser più
solleciti.
Ma noi chiudendo gli occhi alla terra, et aprendoli al cielo riconosciamo
le disposizioni della divina providenza, chaltro havea disposto
per bene dello stesso Sig. Abate e del nostro Monasterio. Riverite
detto Signore da mia parte e riconosca ... (illeggib.) gli effetti
de suoi desiderij.
Salutatemi cotesta suor M. Archangela, e ditele che io più
bisogno delle sue orazioni, chella delle mie.
Quelle orazioni de Ss. Martiri erano per una Chiesa particolare,
né io me ne trovo copia di mandarvela.
La Congregazione poi avanti al Papa si tenne agli 11 del corrente
che durò per molte hore: io vi fui, ma non posso parlare
per il rigoroso silenzio sotto pena di scommunica riservata al
Papa.
Quanto al nostro legato, già la settimana passata vi mandai
una mia per la Signora Nipote per inviargliela caso che ancora
non havesse fatto il cambio allarrivo di quella mia lettera.
Nostro Signore disponga il meglio in suo santo servizio.
Questo è quanto presentemente occorre, raccomandatemi à
nostro Signore con le sorelle e coteste religiose che tutte saluto.
Roma 15 Gennaro 1707.
Vostro fratello e servo nel Signore
Gioseppe M. de Tomasi
1707 02 12 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o
ricevuto la vostra lettera de 9 Gennaro con lavviso
dellarrivo del nuovo Arciprete, delle cui buone qualità
ne ringrazio Iddio nostro Signore, forse qui aggiugnerò
una mia lettera allo stesso Sig. Arciprete per cooperarmi da canto
mio al buon servizio di Dio.
Monsignore ancora non mha risposto alla lettera delle buone
feste, forse tarda per mandar con la risposta la lettera postulatoria.
Il Sig. Vicario Generale scrisse allAgente di Monsignore
qui alli 2 Gennaro che io havea scritto allo stesso Monsignore
per mandar le vite di Crocifissa, e che sarebbono mandate presto,
ma per le molte faccende di Girgenti, è bene linformarsi
se sono mandate per ricordarglielo se non fossero mandate.
Avvisatemi se le lettere originali di Crocifissa sono state costà
mandate da Monsignore.
Sento che il formento e vino dati dalli devoti di suor M. Crocifissa
siano stati venduti con ricavarne onze cinquanta, quali credo
che siano state applicate al servizio del Monasterio. Quando però
questo non stasse in tanta angustia, queste limosine si potrebbono
mettere da banda per le spese della sua Causa qui e costì.
Del nostro legato non se ne parla né si vede, già
vi mandai una mia lettera per la Signora Prencipessa: forse si
muoverà per essa. Quello mi dispiace più è
la dimora della fabbrica delle Scuole pie tanto necessarie à
cotesta terra; il Papa nella città dUrbino sua patria
tutto che vi siano altre religioni, ultimamente vha fatto
fondare il collegio delle stesse Scuole pie per utilità
spirituale e temporale de figliuoli e gioventù anche
nobile di quella città, e per levar lozio padre de
vitij da figliuoli e giovani. Se la Signora Prencipessa
conoscesse il bene di questopera Santa simpegnerebbe
per così dire il suo letto per ridurla à perfezione.
Nostro Signore vi proveda per sua misericordia. E qui vi saluto
con le sorelle e coteste religiose, e pregate per me.
Roma 12 Febbraro 1707.
Vostro fratello e servo nel Signore
Gioseppe M. de Tomasi
È venuta la lettera postulatoria di Monsig. Ventimiglia
Vescovo di Lipari per la causa della nostra Serva di Dio; lavviso
per loro consolazione.
Lacchiusa lettera leggetela e poi sigillatela e datela al
Sig. Arciprete.
1707 03 05 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o
ricevuto la vostra lettera de 26 Gennaro con la quale mi
discorrete della stampa de scritti della nostra Serva di
Dio; in questa cosa vi sono due difficoltà, una se la stampa
dessi scritti possa poi nuocere alla sua causa, ma di questa
difficoltà ne prenderei consiglio dal Procuratore della
causa stessa; la seconda difficoltà è per la spesa,
perché quelle onze cinquanta de devoti sarebbe meglio
à conservarle qui al banco di S. Spirito per le spese occorreranno
per la causa, ò veramente conservarle costì nel
Monasterio per il nuovo Processo da farsi con autorità
Papale da 3 Vescovi, ò almeno da due Vescovi, perché
doppo introdotta la causa sha da fare questo nuovo Processo
da più Vescovi sopra le virtù e miracoli della Serva
di Dio per procedere avanti per la beatificazione.
Hora pensate se vi vuole della spesa per far venire costà
e trattenere per qualche tempo almeno due Vescovi. Noi al presente
stiamo alloscuro, non sapendo come disporrà il Signore,
tanto più che bisognano replicate lettere postulatorie
di Vescovi, Capitoli, Città e Signori, né vè
chi le procuri. Lasciamo far à Dio: se egli vorrà,
aprirà le strade. Avvisatemi quanti anni ha D. Ferdinando
Maria: perché vo pensando che alli 14 anni possa egli cominciar
à disporre, et in questa maniera aiutare la spesa. Fiat
voluntas Domini.
Qua sono venute due altre lettere postulatorie del Capitolo e
Città di Lipari oltre quella di Monsignor Ventimiglia Vescovo
pure di Lipari, che ha presa tanta divozione alla Serva di Dio,
che se le raccomanda tre volte il giorno; forse egli potrebbe
essere uno de Vescovi delegati. Tra tanto non si vedono
le lettere di Monsignor Vescovo di Girgenti, né del Capitolo
e Città di Girgenti, né delle altre città
della Diocesi.
Quanto alla Messa in musica per uso di cotesto Monasterio, sappiate
che quel Musico che compone i Gaudij non è da me conosciuto
se non forse di vista, onde non ho la confidenza di pregarlo sopra
questa materia; e circa i Gaudij lascio che egli faccia come e
quando vuole, essendo cosa di pura sua divozione e volontà.
Se col Sig. D. Felice mi venisse il taglio di dirgli qualche parola
sopra la sudetta Messa, forse la potrei suggerire, ma il meglio
è che cantiate nel canto fermo, perché è
assai divoto e più facile ad esser imparato, e per conseguenza
à farlo continuare costì doppo la vostra morte.
Vi mando lacclusa licenza per suor Maria Lanceata, alla
quale la consegnerete; e Monsignor Segretario Nuzzi Arcivescovo
Niceno mi mostrò tanta benignità in questa occasione,
che volle egli stesso mandarmela la stessa sera à casa
à due hore di notte, tutto che prima mai gli havessi parlato.
Raccomandatelo al Signore comanche me con le sorelle e coteste
religiose, quali tutte saluto nel Signore.
Roma 5 Marzo 1707.
Il mio fratel Andrea vi saluta, e si raccomanda alle vostre orazioni.
1707 03 19 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o
ricevuta una vostra de 12 Febbraro con la quale mavvisate
che la Signora Nipote ha infantato una figlia femina, e che vi
ha scritto che il cambio del mio legato lhavea inviato più
giorni prima: ma io né presto né tardi lho
havuto; perciò ho risoluto in questa posta scriverle in
congratulazione del nuovo parto, e che voi havendomi dato lavviso
del cambio mandato io ancora non lho ricevuto. Manderò
la lettera à dirittura in Palermo sotto piego del Sig.
D. Placido Marchese al solito per non perder tempo. Poteva detta
Signora mandar una poliza à dirittura à me, e la
seconda mandarla per via vostra, perché le due polize sempre
si mandano in differenti poste, perché perdendosi una,
avvisi laltra.
Vi mando qui i capi del contenuto delle lettere postulatorie dirette
al Papa quali capi ho havuti dal Procuratore della Causa, solo
devo aggiugnere che le lettere degli Ecclesiastici si sogliono
far latine, e quelle de Secolari in volgare, tutte con la
data, sottoscrizione, e sigillo [volante]. Da Monsignore non ho
havuto mai risposta della mia lettera delle buone feste di Natale,
né lettera sua postulatoria, né delle città
di Girgenti, Naro, Licata, Sciacca etc. fiat voluntas Domini.
Sto aspettando qualche nuovo notamento trovato sopra lo scritto
di Crocifissa delli 24 Agosto 1677. Se trovaste almeno li notamenti
del P. D. Fortunato, del P. Vitale, e del P. Giunta me li potreste
mandare copiati fedelmente, con trattenervi loriginali perché
un giorno possono servire. Se questi 3 notamenti sono rimasti
in mano di Monsignore fate ogni diligenza per haverne copia, e
non sarà molto difficile per via del nuovo Arciprete amicissimo
del Sig. Vicario Generale. Potreste anche far una nuova diligenza
di scrivere e pregare il P. Giunta, che se egli si trovasse il
suo notamento fatto sopra il sudetto scritto, ve lo mandasse originale
ò copia da lui sottoscritta, né io posso far questo
passo con lui per molti capi; non vi perdete tempo perché
il P. Giunta è vecchio assai.
Ho ricevuto le misure della Colomba Rosata e le ho date à
chi lhavea richieste.
Hor sentite un miracolo. In questa Causa della Serva di Dio, se
sintrodurrà in S. Congregazione et havrà buon
esito, bisogna far poi il processo con autorità Apostolica,
perché il primo fu con autorità ordinaria; per questo
secondo processo vi vogliono 3 Vescovi destinati dal Papa, ò
almeno due. Io non sapeva come potesse ciò farsi e per
lincommodo de Prelati e per la spesa, essendo Ferdinando
M. ancora pupillo. In questo oscuro viene una lettera del nostro
Monsignor Ventimiglia Vescovo di Lipari al P. Cigala qua nella
quale significa che spontaneamente sè risoluto desser
uno de delegati con Monsignor di Mazzara. Io ho fatto copiare
alcune righe della sudetta lettera, e ve le mando qui acchiuse:
con le quali mè paruto apparire un poco di luce à
mezza notte, e cominciar à vedere la strada che Dio ci
mostra. Il detto P. Cigala ha risposto à Monsignore di
Lipari per sentir meglio i suoi sensi massime per le spese del
viaggio e trattenimento etc. e quando verranno altre risposte
del sudetto Prelato, vavviserò meglio e più
chiaramente la sua mente, se sarem vivi; tra tanto ringraziate
il Signore del tutto: e cercate di sollecitare la lettera postulatoria
di Monsignore per non ... (illeggib.) delle nostre diligenze.
Del resto pregate il Signore per me et aggiungete alle vostre
orazioni quella della Serva di Dio acciò che preghi ella
ancora per me per il bisogno che ne ho, lo stesso faccino le nostre
sorelle e laltre religiose tutte per carità.
Roma 19 Marzo 1707.
Vostro fratello e servo nel Signore
Gioseppe M. de Tomasi
1707 03 26 - AMBP - (A suor
M. Maddalena sua sorella)
o
ricevuto la vostra lettera de 15 Febbraro e ringrazio il
Signore de buoni avvisi mi date di Ferdinando M. secondo
la relazione mandata dal nuovo Sig. Arciprete, comanche
della lettera scritta di mano del figliuolo. Nostro Signore lo
conservi in suo santo servizio e lo liberi dalle sue offese.
Ho ricevuto le due righe mandate dalla Signora Prencipessa sopra
il nostro legato etc. ma io fin hora non ho veduto né padrone
di barca, né lettera. Io scrissi a detta Signora la settimana
passata con significarle non essermi arrivato il cambio, secondo
chella havea scritto à suor M. Serafica, vedremo
quello che farà tratanto; la stessa suor M. Serafica può
ancora essa accertarla dello stesso almeno fin al presente giorno:
il meglio è mandar polize per la posta, e non fidarsi dellincertezza
del mare. Fiat voluntas Dei.
Dite à suor M. Serafica che già quello scritto lungo
della nostra Serva di Dio di Agosto 1677 non si trova più,
il Procuratore ha stimato bene per prevenire ogni intoppo, haverne
almeno qualche notizia dal P. Giunta, consapevole del detto scritto
e perciò mha promesso di farmi un notamento di ciò
che si desidera sapere dal sopradetto P. Giunta, et io lho
sollecitato per la vecchiaia di detto Padre. Se questo notamento
lhavrò à tempo, lo manderò con questa
posta, altrimenti lo manderò con laltra, acciò
che suor M. Serafica scriva allo stesso Padre Giunta per haver
questa sua relazione secondo la direzione e notamento del Procuratore
della causa. Le lettere postulatorie di Monsignore, del Capitolo
e della Città di Girgenti non si vedono, solo ho saputo
dallAgente di Monsignore che doppo Pasqua verrà qua
il Canonico Marchese di Girgenti per visitare i limini degli Apostoli,
e che porterà altre vite della Serva di Dio. Del resto
pregate per me con le sorelle e coteste religiose, quali saluto
nel Signore.
Roma 26 Marzo 1707.
Il Papa non sta molto bene, se ben non lascia di far le funzioni,
lo scrivo perché preghiate per lui.
Il Procuratore mha mandato il notamento ma perché
bisogna tempo per mandarvi lindrizzo e lhora è
tarda mi riservo allaltra posta, piacendo à Dio.
Solo vi soggiungo à domandar licenza à Monsignore
di mandar qua il denaro cavato dal vino e formento dati alla Serva
di Dio: perché qui bisognano spese per le fatiche si fanno
di scritture etc.
Vostro fratello e servo nel Signore
Gioseppe M. de Tomasi
Essendosi in Roma riveduti per commessione dellEm.mo Sig.
Cardinal Ponente della causa della nostra venerabile Serva di
Dio suor M. Crocifissa gli scritti della medesima, chi li ha riveduti
ha desiderato vedere lo scritto lungo della stessa Serva di Dio
sotto li 24 e 31 Agosto 1677; ma non essendosi questo trovato
né originale né copia, e comparendo per altro essere
stato conservato dal P. Vitale Cherico Regolare in Roma, come
contenente illusioni tutto che senza colpa e senza danno alcuno
della Serva di Dio, non havendo ben inteso il sudetto P. Vitale
i detti del Signore che in quello scritto si contenevano: perciò
per maggiore dilucidazione del fatto si desiderano in Roma tutte
quelle notizie che si possono havere sopra questa materia; per
tanto supplico V. R per la divozione che porta alla nostra Serva
di Dio delle seguenti cose.
La 1.a se havesse ò originale ò copia di quello
scritto de 24 e 31 Agosto 1677 e mandarmelo.
La 2.a se non havesse lo scritto cennato, almeno di attestare
ciò che di quello si ricorda, et il concetto che se ne
fece, particolarmente à confronto della censura del P.
Vitale che da lei sarà stata veduta; anzi havendone V.
R. fatta allhora una sua spiegazione, se questa ancora la
conserva, la prego à compiacersi di mandarmene una copia
da lei sottoscritta in autentica forma.
La 3.a se V. R. conservasse la spiegazione dello stesso scritto
fatta dal Sig. P. Fortunato Alotto allhora Confessore ordinario,
che comincia Sensi oscurati, farebbe grazia singolarissima
a mandarmela, con sua attestazione che quella è la spiegazione
del Sig. Alotto.
La 4.a per ultimo se conservasse lettere ò note tanto della
Serva di Dio, quanto daltri sopra la stessa materia di questo
scritto de 24 e 31 Agosto 1677, si compiaccia pure trasmetterle,
acciò che possino contribuire à dilucidare questo
punto, pregandola à mandarmi ogni cosa in forma autentica,
ò almeno da lei sottoscritta.
1707 04 -- - AMBP - (A suor
M. Maddalena sua sorella)
o
ricevuto la vostra lettera de 15 Marzo e ringrazio Iddio
che stiate bene, comanche lo ringrazierete per me, come
sempre dovete fare, perché quando si fa orazione speciale
per uno o più, sempre in primo luogo si deve cominciare
dal ringraziare Iddio delle grazie e beneficij concessi à
quello ò quelli, come insegna e pratticava S. Paolo. Del
resto in questa santa settimana non ho lasciato di racomandarvi
tutte voi al Signore et il Martedì Santo ho celebrato la
S. Messa per i nostri stretti parenti e vivi e morti, come spero
fare pure il lunedì ò martedì di Pasqua,
secondo il mio costume, perché così darò
le buone feste di Natale e di Pasqua ad essi ò vivi ò
morti ogni anno, ma questo forse è lultimo se così
piace à Dio.
Godo che cotesto Monasterio habbia havuto la sua annualità
dalla Signora Prencipessa: io sto aspettando il dovuto de
legati che ancora non si vede. Non lasciate di raccomandarle la
fabrica delle Scuole pie, perché bisogna usare dellimportunità
per venire à capo di questa santopera.
Del resto vi saluto con le sorelle e tutte coteste Religiose,
e tutte pregate per me.
Roma il Sabbato Santo 1707.
Vostro fratello e servo nel Signore
Gioseppe M. de Tomasi
1707 04 09 - AMBP - (A suor
M. Maddalena sua sorella)
ieri
ricevei una vostra de 7 Febbraro con lavviso della
morte di suor M. Candida, per la quale questa mattina ho offerto
il Santo Sagrificio della Messa. Ho una santa invidia della sua
felice e santa morte, ma non del suo lungo viaggio di 84 anni
in questa miserabile terra. Pregate Iddio che in suo santo servizio
me lo abbrevij e presto dia termine alla mia pellegrinazione con
mandarmi à purgare i miei peccati nel purgatorio, dove
egli non è offeso, ma amato fra i dolori e tormenti di
quel santo luogo, da me sommamente desiderato.
Ho ricevuta ancora una lettera dal Sig. Bonanni del monte Calvario,
ma risponderò appresso se piace à Dio, per esservi
bisogno di tempo.
La lettera al Sig. Sciabarasi la mando hoggi; quanto alle lettere
postulatorie di Monsignore, del Capitolo e Città di Girgenti
mi rimetto alla divina Providenza doppo dhaver fatto da
canto mio le diligenze.
LAgente di Monsignore questi giorni passati mi disse che
destramente voleva insinuare al Sig. Vicario Generale Turano la
necessità della sudetta lettera postulatoria. Faccia Iddio
quello che è di sua gloria.
Noi in questo non cerchiamo se non adempire la sua volontà,
e perciò qualunque si sia, dobbiamo rimetterci ad essa,
e così sempre havremo lintento di quello che pretendiamo.
Vi raccomando lanima del P. D. Pietro Gaetano Orisles morto
in S. Gioseppe di Palermo, religioso di gran bontà et affezionatissimo,
la cui morte forse non saprete.
De legati nostri poi non si vede più altro et aspettarò
la risposta della Signora Prencipessa alla mia lettera, e suor
M. Serafica non lascerà di ricordarglieli, con scriverle
che una delle due polize la mandi à lei per mandarla essa
à me. Vi saluto con le sorelle e tutte coteste religiose
e tutte pregate per me.
Roma 9 Aprile 1707.
Vi raccomando il nostro Capitolo Generale che si farà doppo
Pasqua, acciò che il Signore ci assista e ci faccia fare
il suo santo servizio.
Vostro fratello e servo nel Signore
Gioseppe M. de Tomasi
1707 04 30 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
avendo
Monsig. Ventimiglia Vescovo di Lipari mostrata tanta divozione
alla nostra Serva di Dio, e tanto calore che la sua causa andasse
avanti, gli fu significato dal nostro P. Cigala che sta in S.
Andrea, che à ciò shavrebbe incontrata difficoltà
per il nuovo processo da farsi auctoritate Apostolica da tre ò
almeno due Vescovi, per causa delle spese dellaccesso e
mantenimento de sudetti Vescovi, alle quali spese non poteva
il Monasterio soccombere, né il nostro nipotino dar la
mano per esser ancora pupillo. A queste notizie il sudetto Prelato
risponde chegli vuol fare il tutto à spese sue per
quello spetta alla sua persona, credendo chanche oltre Monsignor
di Girgenti, voglia far lo stesso Monsignor di Mazzara: e scrive
con maniere tanto efficaci che mi pare un miracolo della mano
di Dio. Io vi mando la stessa lettera originale per ringraziarne
Iddio, e poi per consultarla col Sig. Guarini vostro Confessore,
il quale con destrezza potrebbe come mosso da sé mandarla
al Sig. Vicario Generale come cosa inaspettata e che la divina
providenza ci manda, acciò che la mostrasse à Monsignore
con farsela rimandare indietro, per conservarla costì per
ogni occorrenza. Questa lettera può servir molto, perché
se Monsignor di Girgenti fosse dubioso ad intraprendere questo
nuovo processo per non impegnarsi à far le spese di due
ò almeno dun altro Vescovo venuto di fuori, per la
sudetta lettera vedrà che questo intoppo cessa, mentre
già vè un Prelato che senza dispendio vorrà
far le sue fatiche; e se Monsig. di Mazzara non volesse ciò
fare senza il necessario trattamento, il che non credo di quel
santo Prelato, questo non pregiudica, perché se bene il
Papa dà la commessione à tre Vescovi, bastano però
due per la formazione del processo. Questo è quanto presentemente
moccorre dire sopra questo punto.
Io qui non lascio di fare quello che posso in Roma, ma in Sicilia
non posso operare, e perciò non so più che fare
per haver la lettera postulatoria di Monsig. di Girgenti e del
Capitolo e Città pure di Girgenti, se non daltre
città. Queste lettere bisogna che siano replicate più
duna volta, e finhora non sono venute neanche le prime
dalcuni; quando saranno venute e replicate queste lettere
postulatorie, allhora si potrà cercare la dispensa
per la commessione del nuovo processo, se Monsignor di Girgenti
vorrà farlo, havendo sicuro già Monsig. di Lipari.
Del resto facciasi sempre la volontà di Dio.
Riverite da mia parte il Sig. Abate Guarini e molto raccomandatemi
alle sue orazioni, comanche à quelle dellaltre
sorelle, e coteste religiose, quali tutte saluto nel Signore.
Roma 30 Aprile 1707.
In questa settimana non ho havute lettere da costà, e né
anche dalla Signora Prencipessa di Scordia.
Vostro fratello e servo nel Signore
Gioseppe M. de Tomasi
1707 05 07 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
n
questa settimana ho havuto due lettere, una vostra de 28
Marzo, e laltra di suor M. Lanceata de 6 dAprile,
ma la risposta cennata dal Sig. Arciprete non è venuta
né con luna né con laltra delle sopradette
lettere. Ringrazio però il Signore del zelo dato al sudetto
R. Arciprete per la cura delle anime commessegli.
De nostri legati ancora non si vede nulla.
Il Sig. D. Baldassare Musico della Cappella del Papa ha già
composti i Gaudij, e presto spera mandarli; io sonandato
à vederlo per altro, e con tal occasione mha cantato
sotto voce col suo cimbalo qualcheduno de sudetti Gaudij,
che sono dun canto assai bello e divoto; sono però
composti à più voci, e li farà cantare qui
ad una chiesetta da musici e mi farà avvisare per sentirli.
Con loccasione di parlargli ho chiesto da lui qualche lume
per trovar la Messa in canto fermo col suono dellorgano
come desiderate, egli ha lette le parole scrittemi da voi e da
suor M. Maddalena per conoscere la maniera nella quale la desiderate;
ma egli doppo molte mie ripugnanze ha voluto vincere con dirmi
di volerla lui stesso comporla, e così spero che lhavrete
con li Gaudij, e con una reliquia autentica che vuole mandar à
cotesto Monasterio. Non potete credere quanto buon Sacerdote sia
egli, e quanto divoto di s. M. Crocifissa, che ne ha fatto fare
il suo ritratto e lo tiene in camera sua, et ha composti questi
Gaudij per sua divozione con tanta pietà che prima di mettervi
le mani ha sempre fatta un poco dorazione per esser ben
guidato. Raccomandatelo assai al Signore, comanche il Sig.
D. Felice chè stato il propagatore della divozione
della Serva di Dio, per cui mezzo il Sig. D. Baldassare lha
conosciuta, essendo tutti due della Cappella Papale.
Intendo poi le cattive influenze costì state e che voi
e suor M. Lanceata ne havete provati gli effetti con le flussioni
e febbri.
Si bona suscipimus de manu Domini, mala cur non sustineamus?
Onde bisogna dire con lo stesso S. Giob Sit nomen Domini benedictum,
tanto per le tribolazioni havute quanto per la sanità ridonata.
Godo poi che si conservi per la causa della Serva di Dio tutto
ciò chè stato dato à sua considerazione
da divoti, e veramente mi pare un effetto della divina providenza
per le spese che bisogneranno non essendovi presentemente chi
porga la mano.
Quanto alle lettere postulatorie di Monsignore, del Capitolo e
Città di Girgenti bisogna rimettersi alla divina providenza
insistendo con salde e speciali orazioni acciò che disponga
il tutto come e quando le piace, e per li mezzi humani presentemente
non habbiamo altra diligenza da fare più di quella sè
fatta; è stata opera del demonio di seminar zizzania fra
Monsignore e la Signora Prencipessa e Sig. Prencipe di Scordia:
et io veramente credo che detti Signori dovranno usare tutte le
convenienze anche soprabondanti col Prelato prima per la persona
che rappresenta di Giesù Christo primo Pastore, e poi per
tanti favori ricevuti da lui in Palma e nella causa della Serva
di Dio. A me pare che la Signora Prencipessa e D. Ferdinando M.
prendessero loccasione di raccomandargli la conferma del
nuovo Instituto della vita Comune del monte Calvario, e nel medesimo
tempo fargli tutte quelle espressioni di stima, riverenza e di
ricognizione di gratitudine di quanto ha fatto per Palma, perché
con tali atti di santa humiltà Christiana si viene à
vincere la superbia del demonio seminatore di queste zizzanie;
anzi se la stessa Signora Prencipessa gli mandasse le sudette
lettere con un suo gentilhuomo à posta, la cosa sarebbe
più nobilmente fatta per accompagnare le lettere con la
voce viva. Dovrete suggerire questo mio consiglio alla sudetta
Signora, pregandola à ciò anche da mia parte. Ma
si serva solo del motivo del monte Calvario, senza parlare delle
lettere postulatorie per buoni rispetti.
Pregate tutte per me.
Roma 7 Maggio 1707.
Vostro fratello e servo nel Signore
Gioseppe M. de Tomasi
1707 06 04 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o
ricevuto la vostra del primo Maggio con lavviso del Sig.
Garafo che viene col Sig. Can.co Marchese; egli ancora non è
arrivato, e mi servirò delle notizie datemi.
Col P. Preposito di S. Gioseppe vi ho mandato 3 libretti della
Via Crucis, e due medaglie benedette per la Signora Prencipessa
di Butera e per voi; egli consegnerà linvoltino alla
Signora Prencipessa di Scordia, alla quale scriverete per mandarvelo;
tutta la spesa è stata di sei giulij.
Ho fatta lacclusa lettera in risposta della Signora Prencipessa
di Scordia, leggetela e poi sigillata mandatela, et intenderete
in essa i miei sentimenti.
Sto aspettando la risposta vi darà il P. Giunta sopra lo
scritto abbruciato, del quale con altre mie vho scritto,
e perciò non replico qui le cose già dette. I Vescovi
che faranno il Processo non si devono mai offerire ma destinarsi
dal Papa, al quale qui si potranno nominare quelli che possono
ciò fare; ma di queste materie della causa della Serva
di Dio spero scrivervi appresso, doppo larrivo del Can.co
Marchese, tanto più che hoggi ho poco tempo.
Vi saluto e pregate per me, e vi raccomando lanima dun
nostro Padre mio amicissimo morto ultimamente fuori di Roma.
Roma 4 Giugno 1707.
Vostro fratello e servo nel Signore
Gioseppe M. de Tomasi
1707 06 18 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
on
la posta di questa settimana ho ricevuto una vostra de 10
Maggio, e ieri sera doppo lAve Maria altre vostre con il
Sig. Can.co Marchese et il Sig. Garafo, che mhanno portato
altre lettere di Monsignore, etc.; ma io risponderò appresso
piacendo à Dio, et hora scrivo queste due righe con scarsezza
di tempo per haver voluto leggere la scrittura del P. D. Fortunato
e scorrere laltre per mandarle subito al Procuratore che
laspetta con desiderio. Il denaro di cotesto Monasterio
per la causa della Serva di Dio è arrivato, se ben non
lho veduto ancora per limportunità dellhora
tarda chera già notte ieri sera. Appresso scriverò
à lungo con laiuto di Dio, solo soggiungo che il
Sig. Ludovico Godin ... (testo mutilo) di Monsignore mha
detto che non ... (testo mutilo) risposta alcuna dal Sig. Conte
... (testo mutilo) dellarrivo della licenza perpetua [accor]data
alla Signora Prencipessa di Butera di poter stare costì.
Forse si saranno perdute le lettere, ma è bene che ciò
sappia il sudetto Sig. Conte.
Vi saluto nel Signore e pregate per me tutte.
Roma 18 Giugno 1707.
Vostro fratello e servo nel Signore
Gioseppe M. de Tomasi
1707 07 28 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
a
settimana passata non ricevei lettere da costà, io però
scrissi una lettera, ma havendo poi sentito dire che le lettere
della posta non correvano per Sicilia, lasciai di mandarla. In
questa settimana ho ricevuto una di suor M. Maddalena de
23 Giugno con la posta solita, onde seguiterò à
scrivere per essa fino à tanto che saprò altro di
certo; questa lettera però per sicurezza maggiore la mando
con la feluca che manda la Viceregina di Sicilia, che si trova
qui, raccomandata al Sig. D. Placido Marchese, et in primo vavviso
dhavervi mandato con padron Matteo Faro una scatolina raccomandata
alla Sig. Perpignano nel Cancelliere di Palermo, la qual Signora
sodisferà il padrone del porto della scatolina, in cui
sono 20 medaglie, e 3 dozzine di camaldole; il prezzo lavviserò
appresso piacendo à Dio, con altre spese se occorreranno.
Il P. Onofrio è partito per Loreto e per Ancona, et ha
voluto prestati cinque scudi romani per le occorrenze del suo
viaggio: quali cinque scudi egli scrive al Sig. Abate Guarini
suo fratello acciò che me li mandi: voi quando havrete
questo denaro, trattenetelo fino à mio nuovo avviso, perché
scriverò appresso ciò che dovete fare; tratanto
vi mando la lettera dello stesso P. Onofrio in cui gli scrive
di questo negozio: e gliela darete subito con riverirlo sommamente
da mia parte.
La risposta à suor M. Maddalena la manderò con la
posta, e tratanto ditele che prima che arrivasse la sua lettera,
io il giorno di S. M. Maddalena celebrai la S. Messa per lei.
Scrivete al Sig. D. Placido Marchese per il ricapito delle vostre
lettere, acciò che se la posta non corre più per
via di Napoli come prima, ci faccia grazia di mandarle con la
feluca che manda il Viceré qua alla Viceregina et allAmbasciatore.
Questo è quanto moccorre dire con la presente. Mi
raccomando alle vostre orazioni e di tutte coteste religiose,
e vi saluto nel Signore.
Roma 28 Luglio 1707.
Vostro fratello e servo nel Signore
Gioseppe M. de Tomasi
1707 08 27 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
eri
sera notte ricevei una vostra de 14 del presente mese, venuta
con la feluca del dispaccio da Palermo in qua in 6 giorni: me
la manda il Sig. D. Placido Marchese e Strazzeri nipote del Sig.
D. Placido, la cui morte egli mavvisa; spero che questo
nipote ci favorirà come il primo nella diligenza delle
lettere. Le lettere del P. Giunta con li notamenti del P. Vitale
e D. Fortunato col capitolo della lettera di M.r Rini, già
lho ricevute, come per altre mie vho avvisato.
Vi mando lacclusa del P. Onofrio al Sig. Guarini suo fratello,
al quale fo la dovuta riverenza con pregarlo delle sue orazioni.
Intendo la scarsezza del raccolto di questo anno, quale è
stato scarso ancora qui: nostro Signore ci liberi da nuovi flaggelli
giustamente meritati da nostri peccati. Per le Scuole pie
il P. Generale loro vi manderà 4 suggetti presto, che potranno
aiutare la terra e promovere la fabbrica. Io ho raccomandato caldamente
questa fabbrica al Sig. Prencipe di Niscemi Tutore, con occasione
di scrivergli per altro motivo. Nostro Signore indirizzi il tutto
in suo santo servizio.
Per lindulgenza della Via Crucis ne prenderò qualche
informazione, ma vi vuole un poco di tempo per haverla compita.
Del resto qui non occorre altro di nuovo, e per la causa di Crocifissa
stiamo aspettando le seconde lettere postulatorie, delle quali
non ne tengo più nuova. Vi saluto tutte con raccomandarmi
alle vostre orazioni.
Roma 27 Agosto 1707.
Vostro fratello e servo nel Signore
Gioseppe M. de Tomasi
1707 09 10 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
on
la feluca del dispaccio venuta qui ieri ho ricevuto una vostra
de 20 Agosto, e vi rispondo brevemente perché la
lettera lho havuta hoggi; lo scritto del P. D. Fortunato
e del P. Vitale lho ricevuto, come per altra mia vavvisai:
e lo conservo ad ogni buon effetto, havendolo mostrato al Procuratore.
Vi mando lacclusa del P. Onofrio al Sig. Abbate Guarini,
quale riverirete à mio nome. Ho comperata per il vostro
Monasterio lhistoria monastica volgare, secondo i loro desiderij
dhaver qualche notizia delle cose dellordine di S.
Benedetto, è costata uno scudo romano. Sicché congiunto
questo scudo con li cinque scudi romani prestati al P. Onofrio
che vi darà il Sig. Guarini, comanche con le spese
delle camaldole, medaglie, libretti della Via Crucis etc. che
importano uno scudo e baiocchi 32 e mezzo, fanno tutta la somma
di scudi romani sette e baiocchi 32 e mezzo; di questa sommetta
fatemi piacere di farne comperare in Palermo un vasetto dalchermes
senza odore, ma non spendete più di scudi sette romani,
e baiocchi 32; quel vasetto me lo mandarete con la feluca del
dispaccio, facendolo consegnare al padrone della feluca con vostra
lettera, e così non havrete da mandar qua il denaro, mandando
in suo luogo lalchermes.
Pregate per me e vi saluto con le sorelle e tutte coteste religiose.
Roma 10 Settembre 1707.
Il libro dellIstoria Monastica lo darò al Sig. Canonico
Marchese con la reliquia autentica di S. Benedetto, e forse con
qualchaltra cosa.
Vostro fratello e servo nel Signore
Gioseppe M. de Tomasi
1707 10 17 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
oppo
dhaver tardato più giorni la feluca del dispaccio,
finalmente è venuta ma senza lettere di costà: perciò
mi restringo à poche parole. Vi mando lacclusa per
Monsignore Illustrissimo, la quale leggerete e poi sigillarete
e gli mandarete, e da essa vedrete quello che passa intorno alla
causa della nostra Serva di Dio. Il P. Onofrio sarà di
ritorno à Roma al fine di questo mese, ò principio
dellaltro, e per questo viaggio ha voluti prestati altri
scudi sette Romani, oltre li cinque havuti quando partì
di Roma. Per questi cinque già vho scritto di comperarne
lalchermes, e per questi altri sette quando ve li darà
il Sig. Abate Guarini suo fratello me li mandarete per via di
poliza di cambio, quale potete procurare per mezzo del P. Bernardino
ò altro, le quali polize li mandino à voi, e voi
poi in diverse poste mi mandarete la prima e la seconda poliza.
Il P. Onofrio scriverà al suo fratello di questi altri
scudi sette, e se la sua lettera dAncona dove si trova,
verrà prima che la feluca parta, la manderò con
questa feluca, ò almeno si manderà con laltra
feluca.
Con questoccasione vi ricordo che quando scrivete alla Signora
Prencipessa di Scordia, le rinfreschiate la memoria del nostro
legato: perché sapete quante lungherie vi sono poi à
venirne à capo. Del resto pregate per me con le sorelle
e tutte coteste religiose, quali saluto nel Signore.
Roma 17 Ottobre 1707.
Quando passano costì gli ordinarij soliti potete sempre
scrivermi perché poi si conserveranno in Palermo alla correria,
fino à tanto che parta la feluca del dispaccio, con la
quale mi si manderanno tutte quelle cherano già arrivate
à Palermo.
Vostro fratello e servo nel Signore
Gioseppe M. de Tomasi
1707 11 05 - AMBP - (A suor
M. Maddalena sua sorella)
on
la feluca passata del dispaccio venne una vostra lettera de
16 Settembre, quale però mi fu data doppo dhavere
io scritto la mia lettera, e mandata à suor M. Serafica.
Hora anticipatamente, prima charrivi laltra feluca,
comincio la presente con ringraziare coteste buone religiose della
special memoria havuta di me nella festa della S. Croce. Quanto
alle cose della causa della Serva di Dio il Sig. Barone Ribera
ha mandata una lettera postulatoria del Capitolo di Siracusa,
e mi scrive che ne manderà dellaltre. Qui i PP. Benedettini
han preso la cura di scrivere à loro religiosi di Sicilia
per procurare le seconde postulatorie, et à Pasqua ne faranno
special instanza essi uniti al Capitolo Generale. Il Rivisore
de scritti di Crocifissa ha fatta una buona relazione di
essi, nostro Signore sia benedetto sempre in tutto.
Delle Scuole pie avvisatemi quello che si fa della fabbrica, della
quale mha data buona speranza il Sig. Prencipe di Niscemi
Tutore, al quale io ne scrissi, e se sono venuti costà
altri Padri mandati dal Generale.
Il P. Onofrio mi manda lacclusa al Sig. Abbate Guarini suo
fratello, e mha scritto che la mandi aperta à suor
M. Serafica, acciò che ella lo favorisca in ciò
che in essa domanda; voi consegnatela à s. M. Serafica,
e ditele che delli scudi 12 prestati al sudetto Padre, i primi
cinque me li mandi in tanto alchermes senza odore, e gli altri
sette per poliza di cambio, come più distesamente le ho
scritto in altre mie.
Fo fine perché hoggi si spedisce una feluca per Sicilia
tuttoche ancora non sia arrivata la feluca del dispaccio di Palermo.
Pregate per me etc.
Roma 5 Novembre 1707.
Vostro fratello e servo nel Signore
Gioseppe M. de Tomasi
1707 11 08 - AMBP (mutila) - (A
suor M. Serafica sua sorella)
on
la feluca del dispaccio venuta ieri, ho ricevute due lettere,
una di suor M. Maddalena de 24 Settembre, e laltra
vostra de 24 Ottobre e ringrazio il Signore della consolazione
havutane, comanche della nuova elezione della Abbadessa,
alle cui orazioni molto mi raccomando, con riverirla divotamente,
et esibirmi al servizio ... (mutila)
... oltre le fedi della morte de testimonij esaminati nel
processo cherano in Palma, bisogna anche procurare le fedi
autentiche della morte daltri testimonij morti fuori di
Palma, come la fede del Canonico Gaetano che fu esaminato, e daltri
che loro sapranno meglio di me; e perciò ne potete scrivere
al Sig. Vicario Generale Turano, quali fedi poi mandarete con
la feluca ... (mutila)
... li potrete havere dal Sig. Guarini, e con essi pagarete lo
smeraldo, aggiunti altri scudi due e baiocchi 32 che in tutto
fanno scudi sette e b. 32. laltra poi partita prestata al
P. Onofrio di scudi sette, la mandarete per poliza come pure vho
scritto.
La lettera del Sig. Abbate Guarini al P. Onofrio la manderò
prestamente, et alla lettera à me scritta dallo stesso
Sig. Abbate, se havrò tempo risponderò con questa
feluca, ò al più tardi con laltra. Godo della
buona provista del vostro nuovo P. Confessore, e prego nostro
Signore ad assistergli con la sua santa grazia per profitto di
cotesto santo luogo. Del resto vi saluto nel Signore con le sorelle
e coteste religiose, e pregate per me.
Roma 8 Novembre 1707.
LHistoria Monastica e la vita scritta in versi di Crocifissa
di s. M. Scolastica la porterà il Sig. Canonico Marchese,
quale sta aspettando buona imbarcazione per ritornare.
Vostro fratello e servo nel Signore
Gioseppe M. de Tomasi
1707 12 19 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
'
più dun mese che non è venuta la feluca del
dispaccio: ma io comincio questa per trovarmi più spedito
quando verrà, se Dio mi dà vita. Con unaltra
feluca ricevei il barattolo dello smeraldo mandatomi dal P. Bernardino
et io vi ringrazio della buona volontà havuta di favorirmi:
seben il Signore ha voluto mortificare la mia troppo cura di simile
medicamento, mentre devo pensare più alla mia vicina morte
che alla vita; quello che io domandai era lalchermes non
lo smeraldo, che qui non si usa, né sanno che cosa sia.
Ma giacché sè fatta la spesa, per non perderla
in tutto, fatemi piacere di farmi venire la ricetta deglingredienti
di detto smeraldo, e mandarmela; acciò che la possa io
mostrare al nostro medico: il fatto è fatto, ma sempre
sia benedetto il Signore.
Già credo havrete ricevuti li scudi cinque romani dal Sig.
Guarini prestati la prima volta al P. Onofrio suo fratello, quali
sono entrati nella spesa dello smeraldo; e credo che poi havrete
havuti gli altri scudi sette romani prestati la seconda volta
allo stesso P. Onofrio, perché egli scrisse al Sig. Abbate
suo fratello di consegnarli à voi. Questi come vho
scritto, li mandarete per poliza di cambio diretta à me.
Il sudetto P. Onofrio è tornato in Roma, ... (illeggibile)
lacclusa al Sig. Abbate suo fratello, nella quale pure gli
replica il pagamento che deve farvi delli stessi scudi sette dopo
li primi cinque, fatemi piacere di mandargliela subbito per via
del Sig. Conte della Corcia; egli poi vi scrive unaltra
pure qui acclusa per un favore che vuole da voi con la Signora
Prencipessa di Butera. Intenderete il tutto dalla lettera, solo
aggiungo le mie calde instanze acciò che, se si può,
vi adoperiate con detta Signora à favorirlo: perché
essendo il P. Onofrio qui forastiero, desidera desser di
meno aggravio al suo convento. Se la Signora Prencipessa di Butera
vorrà dargli quel denaro per Messe, procurate di farne
fare subbito la poliza del cambio diretta al medesimo P. Onofrio
da S. Gaspare con esprimere il numero delle Messe che ha da dire,
ma questa poliza mandatela à me, perché io qui gliela
darò, et havrò da lui ò dal suo superiore
la fede delle Messe sudette, e ve la manderò per consegnarla
alla Signora Prencipessa; vi raccomando assai il negozio e la
prestezza.
Finalmente doppo più dun mese e mezzo è arrivata
la feluca del dispaccio per grazia di Dio, con 3 lettere, due
vostre de 31 Ottobre, e 9 Novembre, et unaltra di
s. M. Lanceata de 20 Novembre; io rispondo brevemente perché
dicono che la feluca presto sia di ritorno. Vi ringrazio dunque
della diligenza fatta per i nostri legati, e ne spero buoni effetti,
comanche aspetto il cambio delli 7 scudi romani prestati
la seconda volta al P. Onofrio, come già vho scritto;
quanto allo smeraldo, mi rimetto à quanto mi trovo havermi
scritto qui sopra, mandatemi però presto la sua ricetta
cioè dellingredienti desso, e delle sue dose.
Circa le Costituzioni vostre, per farle confermare è cosa
da pensarvi bene e farvi moltorazione. Io vi farò
riflessione, e ne consulterò, e poi vavvisarò;
tratanto conserverò memoria di questo affare: è
ben vero che per il punto del mangiar carne non mi pare tanta
gran necessità di usarla, potendosi adoperare le ova e
li latticini, che sono anche cose più facili à digerirsi
da complessioni deboli, e credo che le Teresiane in Sicilia tutte
sastenghino dalla carne. Basta, pregate Iddio acciò
che cillumini e ci faccia fare la sua santa volontà.
Intendo poi i flaggelli di Dio ne terremoti et inondazioni
come scrive suor M. Lanceata, da per tutto si sentono i castighi
di Dio, e si vede cominciata una gran carestia di formento in
molte provincie dItalia, le guerre non cessano, et in una
parola tutto il mondo sta sossopra. Sia sempre benedetto il Signore
che ci castiga qui, sperando nella sua infinita misericordia che
ci perdonerà nellaltra vita.
Ho ricevuto lettera del P. Paolo Giunta, che mi significa che
si farà lesame suo in Messina per la Serva di Dio;
io spero far parlare col P. suo Generale, acciò che con
questa feluca scriva al P. Provinciale di Sicilia per dargli la
dovuta licenza.
Del resto qui la causa dorme, perché saspettano le
lettere seconde postulatorie da costà. Vi saluto con le
sorelle e coteste religiose, e tutte pregate per me.
Roma 19 Decembre 1707.
La lettera del Sig. Abbate Guarini al P. Onofrio lho mandata
al suo Convento. La risposta à [questa] lettera del Sig.
P. Felice mandatela à me acciò che non si perda
per strada.
Vostro fratello e servo nel Signore
Gioseppe M. de Tomasi
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