
1702 01 02 - AGT (copia) - (A
suor M. Lanceata sua sorella)
n
questa settimana ho havuto due lettere una vostra di 27 Novembre,
e laltra di suor M. Serafica degli 8 Decembre e ne ringrazio
nostro Signore. Dalla vostra intendo la vostra afflizione per
il servizio impostovi di cotesto Monasterio, perché lAbbadessa
non è che serva di tutte le Monache per servirle nello
spirituale e temporale, come uninfermiera che serve le mal
sane, come siamo tutti noi huomini fino à tanto che il
Signore non ci dà la perfetta sanità dellanima
doppo la morte, et anco quella del corpo nel giorno del Giudizio.
Egli è che sanat omnes infermitates nostras, per
cui renovabitur ut aquila iuventus nostra. Hora in cotesto
servizio ponete la vostra speranza in Dio, e credete che non havete
neanche questa speranza se non da Dio. Ogni speranza vien da Dio
grande ò piccola che sia, e perciò pregatelo ve
ne dia tanto quanto basta per servirlo e per ottenere per essa
più grazie. Da nobis Domine fidei, spei et charitatis
augmentum. E così potrete poi dire lodi à Dio,
dicendo di lui qui me salvam fecit à pusillanimitate
spiritus et tempestate. Quando sarà finito il temporale
e la tempesta di questa vita, in cui non si può havere
quiete, essendo essa piena dinquietudini fino alla morte.
Desiderate sempre la quiete, ma dove si trova cioè in cielo
e non in terra. In caelestibus regnis Sanctorum habitatio est,
et in aeternum Requies eorum.
Per hora bastino questi pochi punti per far una lettera religiosa.
Pensate:
(1) chi scrive,
(2) à chi scrivete,
(3) e che cosa scrivete:
e perciò prendete qualche motivo particolare ò circostanza
di ciascuno di questi 3 capi, per introdurvi e finire le lettere.
Tutta la difficoltà maggiore consiste nel principio e fine
della lettera, perché nel mezzo di discorrere sinceramente
del fatto con semplice racconto. E se volete una strada più
corta, fate conto di scrivere à me, perché lo scrivere
senza affettazione è proprio duna religiosa.
Intendo poi con gusto le grazie avvisatemi fatte per intercessione
della Serva di Dio, e del suo processo finito, del quale aspetto
nuovi avvisi per sapere quando e come sarà mandato.
Il P. Bernardino con sue lettere de 15 Decembre mi scrive haver
già inviata la scatola delle figure e rame onde già
lhavrete ricevute per le grazie di Dio.
Quanto ciò che scrive il P. Attardo à Monsignore
duna Serva di Dio, trovata incorrotta nelle parti più
soggette à guastarsi, e che fu per ciò canonizzata,
desidero saper il nome di questa Santa, et il libro dove sta reggistrato
questo caso; perché potrà servire allAvvocato
che ha da scrivere qui sopra il suo Processo. E questi casi simili
giovano assai. Perciò fate diligenza per saper tutto questo
caso distintamente.
Circa lo stampare à parte in un compendio piccolo la vita
di nostra Madre, sarebbe cosa assai giovevole per edificazione
delle Signore secolari, à gloria di Dio. Se vè
tanta materia che possa bastare per far un libretto, sarà
meglio stamparlo à parte, senza diffondersi sopra questo
punto nella vita di s. M. Crocifissa. Chè meglio
che vada sola per sé senza mescolarsi altre narrazioni.
Bisogna però trovar buon soggetto che faccia questo compendio,
e che prima sia ben esaminato, e poi stampato. Questo è
il mio parere; avvisate altre particolarità e risoluzioni
che prendete.
Mando qui acchiuso un libretto da me stampato ultimamente, che
contiene un disegno dunopera assai utile per la Chiesa,
che suggerisco à Benedettini della Congregazione di S.
Mauro in Francia. Nostro Signore ha dato la benedizione sopra
questo libretto, perché è stato aggradito assai
dalle persone virtuose amatrici della buona dottrina e pietà.
Una persona lo portò al Papa, che ne lesse parti davanti
à quella stessa persona, e poi lo lesse, credo io, tutto,
e mostrò di piacergli assai, essendo egli dottissimo e
di gran pietà che sempre si fa leggere i libri de
SS. Padri. Staremo à vedere che faranno i nostri Benedettini,
se faranno questa opera, come han fatto e fanno daltre opere
di SS. Padri. Ringraziate del tutto Iddio, perché ogni
bene vien da lui, sè gran bene vien da lui, sè
mediocre, vien da lui, sè piccolo, ancora vien da
lui. Se volete sapere meglio il contenuto di questo libretto fatevelo
spiegare dal P. Confessore. Con buona commodità ve ne manderò
alcune copie: questa così sciolta mandatela da mia parte
à Monsignore Ill.mo per un contrasegno della mia osservanza.
I rumori di Napoli per grazia di Dio son quietati. Il Sig. Marchese
del Vesto quando successero questi rumori era fuori del regno
di Napoli, nella città di Ancona dello Stato della Chiesa.
Poi per sua volontà è venuto in Roma, dove è
stato ben trattato dallAmbasciator di Spagna, e da
Spagnuoli e Francesi. Hora si trova ancora qui, et ha preso casa,
e perché il Vicerè di Napoli lo chiamò per
dir le sue ragioni, e non vandò, perciò gli
sequestrarono i suoi beni. Quello che seguirà, appresso
si vedrà. Pregate per me e vi saluto etc..
Roma 2 (o 7) Gennaro 1702.
1702 01 14 - AMBP - (A suor
M. Maddalena sua sorella)
o
havuto la vostra lettera de 13 Decembre con lavviso
del cattivo stato della malattia della Signora Prencipessa, per
lo quale ha fatto la professione, tutto che poi habbia havuto
qualche miglioramento: per conto di detta Signora il suo male
è stato occasione di merito, e poi ne havrà il premio
in cielo quando piacerà à Dio, per le altre poi
sì come è cagione di dolore, così havranno
da consolarsi col divino beneplacito. Nostro Signore conceda à
tutti la sua consolazione quanta è necessaria in terra
per ottenere leterna della sua visione et amore.
Quanto al processo sto aspettando qualche avviso del tempo in
cui pensa Monsignore mandarlo qua con le dovute formole etc. e
rimettiamo ogni cosa nelle mani di Dio.
La venuta del Re di Spagna si conferma sempre più e verrà
col Duca di Berrì suo fratello, figliuolo di 15 anni in
circa, e con altri gran Signori, come potete voi stessa pensare
senza che io dica altro.
I 3 corpi di breviarij due hanno ad essere legati di 2 semestri
luno, ma il 3° sciolto, ma non so se habbia ad essere
di 2 semestri, overo dun solo tomo per tutto lanno,
avvisate più chiaramente questo terzo come ha da essere.
Le figurine di carta per i breviarij le cercarò, e spero
mandarle col libretto del canto fermo che mandai unaltra
volta, anzi se posso trovare qualchaltro libro migliore
di detta materia, vedrò se sarà à proposito
per voi altre. Ho preso un libro di lettere del P. Oliva che fu
Generale de Giesuiti, e serviranno per suor Maria Lanceata;
se bene sono di stile un poco alto, ma però religioso;
servirà per imparare qualche formula di dire.
Qui poi ne Monasterij cantano di canto fermo le monache
con molta divozione, e mi sono incontrato ad udirle con mia sodisfazione,
cantando bene assai non solo i Salmi e le antifone, ma ancora
glInni col proprio tono di essi che riesce assai divoto.
Così potete fare ancora voi nel vostro Monasterio anche
ne Matutini solenni della Settimana Santa di Pasqua, Natale,
Pentecoste etc. con cantare anche i responsorij, e le Laudi. Del
resto vi raccomando di fare specialissime orazioni comuni e private
per i bisogni della Christianità, che sta sottosopra per
queste guerre: le quali quanto sono più vicine nella stessa
Italia, tanto maggiormente ci spingono al ricorso del divino aiuto,
non havendo speranza di concordia frà Prencipi Christiani
se non in Dio. Pregate per me e vi saluto con le sorelle e coteste
monache.
Roma 14 Gennaro 1702.
1702 01 21 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
on
straordinaria consolazione ho ricevuto la vostra de 18 Decembre,
con lavviso del Processo già finito et aperto della
nostra S. Sorella: ne siano eterne laudi à Dio qui dat
gratiam et gloriam servis suis, per che indi ritorni alla
sua maestà infinita, chè il principio e fine
dogni bene. Dalla lettera di Monsignore si vede il suo contento
et in esso le benedizioni che Iddio gli ha date per questa santopera
fatta con tanta sua fatica e spesa. Chi gli ha dato la buona volontà,
forze, et operazioni, gli darà anche le corone eterne in
compagnia della sua Serva.
Ringrazio Iddio pure della professione fatta dalla Signora di
Butera con tanto suo giubilo, e del miglioramento della sua malattia.
Nostro Signore confermi essa nel suo santo servizio et amore,
e le dia quella sanità che per ciò le sarà
necessaria e profittevole. Godo che sia arrivata la scatola del
rame, figure, Agnus Dei etc. e tengo in ordine laltre figure
commessemi e quelle fatte del P. D. Carlo per mandarle con prima
commodità co libri delle lettere del P. Oliva e delle
regole del canto fermo.
I Breviarij monastici non sono ancora finiti di stampare in Venezia:
quando verranno, li manderò se piace à Dio, aspettando
più chiara distinzione di quanti e come li volete, come
avvisai à suor M. Maddalena la settimana passata.
Se saremo vivi sentiremo le resoluzioni che si prendono costì
per mandar il processo, secondo le instruzioni da me trasmesse
costà.
Questo è quanto occorre presentemente, pregate per me con
le sorelle e coteste religiose, et in particolare passate un santo
ufficio di congratulazione con la Signora di Butera per i santi
legami, co quali sè più stretta al Signore
con i 3 voti, che sono alberi di gran frutto à chi li sa
coltivare con laiuto di Dio.
Roma 21 Gennaro 1702.
1702 01 28 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o
ricevuto in questa settimana una vostra de 27 Decembre con
la nota delle grazie havute per lintercessione della Serva
di Dio dalla Casa del Sig. Duca di Comastra, e ne rendo grazie
à S. D. M.
In questa stessa posta ho ricevuta una di Monsignor Vescovo de
19 Decembre con lavviso del processo finito etc. io vi mando
qui acclusa la risposta acciò che gli arrivi più
sicura e presto.
Quanto alla vostra maraviglia dellaffanni del Papa per le
guerre presenti, sappiate chegli si rammarica per lo desiderio
della pace de prencipi Christiani. 2°, perché
essendo padre comune si tiene neutrale; ma per questa neutralità
come ha fatto pure la Repubblica di Venezia, ha bisognato armarsi
per mettere soldatesche e milizie alli confini, per difenderli
da ogni insulto che potesse venire da qualche armata de
principi discordanti, e sapete che spese portano queste milizie
e soldatesche. 3°, lo stato del Papa sta in mezzo il Regno
di Napoli, e Ducato di Milano che sono del Re di Spagna, e lImperatore
ha la sua armata vicino allo stato di Milano, e così lo
stato ecclesiastico sta in mezzo e vicino alle arme de principi
guerreggianti, e questa vicinanza non fa stare senza timore. 4°,
Roma essendo madre comune, ricetta ogni sorte di nazione: e succedendo
qualche disordine di persone di nazioni fra loro contrarie, la
città verrebbe à perdere la sua pace. Queste sono
le cause de timori, lascio il principale del pericolo delle
offese di Dio e della fede Cattolica se nellarmata tedesca
vi fossero eretici. Pregate Iddio per la concordia e per il buon
viaggio del Re di Spagna che à primavera viene in Napoli
et in Sicilia accompagnato da gran Signori e guardie reali; se
passerà per Palma, lAbbadessa e suor M. Maddalena
havranno da far i complimenti col Re, massime se vorrà
entrare nel Monasterio.
Hora torniamo à noi. La dichiarazione della successione
ne beni di nostra Madre, non la possiamo noi fare perché
in caso dellestinzione della linea, ella ha determinato;
bisogna leggere la sua dichiarazione fatta con autorità
del Papa doppo la sua professione con istromento di notaro nel
1675, dal qual atto dipende il tutto, e sarebbe bene che ne mandaste
una copia à Monsignore per esserne consapevole e che poi
la conservaste nel vostro Monasterio. Questo è il punto
principale di questa successione. Le scritture poi che vi mandai
nella scatola servono solamente per indirizzo se potessero gli
eredi di nostra madre, mancando la linea, aggiudicarsi tutto lo
stato di Palma per i suoi crediti; quelle scritture dunque servono
per tal indirizzo, e bisogna conservarle nel Monasterio in luogo
sicuro e segreto fra le scritture del Monasterio. Mi dispiace
che havete mandate queste scritture à Monsignore senza
latto della dichiarazione del 1675, perché senza
questatto, Monsignore non può restar informato di
tutto il negozio, ma si può rimediare con mandarlo hora,
se non lha visto prima.
Ringrazio Iddio di quei capi riformati in cotesto Monasterio,
che veramente sono utilissimi al santo ritiro e spirito del luogo.
Nostro Signore per intercessione della sua Serva ha disposto soavemente
le cose, che si sono effettuate subito e con facilità.
Deo Gratias. Il libro di Monsignor Labia intitolato Simboli
festivi non è cosa à proposito per voi altre,
essendo libro derudizione tutto che adattata à cose
sagre. Ho preso la Vita di S. Gaetano, et ancora le vite dalcuni
Santi Confessori del Maffei, bellissime, et in oltre i Dialoghi
di S. Gregorio Papa ripieni di dottrina e desempij e pure
i Sermoni di S. Agostino e daltri SS. Dottori; questi due
ultimi libri sono vecchi perché non se ne trovano più,
ma sono tanto oro colato, e servono per lezione spirituale e meditazione
per far orazione, e quanto più li leggerete tanto più
vi saranno profittevoli, e vi parranno più belli, contenendo
massime sode di spirito christiano e contengono il midollo della
religione christiana.
Leggete la dedicatoria de sermoni di S. Agostino, e vedrete
i sentimenti del Concilio di Trento, in quel tempo che si celebrava
in Bologna, intorno à questi libri di Santi Padri per edificazione
della Christianità.
Circa le Indulgenze del Rosario e benedizione delle corone etc.
ritengo la vostra nota, e con buona congiuntura vedrò quello
che si potrà fare.
Del resto pregate per me e vi saluto con le sorelle e coteste
monache.
Roma 28 Gennaro 1702.
I sudetti libri con laltre cose accennate da me per altre
lettere, spero mandarle con prima commodità e manderò
la nota della spesa. Vi ricordo à mandar quelle poste del
Rosario di nostro Padre, perché la persona che le domanda,
ne fa instanza.
1702 02 18 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o
ricevuto due lettere, una di suor M. Maddalena de 15 Gennaro,
e laltra vostra de 12 et intendo il disordine costì
succeduto à causa dellImmunità Ecclesiastica
violata e la scommunica contra il Capitano. Mi dispiace primieramente
per loffese di Dio, massime in un luogo dove per le grazie
che Dio ha fatto e fa maggiormente deve risplendere il suo servizio.
Il rammarico poi che Monsignore ne riceve, lo sento ancora io
in estremo, ma voglio sperare che le cose si calmeranno presto,
anzi che già siano quietate, massime per il Cardinale del
Giudice nuovo Vicerè, che farà rendere ragione alla
Chiesa, onde ne aspetto nuove di mia consolazione.
Per le Scuole pie sono andato à posta al P. Luigi per sentirne
qualche nuova, e mha detto che già per avviso del
P. Provinciale listromento è stato accommodato come
vuole la Sagra Congregazione e che lhavrebbe mandato con
buona commodità onde laspettiamo di giorno in giorno,
e venuto si farà la diligenza di presentarlo alla Sagra
Congregazione per ottenerne la licenza desiderata, pregate Iddio
per il buon successo.
Il P. Maestro Ricci Procurator Generale de Domenicani ha
ottenuta la facoltà dal suo P. Generale in favore di cotesto
Monasterio per essere scritte nella Compagnia del Rosario dal
Confessore pro tempore, con tutte la altre facoltà etc.
come vedrete nellacchiusa concessione, quale conservarete
nellarchivio del vostro Monasterio per autentica della grazia
ottenuta.
Ho cercato un Sommario delle indulgenze e grazie della Compagnia
del Rosario secondo la rivisione et approvazione fatta sotto Innocenzio
XI, ma finhora non lho potuto havere; se lo potrò
havere ve lo manderò per sapere tutto ciò che in
virtù di esso potete fare et acquistare. Vedrò se
posso ottenere una simile grazia per il Carmine per vostra consolazione.
Circa quel punto che dite dinvidiare il mio stato fuori
della patria e di distanti, et in quiete: voi dite quello che
tutti gli huomini dicono parlando di altri; ogni uno facilmente
crede esser in altri ciò che vede mancare in se stesso.
Ma sappiate che le borasche del mare non sono tutte fatte da uno
stesso vento, ma tutte sono borasche e tempeste, e che una barca
si sommerga per il vento di Levante ò di Ponente, ò
di tramontana, ò di mezzo giorno, poco importa, basta che
si sommerga per piagnere la sua disgrazia. Così noi in
questa vita siamo nel tempestoso mare di questo mondo agitati
da varij venti, ma tutti in un istesso mare tempestoso e pericoloso;
quanto à me pochi sono i giorni, che non dico lorazione
di Tobia Peto Domine ut praecipias recipi in pace animam meam,
quia expedit enim mihi mori magis quam vivere, sempre però
secundum voluntatem tuam fac mecum.
Pregate per me acciò che il Signore secundum misericordiam
suam dimittat servum suum in pace. E vi saluto tutte.
18 Febbraro 1702.
1702 02 25 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
on
mia consolazione ho havuto la vostra lettera de 21 Gennaro,
per la quale intendo la diligenza fatta da suor Maria Serafica
presso la Signora Nipote per loffesa fatta dal Capitano
contra lImmunità Ecclesiastica, spero che detta Signora
ne farà le dovute dimostrazioni, e ne attendo lavviso:
e desidero almen il rimedio al male già fatto.
Circa lorologetto doro, già scrissi che di
tutto se ne facesse consapevole Monsignor Vescovo, e che il tutto
si regolasse secondo il suo dettame et hora confermo lo stesso.
Circa la professione della Signora Prencipessa non ho ancora havuto
avviso della determinazione della Sagra Congregazione, quando
lhavrò, avvisarò ciò che sè
determinato.
Del Papa non occorre altro di dire se non che ha proibito questanno
il carnevale et ogni privato festino e dissoluzione, et è
stato à proposito il giubileo qui solamente publicato,
in cui il Papa ha fatto le visite delle Chiese, con far anche
la Scala Santa con la sua solita divozione.
Ho parlato al P. Generale de Carmelitani per essere voi
monache scritte nella Compagnia del Carmine etc. e lho trovato
prontissimo; spero nellaltra posta mandarvi la facoltà
sua in scritto, per hora vi mando la formola della Comunicazione
in articolo di morte dellindulgenze del Rosario: perché
detta formola è stata di nuovo aggiustata, e corretta la
prima.
Hora in questa settimana ho mandata una scatola raccomandata al
P. Bernardino in Palermo, à cui farete sodisfare le spese
del porto etc. il padrone della feluca si chiama Tomaso Morganti
Messinese, e già è partito. In detta scatola vi
sono 10 figure della SS. Trinità, 10 della Mano religiosa,
e 30 della Crocifissione, e sono tutte del P. D. Carlo s. m.;
vi sono anche 20 figure piccole in carta per Breviarij et i seguenti
libri: Vite de Santi del Maffei, bellissime; Vita di S.
Gaetano; lettere del P. Oliva; Sermoni de Santi Padri in
volgare, libro rarissimo et preziosissimo, di gran frutto per
lo spirito sodo; Dialoghi di s. Gregorio Papa pieni di grandi
ammaestramenti, e di bellissimi esempij; Regole del canto fermo
per impararlo; 8 libretti nostri intitolati Indiculus,
6 legati, e 2 sciolti, quali li potete dare à persone dotte
e divote, e particolarmente à Monsig. Vescovo, al Sig.
Abate Rini, et al P. Attardi, cioè di quelli legati in
carta rossa ondata. Vi sono ancora 3 carte stampate del Sommario
delle Indulgenze del Rosario approvato da Innocenzio XI, queste
perché non si trovano più nella stamperia della
Camera Apostolica, lha cercate, e date in dono à
noi il P. Maestro Ricci Procurator Generale de Domenicani.
Hora bisogna tenerne conto perché non se ne possono havere,
e perciò incollatele insieme, e fatele mettere sopra una
tela in telaro à modo di quadretto, per tenerlo in qualche
luogo commodo, acciò che sempre possiate sapere le Indulgenze
del Rosario, alla cui compagnia sarete scritte secondo la facoltà
del P. Generale di S. Domenico procurata dallo stesso P. Maestro
Ricci, e da me mandata nella posta passata. Quanto poi alle spese
tanto delle cose presenti quanto del residuo che restava prima
delle spese fatte per la causa della Serva di Dio in tutto importano
scudi romani nove, e baiocchi 63.
Vi saluto con le sorelle e pregate per me.
25 Febbraro 1702.
Questa mattina Sabbato ho celebrata la Messa della Passione del
Signore per voi secondo che mi domandate per la vostra lettera.
Tribuat tibi Dominus secundum cor tuum. E con questa occasione
vi prego à darmi avviso se la Messa del Mercoledì
lasciata da nostra madre seguita à celebrarsi secondo la
mia intenzione et applicazione: desiderando desser avvisato
quando si tralascia per qualche caso.
1702 03 04 - AGT (copia) - (A
suor M. Maddalena sua sorella)
o
ricevuto la vostra lettera de 30 Gennaro et intendo lafflizione
di suor M. Lanceata che è inconsolabile per la sua carica.
Ditele che hilarem datorem diligit Deus. Queste cariche
si devono fuggire quando non shanno: ma quando il Signore
le dà, bisogna portare la croce sopra le spalle con forte
volontà e non strascinare la croce per forza come fanno
gli animali quando tirano il carro. Il Signore vuole il cuore
pronto, che senza questo non gli piace neanche il martirio. Si
tradidero corpus meum ita ut ardeat, charitatem autem non habuero,
nihil mihi prodest. Se io dessi il mio corpo fino ad esser
io arso, e non habbi carità, nulla mi giova. Porti dunque
con amore questa croce, acciò che non habbia la croce in
questo mondo e nellaltro. Ringrazio Iddio del proseguimento
della vita della nostra S. Sorella, e dellapplicazione grande
del Monsignore per essa e per la copia del processo. Sono opere
di Dio che fa risplendere con maniera tanto straordinaria la sua
misericordia inverso la sua Serva.
La vita del P. D. Carlo è finita, e sta copiandosi, e poi
si darà à rivedere à chi spetta, per stamparla.
Pregate Iddio che sia di sua gloria.
È venuta la minuta del nuovo istromento per le Scuole pie,
e lho data al Sig. Auditore del Card. Colloredo chè
il Ponente di questa causa in S. Congregazione. Intenderò
come ci dobbiamo portare per portarla di nuovo in Congregazione,
et haverne la licenza. Appresso piacendo à Dio avvisarò
più distintamente.
Qui si vede una gran cometa, ma la vedrete anche voi essendo grandissima.
Nostro Signore ce la dia per segno della sua misericordia, in
tanto sconquasso di guerre. Il Re di Spagna dovea partire al primo
di questo mese, onde à questhora sarà partito
verso Napoli, donde poi partire in Sicilia come dicono, et indi
à Roma et à Milano. Questi sono gli ultimi avvisi.
Mando qui la licenza del P. Generale de Carmelitani per
essere scritte tutte di cotesto Monasterio nella compagnia del
Carmine, et è perpetua. Onde conservatela diligentemente
nelle scritture del Monasterio acciò che non si perda.
Mi diede pure la formula della benedizione degli habitini e dellIndulgenza
nellarticolo di morte. Et ogni cosa mando qui in questo
piego. Il sommario dellIndulgenze finhora non lho
potuto havere, se lhaverò, lo manderò. Pregate
per me e vi saluto tutte etc..
Roma 4 Marzo 1702.
1702 03 18 - AMBP - (A suor
M. Maddalena sua sorella)
n
questa settimana ho havuta una vostra lettera assai vecchia cioè
de 5 Febbraro, in cui mi scrivete il capitolo di Monsignore
sopra il processo e copiatura degli scritti della Serva di Dio,
al quale rendo immense grazie della sua protezione in questa causa.
Io ho qualche dubio se il Sig. Canonico Turano possa ricevere
in sua persona la consegna del processo, per essere egli stato
ministro dello stesso processo: nondimeno non dico altro per hora
fino à tanto che minformi meglio di questo punto,
e poi avvisarò se piace al Signore.
Ringrazio poi la S. D. M. dellaggiustamento del disturbo,
e che il Capitano shumilierà à Monsignore
e riconoscerà il suo peccato, con farne la dovuta penitenza.
Deo Gratias.
È venuto avviso che martedì 14 di questo mese fu
in Napoli un terremoto con danno di fabbriche e di persone, non
si sa ancora distintamente il tutto. Pregate il Signore che ci
perdoni de suoi giusti flaggelli meritati dai nostri peccati.
La vita del P. D. Carlo si sta hora rivedendo da Rivisori,
e poi piacendo à Dio si cominciarà la stampa, e
si fa un nuovo rame della sua effigie per metterla nel principio
della Vita. Raccomandate il tutto à Dio: e pregatelo per
me con specialità, e fate qualche special divozione per
me alla sepultura della sua Serva per qualche speciale motivo
che ne ho per lanima mia. Del resto vi saluto tutte con
tutte coteste religiose.
Roma 18 Marzo 1702.
Non so ancora se il negozio delle Scuole pie sia stato trattato
in S. Congregazione in questa settimana, onde appresso avvisarò
ciò che occorre in questa materia.
1702 04 22 - AGT (copia) - (A
suor M. Serafica sua sorella)
o
ricevuto due lettere una di suor M. Maddalena de 18 Marzo,
e laltra vostra de 25 con la copia del privilegio
del Decreto del P. D. Carlo, quale è venuta in tempo opportuno,
per la sua vita chora si sta rivedendo.
Ho havuto la parte del Rosario di nostro Padre quale ho già
mandato alla persona che la desiderava per chi ne havea fatta
listanza. Ho pure letta la lettera del P. Giunta sopra suor
M. Crocifissa, e ne ringrazio il Signore delle sue grazie che
fa per questa sua Serva.
Havrete già havuta lultima scatola mandata, et in
essa alcuni de nostri ultimi libretti, che quali ne potrete
mandar uno senza legato in una lettera al P. Giunta perché
può esser di profitto alli virtuosi di Messina e gli altri
potrete dispensare al Sig. Arciprete e P. Confessore costì,
et al Sig. Abate Rini et al P. Attardi in Girgenti. Il P. Mabillone
mha risposto cortesemente e mi dà buona speranza
che si farà in Francia la raccolta di questi opuscoli teologici
per commodità degli Ecclesiastici. Pregate Iddio che benedica
questa nuova opera secondo il suo santo beneplacito.
Quanto alle Messe votive di S. Felice, non si possono dire per
non esser questo Santo nel Martirologio Romano; ma si può
dire una Messa de communi di tutti i Martiri come potrebbe
servire quella de 40 Martiri in cui non si nomina alcuno
in particolare e questo sia in risposta a suor M. Maddalena, la
quale particolarmente raccomanderò al Signore per il negozio
particolare da lei meditato.
Circa lindulgenze del Rosario, il P. Ricci Procuratore Generale
de Domeni­cani, mha tornato à dire che
non vi servirete di altri libretti di esse, ma solo delle ultime
carte mandatevi ove sono lindulgenze autenticate dal Papa.
Che perciò queste carte tenetele attaccate in un telaro
con la tela di sotto, acciò che si conservino in lungo
tempo. La visita della Cappella del Rosario, voi la potrete fare
alla Cappella della vostra chiesa, non essendo necessaria per
detta Cappella altra licenza del Generale. La processione però
della prima Domenica non credo che suffraghi alle Monache per
lindulgenza. Nondimeno potrete havere unintenzione
generale di guadagnar tutte quelle indulgenze che potete e così
far la processione per vedervi quanto si può.
Ringrazio Don Giuseppe Celeste del suo saluto, e lo prego à
tener memoria di me nelle sue sante orazioni. Ho ricevuto la nota
del P. Attardi sopra lessempio di quel corpo trovato incorrotto
in parte non in tutto, e leggerò il libro che cita.
Dellorologetto poi che dite non fate cosa alcuna senza saputa
e consiglio di Monsignor Vescovo per camminar per le sue vie dirette.
Della Signora Principessa di Butera non dirò altro, rimettendomi
à quanto ho scritto prima. Mi sono informato alla posta
chera D. Andrea Roncetti, e dicono essere in Palermo onde
io non posso indovinare à chi egli mandò le informazioni
di Monsig. che perciò bisogna mandarle hora di nuovo.
Il Papa ha fatto tutte le sue funzioni della Settimana Santa e
Pasqua. Dirò le straordinarie, e cioè che la Domenica
delle Palme doppo le funzioni della mat­tina, per le 20 e
21 hora andò à S. Giovanni Laterano dove in quel
giorno è la stazione, e quivi pubblicamente seduto confessò
ogni sorte di gente con gran carità. E vera un concorso
grande, come io lo viddi, che mi trovai presente, andando in quel
giorno à quella Basilica senza sapere che il Papa vi veniva.
Stette ad udire le confessioni più di due hore. La mattina
di Pasqua poi cantò egli solennemente la Messa in S. Pietro,
e doppo lEvangelio fece lhomilia al popolo in latino,
quale homilia i Papi da alcune centinara danni in qua non
sole­vano più fare. Egli predica queste homilie con
gran maestà e decoro, con voce sonora che sintende
da lontano. E sta seduto nella sua Cattedra e trono dove canta
la Messa fino alloffertorio. Io non lho sentito per
le funzioni della nostra Chiesa ma parlo per relazione daltri.
Laus Deo.
Il Re di Spagna arrivò a Napoli il Lunedì di Pasqua
la mattina, e sceso dal vas­sello, andò subito al Duomo
ò Cattedrale, e quivi fece apparar un suo cappellano per
dir Messa, la quale volle egli stesso sentire pubblicamente, essendovi
con­corso tutto Napoli il chè stato di grandedificazione.
Dicono veramente cose grandi di questo Re, chè un
Angelo di costumi e di divozioni. Deo gratias. Ap­presso si
sentiranno altri avvisi, di ciò che disegna fare e di suoi
viaggi. Il Papa manderà un Cardinale legato à latere
à Napoli per complimentare al Re di questa sua venuta.
Pregate per me, e vi saluto tutte. 22 Aprile 1702. Comprarò
le 43 figure, che manderò con i 3 Breviarij due de
quali hora stanno legando. E pensarò alliscrizione
della lapide della Consecrazione della vostra Chiesa per aggiustarla
in buona forma.
1702 04 29 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o
havuto una vostra de 3 del cadente mese di Aprile con una
della Signora Nipote à voi scritta per la quale comprendo
che il matrimonio è già quasi concluso.
Quanto aglinteressi di Ferdinandino, ciò non gli
sarà di pregiudizio, nè posso credere che si facciano
in questa occasione capitoli à lui nocevoli. Quanto à
noi poi, come voi dite bene, le cose di questo mondo per grazia
di Dio ci paiono giuochi di pupazzi: tutto è vanità
e sogno, e ce ne accorgeremo meglio nel punto che uscirà
lanima nostra dal corpo, aprendoci in quel punto un nuovo
teatro non più veduto delleterna pena e delleterna
gloria, riguardandosi luna e laltra con occhio purgato
dalle illusioni e fantasme caliginose di questa terra. Così
à noi poco, anzi nulla deve calere ogni fasto, honore e
parentela terrena. Sinite mortuos sepelire mortuos suos,
e pensiamo esser detto allanima nostra, Audi filia et
inclina aurem tuam obliviscere populum tuum et domum patris tui,
dove si dice Inclina aurem tuam, perché unorecchia
superba, che non si humilia et inclina ad udire queste verità
evangeliche, non ascolta et ubbidisce à ciò che
Dio domanda da noi per nostro bene e bene eterno.
Circa poi il diportamento vostro con detta Signora continuate
ad usarle ogni carità et amorevolezza come prima insinuandole
sempre nelle lettere sentimenti di pietà Christiana et
esercizio di virtù, e lo farete più ò meno
secondo chella usarà confidenza con voi; per il figliolo
poi non occorre altro se non raccomandarlo à Dio, e poi
à detta Signora per farlo ben educare nella pietà
e nelle lettere. Al nuovo poi suo marito, se egli vi scriverà
per darvi parte del matrimonio, gli risponderete con termini religiosi
ringraziandolo di questo ufficio, e poi non occorre più
scrivergli se non fosse per qualche causa straordinaria importante
ò per rispondere à qualche sua lettera. Questi sono
i miei sensi, quali rimetto alla vostra prudenza. Del resto abbandoniamoci
tutti nella Divina Providenza, di cui havete veduti miracoli nella
causa della sua Serva M. Crocifissa.
Per il fratello della Signora Prencipessa, le cose sue sono totalmente
rovinate con la Corona di Spagna, e segli non è partito,
presto partirà, come ho sentito dire, da questa Città
per andar forse à Vienna. Ma io di queste storie non sono
beninformato, che per essere odiose e gelose non mi curo
di saperle, lasciandole à quelli che si dilettano di nuove
e di gazzette. La Causa di detta Signora per la professione non
so se hoggi si porti in Sagra Congregazione per un intoppo che
forse la differirà allaltra Congregazione, che non
sarà prima di 15 giorni. Appresso scriverò ciò
che si sarà fatto, piacendo à Dio tratanto saspettano
le nuove lettere dinformazione di Monsignore per ottenere
la licenza di star ella da secolare costì, se la professione
sarà dichiarata nulla, giacché le prime lettere
dinformazioni si persero, come altra volta vho scritto.
Riverite detta Signora da mia parte divotamente.
Per non errare nella Inscrizione da porsi nella vostra Chiesa
per la sua Sagra, ho copiato quella che pose il Cardinal Barberino
nella Chiesa delle Monache Capuccine qui à Monte Cavallo,
da lui consegrata, e sopra di questa Inscrizione ho formato la
vostra come vedrete nellacclusa carta; solo shanno
da aggiugnere i nomi de Santi, le cui reliquie furono poste
nellaltar maggiore. Mandate questa carta à Monsignore
per vedere se gli piace, e poi secondo il suo dettame, potrete
fare scolpire il marmo ò pietra, quale metterete dentro
la Chiesa nel muro dalla parte dellEvangelio, alta da terra
allaltezza dun huomo, per poter esser letta da tutti
commodamente, che così sta il marmo delle Capuccine; e
la potrete mettere fra la Cappella di S. Benedetto e quella di
S. Gioseppe, ò vero nel pilastro del cappellone ò
dove sarà più commoda per esser veduta e letta.
Una persona pia mha fatta instanza di far raccomandar alle
orazioni di cotesto Monasterio la causa del Venerabil Servo di
Dio frà Sebastiano dApparicio laico minore osservante
nellIndie, di cui si raccontano cose ammirabili: ma perché
queste Cause qui vanno esaminate con gran rigore, e sincontrano
sempre difficoltà, perciò desidera il suffragio
delle vostre orazioni in cosa di gloria di Dio, per il cui amore
spero che non lascerete di farle caldamente, come ve ne prego
anche per le grandi necessità presenti di tanti flaggelli
di guerre, di terremoti che si sentono in molti luoghi, e principio
di carestia, e timori di altri mali che ci soprastano per tutto;
e non vi dimenticate di me acciò che il Signore mi perdoni
i peccati, e mi dia una buona morte. Vi saluto tutte.
Roma 29 Aprile 1702.
I Breviarij, figure e due libri di vostra sodisfazione stanno
in ordine per mandarli con prima occasione, et allhora scriverò
distintamente della scatola che si manderà.
1702 05 20 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
n
questa settimana ho ricevuto una di suor M. Maddalena del santo
giorno della morte di nostro Signore e ne la ringrazio molto,
come anche tutte coteste monache della Comunione fatta per me
il Giovedì Santo; nostro Signore rimeriti loro la carità.
In questa settimana è arrivato listromento autenticato
delle Scuole pie, onde piacendo à Dio shavrà
il decreto della Sagra Congregazione e speriamo haverlo per laltra
posta, perché quanto alla grazia già fu fatta à
Marzo.
Con padron Aniello Spritollo Napoletano in questa stessa settimana
ho mandata una scatola per voi raccomandata al P. Bernardino in
Palermo, à cui scrivete il nome del padrone della feluca
per star su lavviso, come anche gli farete pagare il nolo
e le spese di Palermo. In detta scatola vi sono 2 corpi di Breviarij
monastici in 2 tomi, legati, et ogni corpo costa quattro scudi
romani e mezzo; vè un altro corpo delli stessi Breviarij
sciolto per la sorella del Sig. Sciabarasi, il quale già
me ne ha pagato il prezzo. Vi sono 44 figure grandi inclusa una
dun altare fatto in un oratorio di Milano in honore della
B. Vergine Immacolata; vi sono pure due libri, una Selva dorazioni
bellissime, che possono servire anche per dirne alcuna al fine
dellorazione mentale comune, come per esempio quelle dellEvangelij
delle Domeniche e di Quaresima e delle feste etc.; vè
pure un altro libro di Detti memorabili, raccolti dal Batero,
dove troverete cose belle morali, e saranno di vostro genio.
Hora tutta la spesa di questa scatola è stata di scudi
romani quattordici e baiocchi 50, cioè mezzo scudo; il
residuo delle spese passate era di scudi nove e baiocchi 63 che
in tutto fanno scudi romani ventiquattro e baiocchi 13.
Devo domandarvi dun punto che in questi giorni mè
venuto in testa, et è se nostra Madre s. m. mentre era
viva mi mandava denaro della sua riserva delle onze 400. Io so
che havea il legato di lei e di nostro padre b. m. di onze 100
e di questo non ho imbarazzo alcuno. Solo mi dà fastidio
se oltre queste onze 100 detta nostra Madre mi mandava altra cosa
di più della sua riserva, del che io non mi ricordo bene.
Se voi vi ricordate di questa cosa fatemi piacere di avvisarmi
se mi dava più del legato e se questo lo facea ogni anno,
ò qualche volta et à che somma possa arrivare in
tutto. A me da un canto mi pare che il solo legato di onze 100
mi mandava essa, ma non lo so di sicuro; qualche altra spesa di
giacinto ò altro non so sentrava al conto del legato
ò di più. In somma avvisatemi come andava la cosa
perché io non mi ricordo bene, et in particolare avvisate
à che somma in tutto potrebbe arrivare hora tutto quello
chella mhavesse dato sopra più del legato,
e rispondete chiaramente secondo la conscienza in questo punto.
Resta che vi raccomandi un negozio importantissimo di gloria di
Dio, e della salute dellanima duna persona, anzi di
più. La cosa è gravissima ma non posso né
scriverla, né parlarne con altri. Vi prego, per saperlo
io in confidenza. Vi prego in visceribus Iesu Christi che
fate raccomandare questo negozio à tutta la communità
con grandissima premura, e che continuate le orazioni per qualche
tempo, facendo Comunioni et altre penitenze al sudetto fine. Non
vi dico altro, si tratta della gloria di Dio e della salute di
unanima anzi di più come dissi, e spero che farete
più di quello che desidero, acciò che il Signore
illumini et indirizzi il tutto con la sua potente mano, e non
vi scordate de miei bisogni. Di quella Congregazione della
disciplina de religiosi finhora quei sei religiosi
aggiunti non hanno cominciato i congressi, e forse non si cominceranno
prima di S. Pietro perché il Cardinal Prefetto di detta
Congregazione è fuori di Roma.
Laffare della Signora Prencipessa circa la professione si
crede sarà portato di certo nella Congregazione seguente
de 27 del corrente. Vi saluto tutte, e tutte pregate per
me.
Roma 20 Maggio 1702.
1702 05 27 - AMBP - (A suor
M. Maddalena sua sorella)
o
ricevuta una vostra de 21 Aprile, et intendo che vi sia
stato di sodisfazione il libretto del canto fermo, ma per quel
punto dinsegnare una sola chiave, credo che Monsignore intenda
che insegniate le giovani come meglio sapete, perché se
volete insegnare in modo differente di quello che voi sapete,
vimbrogliarete voi et imbrogliarete le vostre scolari; fate
il meglio che potete, perché così incontrarete lintenzione
di Monsignore. Il decreto della Sagra Congregazione per la fondazione
delle Scuole pie sperava haverlo in questa posta il P. Procuratore
generale di esse, ma finhora non ho havuto altro avviso
da lui; basta haverlo con laiuto di Dio, et un poco tardi
non importa, mentre sè aspettato tanto. La risoluzione
del dubio della professione della Signora Prencipessa si dovea
fare hoggi, ma se veramente sè fatta non potrò
saperlo per avvisarlo à voi prima della posta seguente.
Benché il Papa mentre era Cardinale mi favorisse per sua
grazia con modi assai particolari, nulladimeno per un anno e mezzo
del suo Pontificato mai vi sono andato per varij motivi. Ultimamente
da per se mi mandò à chiamare una sera, acciò
che la mattina seguente andassi da lui à 13 hore; vandai
ma non hebbi ludienza prima delle 15. Mi ricevé con
tanta amorevolezza, e discorse meco per una mezza hora tanto confidentemente
che mio Padre forse non mi havrebbe discorso con tanta cordialità.
Io sono restato edificatissimo in vedere tanta humiltà,
ma molto più per sentire i suoi sentimenti che in un perfettissimo
religioso sarebbono eroici: e pure neglimbarazzi di tante
cose il Signore me lha fatto trovare. Spiritus ubi vult,
spirat.
Io vi scrivo queste cose confidentemente, e non ho gusto che si
sappiano per buoni rispetti, e stracciate subito questa lettera.
Solo vi raccomando à pregar assai il Signore per lui, acciò
che lo conforti sotto questo gran peso chha sopra le spalle,
acciò che gli dia pazienza et efficacia à far gran
cose per suo servizio, come desideriamo.
Del resto pregate per me e vi saluto tutte.
Roma 27 Maggio 1702.
1702 06 03 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
n
questa settimana non ho ricevute lettere da costà e vi
do avviso come Sabbato passato nella Sagra Congregazione per la
causa della professione della Signora Prencipessa fu risolto che
si citassero quelli che in questo negozio vhavevano interesse,
cioè à dire la stessa Signora Prencipessa et il
vostro Monasterio; che perciò è necessario chella
e voi facciate qui un procuratore per comparire e dire ciò
che havete à dire ò in favore ò contro.
LAgente di Monsignore ne ha scritto ad esso; et egli vi
regolerà et indirizzerà in questo affare dicendovi
ciò che havrete da fare, onde à lui mi rimetto.
Solo dico che nel far il Procuratore non pensate à me perché
né devo, né voglio comparire in questo negozio.
Si potrà perciò fare latto della procura in
testa dello stesso Agente di Monsignore ò daltro
come egli vorrà. Spero qui mandarvi il ristretto del contenuto
dellesposizione fatta da Monsignore per la risoluzione del
dubio della professione, quale ristretto ve lo manderà
lo stesso Agente come mha promesso; et io lo mando per sapere
ciò che passa circa lesposizione fatta alla Sagra
Congregazione. Questo è quanto posso dirvi, restando tutto
il negozio pendente fino à tanto che verrà la procura,
come dissi. Il P. Procurator Generale delle Scuole pie mha
fatto dire che per questa posta spera onninamente dhaver
il decreto della fondazione di Palma: quale egli manderà
al P. Provinciale per cominciarne lesecuzione con lautorità
di Monsignore e con lintrapresa della Signora Nipote; et
io spero scrivere à tutte due per mettersi prontamente
le mani à questa Santa opera, la quale in Roma è
già finita per grazia di Dio.
Del resto pregate per me et Spiritus Sancti gratia illuminet
sensus et corda nostra in questi santi giorni di Pentecoste,
e vi saluto tutte.
Roma 3 Giugno 1702.
LAgente di Monsignore mha già mandato qua copia
volgare del memoriale latino presentato alla Sagra Congregazione
per la risoluzione del dubio della professione.
1702 06 17 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
n
questa settimana non ho havuto lettere da costà, onde questa
sarà per salutarvi e raccomandarmi alle vostre orazioni,
e per darvi avviso dessersi havuto il decreto in scriptis
per la fondazione delle Scuole pie, qual decreto si manda in questa
settimana al P. Provinciale di Palermo onde qui è finito
tutto questo lungo negozio della fondazione e perciò Benedicemus
Dominum. Resta hora che sincominci costì; già
lho raccomandato à Monsignor Vescovo con la lettera
mandatavi la posta passata, pensava farne unaltra per la
Signora Nipote, perché così mhavea domandato
il Padre Procurator Generale, ma finhora non lha domandata,
e non è necessaria perché io scrissi à detta
Signora subbito havuto la grazia con avvisarla e raccomandarle
lesecuzione, se bene non ne ho havuto mai risposta. Basta,
toccarà à voi sollecitarla à trovarsi pronta
à tutto. Di nuovo vi prego à pregar per me.
Roma, 17 Giugno 1702.
1702 06 24 - AGT (copia) - (A
suor M. Serafica sua sorella)
o
ricevuto una vostra de 12 Maggio e ringrazio il Signore
della consolazione havutane, comanche della solennità
della Sagra vostra Chiesa con la Messa e Vespri cantati con le
candele accese avanti le croci, qual solennità dovete celebrare
ogni anno per esser questa festa solennissima per voi.
S. Bernardo in un sermone fatto à suoi Monaci nella Sagra
della sua Chiesa, diceva che tutte le altre solennità erano
grandi sì, ma universali per tutta la Chiesa, ma quella
della Sagra della propria Chiesa è una solennità
grande propria di loro. E con ragione così si deve celebrare
per ringraziar Iddio della santificazione di quel luogo al cui
servizio particolare vha destinato. Vi mandai tempo fa un
libro delli sermoni di S. Bernardo volgari, in esso troverete
almeno un sermone della Sagra della Chiesa, et havrete consolazione
à leggerlo. Anzi lo potreste leggere à tavola ogni
anno nel giorno della detta festa. E vi trovarete belli documenti,
e credo anche il significato di molte cerimonie fatte nella Consecrazione.
Godo poi in estremo della fabbrica finita della Madre Chiesa così
bella come scrivete. La Divina Providenza ci fa vedere miracoli
in tutto, perché essendo Palma sotto un pupillo, ogni altra
cosa humanamente si potea aspettare. Desiderarei che Monsignore
conservasse anche la Madre Chiesa, et in tempo opportuno potrebbe
suggerirlo il Sig. Arciprete et aiutar il negozio il Sig. Abate
Rini. Lasciamo far à Dio.
La morte del Principe di Oranges ve lavvisai tempo fa, onde
non occorre qui replicar altro. Il Re di Spagna è arrivato
nello stato di Milano, e dicono che vada al campo. Nostro Signore
ci conceda la pace con far accordare tutti i principi Cristiani.
Fo fine con raccomandarmi alle vostre e comuni orazioni e vi saluto
con le sorelle e tutte coteste religiose.
Roma 24 Giugno 1702.
Come largento si prova col fuoco e loro con la
fornace,
Così il Signore prova i cuori.
Questa è una sentenza della Sagra Scrittura, e mi viene
in mente perché ho cominciato à tradurre in volgare
un compendio delle sentenze morali della Scrittura quale con qualche
spiegazione aggiunta forse un giorno si potrebbe stampare se mi
restasse qualchaltro giorno di vita. Raccomandatelo al Signore.
1702 07 01 - AGT (copia) - (A
suor M. Serafica sua sorella)
o
havuta una vostra de 26 Maggio et intendo che saspettava
costì la Signora Nipote per il principio di Giugno, e ne
godo assai sì per la sua quiete sì per lo bene di
cotesta terra per haver di presenza la propria padrona, che potrà
hora più efficacemente cominciar la fabbrica del collegio
delle Scuole pie, tanto tempo desiderato e procurato, e finalmente
qui ottenuto dalla Sagra Congregazione. Fatele riverenza da mia
parte, e nostro Signore la conservi in suo santo servizio col
figliuolo, à cui mando molti saluti.
Il Papa continua ne suoi santi deportamenti; staccato da
suoi, et intento à voler fare gran cose per servizio di
Dio, ma la gran malinconia che ha di vedersi Papa et in tanti
disturbi non poco labbatte. Pregate Iddio acciò che
gli sgombri dal cuore tanta afflizione, perché se questa
nuoce à tutti quando opprime, maggiormente nuoce à
chi governa levandogli la lena. Egli al suo solito ha fatto con
molta divozione la festa di S. Pietro, cantando il primo Vespro
solennemente in S. Pietro, e poi la mattina seguente la Messa
solenne nella stessa Basilica, et in essa doppo lEvangelio
Latino detto da un Diacono Cardinale, e Greco da un Diacono Greco,
fece egli unhomilia latina al popolo, alluso di S.
Gregorio e daltri santi Papi antichi. Queste homilie chegli
ha fatte nelle solennità quando ha celebrato, io non le
mando perché sono latine, e però non à proposito
per loro.
Quanto à quello che dite delle offese di Dio che si commettono,
pur troppo vè da dolere, e mi fate ricordare quellosservazione
di S. Giovanni Crisostomo che nella parabola del seminatore che
nostro Signore disse e registrano gli evangelisti, delle 4 parti
della semenza, tre parti ne andarono male, e la sola quarta parte
fece frutto. Le altre tre parti perché caddero sopra la
strada publica, sopra una terra sassosa, e sopra le spine andarono
male. La quarta parte cadde in buona terra, anzi, come osserva
il medesimo Santo, questa terra buona non fece frutto uguale perché
parte fece trenta, parte sessanta, e parte cento. Preghiamo Iddio
che faccia i nostri cuori terra buona, acciò che gli rendiamo
trenta almeno di buon frutto, e che ci dia spirito desser
diligenti à coltivare la terra del nostro cuore, e ci levi
la pigrizia per la quale sinsalvatichisce, e non si dica
di noi quello che Salomone dice nella Sagra Scrittura i Proverbi
così.
Io passai per lo campo dellhuomo pigro,
e per la vigna dellhuomo stolto,
et ecco, le ortiche haveano riempito tutto,
le spine haveano coperta la sua superficie,
et il loro muricciuolo di pietre era destrutto,
et havendo ciò veduto, lo posi nel mio cuore,
e con tal esempio imparai disciplina.
Pregate per me tutte, e tutte vi saluto etc.
Roma 1 Luglio 1702.
1702 07 07 - AGT (copia) - (A
suor M. Lanceata sua sorella)
n
questa settimana martedì sera ricevei una vostra de
30 Maggio, e hieri ricevei una da un Padre de nostri di
Genova sotto il primo di questo mese di Luglio, con cui mavvisa,
che essendo venuto colà ultimamente un tal Signor Grimaldi,
ha portato nuova chè andato in Paradiso il nostro
Ferdinando M. con estinguersi la Casa in terra. Io subito ne ho
ringraziato Iddio, e questa mattina ho celebrata la S. Messa della
SS. Trinità per le grazie fatte à quella anima santa,
chha portato candida la veste bianca dellinnocenza
battesimale, che il merito del sangue del figlio di Dio gli havea
data. Questa grazia è indicibile perché la gloria
del Paradiso è ineffabile, e non si possono esplicare i
tormenti dellinferno, del cui pericolo è stato sottratto
questo beato fanciullo. Felice egli che in un salto è arrivato
dove noi strascinandosi per lungo tempo non so se varrivaremo.
Nel rimanente circa lestinzione della Casa questa è
una vanità et un sogno. Tutto passa e passa presto perché
ogni gran lungo tempo è nulla rispetto all'eternità.
Questo importa. Il resto son burle e giuochi di bambini, degni
di riso anzi di pianto. Hora voi et io ringraziamo il Signore
che ci ha liberati di ogni distrazione. Parenti stretti non ne
habbiamo più. Il temporale di Palma e della Torretta se
lo pigli chi vuole, e lasciamone il pensiero à chi tocca,
e fate conto di star in un Monasterio dellAlicata ò
Naro, che non pensano al governo di dette città quelle
Monache. Una cosa resta et è lesecuzione dellopera
pia doppo lestinzione della Linea. Questa non tocca né
a voi né à me che siamo religiosi, e di più
spratticissimi di questi imbrogli di conti. Credo che la carità
e zelo di Monsignore abbraccerà egli la causa di dirizzare
questo negozio, trattandosi dopere pie della sua Chiesa.
Le scritture sono 1° Il testamento di nostro Padre, 2°
La rinunzia di nostra Madre delli 14 Agosto 1674. 3° La dichiarazione
della sua volontà à 14 Ottobre 1675. 4° Quelle
scritture del Canonico Giardaidone che vi mandai non è
gran tempo, cioè che il credito di nostra Madre contro
nostro Padre si potea aggiudicare lo stato di Palma. Queste sono
le scritture che Monsignore havrebbe da esaminare ò far
esaminare con indirizzar poi lesecuzione.
Nella dichiarazione della volontà di nostra Madre del 1675
sono espresse le opere pie da farsi: ma non so se queste solamente
siano state ordinate nel caso che fossi già morto io, e
voi, sue figlie perché havea prima ella ordinato che essendo
io vivo, dichiarassi io la sua volontà, e morto io, voi
altre fino allultima: e morte tutte, havesse à dichiararne
il Monasterio, ma perché temeva che il Monasterio non fosse
informato à pieno della sua volontà, perciò
venne à quella particolare dichiarazione. Da tutto questo
nasce il dubbio se viventi ancora noi, tocca à noi questa
dichiarazione, ò veramente sha da fare assolutamente
quello che ha dichiarato ella. Questo è un punto legale,
e non è della mia professione, Monsignore potrebbe far
considerare la cosa da qualche dottore leggista, e nel caso che
toccasse à me la dichiarazione, allhora con il consiglio
e comunicazione di Monsignore si potrebbe intavolare unaltra
disposizione dopere pie, come fosse stimata di maggior servizio
di Dio, che è quello che si pretende, perché per
altro non vi vorrei pensare né pur un quarto dhora.
In occasione di scrivere à Monsignore fategli riverenza
da mia parte, e significatigli i miei sensi per esser consapevole
di ciò che egli stima doversi fare. Se mi verrà
qui il taglio di poter sentire il giudizio di qualche Avvocato
sopra questo punto se tocca à me la dichiarazione ò
no, non lascerò di farlo ma è meglio sentir il parere
di qualche Avvocato di Palermo per esser meglio informato dello
stile della Curia e tribunale del paese. Questo è quanto
moccorre dire sopra questa materia. Del resto pregate per
me con le sorelle e coteste religiose, le quali tutte saluto nel
Signore.
7 Luglio 1702.
1702 07 22 - AGT (copia) - (A
suor M. Serafica sua sorella)
n
questa settimana ho havuta una vostra lettera de 16 Giugno
col saluto di Ferdinando, onde veggo che la nuova havuta da Genova
di lui sia falsa, se ben con laltre lettere dappresso
ne resterò più certificato se così piace
à Dio, al quale sempre sia la lode et al quale rendo immense
grazie del fervore dato alla Signora Nipote per la fabbrica del
nuovo collegio delle Scuole pie, della quale seran cominciati
già i fossati. Riveritela da mia parte, e continuate ad
esortarla à sì santa opera per esser di gran servizio
di Dio. A questhora sarà arrivato il decreto della
stessa fondazione, per la quale vi mandai la mia lettera à
Monsignore per raccomandargliela. Godo poi che habbiate concertato
con Monsignore sopra le vostre riserve et onde neanche io vi penserò
più.
Per quello che dite delle necessità de Monasterij
di Monache di cotesti paesi per la vita comune, tanto più
me ne dispiace, quanto più veggo difficile il rimedio.
Quanto al mio parere per quanto comporta la coscienza, mi pare
che si debba rimediare principalmente allorigine de
disordini, perché mentre dura la radice, sempre troveranno
à nascere le foglie della pianta. Non bisognerebbe dar
licenza di vestirsi più Monache e religiosi se non in Monasterij
e conventi che commodamente possino sostenere li religiosi. E
bisognerebbe ancora per maggior cautela che li religiosi provassero
bene bene lo stato religioso prima di professarsi, et aprir poi
porte per mandarne fuora glinobedienti et inquieti. In somma
questo è un negozio grande se si vuol rimediare con rimedij
di durata. Quando uno sta in religione di mala voglia vè
da temere assai che non solo faccia male à se stesso, ma
lo faccia ad una comunità col malo esempio o con mettere
disturbi et inosservanze in una comunità. Io ho fatto riflessione
sopra questa materia esaminando i fondamenti e lorigine
donde possa provenire il male, et i pensieri che mi son passati
per la mente, lho messi in carta con titolo di Riflessioni.
Questa scrittura la comunicai col Monsig. Arcivescovo Valemanni
Segretario della S. Congregazione sopra la vita comune, perché
gli havea detto à bocca sopra questa materia varij pensieri,
e non havea intenzione di farla vedere ad altri se non al Sig.
Cardinal Colloredo per qualche confidenza che gli ho, e per esser
egli di questa Congregazione. Hor Monsig. Segretario senza mia
saputa lha fatta vedere al Sig. Cardinal Imperiale Prefetto
della stessa Congregazione e credo che anche lhabbia fatta
leggere al Papa. Poi lho portata al Card. Colloredo, il
quale per sua bontà lapprova assai, come in un viglietto
mi scrive; solo vorrebbe che vaggiungessi la soluzione di
una certa difficoltà che si potrebbe fare, perché
fatta questa aggiunta, mi scrive, che vuol tenersene copia. Ho
già fatta questa aggiunta e la rimetto al suo giudizio.
Questè la storia di quel che sè fatto
finhora, e la scrivo confidentemente. Quello che si farà
non lo so, perché non sè fatta ancora nessuna
Congregazione sopra tal materia, e non so di che opinione sieno
i S. Teologi Consultori. La sostanza del mio parere è che
si cerchi lorigine de mali e si torni alla prima disciplina
de secoli antichi, ne quali le cose camminavano in
altra maniera che hora. E se non si vuole tornare alla disciplina
antica, ma persistere nella moderna, che shabbia da procedere
senza austerità e censure, ma con indulgenza e permissione
di livelli e depositi, regolari però con i dovuti limiti
della povertà religiosa. Et ho portato una sentenza di
S. Agostino che dice che è meglio andar zoppicando in strada,
che correre fuori di strada. Questo è quanto presentemente
vhavea à significare, acciò che preghiate
il Signore à darmi lume et efficacia di conoscere e seguire
la sua volontà, e non solo li dia à me, ma à
tutta la Sagra Congregazione.
Vi saluto con laltre sorelle e coteste religiose, e mi raccomando
alle loro divote orazioni.
22 Luglio 1702.
Doppo dhavere scritto la presente, ho ricevuta una lettera
del P. Bernardino freschissima de 13 del presente venuta
per via della feluca del dispaccio. E mi dice dhaver ricevuta
la scatola mandatavi e desser già costà arrivata.
E quel che più importa non dicendomi nulla di Ferdinando,
mi fa vedere che sieno state false le nuove venutemi per via di
Genova. Deo Gratias.
1702 07 29 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o
ricevuto una vostra de 22 Giugno, e ringrazio il Signore
della salute che vi concede: e lo prego à continuarvela
in suo servizio.
Quanto alla riserva di nostra madre s. m. godo di sapere che Monsignor
Rini b. m. habbia egli stesso distribuite le partite da spendersi
di detta riserva; il che io non sapeva. Circa poi che mi pare
che ella mi mandasse onze 50 lanno della sua riserva, mi
pare difficile, perché il suo legato lasciatomi nella rinunzia,
e laltro di nostro Padre b. m. fanno insieme onze 100 che
sono circa 212 scudi romani in circa, e se ad essi saggiungessero
altre onze 50 sarebbono più di 300 scudi romani, e non
crederei che haveva io ogni anno tanta somma, vivente lei. Delli
scudi 212 in circa non vè difficoltà nessuna,
perché sono à titolo di legato, solo resta la difficoltà
se oltre questi legati, vera aggiunta altra partita presa
dalla sua riserva. Per meglio certificarsi di questa cosa, si
potrebbe far diligenza dal Sig. Catalano ne conti vecchi
per vedere quanto fu il cambio mandatomi negli ultimi tre anni
avanti la morte di nostra madre, perché così si
potrebbe sapere à che quantità arrivava il cambio
ogni anno, perché se sopra le onze cento de legati,
vi fosse solo qualche partitella, questa poteva essere per qualche
spesa fatta per sua commissione per esempio per compera di breviarij,
figure etc. ma se fosse il di sopra più de legati
una somma fissa e certa, questa potrebbe essere della riserva.
Perciò vorrei che faceste diligenza per sapere di quanta
quantità furono i cambij negli ultimi tre ò 4 anni
prima della morte di nostra madre, e potreste scrivere al P. Bernardino
ò ad altri, che parlasse col Sig. Catalano per rivedere
i conti vecchi, senza dire la causa di tal domanda: e poi avvisarmi
la somma di detti cambij. Vi prego ad usar questa diligenza con
sollecitudine per mia quiete.
La Vita del P. D. Carlo già è stata approvata, e
si comincierà la stampa piacendo à Dio nella settimana
entrante. Il P. Maestro del Sagro Palazzo voleva che saggiugnesse
un capitolo della Serva di Dio Maria Crocifissa, e fece questo
motivo spontaneamente credo per le relazioni havutene per via
di Monsignore, ma sè risposto che hora si compone
la di lei vita, e che saspetta il processo, nondimeno vi
sono state aggiunte alcune altre linee delle virtù di questa
Serva di Dio, con rimettersi al processo et alla sua vita propria
che uscirà à luce. Ho detto questo per ringraziarne
il Signore che inspira la divozione verso questa sua Serva anche
à persone straniere.
Del resto mi raccomando alle vostre orazioni e delle sorelle e
di tutte coteste religiose, e vi saluto con la Signora Nipote
e nipotino.
Roma, 29 Luglio 1702.
1702 08 12 - AMBP - (A suor
M. Maddalena sua sorella)
o
ricevuto una vostra de 27 Giugno con la lettera di Monsignore
à suor Maria Serafica, per la quale intendo le cose della
Serva di Dio in che stato siano: ne sia lode à S. D. M.
nelle cui mani lasciamo la disposizione tanto di questo affare,
quanto dogni altro. Per la sudetta lettera intendo che suor
M. Lanceata non stava bene di sanità; voi non dite nulla
di ciò, ma spero che nostro Signore lhabbia rimessa
nella pristina salute, come desidero, e non lasciate di avvisarmi
di tali occorrenze, e tra tanto salutatela assai da mia parte,
e preghiamo il Signore che ci dia forze dabbracciar di cuore
la Croce, con darci il perdono delle cose passate, e pazienza
nelle pene, che sempre in questa vita ci accompagnano.
La Vita del P. D. Carlo già è cominciata à
stamparsi e lo stampatore proseguisce la sua stampa diligentemente,
ma ancora è diligente à domandar denaro che io gli
do di quelli de nostri legati: ma questi havuti già
per lanno passato non basteranno per tutta la stampa, e
però io gli ho fatto il patto che secondo gli sarà
somministrato il denaro, egli seguitarà la stampa, perciò
se manca il denaro, sintermetterà la stampa. Onde
per farlo proseguire bisogna pregar instantemente la Signora Nipote,
che i legati di questanno, che shanno da pagare nel
prossimo mese di Settembre, li mandi con prestezza senza far aspettare
tanti mesi fino à Decembre ò Gennaro. A questo effetto
sarebbe bene che suor Maria Serafica le scrivesse una buona lettera
per sollecitarla almeno per lo sudetto fine di poter finire la
stampa della Vita. Non dico altro sperando che ciò farete
con premura con riverire à mio nome la stessa Signora Nipote
e salutar Ferdinandino, de cui buoni principij di pietà
ne ringrazio il Signore mentre egli lo muove interiormente alla
divozione, e lo prego à conservarlo et aumentarlo nel suo
santo servizio.
Godo che siano arrivati i Breviarij e laltre cose mandate,
e che siano state di vostra sodisfazione.
Rendo grazie al Rev. Sig. P. Confessore vostro dellamorevole
memoria che tiene di me: della quale tanto più godo quanto
che confido che lhabbia più viva nelli suoi santi
sagrificij et orazioni, della quale instantemente lo prego, e
seben mi riconosco indegno di un tal aiuto, nondimeno lo stesso
esserne indegno, dimostra il bisogno che desso ho.
Fategli dunque riverenza per me e pregatelo caldamente del suffragio
delle sue preghiere, acciò che il Signore si degni concedermi
quelle sette domande, chegli cinsegnò nel Santo
Evangelio nellorazione da lui dettata del Pater Noster;
chi ottiene queste sette grazie ha il paradiso in pugno: e chi
ha il paradiso, ha ciò che può desiderare e saziar
ogni suo desiderio, senza indigenza riposandosi in Dio, che satiat
in bonis desiderium nostrum.
Lo stesso pregarete voi sorelle e laltre religiose per me,
e vi saluto tutte nel Signore. Roma 12 Agosto 1702.
1702 08 19 - AMBP (mutila) - (A
suor M. Serafica sua sorella)
n
questa settimana ho havuto due lettere da costà, una vostra
degli 8 Luglio, e laltra di suor M. Maddalena de 22
dello stesso, e ringrazio Iddio benedetto delle buone nuove mi
date di Ferdinandino M. à cui egli fa tante grazie dandogli
una special propensione alle cose di pietà, la quale desidero
che sempre glielaccresca in suo santo servizio.
Intendo che il trattato del secondo matrimonio della Signora Nipote
sia concluso; nostro Signore disponga per il meglio di lei e per
la maggior vostra quiete, perché passando alle seconde
nozze, si tratterà in Palermo, e voi potrete attendere
più liberamente al santo ritiramento del vostro stato religioso,
lasciando le cose del mondo al mondo, e tenendo lottima
parte di Maria a piedi del Signore; fate riverenza à
mio nome à detta Signora e salutate il figliolino. ...
(testo mutilo)
... di quei buoni Sacerdoti, i quali havranno la consolazione
dellIndulgenza che ho ottenuta senza loro instanze per i
Venerdì di Marzo fino à 7 anni. In un Venerdì
da designarsi da Monsignore vi sarà lIndulgenza plenaria,
e negli altri minore Indulgenza. Crederei che fosse bene che si
facessero destinare il primo Venerdì di Marzo per lIndulgenza
plenaria, per cominciare con più fervore questa divozione,
e sarà assai utile anco per il 1707 in cui il primo Venerdì
di Marzo cade doppo il Giovedì grasso, e potrà santificare
quel tempo che il mondo pazzamente profana col carnevale.
Scrissi la settimana passata à causa de nostri legati
che toccano à Settembre prossimo, massime per la Vita che
si sta stampando del P. D. Carlo, la quale forse restarà
à mezza via, senza il sudetto soccorso; hora di nuovo raccomando
questo negozio vedendone il bisogno. Vi saluto con le sorelle
e coteste religiose...
(testo mutilo)
... Fo riverenza à Monsignore Illustrissimo.
Roma 19 Agosto 1702.
Circa la statua che desidera fratel Gaetano del monte Calvario
è cosa che richiede grande applicazione, assistenza et
abilità, e non è negozio per me, che però
fategli le scuse da mia parte, e potrà applicare in altra
cosa dello stesso Calvario il denaro destinato per tale statua.
Mando lacchiuso breve dIndulgenza pel Monte Calvario
per i Venerdì di Marzo fino à 7 anni. Un Venerdì
da destinarsi da Monsignor Vescovo havrà lIndulgenza
plenaria, e si potrebbe ricercar da lui il primo Venerdì
di Marzo per cominciare con più fervore la divozione degli
altri Venerdì seguenti. Quanto al ritener il SS. Sacramento
nel Monte Calvario, è negozio difficilissimo; se me ne
venisse qualche apertura havrò memoria del desiderio mostrato.
Nella vostra lettera scrivete che nella poliza delle spese fatte
per voi, includerete il prezzo dellorologetto etc. io suppongo
che di ciò ne havrete consultato con Monsignore, come vi
scrissi, ma desidero saperlo più chiaramente se vè
stato il suo consenso, e però avvisatemi.
1702 08 26 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
n
questa settimana non ho havuto lettere da costà, spero
haverne nellaltra se piace à Dio.
Per via della feluca del dispaccio il P. Bernardino mha
mandato 2 lettere degli 8 del cadente mese de Signori Prencipe
dAragona e Prencipessa sua figlia. Il primo mi dà
avviso del matrimonio di detta Signora, e della morte di sua moglie
e figlio primogenito del Sig. Conte. La seconda solo mi scrive
dandomi avviso della salute di Ferdinando M. per lavviso
contrario da me havuto, e mi mostra buona disposizione delle Scuole
pie. Io ho risposto, e mandate le lettere al P. Bernardino, e
mi son congratulato con tutti due delle seconde nozze, e mi son
condoluto delle morti di quei Signori; vho scritto questo
per sapere quello che passa.
Pregate per me e per i bisogni della Christianità, in cui
si sparge tanto sangue con tanto pericolo delle anime. Domine
non secundum peccata nostra facias nobis. E vi saluto con
tutte coteste religiose.
Roma 26 Agosto 1702.
1702 09 02 - AMBP - (A suor
M. Maddalena sua sorella)
o
ricevuto una vostra de 29 Luglio e qui rispondo brevemente
per esser un poco occupato per altre facende e vi ringrazio dellavviso
mi date del miglioramento di suor M. Lanceata doppo tanta afflizione
havuta per più mesi. Ne ringrazio Iddio perché tanto
nelle percosse, quanto nella risanazione deve egli sempre essere
benedetto, e salutatela à mio nome, e raccomandatemi alle
sue orazioni. Per le cose delle Scuole Pie, doppo che noi facciamo
le nostre diligenze, non occorre pensare quello che sarà,
lasciamo la cura alla divina Providenza, non volendo altro se
non quello che vuole S. D. M.
Per la vita di s. M. Crocifissa che vè stato detto
che io scrivo, è un mero sogno, e parlar di sogni è
cosa vana. Il Papa non so se habbia cognizione di questa Serva
di Dio, e perché non so come possa haverne cognizione,
mi persuado che non ne habbia informazione.
Quanto al secondo matrimonio della Signora Nipote, già
ne ho havuto gli avvisi come vi scrissi nella posta passata. Circa
poi glinteressi di Ferdinandino quanto alla roba, non tocca
à noi à pensarvi, essendo religiosi, e giacché
il Signore ci ha levato dal mondo, preghiamolo à levarcene
anche collaffetto e sollecitudine. Vorrei dirvi, Magdalena,
Magdalena sollicita es et turbaris erga plurima, porro unum est
necessarium. La salute dellanima è quella che
importa, e tutto il resto sono sogni e comedie che durano unhora.
Pensiamo à questo figliuolo nellorazione, ringraziando
Iddio de beneficij donatigli e supplichiamolo à tenerlo
in sua grazia e liberarlo dal peccato. Lo stesso facciamo per
noi come vi prego à far voi per me, e vi saluto con le
sorelle e coteste religiose.
Roma 2 Settembre 1702.
1702 09 09 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o
ricevuta la vostra lettera de 4 Agosto, e del matrimonio
conchiuso della Signora Nipote, già lo seppi per avviso
datomi dal Sig. Prencipe suo padre. Godo che il nuovo sposo sia
timorato di Dio, chè quello che importa. Del resto
ogni humana prosperità è vana. Mi maraviglio però
che il Sig. Prencipe suo padre si sia fermato in questo matrimonio
con un parente, perché come mi pare che dica S. Gregorio,
e lesperienza mostra, tali matrimonij non soglion haver
la benedizione del Signore in questo mondo; et il primo matrimonio
fatto col nostro D. Giulio poteva farlo più avvertito,
e se vi ricordate io sempre fui contrario al sudetto matrimonio
per ragione della parentela. Comunque siano le cose in terra,
poco importa, purché vadino bene per il cielo. Quanto alle
Scuole pie, le loro rendite furono lasciate da nostro nipote,
e credo che comincino à correre dal giorno dellatto
della fondazione, il che si potrà sapere con certezza dalla
lettura dello stesso Atto, e fatelo dire à PP. che sono
costì, acciò che se ne informino bene per mezzo
del P. Provinciale. Però ò comincino da quel tempo,
ò dal presente, la Signora Prencipessa lha da pagare
e non vè altra differenza se non dellesazione
de decorsi.
Se la sudetta Signora commette al suo Ministro di Palma il far
questi pagamenti, vi raccomando à procurare da canto vostro
ad esser egli puntuale e pronto à dar il denaro dovuto,
perché la cura della fabbrica lhaveranno i Padri,
come siamo restati qui col P. Procuratore Generale che voleva
che la stessa Signora attendesse alla fabbrica, ma io lho
fatto capace, chè meglio che li stessi suoi Padri
facciano la fabbrica col denaro somministrato dalla sopradetta.
Havuta dunque la licenza da Monsignor Vescovo devono cominciar
la fabbrica e proseguirla di mano in mano, secondo le rendite
annuali che loro saranno pagate. Io ho raccomandato à detta
Signora questa santa opera, resta che voi ancora la sollecitate
à dar gli ordini necessarij da farsi i pagamenti dovuti.
Questo è quello che dobbiamo fare, e pregar il Signore
ad indirizzar il tutto secondo il suo beneplacito.
La rendita assegnata è di scudi 500 onde detratto il sostentamento
de due Padri che stanno costì, il resto si deve applicar
alla fabbrica; e se vi sono i decorsi à questhora
vi saranno più di due mila scudi. Circa quello che volete
sapere se sono stato altra volta dal Papa, vi dico che no, perché
non ho havuto questa necessità di farlo.
La vita del P. D. Carlo s. m. è stampata quasi fino alla
metà, quando verrà la prima poliza delle spese fatte
per voi altre, si stamperanno alcuni altri fogli, ma poi leverò
mano, e lascerò dormire la stampa fino à tanto che
venga laltra poliza de nostri legati: perché
lo stampatore spesso vuole denari, e finhora ha havuti scudi
40, onde se non vi sarà denaro, io gli dirò che
soprasieda. Da questo potrete comprendere la necessità
del pagamento de legati, e pregatene la Signora Nipote à
farlo con prestezza; ma perché le cose di Palermo, come
voi dite, sono eterne, forse sarebbe bene raccomandar questo affare
al P. Bernardino acciò che solleciti il Sig. Catalano ò
altri, perché se non hanno sprone questi Ministri, possono
mandar le cose in lungo, come sè veduto in questa
prima poliza, che da molte settimane voi laspettavate, et
ancora non vera venuta quando mi scriveste questultima
lettera.
Quellarmata di mare che tanto temete, non verrà più
almeno per questanno essendo vicino linverno, e forse
il Signore ci darà la pace in questo inverno per sua misericordia.
Fatene orazione come anche per me e vi saluto tutte.
Roma 9 Settembre 1702.
1702 09 16 - AGT (copia) - (A
suor M. Serafica sua sorella)
o
ricevuto una vostra de 12 Agosto in risposta duna
mia sopra la falsa voce della morte di Ferdinandino e sopra ciò
che dite de pretensori della sua roba in caso di morte,
à me nulla importa: la terra è terra, se la pigli
chi vuole, noi dobbiamo rallegrarci e solo pensare al cielo che
il Signore promette a suoi amatori non per pochi anni ma
per tutta leternità. Questa cognizione, questa celeste
sapienza dobbiamo noi cercare come dice lo Spirito Santo nelli
Proverbij, come si cercano i tesori, che si cavano sotto terra.
Si sicut thesauros effoderis illam. S. Gregorio dice che
quelli che cavano tesori, levano via la terra e la buttano in
altro luogo. Così noi dobbiamo levare la gran massa di
terra de pensieri terreni dalle nostre menti, molem terrenae
cogitazionis, con gittarla dallanime nostre, dal nostro
affetto e dal nostro pensiero e memoria quanto si può.
Tutto ciò che appartiene à gloria terrena, à
sodisfazioni terrene, ricchezze terrene et ad ogni altra cosa
che si lascia in terra, deve da noi levarsi, se vogliamo trovare
la sapienza celeste duna sublime cognizione di Dio e di
ciò che ci promette lassù alto, perché quanto
più conosceremo Dio, tanto più lameremo; e
quanto più conosceremo il cielo, tanto più lameremo
col disprezzo della terra. Pregatelo che ci dia egli il volere
et il fare in tutto ciò che bisogna per conoscerlo et amarlo.
Ho veduto le lettere di Monsig. e del P. Giunta, et intendo che
il processo non sarà mandato che à primavera, e
ringrazio Iddio dogni sua disposizione. Solo aggiungo una
mia ammirazione della Divina Providenza, perché credevo
che venuto il processo, qui domandassero le copie degli scritti
della Serva di Dio: et io non sapeva come shavesse ciò
potuto fare per la spesa della copiatura, perché non havrei
havuto ordine daspettarla da Monsignore doppo tante spese
fatte per il processo. Ma senza che io pensassi al modo di superare
questa difficoltà, il Signore ha fatte fare coteste copie
à Monsig. e ci ha levato questo nuovo intoppo. Iddio soavemente
dispone il tutto, et io soglio dire che quello che non è
scritto in cielo, non si scrive in terra e così pure ciò
chè scritto in cielo si scrive in terra. Spesso rifletto
alle cose del mondo, e veggo che tante cose che paiono haverle
in pugno, non riescono, et altre che paiono lontanissime, allimpensata
compariscono. Ricordatevi sempre del Salmo: Nisi Dominus aedificaverit
domum etc. et nisi Dominus custodierit civitatem, tanto nelledificare
quanto nel guardare in vanum laborant qui aedificant, et qui
custodiunt nisi Dominus aedificaverit, et nisi Dominus custodierit.
Intendo essersi fatte le procure per la causa della Signora Principessa
di Butera alla quale fo humilissima riverenza. Secondo che risolverà
la Sagra Congregazione si procederà à domandar le
due ò tre converse ò serventi chella desidera.
Come siamo rimasti daccordo con lAgente di Monsig..
Se saremo vivi, savviserà ciò che sè
fatto.
Già ho cominciato lanno 57 della mia miserabil vita.
Pregate Iddio che sia lultimo per metter fine à miei
peccati e per mandarmi à cominciar à farne penitenza
nel Purgatorio, contentandomene con molto gusto infino al Giudizio
purché in aeternum parcat. Vi saluto con le sorelle
e coteste religiose.
Roma 16 Settembre 1702.
1702 09 23 - AGT (copia) - (A
suor M. Serafica sua sorella)
n
questa settimana ho havute due lettere, una di suor M. Maddalena
de 19 Agosto, laltra vostra de 25 dello stesso,
per le quali intendo la morte di suor M. Rosaria, e qualche cosa
delle sue virtù. Io le porto una santa invidia, perché
tutti gli abbassamenti e penitenze sue in terra, hora le paiono
non essere state degne per se stesse delleterna gloria,
non sunt condignae passiones huius temporis ad futuram gloriam.
Oh quante mutazioni di scena si vedranno nellaltra vita,
perché persone, che il mondo non apprezzava né anche
nominava, et erano occupate nelle pignatte e scudelle, si vedranno
lassù essere più sublimi di tutti glimperatori
e re della terra. E molti che sono stati in questo mondo altissimi
dhonore e gloria mondana, si vedranno nellaltra vita
esser gittati nel profondo dellinferno e divenuti le feccia
del mondo non per pochi anni ma per tutta leternità.
La Santa Fede ci fa aprire questi occhi havuti per vedere ciò
che locchio di carne non vede. Iddio ci offerisce il regno
eterno ne cieli, e noi come fanciulli apprezziamo più
un pomo ò un pupaccio di cartone. Egli ci faccia misericordia
di ben conoscere queste verità, e ce le faccia pratticare
col disprezzo della terra e collamore del cielo, acciò
che egli sia per noi sempre glorificato. Sanctificetur nomen
tuum per nos.
Ringrazio il Signore delle buone nuove mi date di Ferdinandino
e che la Signora sua Madre lo voglia mandare à studiare
al collegio quando sarà in Palermo. Il che lodo assai perché
meglio simpara nella scuola pubblica che in casa propria,
dove il proprio Maestro non è tanto temuto per esser di
casa. Godo poi che la sudetta Signora habbia date quelle 79 per
principio della fabbrica del collegio delle Scuole pie, e quando
sarà ella in Palermo, il P. Provinciale à bocca
non lascerà di far le sue parti acciò che faccia
fare i pagamenti dovuti.
Voi pure in occasione di scriverle le raccomandarete questo negozio,
e se ella dà le commissioni di far questi pagamenti al
suo governatore di Palma, farete anche la carità à
bocca di raccomandargli la puntualità e sollecitudine.
Facciamo da canto nostro quello che dobbiamo, e rimettiamo il
tutto nelle mani di Dio.
Ho havute le due polize di scudi 35.71 e così resta pienamente
sodisfatta tutta la spesa fatta per voi et laltre di costì,
chera di sc. 24.13 giacché il resto della poliza
è per lorologgetto, etc. del quale già ne
havrete preso il beneplacito di Monsig. come vi scrissi. Ve ne
ringrazio assai, e con questo denaro si stamperanno alcuni altri
fogli della vita del P. D. Carlo, per la quale bisogna poi aspettare
la poliza de legati, come per altra mia vho significato.
Per la pace de Principi Cristiani il Papa e tutto il mondo
la desidera et il Papa dal principio del suo Ponteficato che travaglia
sopra questo negozio e se si fossero rimessi nelle sue mani, con
laiuto di Dio havrebbe trovato qualche strada daccordarli.
Ma i nostri peccati, hanno ciò impedito, castigandoci Iddio
con questo terribil flaggello della guerra nella Cristianità
e nellItalia. Vi bisognano orazioni, perché i cuori
de Re stanno nelle mani di Dio, Cor regis in manu Domini.
Quando egli si placa, muta i cuori degli huomini per vie à
noi non conosciute. Per quel negozio grande che vi raccomandai,
bisogna continuar le preghiere, perché ancora vè
il bisogno urgentissimo. Pregate per me e vi saluto tutte etc..
Roma 23 Settembre 1702.
1702 09 30 - AMBP - (A suor M. Serafica
sua sorella)
n questa settimana
non ho havute lettere la costà, sarà perciò
la presente per salutarvi e per pregarvi del sussidio delle vostre
orazioni, delle sorelle e di tutte coteste religiose, che tutte
saluto nel Signore.
Lagente di Monsignore mha detto che sono venuti gli
atti di procura per la causa della professione della Signora Prencipessa
di Butera, ma che Monsignor Segretario della Sagra Congregazione
gli ha detto assolutamente non potersi riferire questa causa nellultima
Congregazione dhoggi, e che bisognerà aspettare che
passino le vacanze del mese dOttobre, onde il negozio non
sarà portato fino doppo lottava di tutti i Santi.
Mha detto pure che non sono venute le informazioni cioè
il duplicato desse per Monsignore per linstanza dhaver
due ò tre serventi ò converse quella Signora per
il caso che si dichiari nulla la sua professione; egli ha tornato
à scrivere à Monsignore, et io lo scrivo à
voi per farne le diligenze, acciò che almeno si trovino
qui nel tempo della risoluzione di tal affare.
Del resto di nuovo vi saluto e pregate per me.
Roma 30 Settembre 1702.
1702 10 07 - AMBP - (A suor
M. Maddalena sua sorella)
o
ricevuto una vostra de 30 Agosto, et una de 17 Settembre
della Signora Prencipessa di Scordia per la feluca del dispaccio,
con cui mi avvisa del dovuto riguardo ha havuto al figliuoletto
nel secondo matrimonio e del suo affetto inverso la sua zia etc.
e mi scrive dhaver à cuore assai lopera delle
Scuole pie che perciò concerterà il tutto col P.
Provinciale in Palermo, come quello le havea scritto, sicché
spero in Dio che la cosa sincamminarà bene, e che
voi restarete con la vostra quiete e ritiratezza.
Circa la nuova del passaggio di Monsignor Vescovo di Girgenti
à Palermo, anche che fosse vera tal nuova, egli per hora
non potrebbe passar à quellArcivescovado, perché
tutti i Vescovadi che nomina il Re di Spagna restano così
pendenti e vacanti, perché non havendo egli ancora ricevuto
lInvestitura dal Papa del regno di Napoli e Sicilia, non
può far nomina con questo titolo di Re delle due Sicilie
fino che habbia lInvestitura.
Del resto veggo dalla vostra lettera che vi prendete gran travaglio
di tal voce sparsa à causa delle cose della Serva di Dio
Maria Crocifissa, ma mi fate un poco ridere per vedervi così
spesso inquietare per le cose future, le quali non sono nelle
nostre mani. Noi dobbiamo operare da canto nostro quello che possiamo
nel tempo presente, del resto di quello che si farà, ò
non si farà, di quello che succederà ò non
succederà, non ce ne dobbiamo inquietare.
Nostro Signore ci dice nellEvangelio nolite solliciti
esse in crastinum. Non vaffannate per il giorno da venire:
perché questa sollecitudine et ansietà non serve
se non per inquietarsi presentemente, senza utilità, perché
noi non possiamo né meno sapere che giorno farà
domane buono ò cattivo. Rimettiamo ogni cosa nelle mani
di Dio, e pensiamo à quello che egli vuole che pensiamo,
che sono le operazioni presenti, e non li futuri avvenimenti e
casi che possono succedere.
Lagente di Monsignore mha detto che sono venute le
informazioni di detto Signore per la Signora Prencipessa di Butera
e che già le ha presentate nella Segreteria della Sagra
Congregazione; ma tutta questa causa della professione, e della
sopradetta informazione, non si porterà che doppo le vacanze
dOttobre, e lottava de Santi à Novembre.
Pregate per me e vi saluto con le sorelle e coteste religiose.
Roma 7 Ottobre 1702.
1702 10 14 - AGT (copia) - (A
suor M. Serafica sua sorella)
o
ricevuto una vostra de 5 Settembre per la quale intendo
dhaver ricevuta la lettera di quei PP. Gesuiti fatta à
Monsig. Vescovo dAmico per lo stato di bambina della Serva
di Dio. Io credo che sia bene metterla nella vita perché
quei PP. furono mandati dal Vescovo come esaminatori del suo spirito,
e perciò nel racconto di tale stato pare chhabbiano
qualche autorità per la carica commessa loro. E serve ciò
ancora per far vedere che allora si camminava non alla cieca,
ma si facevano le diligenze necessarie da Superiori.
Per il libro del P. Segneri dellAmor di Dio, non ne ho cognizione,
ma farò la diligenza et avvisarò, come anche per
i libri sopra Evangelij. Mi sovvengono presentemente alcuni, il
Bruno che mette tutti gli Evangelij prima in volgare, poi soggiunge
le meditazioni. E dicono chè un libro assai buono.
Il Finetti, il Remigio che spiega gli Evangelij che sono nel Messale,
lAmbrogi che fa lo stesso parafrasticando e spiegando le
parole dessi. LAgnello, lerario evangelico del
P. Monsi in due tomi. Il Ricci chha ancora le figure.
Vè poi Lodolfo di Sassonia Certosino chha fatto
la vita di nostro Signore cavata dagli Evangelij, chè
un libro utilissimo et al principio vè la tavola
degli Evangelij che si leggono nelle Domeniche e feste e ferie.
Potete far diligenza se havete tutti questi libri ò altri
di tal materia, e mandarmi i nomi di quelli chhavete, perché
possa sapere ciò che manca. E tra tanto farò diligenza
dhaver notizia daltri libri di tal suggetto. Vi ringrazio
poi della diligenza cominciata à fare per il numero legato,
dal quale lo stampatore della vita del P. D. Carlo havrà
desser pagato. Per ciò vi raccomando à seguitare
la diligenza acciò che si possa finire questa vita.
Intendo lestremo della vita del Sig. Arciprete et ho rammarico
della perdita che costì si fa di tal suggetto; ma per lui
la morte non gli sarà di perdita ma di guadagno, perché
chi perde questa vita perde una cosa che sha da perdere
ò presto ò tardi, et il buon Cristiano guadagna
la vita eterna, lascia le spine, e coglie le rose per leternità.
Lho raccomandato al Signore in qualunque stato che si trovi
ò in questo mondo ò nellaltro. Se il Signore
lha chiamato, desidero che si faccia il suo successore huomo
di bontà, dottrina e zelo. Il che raccomandarete assai
alla Signora Nipote, che si potrà guidare col consiglio
di Monsig. Vescovo per la cognizione cha delle persone habili.
Mi viene pensiero che forse questa carica caderà sul vostro
Confessore per le buone relazioni che mhavete date di lui.
Nostro Signore disponga il meglio. Del resto mi raccomando alle
vostre orazioni, delle sorelle e di tutte coteste religiose, e
vi saluto nel Signore.
Roma 14 Ottobre 1702.
1702 10 28 - AMBP - (A suor
M. Maddalena sua sorella)
er
la vostra lettera de 25 Settembre intendo che il Sig. Prencipe
(di Scordia) ha scritto à suor M. Serafica, e mhavete
fatto ridere che per questa risposta si siano fatte tre minute,
che voi chiamate pitazzi, come shavesse da comporre una
bolla Papale. Nelle lettere de religiosi non vi vogliono
tante sottigliezze, basta scrivere con cuore religioso massime
le donne religiose, significando una religiosa gratitudine e desiderio
del vero bene dellanima di quelli a quali si scrive.
Quella tardanza poi di rispondere non la lodo: perché i
religiosi massime, non devono stare ne i puntigli secolareschi,
che S. Gio. Crisostomo chiamerebbe ridicoli, come suol parlare
di simili cose. Vi serva per lavvenire per soprabondare
più tosto in cortesie, che esserne scarsi. Godo de
buoni avvisi mi date de buoni Sacerdoti del Monte Calvario
per lo zelo chhanno delle anime, nostro Signore dia loro
maggior fervore di giorno in giorno. Pure godo del contento del
Sig. Prencipe dAragona dhaver abbracciato lo stato
ecclesiastico per finire la sua vita consegrato à Dio.
Godiamo ancora noi che i nostri buoni parenti siano in cielo in
strettissima unione con Dio, e nella felicità damarlo
e vederlo per sempre, à comparazione della quale ogni felicità
terrena è miseria. Ho ricevuta la nota delle grazie concedute
dal Signore per la sua Serva Crocifissa: et à lui ne porgo
ringraziamenti comè dovere di fare.
Quanto al mio occhio va meglio assai per gratia di Dio, perché
quelle nebbie sono mancate assai, e nostro Signore per quanto
pare sè servito di mezzi e rimedij humani, cioè
del lavar gli occhi col vino gagliardo, e con una certacqua
particolare di un certo segreto che una persona havea in una speziaria,
la quale ultimamente è morta, ma forse havrà lasciato
il segreto al suo figlio, il che anchora non lo so. Ogni bene
viene da Dio, il quale lo dà per quei mezzi che à
lui piace: è ben vero che tutta la mia vista sè
indebolita assai, ma non è maraviglia che si comincia ad
oscurar laria quando finisce il giorno e viene la notte;
siamo alla fine della nostra vita et è hormai tempo dandarsene
à casa nostra, il corpo alla terra, lanima al purgatorio
come spero nellinfinita misericordia di Dio, il quale prego
col S. Tobia (se così gli piace) Praecipe recipi in
pace spiritum meum, quia melius est mihi mori quam vivere.
Non lascerò di raccomandarvi con specialità nelle
mie preghiere tutto che indegno, secondo che voi me ne fate instanza,
e lo stesso farete per me e voi e le sorelle e tutte coteste religiose.
Roma 28 Ottobre 1702.
1702 11 04 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o
ricevuta una vostra de 2 Ottobre con la lettera del Sig.
Prencipe di Scordia, che mè paruta assai aggiustata,
cortese et humile: credo che gli havrete risposto con termini
di religiosa humiltà e gratitudine come si deve sempre
fare dalle persone religiose. Godo che il Sig. Prencipe dAragona
si sia fatto cherico et habbia ricevuto il Suddiaconato, e credo
che nelle tempora susseguenti havrà gli altri ordini sagri,
perché il Papa non gli ha voluto concedere lordinazione
in tre giorni festivi, che non si concede se almeno uno non sia
stato cherico per tre anni avanti. Desidero sapere che titolo
hora gli danno le persone che non sono di suo servizio: perché
havrà egli rinunziato al figlio il titolo di Prencipe,
e ciò per saper diportarmi giustamente in occasione di
scrivergli, come anco desidero sapere il suo nome per lo stesso
fine. Quanti a libri della Madre [dAgreda] non so
dirvi altro se non che sono stati qui proibiti, e perciò
contentatevi di leggere i libri approvati, et habbiamo tanto da
imparare dagli Evangelij e vita di nostro Signore Gesù
Christo, che se campassimo 200 anni sempre vi trovaressimo nuovo
pabulo da pascer la nostra mente et affetto.
Qui è morto il Cardinal Rudolovic Napolitano ma di origine
di Dalmazia in età di 75 anni, e non havea ancora finiti
i 3 anni del Cardinalato; era un suggetto assai degno e di gran
lettere, et hora credo che vacano 10 titoli di Cardinali.
Starò aspettando le polize, mentre la stampa della Vita
del P. D. Carlo dorme. Nostro Signore indirizzi il tutto in suo
santo servizio. Del resto pregate per me perché ne ho gran
bisogno, e vi saluto con le sorelle e coteste religiose.
Roma 4 Novembre 1702.
1702 11 25 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o
ricevuta la vostra lettera de 23 Ottobre con la carta delle
grazie concedute dal Signore per la sua Serva Crocifissa, comanche
lavviso della speranza dhaver compita la sua Vita
per Pasqua; ne ringrazio del tutto il Signore e lo prego ad indirizzar
ogni cosa in suo santo servizio. Salutate la Reverenda Madre Abbadessa,
e ditele che sono in collera con le sue facende che limpediscono
lo scrivere, non si scordi però di pregare, se non può
scrivere. Quanto al Fratello della Signora Prencipessa, già
ho scritto altre volte che io non soglio leggere le gazzette,
e perciò non sono informato delle nuove, che non le so
se non à caso chuno le racconti; questi tempi addietro
sentij chera in Vienna, e poi non ho sentito altro. Ringraziate
à mio nome suor M. Matilde e suor M. Candida, e pregatele
ad haver particolar memoria di me nelle loro preghiere, acciò
che il Signore mi dia una buona morte e luogo di salute doppo
di essa.
Mi sono informato da Certosini de libri della loro
religione, et ho saputo che ultimamente il lor Generale che sempre
sta nella Certosa, ha stampato tre tomi in foglio degli Annali
della sua religione in lingua Latina. I librari non gli hanno,
e né pure ne hanno cognizione: perché credo che
alluso Certosino non li pubblicano per tutto, ma solo li
mandano per i suoi Monasterij. Si potrebbe far diligenza qui col
Procurator Generale per farli venire à posta da Francia,
ma se lui si contenta, forse sarà troppo grande la spesa
per la compera di detti libri; questo sia per avviso di ciò
chho fatto.
Circa le polize per la vita del P. D. Carlo, bisogna aspettar
la divina providenza che benedica le diligenze fatte à
questo effetto. Fiat voluntas Dei. Per la sudetta Vita
è stato fatto un nuovo rame del P. D. Carlo per metterlo
al principio dessa, perché laltre sue immagini
non parevano buone. Lintagliatore è stato lo stesso
che fece quel di s. M. Crocifissa, e mha fatto stentare
molti mesi; finalmente lha finito, et io vi mando lacclusa
mostra chè riuscita bella e divota. Mando lannessa
lettera di buone feste à Monsignore acciò che gli
arrivi più sicura per via vostra.
Pregate tutte per me e vi saluto con le sorelle e tutte coteste
religiose. Et ignem sui amoris accendat Deus in cordibus nostris.
Roma 25 Novembre 1702.
1702 12 02 - AGT (copia) - (A
suor M. Serafica sua sorella)
o
ricevuto una vostra de 28 Ottobre con la quale mavvisate
le istanze che si fanno à cotesto Monasterio di ricevere
altre persone per monacarsi et io ringrazio il Signore che vi
fa conoscere questo punto così importante per una Casa
religiosa, di non aumentarsi il numero, perché forse crescendo
il numero, mancarebbe lo spirito. Stiate salde sopra questa massima
e e non passate il numero di 40 al più, perché altrimenti
vi muterete in gran pericolo. Quanto poi a quello che dite delle
gran necessità de Monasterij di cotesti paesi, è
una gran meraviglia, come possino essere tanto poveri, che non
possono soccorrere a bisogni delle sane e delle ammalate.
Tutti i Monasterij antichi dovrebbono essere ricchissimi, perché
ogni monaca porta la dote, e la monaca poi muore, e la rendita
di quella dote resta, e le nuove monache sempre portano nuove
doti. Questa è una cosa che non si sa capire come vada.
Del resto dove veramente la povertà è ridotta à
tale che non si può provedere alle necessità delle
monache bisognerebbe che i Vescovi non dassero più licenza
di monacarsi in quelli Monasterij, ò veramente unire le
rendite di Monasterij in uno, e quivi radunarle da Monasterij
poveri dove non si può far comunità et osservanza.
Credo che forse vi possa essere qualche altro inconveniente ne
Monasterij, cioè che si spenda assai per le feste e paramenti
di Chiesa e dAltari, onde poi manca il denaro per le necessità
delle monache. Ma à nostro Signore piace più la
carità verso il prossimo, chhaver quelli ornamenti
esterni, restando più ubbidito et honorato nel soccorrere
à bisogni della religione, acciò che più
libere di cuore lo possino servire et amare nellosservanza
delle regole. Nostro Signore disse misericordiam volo non sacrificiam,
ama più la virtù interiore, che gli apparati e sontuosità
esteriori della Chiesa. S. Gio. Crisostono dice che se quella
donna che spese tanto nellunguento prezioso con che unse
il Signore havesse prima di far ciò domandato allo stesso
Signore se voleva che quel denaro si dasse ai poveri, Christo
benedetto le havrebbe risposto di sì. La lodò dunque
il Signore doppo il fatto, perché lopera era veramente
buona, Bonum opus operata est in me e così, dice
quel Santo, dobbiamo fare noi, doppo fatto dobbiamo lodare ogni
buona opera, ma se prima uno si consiglia con noi, dobbiamo esortarlo
non solo alle cose buone ma alle migliori. Le superiori religiose
hanno da render conto à Dio se hanno proveduto le sorelle
con carità di maniera che possino osservare il voto fatto
à Dio senza sua offesa; né il Signore domanderà
conto da loro se hanno fatti belli giucali, e palij e pianete
ricamate in chiesa. Bisognerà anco avvertire ne Monasterij
che le monache lavorassero per il proprio Monasterio, perché
quel lavoro non shavrebbe poi à comprare fatto da
altri, anzi con la vendita de lavori del Monasterio, lo
stesso poi potrebbe comperare altre cose necessarie. Noi vediamo
che tante povere famiglie campano col lavoro che fanno le sue
donne, perché dunque non si possono aiutare i Monasterij
anche per questa via? Il loro non è continuo et una messa
sentita non porta gran tempo, perché il resto del tempo
non si passa in lavoro con la lezione spirituale, e fuori delle
hore destinate al ritiramento? Leggete la regola originale di
S. Benedetto, e trovarete che comanda il lavoro delle mani ogni
giorno per più hore. Ho detto tutto questo per occasione
della vostra lettera, del resto preghiamo il Signore che dia lume
e zelo a suoi ministri acciò che provedano alle necessità
de Monasterij. Pregate anche per me e vi saluto con le sorelle
e coteste religiose.
In questa mattina si dovea portare la causa della professione
della Signora Principessa di Butera in S. Congregazione se vè
stata riferita, con laltra posta avvisarà la risoluzione
data, se così piace al Signore.
Roma 2 Decembre 1702.
1702 12 09 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
n
questa settimana non ho havuto lettere da costà, ma bensì
una de P. Bernardino da Palermo de 17 Novembre con
la quale mi dà avviso della vostra salute costì
per relazione havutone da suo fratello nel passar che fece per
Aragona, dove vidde con buona salute ancora Ferdinandino M., del
tutto ne sia ringraziato il Signore.
La causa della professione della Signora Prencipessa non fu portata
hoggi otto, ma infallibilmente dicono che sarà portata
laltro Sabbato 16 del corrente. Però per il caso
di nullità di professione, già sè ottenuta
la licenza per detta Signora di poter dimorare in cotesto Monasterio
in habito secolare con una altra servente oltre la già
concessa, ma la grazia è stata ad annum, cioè
per un altro anno. Onde se detta Signora ha volontà di
dimorar in cotesto Monasterio, se la professione sarà dichiarata
nulla, io son di parere chella ottenesse dal Papa per breve
questa licenza per sé e per le sue serventi per non haver
da ricorrere ogni anno alla Sagra Congregazione. Per ottenere
questo tanto straordinario breve crederei che fosse bene che detta
Signora raccomandasse questa sua instanza qui à qualche
Prelato ò suo parente ò Napolitano, acciò
che ne parlasse à bocca al Papa e linformasse pienamente.
Il meglio sarebbe Monsignor Rufo Maestro di Camera del Papa, Signore
di quella qualità chella sa: perché stando
sempre appresso il Papa, saprà trovar il tempo opportuno
di portar questa supplica. Questo è un mio semplice pensiero,
solo per levar à detta Signora la cura di cercar ogni anno
nuove licenze per sé e per le serventi dalla Sagra Congregazione,
che non le darà se non ad annum; et il Papa la concederebbe
senza limitazione di tempo. Ma bisogna prima aspettar la risoluzione
della professione. Del resto vi saluto con le sorelle e coteste
religiose, e pregate tutte per me.
Roma 9 Decembre 1702.
Qui dicono per certo che sia morto in Napoli il Cardinal Cantelmo
Arcivescovo di quella Città.
1702 12 16 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
uesta
è la seconda settimana che non ho havuto lettere da costà,
bisogna offerire questa mortificazione al Signore perché
così à lui piace.
Lo stampatore della Vita del P. D. Carlo ha voluto continuare
la stampa con la speranza che almeno per le feste havesse desser
sodisfatto, e così detta stampa è quasi finita e
nellentrante settimana saran portati qua i libri; ma pensate
la mia mortificazione anche in questo, perché non potrò
sodisfarlo totalmente, oltre alcune altre necessità occorrenti.
Fiat voluntas Domini. In cui spero che non tarderanno molto
le polize aspettate. Io spero mandarvi una decina di dette Vite,
delle quali una ne regalerete à Monsignor Vescovo. Non
penso mandarne più, perché queste basteranno per
voi: mentre se altri ne vorranno, potranno haverle in Palermo
in S. Gioseppe, dove questo P. Superiore credo che ne manderà
qualche numero, perché lutilità della vendita
di detti libri sarà per la comunità di questa Casa
nostra di S. Silvestro.
Qui non occorre altro di nuovo, se non che il Papa ha instituita
una particolar orazione per i grandi bisogni della Christianità
e per la pubblica pace. Questa orazione è stata ordinata
per 15 giorni, cioè da Domenica passata fino alla Vigilia
di Natale. Tutte le chiese di Roma à due hore di notte
suonano la campana per un ottavo di hora, et in quel tempo shan
da dire 5 Pater e 5 Ave con lIndulgenza dalcuni anni,
et in oltre ha conceduto che quelli che faranno continuatamente
questorazione delle due hore di notte, possono fra questi
15 giorni guadagnare unIndulgenza plenaria confessati e
comunicati, visitando qualche chiesa di Roma dedicata à
Dio in honore della Madonna Santissima. Questa divozione riesce
assai divota per sentirsi suonare le campane di tutta Roma in
quellhora straordinaria. Pregate ancora voi Iddio benedetto
per le presenti necessità perché tutta la Christianità
sta in grande sconcerto. Con questa occasione vi ricordo à
cercar una copia della lettera scritta da suor M. Crocifissa sopra
la successione di Carlo 2° alla Vice Regina, che Monsignor
Rini non volle mandarla. Ve lho scritto unaltra volta,
ma forse ve ne siete scordata. Del resto pregate per me con le
sorelle e tutte coteste religiose, e tutte vi saluto.
Roma 16 Decembre 1702.
1702 12 23 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
n
questa settimana ho havute due lettere, una di suor M. Maddalena
de 5 Novembre, e laltra vostra de 20, e ne ringrazio
il Signore per la consolazione havutane.
Quanto al pensiero chhavete di poter sapere la mia morte
è negozio facilissimo: perché noi costumiamo di
mandar il bollettino della morte di ogni uno di noi per tutte
le case della religione, qual bollettino si legge à tavola:
acciò che tutti sappiano i nostri morti per poter far i
suffragij ordinati nelle nostre Costituzioni e decreti, e questi
bollettini si fanno tanto per i Sacerdoti e cherici, quanto per
i laici morti, onde per saper la mia morte basta far domandare
in S. Giuseppe ò alla Catena di Palermo, che subito sapranno
dirvi la mia morte.
Intendo la morte del Sig. Conte di [Corcia] con mio rammarico
per laccrescimento delle tribolazioni della Signora Prencipessa
di Butera. Nostro Signore governa il mondo, e di tutto si serve
à maggior gloria sua, e seben noi non possiamo penetrare
gli arcani suoi consigli, sempre però sono giusti e santi,
et à noi tocca adorarli con sommessione.
Lutilità delle tribolazioni di questa vita si conosceranno
nellaltra eterna, perché qui seminant in lacrymis,
in gaudio metent. Preghiamolo che dia pazienza e buon fine,
perché tutto il resto è un sogno che presto passa.
Circa la stranezza usata con la Signora Prencipessa di Scordia
e con gli altri suoi parenti, io non so capire come per che loro
non hanno acconsentito, per questo quei Signori non siano venuti
costà. In questo negozio non bisognava far altro, se non
che quando dissero di voler venire costà per far questo
complimento, bisognava ringraziarli e dir loro che non si faticassero
e pigliassero questo incommodo, che se poi volevano venire, bisognava
accettar religiosamente questo complimento.
Se le nostre buone sorelle hanno rifiutato per tenerezza di D.
Giulio questa visita, si devono confondere avanti Iddio che doppo
tanti anni di vita religiosa, e di meditazione della morte, della
vanità di questa vita, e del vero bene della vita eterna,
ancora hanno sentimenti dhuomini mondani e di ragazzi che
non sono capaci di ragione.
A me è venuto un pensiero che se veramente vè
questa tenerezza sregolata, il Signore forse ha voluto mortificarci
in questa stessa piaga che duole, con levarci dal mondo quasi
tutti i parenti, e guai à noi se non ce ne approfittiamo
almen hora. Il nostro P. D. Carlo quando sentì la nuova
della morte del suo caro fratello nostro Padre, tutto allegro
andò in Chiesa à ringraziarne Iddio per havergli
levato quel poco dattacco; e quando poi mi parlava di nostro
padre, me ne parlava come se parlasse duno straniero secondo
laffetto della carne: e solo godeva delle sue virtù
con una santa invidia dessere stato prevenuto da lui nelluscir
da questo mondo; la memoria de parenti morti christianamente,
ci deve rallegrare non attristire, perché per grazia di
Dio siamo Christiani e religiosi e che la morte è un guadagno
e non una perdita. Lerrore è stato fatto, bisogna
come dissi, humiliarsene avanti Iddio, et in altre occasioni bisogna
lasciarsi regolare dal consiglio di altri tanto dentro il Monasterio
quanto di fuori come dal P. Confessore, dallArciprete etc.
Ringrazio il Signore dellodore speciale sentito nella cella
della sua Serva nel suo giorno anniversario: egli per intercessione
di lei ce lo faccia sentire nel nostro cuore spiritualmente per
amarlo con tutto il cuore. Delle polize, non dico altro. Fiat
voluntas Domini.
La vita del P. D. Carlo già è finita e sè
havuta la licenza di pubblicarsi; à suo tempo se piacerà
à Dio, ne manderò 10 per voi al P. Bernardino, à
cui scriverete, se le volete legate e come. Il detto Padre mha
scritto che raccomandi à lui le cose per costà,
perché egli lascia persona nel suo convento come credo,
che le prenda, nel caso che facesse viaggio per il Capitolo Generale.
Il Re di Francia è vivo, né so perché costì
dicono che il Re di Spagna sia richiamato in Francia, perché
doppo la morte del Re di Francia succede il Delfino padre del
Re di Spagna, e doppo la morte del Delfino il Duca di Borgogna
fratello maggiore di Filippo V. Pregate Iddio per la pace generale
e per me, e vi saluto con le sorelle e coteste religiose. La causa
della professione non è stata ancora portata come vedrete
dalla sopracarta di questa lettera.
23 Decembre 1702.
1702 12 30 - AMBP - (A suor
M. Maddalena sua sorella)
o
ricevuta la vostra lettera de 29 Novembre, et in prima vi
ringrazio della carità che mi fate di raccomandarmi con
special modo al Signore, egli vi esaudisca facendo meco secondo
la sua misericordia, della quale sono tanto indegno sì,
ma desiderosissimo per il colmo delle mie miserie per tanti capi;
pregate sempre chi sa, e chi può, e ditegli Qui omnia
nosti, et omnia potes, miserere.
Quanto à miei anni io son nato alli 12 Settembre del 1649,
e così corre lanno lanno 54 della mia miserabil
vita.
Circa il legato sto aspettando la Divina Providenza per supplire
alle spese fatte per la Vita del P. D. Carlo et altre. ... (testo
cancellato illeggibile).
Nella festa di Natale il Pontefice ha fatto le sue funzioni solennemente,
cantando il primo Vespro in S. Pietro, e la notte assisté
al Mattutino e Messa cantata da un Cardinale nella Cappella di
Palazzo; e la mattina poi egli cantò la Messa solenne in
S. Pietro, e doppo lEvangelio fece come laltre volte
lhomilia ò predica latina, che dicono sia stata più
lunga dellaltre volte, e communicò i Diaconi Cardinali
et altre persone al solito.
Si sono poi fatte le cappelle solite nellaltre feste seguenti.
Il giorno avanti della Vigilia di Natale il Papa calò di
notte in S. Pietro, et à 12 hore già era in detta
chiesa, e celebrò la messa privata allaltare del
corpo di S. Pietro, cioè al sotterraneo che sta sotto laltar
maggiore e risponde al corpo di S. Pietro; forse fece questa divozione
per implorar laiuto divino per la pace della Christianità,
che tutta sta in continue guerre.
Nella settimana passata il fiume sboccò per le gran pioggie,
et ha allagato le campagne, e parte della città ne
luoghi e strade più basse; si sono mandate barchette per
le campagne per portar pane e vittovaglia a poveri contadini
che restavano assediati nelle case sparse per le vigne e tenute.
Poi si mutò il tempo et il fiume è calato. Sit
nomen Domini benedictum.
Pregate per me e vi saluto con le sorelle e coteste religiose.
Roma 30 Decembre 1702.
1703 01 12 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o
ricevuto la vostra lettera de 6 Decembre e ciò che
fate per il legato etc. Stiamo alla divina providenza, che disporrà
tutto à tempo come speriamo.
Il Sig. Canonico Turano per le lettere di Monsignore della settimana
passata mi disse che esso Monsignore mostrava di voler dare i
500 scudi romani, come prima havea significato, e per le lettere
poi havute in questa settimana dice che Monsignore venderà
il frumento à Febbraro, e che manderà subito i sudetti
500 scudi, e di più mostra qualche disposizione à
spese ulteriori per li tre mila scudi, che al suo conto parevano
esser necessarij per queste prime facende in ordine alli processi
mandati. Il Sig. Canonico et io habbiamo fatto il conto che non
vi vuole tanto, ma che al più arriverà la spesa
à 2 mila scudi.
Sopra questi avvisi di Monsignore il Sig. Canonico sollecitarà
la copia delli processi, per haverla presto. Dico sollecitarà,
perché il Notaro prima di haver lordine della copia,
cominciò à farli copiare, sicché hora poco
vi resta da copiare; e con questi 500 scudi che Monsignore manderà
à Febbraro, si spera pagare la sudetta copia. Il Sig. Canonico
prima di ritornare desidera che il Procuratore vedesse i processi
e facesse la scrittura, per sapere con più certezza che
i processi siano stati ben fatti e validi, e se vi sono cose rilevanti
per potersi procedere avanti in questa causa. Per la quale rivisione
di processi e scrittura vi vogliono 300 scudi: et egli ha speranza
che Monsignore dia ancora questi altri oltre i 500 significati.
Io sempre più ammiro la divina providenza in questa causa,
perché oltre tutto quello che sè fatto costì,
poi ha proveduto della spesa della copia de processi, e
quando pareva che la cosa restasse così incagliata, ecco
in questa settimana che Monsignore allarga il cuore per altre
spese con speranza dandar avanti. Ho detto più volte
al Sig. canonico che se questa causa Iddio benedetto la vuol tirare
avanti, egli aprirà le strade e darà il modo: e
noi qui faremo tanti passi, quanti se ne possono fare con li soccorsi
che si mandano. Monsignore ha pensato una buona cosa, che dice
essersi fatta in Spagna nella Causa di S. Isidoro, la quale tutto
che la portasse il Re stesso di Spagna; nondimeno sandavano
in quei regni raccogliendo delle limosine per tal effetto; et
egli pensa con questa via potersi ottenere molte limosine in Sicilia,
che possino servire à questa causa. Ringraziate di tutto
Iddio benedetto; e per hora non dite ad altri queste cose, fino
à nuovo mio avviso.
Nella settimana seguente, se Dio vorrà, scriverò
à Monsignore e forse vi manderò la lettera: e saprete
qualche risoluzione sopra la Vita, perché hoggi la persona
che la rivede havrà da parlarne col Signor Canonico.
Una persona richiede dallAbbadessa che la faccia raccomandare
assai assai à tutto il Monasterio e Romitorio con farle
fare una communione e pregare Iddio in essa per un certo negozio
importantissimo per la salute dellanima sua per un gran
pericolo dessa. Vi raccomando molto questa carità
per quanto amore e divozione portate alla Madre di Dio Maria,
né altro soggiungo, bastando questo.
Pregate per me sempre e vi saluto con le sorelle e coteste Monache
tutte.
Roma 12 Gennaro 1703.
1703 01 12 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o
ricevuto una vostra degli 8 Decembre, nella quale mi dite che
il Sig. Catalano ha scritto di haver mandata la poliza del cambio
già più tempo fa per via di Messina; io non ho ricevuto
tal poliza, e dovea almeno egli avvisare per qual via particolare
la mandò, ò chi fece in Palermo il cambio, ò
à chi fu indirizzato qua. È stata poca avvertenza
in questo fatto, e dovea mandar le polize à voi, come laltre
volte, ò almeno mandarmene lavviso per la posta con
la quale poteva mandare la seconda. Io aspettava di posta in posta
con le vostre lettere la poliza, ma hora non occorre più
aspettarla non sapendo donde habbia à venire. Ho fatto
diligenza qui da due Negozianti che sogliono haver corrispondenza
con li negozianti di Palermo, e dicono di non haver riscontro
di tal cambio.
La conclusione è che i miei peccati meritano da ogni parte
afflizione, preghiamo Iddio che me li perdoni, e che mi dia pazienza.
Scrivo la presente per mandarla con la feluca del dispaccio se
forse arrivasse prima della posta, acciò che mi facciate
il piacere di tornar à scrivere al Sig. Catalano che vi
mandi ò la seconda poliza, ò almeno ve ne mandi
una terza, perché altrimenti ogni cosa resta nellincerto,
non sapendo dove indirizzarmi; e voi poi mi mandarete subito con
la posta la sudetta terza poliza, giacché laltre
polize prima e seconda fa quasi conto che siano perse, non potendo
sapere à chi furono consegnate. Vi raccomando la sollecitudine
e pregate per me.
Roma 12 Gennaro 1703.
1703 01 13 - AGT (copia) - (A
suor M. Serafica sua sorella)
n
questa settimana ho havuta una vostra degli 8 Ottobre con la quale
mavvisate le vostre comuni facende e la vicina venuta di
Monsig. e del Sig. Principe dAragona per esser ordinato
diacono. Quanto alla quiete che desiderate, se la volete vedere
quanto al corpo, riguardate la sepultura, e se quanto allanima,
pensate al Paradiso ò al Purgatorio, dove tra dolori
si gode duna pace che seco porta lamor di Dio e la
speranza di goderlo senza più alcun timore di offenderlo
ò di perderlo. E questa è la pace santa del Purgatorio,
per la quale diciamo alle Messe qui dormiunt in somno pacis,
alli quali poi preghiamo da Dio il luogo del refrigerio della
Luce, e della pace, chè la perfetta pace del Paradiso.
Se cerchiamo quiete, cerchiamo la pace del Paradiso ò almeno
del Purgatorio, perché in questo mondo non vè
requie.
Credevo poi con le vostre lettere haver la poliza, ma vedo chiusa
la porta ad aspettarla più con le vostre lettere, perché
il Sig. Catalano vi scrive dhavermela mandata per via di
Messina, senza dire per qual persona et à qual negoziante,
e senza mandarmene la seconda poliza per la posta ordinaria, perché
le due polize si mandano in differenti poste, perché se
si perde una, arriva laltra. Iddio benedetto mi vuol castigare
per i miei peccati, sia egli sempre benedetto. Il Sig. Catalano
dovea mandare le polize à voi come sè fatto
laltre volte, e non uscir dal solito. Basta la cosa è
fatta; ma per rimediar al meglio che si può, scrivetegli
che vi mandi la terza e quarta poliza e mandatemele subito in
due poste: perché le prime polize non so dove sieno. Hieri
vi ho scritto questo stesso per via della feluca del dispaccio,
acciò che vi potesse forse capitar questo avviso prima
della presente lettera. Vi prego ad usar ogni diligenza da canto
vostro, e del resto fiat voluntas Dei.
Pregatelo per me e vi saluto con le sorelle e coteste religiose
etc..
Roma 13 Gennaro 1703.
1703 01 19 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o
ricevuto la vostra lettera de 17 Decembre, con la quale
mi dite che havevate mandato la mia lettera à Monsignore,
del che ne ringrazio Iddio, perché per altre lettere prima
venute al Sig. Canonico Turano havea appreso che non haveva egli
ricevuta questa mia lettera. Intendo poi dalla mezza lettera copiata
di Monsignore i suoi sentimenti, e sempre più lodo Iddio
chapre le strade per sperare il proseguimento della causa
della sua Serva e per la stampa della di lei vita. Questa vita
la sta hora vedendo, come scrissi, una persona prattica dello
stile della Curia Romana: onde non sarà se non bene che
sia passata sotto il suo occhio. Quando lhavrà finita
di leggere, vi scriverò i suoi sentimenti, tanto più
che non vè prescia, perché già stiamo
di parere che sia meglio stamparla in Girgenti che qui per molte
ragioni; il P. Can.co pensa ritornar doppo Pasqua subito, e così
egli se la riporterà. La copia del processo si sta facendo,
ma il Notaro non potrà darlo collazionato et autenticato
se non per tutto Marzo, perché finita la copia bisogna
collazionarla con loriginale e rubricarla e così
darla autenticata, il che non si può far così subito;
e se il Notaro non havesse già subito senza ordine fatta
cominciare la copia, vi vorrebbe più tempo. Deo gratias.
Qui sono venuti avvisi di terremoti di luoghi vicini à
Roma, et il papa ha conceduto unIndulgenza particolare per
visitare S. Pietro il giorno della Catedra, et ha ordinato altre
divozioni per li pubblici bisogni.
Sono venuti avvisi che in Olanda vi siano stati un turbine in
aria e terremoti in terra così spaventosi che han desolata
una città con danno di 3 milioni, et altre tre città
hanno havuto rovine grandi, come se fossero state bombardate,
e tanti legni in mare si sono persi che dicono arrivino à
100, se ben qualcheduno dice mille. Non si sanno le particolarità
distinte, ma vi sono state grandi rovine. Preghiamo Iddio che
ci liberi dal peccato, e ci dia una buona morte, perché
quando leterno va bene, il temporale che finisce in un momento
non importa gran cosa. Vi saluto con le sorelle e coteste religiose.
Roma 19 Gennaro 1703.
1703 01 27 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
uesta
è la seconda settimana che non ho ricevuto lettere da costà,
né si vede altro avviso del Sig. Catalano sopra le polize;
già vho scritto di procurar la terza e quarta poliza,
e farmele venire voi, che me le manderete con vostre lettere.
Così doveasi fare in questa occasione fin da principio,
senza mandar il cambio senza sapere come. Queste son tribolazioni
meritate da miei peccati, e bisogna lodar sempre Iddio in
omni tempore.
Qui per loccasione del terremoto il Papa ha conceduto il
giubileo per due settimane con li soliti digiuni etc. e si fa
per ordine del Papa in 20 Chiese una Missione per 15 giorni predicandosi
mattina e sera con prediche fruttuose per eccitar à penitenza
i fedeli; e si vedono continuamente processioni à S. Pietro,
à S. Giovanni Laterano, et à S. Maria Maggiore,
e si fanno molte confessioni et anche generali con universal compunzione.
Il Papa questa mattina è andato à S. Giovanni Laterano
à confessare.
Quanto poi al terremoto qui hanno patito molte fabbriche ma senza
danno di persone per grazia di Dio. Fuori però vi sono
state grandi rovine e mortalità di persone. Dicono che
un pezzo di montagna nello stato del Gran Duca di Fiorenza, si
sia staccato e caduto nella strada, e che per rifarla vi vogliono
5 mila scudi. Preghiamo Iddio che fermi i flaggelli che con i
nostri peccati meritiamo, e ce li perdoni.
Del negozio della professione della Signora Prencipessa di Butera,
la Sagra Congregazione vuole unaltra informazione da Monsignor
Vescovo, come il suo Agente gli scrive, onde vi vorrà tempo
per haverne la determinazione.
Resta che preghiate per me peccatore, acciò che il Signore
mi dia la sua grazia in vita et in morte, e vi saluto con le sorelle
e coteste religiose.
Roma 27 Gennaro 1703.
1703 02 17 - AMBP - (A suor
M. Lanceata sua sorella)
o
ricevuto una vostra lettera de 18 Gennaro con mia consolazione
doppo un lungo vostro silenzio, et insieme la risposta di Monsignor
Vescovo alla mia lettera.
Pensava scrivere in questa posta più à lungo, ma
essendo venute tardi le vostre lettere, et havendomi trovato occupatissimo
per accommodare certe preci per il terremoto, e ciò per
ordine di chi può comandare, finisco con salutarvi, e riserbarmi
allaltra posta più copiosa risposta. Qui non vè
stato altro terremoto doppo quel grande del giorno della Purificazione.
Deo Gratias. Pregate per me.
Roma 17 Febbraro 1703.
1703 02 20 - AGT (copia) - (A
suor M. Serafica sua sorella)
n
questa settimana non ho havuto lettere da costà, onde non
moccorre rispondervi, ma havrei molto da scrivere shavessi
tempo. Dirò brevemente che nellultimo terremoto qui
sentito il giorno della Purificazione cadde la città dellAquila
alcune giornate da qui lontana e cadde la Cattedrale con ammazzar
da mille e tante centinara di persone che si trovavano in esse,
dicono che vi sia stata mortalità grande. Qui per grazia
di Dio da quel giorno finhora non sè sentito
altro, ma non potete credere il gran frutto chha cagionato
questo gran predicatore il terremoto, et io godo della gloria
di Dio e della salute dellanime. Si contano gran conversioni,
restituzioni di danari, di robbe, penitenze pubbliche massime
nelle processioni che li fanno anche di notte fino à 4
e 5 hore, e cantano il Miserere alcuni cantori, e tutti
poi ad ogni versetto rispondono ad alta voce Sanctus Deus,
Sanctus fortis, Sanctus immortalis, miserere nobis, che fu
linno rivelato per quietare il terremoto di Costantinopoli.
Laltra sera ad unhora e mezza di notte passò
una compagnia con la quale erano i musici della Cappella Papale
che cantavano il Miserere con voci lugubri come negli ufficij
delli 3 giorni delle tenebre, e tutti gli altri poi cantavano
il Sanctus Deus ad ogni versetto del Salmo, era alloscuro
perché portavano poche torcie, poi in una piazzetta vi
fu un Padre che andava con loro che fece un breve sermoncino facendo
gridare à tutti più volte Misericordia, et altre
parole che non potei ben intendere per esser un poco lontani dalla
finestra di Casa nostra. Dicono che à S. Pietro fino à
5 hore di notte vè concorso dinnumerabili persone
come se fosse lAnno Santo, e vanno à piedi scalzi
anche persone riguardevoli portando Croci grandissime, con catene
etc.. In somma si vedono pubbliche mortificazioni, et anche le
donne hanno dismesse le loro vanità nel vestire. Dicono
chusciranno ordini, prammatiche et editti sopra varie materie
di riforma per impedir loffesa di Dio e si sta in una general
compunzione per la misericordia di Dio. il Papa ha dato per grazia
specialissima il giubileo in questa 3° settimana, e mercoledì
7 del corrente fece una pubblica processione da S. Maria in Trastevere
Collegiata insigne fino à S. Pietro chè strada
più lunga dun miglio, vintervenne il clero
et religiosi et il Papa co Cardinali e Prelati e gran popolo.
E dicono che riuscì divotissima. Si sono continuate le
Missioni in questa settimana, nella quale si sono tenute scoperte
le immagini de SS. Crocifissi e Madonna di maggior divozione
che sono in Roma. Havrei davvisare un fatto succeduto la
notte precedente a Domenica passata assai strano; ma hora
ho fretta, e forse appresso lo scriverò se Dio vorrà.
Scrivo queste cose per ringraziare Iddio delle sue grazie spirituali
fatte à questa città et anche temporali, e per pregarlo
à liberarci dal peccato, e dalle pene che meritiamo per
le nostre colpe.
Mè stato raccomandato da una persona un negozio di
servizio di Dio per certa risoluzione che sha da prendere
da qualche persona, acciò che lo scrivessi costà
acciò coteste religiose ne pregassero il Signore perché
indirizzi il tutto in suo santo servizio. Perciò pregatene
lAbbadessa acciò che lo raccomandi à tutte,
alle orazioni delle quali ancora io mi raccomando, e vi saluto
nel Signore.
Roma 20 Febbraro 1703.
Avvisatemi qualche cosa delle Scuole pie, come io hora vavviso
dhavere esatto il danaro de legati etc..
Mentre stava per chiudere questa lettera è venuta la posta
di Sicilia assai più tardi del solito e mha portata
una lettera di s. M. Maddalena de 3 Gennaro con la seconda
poliza di cambio, e non vessendo cosa più particolare
di rispondere, basterà ciò che ho scritto finhora.
1703 03 03 - AMBP - (A suor
M. Maddalena sua sorella)
o
ricevuto due lettere in questa posta, una vostra de 23 de
Gennaro, e laltra di s. M. Serafica de 24; se non
vè errore nel numero, e con esse la copia delle lettere
di suor M. Crocifissa fatta da Monsignor Vescovo, à cui
forse farò appresso una lettera per ringraziarlo di questo
favore.
Quanto à quei regali fatti dal Sig. Prencipe dAragona
à cotesto Monasterio, non occorre farmene partecipe, perché
tutto ciò che si dà ad un religioso ò religiosa
va al Monasterio, e non sha da dare à questo et à
quello, se non vè motivo di farlo à nome del
Monasterio con giusta causa. Perciò io vi ringrazio di
tutte quelle esibizioni che fate, per mandarmi qualche cosa col
Sig. Turano; se qualche cosa moccorre, posso haverla qui
senza farla venire da tanto lontano. Per le figurine di Fiandra
che altre volte mandava, sappiate che quella bottega in cui si
vendevano, hora non vè più, per non so che
lite che hanno havuti quelli che vendevano questa roba, et hora
quando vi passo, in luogo di figure, vedo barili alla porta, onde
credo che sia divenuta bottega di vino. Gli altri Santiari hanno
figure grandi, come quelle che vho mandato altre volte,
et hora ultimamente con la feluca che condurrà il nostro
P. Bargellini in Palermo, la quale per il vento contrario non
è ancora partita, e perciò ho fatto stampare 100
figure del P. D. Carlo, che le porterà lo stesso Padre
con il fagotto delle 10 Vite del sudetto P. D. Carlo, con le altre
20 figure etc. come vi scrissi la settimana passata.
Ringrazio Iddio de buoni avvisi mi date di Ferdinandino,
di cui desidero sapere lanno et il mese in cui nacque per
non saperli.
Raccomandate con buona occasione alla sua nutrice di allevarlo
nel santo timore di Dio, et dirgli sempre di pensar sempre al
paradiso, et à disprezzar la terra, sopra la quale noi
huomini vi stiamo per quattro giorni di passaggio, con restar
leterna eternità. Scrivetele che sempre instilli
questi sensi delleternità, che sono tanto profittevoli
ad un Christiano, e scrivetele che gli faccia dire ogni giorno,
ò almeno diviso per i giorni di ciascuna settimana quel
Breve Ristretto de Salmi che feci stampare in latino
et in volgare, perché in questa tenera età assuefacendosi
à queste sante preghiere de Salmi nella lingua volgare
da lui intesa, potrà sempre con laiuto di Dio saper
il modo di far orazioni e preghiere à Dio, senzaltro
maestro, havendo per maestro lo Spirito Santo che le ha dettate
à David per nostra instruzione. Per la Signora Prencipessa
di Butera, giacché trova difficoltà per raccomandar
à Monsignor Arcivescovo Rufo, la grazia di haver un breve
di potere stare in cotesto Monasterio senza limitazione di tempo,
ma à suo beneplacito, potrebbe ella scriverne à
Monsignor Vescovo, acciò scrivesse al suo Agente qui di
procurar questo breve, à spese della sudetta Signora Prencipessa,
perché se non sottiene per via di breve Papale, la
Sagra Congregazione non concederà questa licenza se non
ad annum, e nello stesso breve bisogna far esplicar il
numero delle serventi che vuole et il mantenimento etc..
Qui non vè stato altro terremoto doppo quello del
giorno della Purificazione, ne sia lode à Dio: alla quale
anche ci spinge la memoria desso che sempre ci sta presente
anche per vedere tante Case appontellate, e dicono che il numero
delle Case e palazzi che hanno patito sia di due mila. Landata
del Papa à Loreto, sè assai raffreddata per
le presenti sciagure del terremoto chha fatto gran rovine
nello stato Ecclesiastico, et il Papa per la lunga processione
à piedi fatta à S. Pietro, è peggiorato assai
del suo antico male duna gamba, che sè esacerbato,
ma egli non cessa giorno e notte di faticare con esempio grande
di tutta la Chiesa.
Alle 100 figure del P. D. Carlo ho aggiunto il libretto degli
ufficij de Santi nuovi domandato da suor M. Serafica, sicché
la spesa di questa roba con laltra del fagotto delle Vite
del P. D. Carlo, in tutto importa uno scudo romano e baiocchi
75.
Vi saluto con le sorelle e coteste religiose, e pregate per me
massime ne giorni della Passione e Resurrezione del Signore.
Roma 3 Marzo 1703.
1703 03 10 - AMBP - (A suor
M. Maddalena sua sorella)
o
ricevuto la vostra lettera de 3 Febbraro con lavviso
desser à buon termine la Vita della Serva di Dio,
e che già si dava principio à scrivere le sue virtù
in particolare. Deo Gratias, amen.
Sabbato passato partì il nostro P. Bargellini per Palermo,
e con la sua feluca porta per voi un fagotto di libri delle vite
del P. D. Carlo et un involtino di figure: quali saranno riposti
in casa del Sig. Barone di S. Benedetto suo padre fino à
tanto che voi manderete à pigliarle, e fategli pagare il
porto e ciò che bisogna etc.
Il P. Procuratore Generale delle Scuole pie mi scrive lacchiuso
biglietto, ma prima di scrivere à Monsignore sopra questo
negozio, desidero sapere da suor M. Serafica se Monsignore ha
difficoltà nel dare il consenso et essecuzione alla fondazione,
ò veramente questa tardanza venga per negligenzia de
Padri, che non insistono appresso Monsignore per havere queste
spedizioni.
Sarebbe bene che un Padre di quelli che stanno in Palma, andasse
in Girgenti per far terminare questo negozio, perché Monsignore
non ha dandar appresso dessi, ma essi hanno da far
instanza à lui. Dite à suor M. Serafica che faccia
parlare con cotesti Padri per questo effetto; che se poi Monsignore
havrà qualchaltra difficoltà non facile à
superarsi, me la potranno scrivere per aggiugnere ancora io le
mie parti; e ricordate a s. M. Serafica di scrivere à nostra
Nipote di far pagar qui quel poco denaro che deve al P. Procuratore
Generale delle Scuole pie secondo la nota del P. Provinciale,
come in altra mia ho scritto.
Qui per grazia di Dio non sè sentito altro terremoto
e dicono che un spiritato esorcistato, prima che il demonio uscisse
da quellossesso, fece cenno ad unimmagine della Madre
di Dio, e disse che se non fosse stata ella, Roma sarebbe stata
sublimata dal terremoto del giorno della Purificazione, e se bene
il demonio è bugiardo, nondimeno alle volte dice la verità
per comandamento di Dio.
Il Senato e Popolo Romano ha domandato al Papa di far vigilia
di precetto la vigilia della Purificazione et ha stabilito dandar
in forma ogni Sabbato alle Litanie della Madonna nella Chiesa
della Madonna di Campitelli, vicina al Campidoglio.
Nello stesso terremoto ultimo, in quel tempo giusto, si trovavano
due forastieri dentro la palla di bronzo sopra laltissima
cupola di S. Pietro, come sogliono andarvi molti forastieri per
curiosità; fu tanto grande lo spavento chhebbero,
che poi uno nè morto, e laltro è impazzito.
Laltezza era smisurata, e quella gran palla sta quasi attaccata
in aria senza gran fondamento. Ringraziamo Iddio della preservazione
dal male, e della concessione del bene in tante buonopere
fatte in questo tempo. Pregatelo per me e vi saluto.
Roma 10 Marzo 1703.
1703 03 24 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o
ricevute due vostre lettere degl11 e 19 Febbraro con la
relazione del miracolo di suor M. Crocifissa in quella donna di
Pietra Pretia, chè assai notabile per le sue circostanze.
Deo Gratias. Quanto alla di lei Vita bisogna mettere non solamente
le cose del Processo, ma anche le altre notizie havute daltra
banda, purché siano sode. Lo stesso si deve fare de
miracoli di maggior considerazione, che non sono stati portati
nel processo ò sono stati dipoi, purché vi siano
notizie certe del fatto, per la qual cosa sarebbe bene di procurare
le notizie ò relazioni di quelli che veramente paiono miracoli
come questo di Pietra Pretia, e che fossero sottoscritte dalle
stesse persone, perché queste relazioni servono per la
Vita, et anco appresso possono servire per il Processo da farsi
con autorità Apostolica.
Quanto alla professione della Signora Prencipessa di Butera se
la sua professione fatta in pericolo di morte sarà dichiarata
nulla, come potrà ella validamente professarsi in un altro
caso di morte? Se il primo sarà stato invalido, sarà
anche il secondo.
Quanto alla vostra curiosità di sapere come Moisè
poté scrivere la creazione del mondo, nella quale egli
non vi si trovò; io vi rispondo con domandarvi come Moisè,
David, et i Profeti poterono scrivere tante cose di Christo e
della Chiesa, tante centinara e centinara danni avanti?
Voi mi risponderete con S. Zaccaria padre di S. Gio. Battista,
cantando il Benedictus, sicut locutus est per os sanctorum,
qui à saeculo sunt, Prophetarum eius, cioè di
come Iddio ha parlato per la bocca de vari Santi Profeti,
che sono stati già un tempo. Iddio ha parlato per la bocca
de Scrittori della Sagra Scrittura, et egli ha loro rivelato
le cose nascoste agli huomini, e per questo dicono i Santi che
quando noi leggiamo ò ascoltiamo la Sagra Scrittura, leggiamo
et ascoltiamo le parole di Dio, e dicono quella bella sentenza,
che quando noi leggiamo la Sagra Scrittura, Iddio parla con noi,
e quando noi facciamo orazione, noi parliamo con Dio; e cesortano
à questi due grandi esercitij, cioè à sentir
parlare Iddio, et à noi parlare con lui. E per questo la
Santa Chiesa fra tutti i libri della Sagra Scrittura, ha scelto
i Salmi notte e giorno per tutta la vita, perché i Salmi
ò ci raccontano misterij et istorie e ci danno precetti,
et allhora Iddio parla con noi, ò contengono orazioni e
preghiere: et allhora noi parliamo con Dio, et esprimiamo i nostri
bisogni. E con questo solo libro de Salmi habbiamo un compendio
et una maniera facile di sentir parlare Iddio, et di noi parlare
con Dio. Oh se questa celeste e divina conversazione fosse da
noi pratticata con divozione et amore, havressimo un paradiso
anticipato in terra, mentre gli Angeli et i Beati in cielo questo
stesso fanno con modo però assai superiore al nostro intendimento,
parlando con essi Iddio, et essi con Dio; però quivi non
sono più per loro stessi le orazioni desser liberati
ò preservati da peccati, ma lodi e ringraziamenti,
che sono le prime parti dellorazione che noi qui facciamo
in terra, perché le nostre orazioni ò per noi ò
per altri devono sempre cominciarsi dal lodare e ringraziare Iddio
di tutti i suoi beneficij tanto in comune quanto in particolare.
Hora dunque voi riflettete che per questo la Sagra Scrittura si
dice rivelata dallo Spirito Santo, e non vi può esser errore,
essendo dalla prima verità, quando gli altri libri dhuomini
anche santi possono esser soggetti ad errare perché alla
fine sono huomini, e non sempre hanno il lume dello Spirito Santo.
Per Roma dicono esservi stati in questa settimana 3 terremoti
due di notte et uno di giorno, ma né io né altri
qui in Casa nostra gli habbiamo sentiti. Pregate Iddio per noi.
Vi mando lacclusa relazione che vi servirà per santo
trattenimento delle vostre ricreazioni, sentendo il bene chha
fatto questo reverendo predicatore + il Padre + Terremoto. In
somma noi altri huomini habbiamo bisogno del bastone, et è
una gran misericordia di Dio quando ci castiga in questo mondo.
Per salvarci nellaltro. Vi saluto con le sorelle e con coteste
religiose etc. Avvisatemi quando il Sig. Prencipe dAragona
riceve il Presbiterato, perché penso allhora scrivergli,
se piace à Dio.
Roma 24 Marzo 1703.
Questa relazione fatela leggere ad altri in Palma, e se vi pare
poi potrete mandarla à Monsignore.
1703 03 31 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o
ricevuto la vostra de 26 Febbraro in risposta del mio avviso
del primo terremoto de 14 Gennaro, et intendo come era già
arrivata la nuova assai alterata. Ringraziamo Iddio benedetto
in ogni tempo, e pregatelo per me per una morte Christiana. Amen.
Ringrazio anche il Signore della licenza ottenuta da Monsignore
per le Scuole pie; in somma le opere buone vanno lente, et Iddio
fa maggiormente vedere la sua assistenza nel far cessare le difficoltà
fuori dogni aspettativa, comè stato in questa
congiuntura inspirando alla Signora Prencipessa di generosamente
supplire da canto suo ciò che mancava per detta fondazione.
Godo pure della stuccatura bella della Madre Chiesa e la bellezza
della Chiesa renderà più divozione à quelli
che vi staranno, che sono il tempio vivo di Dio, chegli
ama più che il tempio di pietre.
Circa la Professione della Signora Prencipessa di Butera per farla
unaltra volta in articulo mortis, ho scritto con altra mia,
e se mai sottenesse tal facoltà et ella allhora professasse,
restarebbe veramente professa se poi sanasse, il che forse non
saccomoda alla delicatezza della sua conscienza.
Del resto qui non sè sentito terremoto in questa
settimana per grazia di Dio, in cui vi saluto con le sorelle e
coteste religiose e pregate tutte per me.
Roma, 31 Marzo 1703.
1703 04 14 - AMBP - (suor M.
Serafica sua sorella)
o
ricevuta una vostra de 9 Marzo con lavviso del Sacerdozio
ricevuto dal Sig. Prencipe dAragona, al quale ho scritta
una lettera sopra ciò, che mando sotto piego del Sig. P.
Placido Marchese in questa posta, comanche mando unaltra
alla Signora Prencipessa di Scordia, che mha scritto per
la facoltà desser assoluti da Monsignore quei due
che furono da lui scommunicati, e perciò le mando tal facoltà.
Qui la mattina di Pasqua à 12 hore e mezza in circa con
tempo sereno vi fu un terremoto, ma non gagliardo, però
io non lo sentij, tutto che che fossi in stanza ritornato da dir
la Santa Messa. Dicono che fuori di Roma habbia fatto rovine,
e che si sia aperta in un luogo una gran voragine in terra. Dicono
pure che molti giorni sono verso lo stato di Venezia e termini
dItalia per il terremoto si sia spezzata una montagna, e
che la metà sia caduta sopra un fiume navigabile, e che
perciò si sia allagato quel paese per quindici miglia con
perdita di barche e grande spavento di quei luoghi. Noi sempre
stiamo con timore per questi flaggelli, et ogni poco vento, ò
strepito di carozze ci pare terremoto.
Sit nomen Domini benedictum in saecula.
Il Papa poi nella Settimana Santa ha fatto tutte le funzioni,
e la mattina di Pasqua non ostante il terremoto poco prima sentito
in Roma, calò in S. Pietro, e vi cantò egli la Messa
Pontificale e doppo lEvangelio fece la predica in latino,
come questo benedetto Papa suol fare quando egli canta la Messa,
rinnovando luso antico de Santi Pontefici che così
facevano.
Del resto pregate il Signore per placarsi à nostri peccati,
perché habbiamo tutta la Christianità in fiamme
e fuoco di guerra, e la terra in moto, e dicono esservi divine
minaccie daltri castighi di fame, peste etc., almeno che
ci liberi a poenis inferni. Vi saluto con le sorelle e
tutte coteste religiose.
Roma 14 Aprile 1703.
1703 04 28 - AMBP - (A suor
M. Maddalena sua sorella)
o
ricevuta la vostra lettera de 22 marzo, e ringrazio voi
e tutta cotesta Comunità della carità fattami nel
giorno di S. Gioseppe nella Santa Comunione, nostro Signore ve
ne renda il merito. Le malattie e mortalità che corre costì,
se si mirano con occhio christiano è una grazia superiore
di Dio, perché sì come la vita presente è
una grazia di Dio, così e molto maggiore anche laltra
vita quando è in luogo di salute.
Quanto alla venuta differita del Sig. Canonico Turano fino à
Settembre, fiat voluntas Dei, perché noi dobbiamo
stare alle divine disposizioni, e circa la risoluzione di far
stampare costì le lettere, gli scritti, e la vita della
Serva di Dio: non ho difficoltà niuna se così piace
à Monsignore; solo vorrei che prima di stamparsi queste
cose, fossero mandate qua scritte, acciò che fossero qui
rivedute et esaminate da Monsignor Promotore della Fede, à
cui appartiene fare le opposizioni alla causa della Canonizzazione,
perché quando saranno da lui approvate, non sincontrerà
poi difficoltà in questo particolare. Doppo questa approvazione,
se Monsignore vuole fare stampare queste cose costì, potrà
fare come meglio gli piace. Le materie della Canonizzazione vanno
tanto delicate, che per una sola parola trovata in una vita stampata,
fu precipitata per sempre una causa dun Servo ò Serva
di Dio, e non vorrei che succedesse qualche cosa simile alla causa
di s. M. Crocifissa.
suor M. Serafica potrebbe far suggerire destramente questi motivi
à Monsignore acciò che con la sua prudenza li consideri,
e poi faccia quello che Iddio glinspira, e noi raccomandiamo
il tutto à S. D. M. acciò che indirizzi il tutto
in suo santo servizio, e noi protegga con la sua santa grazia.
E vi saluto con le sorelle e coteste religiose.
Roma 28 Aprile 1703.
1703 05 05 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
uando
havrei creduto desservi arrivate à questhora
le vite del P. D. Carlo, intendo dal P. Bargellini da Napoli,
che la feluca che le portava sè sommersa con la morte
di due huomini e duna donna. Mi scrive però il detto
Padre che linvoltino delle figure lhavea seco ritenuto
per dimenticanza, e che lo porterebbe egli stesso in Palermo fra
pochi giorni. Quanto alle Vite penso mandarvi 5 ò 6 che
mi restano da potervi mandare, e spero farlo in prima commodità;
se altri costì ne vorranno, potranno haverle in Palermo
in S. Giuseppe ò alla Catena, dove credo che ne sia stato
mandato sufficiente numero per esitarle.
Raccomando alle vostre e comuni orazioni il Sig. Abate Muti morto
ultimamente, chera un cavaliere e Sacerdote assai divoto
e spirituale, il quale havea alcune lettere di suor M. Crocifissa
che gli scrisse qualche volta, et egli nera divotissimo.
Ha havuto un lungo purgatorio di malattie e travagli, questo buon
Signore: ma gli è stata la strada più sicura al
cielo.
Pregate per me e per i presenti bisogni del mondo; i terremoti
qui si fanno sentire ma leggieri per grazia di Dio. dicono che
vi sia stato il terremoto in Inghilterra, et anche nellIndie
occidentali.
In questa settimana non ho havuto lettere da costà, spero
haverne nellaltra se Dio così vorrà. Vi saluto
con le sorelle e pregate per me.
Roma 5 Maggio 1703.
1703 05 19 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o
ricevuto in questa settimana una vostra de 14 Aprile con
la lettera di Monsignore allAbbadessa, e sopra il negozio
della stampa della Vita di suor M. Crocifissa già vho
scritto i miei sentimenti e quelli daltri; desidero che
Monsignore ne sia consapevole, e poi faccia quello che il Signore
glinspira et avvisatemi delle risoluzioni che prende.
Ho ricevuto pure i due zecchini, quali sono sopra la spesa fatta
per le figure, che rimasero salve in mano del P. Bargellini, onde
le havrete dalla casa del Sig. Barone di S. Benedetto. Per non
rimandare il sopra più delli due zecchini, penso compensarli
con mandarvi qualche libro et alcune vite del P. D. Carlo, perché
così saggiusterà la conscienza vostra e mia.
Circa poi à quel Monasterio da voi designato, non è
cosa da mettervi lanimo, perché né il vostro
Monasterio deve ciò permettere, né Monsignore, né
la Sagra Congregazione mai permetterebbono che si levassero lentrate
di cotesto Monasterio per darle ad altro nuovo.
Le rendite sempre più tosto calano che crescono onde sarebbe
gran detrimento del vostro Monasterio diminuirle in luogo daccrescerle,
tanto più che le rendite dellaltre monache oltre
le 12 sono difficili ad esser esatte, come voi stesse confessate,
sicché la rendita principale delle 12 non deve in conto
alcuno toccarsi, il che sarebbe anco contra la mente de
fondatori. Se vi fossero facoltà grandi di qualche persona
da potersi fondare e fabbricare di nuovo un altro Monasterio costì,
allhora sarebbe facile dottenere che due vostre religiose
passassero in quello per fondarlo anche con costituzioni di più
rigoroso ritiramento; in altra maniera non vedo come possa farsi
un altro Monasterio come desiderate per sodisfare le persone che
desiderano farsi religiose in Monasterio osservante.
Mandate miei saluti alla Signora Prencipessa di Scordia et à
Ferdinando Maria il che potrete sempre fare senza che lo replichi.
Ella non mha mandato il denaro per il P. Procuratore Generale
delle Scuole pie, né so se lhabbia mandato per via
del P. Provinciale: ricordatele ciò in qualche occasione,
e pregate per me con le sorelle e coteste religiose, che tutte
saluto nel Signore.
Scrivete in Palermo per haver le figure dal P. Bargellini, figlio
del Sig. Barone di S. Benedetto, al suo arrivo in quella.
Roma 19 Maggio 1703.
1703 06 02 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
n
questa settimana non ho havuto lettere da costà, e perciò
la presente servirà per salutarvi e pregarvi del suffragio
delle vostre e comuni orazioni. Doppo il terremoto della sera
de 24 Maggio non sè sentito qui altro per grazia
di Dio. Sto aspettando la commodità di barca per mandarvi
altre Vite del P. D. Carlo, che saranno una già legata
et altre 9 sciolte, havendone comperate alcune col denaro avvanzato
dalli 2 zecchini mandati. Del resto di nuovo vi saluto et il Signore
vi protegga con la sua divina grazia sempre.
Roma 2 Giugno 1703.
1703 06 16 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o
ricevute due lettere da costà, una vostra de 5 Maggio,
e laltra di suor M. Maddalena de 9, e per quel punto
della professione della Signora Prencipessa da farla unaltra
volta in articulo mortis, sono stanco à più rispondere.
Di grazia levate dalla testa di cotesta Signora questa disordinata
divozione, e ditele che riceva laltre indulgenze in quel
punto, senza cercar altro. Perché per parlarci confidentemente
è una cosa un poco ridicola di voler far voti per osservarli
doppo morte, ma che in vita non vaglino; basta, con destrezza
levate questo pensiero da detta Signora che parla per eccesso
di divozione.
Quanto alle vite del P. D. Carlo ne tengo già infagottate
10; 6 legate, e 4 sciolte per poterle far legare à modo
vostro, et ho fatto il sopra scritto al Sig. Marino in casa del
Sig. Barone di S. Benedetto, e sto aspettando dhora in hora
la feluca, voi anticipatamente avvisatelo del tutto.
Quanto alle domande di suor M. Maddalena, non è vero che
sia necessario che siano morti i parenti duno che ha da
esser canonizzato, ma solo il decreto è che siano passati
50 anni doppo la morte di quel Servo ò Serva di Dio, ma
à questo Decreto fatto da Urbano 8° un altro Papa può
dispensare quando vi siano cause rilevanti, e quando Iddio vuole,
si fa tutto. Prima però delli 50 anni si fa il processo
con autorità Apostolica da 3 ò due Vescovi, sopra
il quale si fonda il Papa per la Canonizzazione, perché
il primo Processo fatto dallOrdinario è una preparazione
e disposizione per questo solenne secondo processo, e la prima
cosa bisogna mandar qua il processo dellOrdinario, e poi
trattare del rimanente.
Preghiamo Iddio che disponga il tutto in suo santo servizio e
gloria, e noi pensiamo à fare ciò chegli vuole,
e come vuole e quando vuole.
Per la fabbrica del Collegio bisogna insistere con la Signora
Prencipessa di Scordia, tanto voi quanto il P. Provinciale à
voce viva, perché quando si tratta di spender denaro, sempre
si trovano intoppi, e perciò la diligenza gli ha da superare.
Ella poi non mha mandato mai più quella poca somma
spesa dal P. Procuratore Generale delle Scuole pie, né
so se lhabbia data al P. Provinciale, come vi significai:
sarebbe bene saper come sia rimasta questa cosa.
La divozione de fanciulli scolari per la festa di S. Felice,
mè piaciuta assai, e ne ringrazio il Signore; ne
farei altro ... (parola abrasa) nellanno seguente,
se non che cantassero il Credo, dicendo un figliuolo un articolo,
e ripetendolo poi gli altri à modo di Coro; et il tuono
potrebbe essere da Fa in Re nel fine delli Articoli, chè
un tuono usato in Roma in qualche simile funzione. Doppo il Credo
potrebbono aggiugnere il Pater Noster nello stesso modo à
petizione à petizione ripetendolo, senza interporre altre
parole nel Credo, ò nel Pater.
Del resto pregate per me, e vi saluto con tutte le sorelle e coteste
religiose.
Roma 16 Giugno 1703.
1703 06 23 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o
ricevuto la vostra lettera de 18 Maggio con la lettera di
Monsignore à cui rispondo lacchiusa che doppo haverla
letta gliela mandarete sigillata. Se Monsignore risolve di fare
stampare qui la vita, scrivetemi à spese di chi si farà
la stampa. Ordinariamente si stampano queste vite à n°
di cinquecento, ma à me paiono poche per questa vita stante
il desiderio generale che se nha. Se Monsignore vuole che
se ne stampino 500 mi pare che altre 500 si potrebbono stampare
à spese del vostro Monasterio, che esigge le vostre riserve,
onde non è di grande incommodo, oltre à che poi
col vendersi il Monasterio ne ricaverà forse tutta la spesa.
Avvisatemi di tutto, e cercate con destrezza servire la volontà
di Monsignore, e che il tutto si faccia col suo beneplacito, potendo
voi offerirgli la spesa ò tutta ò in parte come
ho detto, però avvertite che il denaro bisogna mandarlo
prima di stamparsi la vita per sodisfare di mano in mano lo stampatore.
Ho parlato col P. Procuratore Generale delle Scuole pie, e mha
detto che in questa posta scriverà al P. Provinciale per
sollecitarlo alla fondazione, e pure mha detto che non ha
ancora ricevuto quel poco denaro speso, del quale altra volta
vho scritto; e la Signora Prencipessa di Scordia finhora
non ha mandato. Ve lo scrivo per sollecitarla e finire questa
cosa di poca importanza nella somma, ma non poca di rossore. Per
le somme poi della fabbrica, oltre le nostre raccomandazioni,
fate à sentire al P. Provinciale quando sarà costì,
chegli insista à viva voce con detta Signora perché
quando si tratta di far pagamenti, bisogna hoggidì esser
importuni, e con le importunità vincere le difficoltà
che sempre nascono.
Circa lindulgenze delle Croci di S. Turibio, torno à
dire ciò che scrissi costà molti anni sono ad una
simile domanda, cioè che il Cardinal Ricci s. m. mi disse
quando era Segretario della S. Congregazione dellIndulgenze,
che queste Croci non hanno indulgenze, sicché è
sciolto il dubio in una parola.
Pregate per me con le sorelle e coteste religiose, che tutte saluto
nel Signore.
Roma, 23 Giugno 1703.
1703 06 30 - AMBP - (A suor
M. Maddalena sua sorella)
o
ricevuto una vostra de 28 Maggio, e ringrazio Iddio benedetto
dhavervi inspirato dhavere special memoria di me nelle
vostre orazioni nel santissimo giorno di Pentecoste, comanche
dhavervi fatto prendere con cotesto popolo il santo Giubileo,
con frutto come spero. Vi ringrazio della notizia mandatami delle
grazie fatte da Dio per lintercessione della sua Serva,
alla quale mi raccomanderete per impetrarmi una buona morte, finem
vitae Christianum, e che il Signore praecipiat recipi in
pace Christiana animam meam.
Col padron Meo ho già mandato la bolletta delle 10 Vite
del P. D. Carlo, delle quali 4 sono sciolte per farle legare in
maniera che più vi piace; lho indirizzata con mia
lettera al Sig. Marino in casa del Sig. Barone di S. Benedetto,
con significargli di pagar il porto, e che poi ogni spesa gli
sarà costì sodisfatta dal Monasterio. Vera
anche una figura bella del B. Pio V datami dal P. M.ro Ricci Procuratore
Generale de Domenicani con desiderio che la mandassi costà.
Sabbato passato doppo haver sigillate le lettere hebbi avviso
dellarrivo del Sig. Abate Rini, à me inaspettato,
egli sta con le sue tribolazioni, e pensa passar alla rinfrescata
alla Santa Casa di Loreto. Lo visitai quel giorno due volte mattina
e sera, ma poi non vi sono più stato per impedimenti sopravenutimi,
ma se piace à Dio, ci vedremo spesso come egli ancora mha
detto, stando finhora ritirato fino à farsi gli habiti
da poter uscire perché è venuto ancora egli quasi
allimpensata. Mha mostrata la solita amorevolezza
e confidenza, et io parimente me gli son mostrato quale sempre
gli sono stato.
Qui poi il Papa ha celebrato solennemente la festa di S. Pietro,
la vigilia del primo Vespro in S. Pietro, e ieri mattina quivi
ancora cantò solennemente la Messa con fare doppo lEvangelio
la predica ò homilia latina come ha costumato di fare nelle
solennità nelle quali egli celebra. Pregate Iddio che lo
conservi e che gli dia spirito di servirlo in utilità della
Chiesa nel pericoloso grado in cui sta.
Per ultimo mi raccomando alle orazioni vostre e delle sorelle
e di tutte coteste religiose, che tutte saluto nel Signore.
Roma 30 Giugno 1703.
1703 07 07 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
n
questa settimana non ho havuto lettere da costà, questa
servirà per salutarvi e raccomandarmi alle vostre e comuni
orazioni. Essendo avvanzati alcuni baiocchi delli 2 zecchini mandati,
ne ho comperate laccluse figure della Via Crucis, che i
PP. dellOsservanza, ò zoccolanti hanno fatto qui
in Roma attorno alla loro chiesa, e credo che corrispondono alla
Via Crucis di Palma, serviranno per farla voi spiritualmente con
la meditazione alla rimembranza di queste figure.
Il Sig. Abate Rini sta bene et aspetta lettere di costà,
e mha detto chè più simile il ritratto
di suor M. Crocifissa da voi mandatomi che quello mandò
Monsignore al P. M.ro Ricci, al contrario di quello che io haveva
presupposto. Pregate per me.
Roma 7 Luglio 1703.
1703 07 14 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o
ricevuto la vostra lettera degli 8 Giugno, e ringrazio il Signore
che stiate mediocremente bene di salute. Ho portato subito le
vostre lettere al Sig. Abate Rini, che forse vi manderà
la risposta sotto il mio piego.
Già ho mandate altre 10 vite del P. D. Carlo con padron
Meo che porta certa roba al Sig. Cardinal Viceré, e lho
raccomandato al Sig. Marino come vho scritto. Il P. Superiore
di qua mandò molte vite sudette à Messina, ma da
quella Città saranno state mandate ancora in Palermo onde
potete farne prendere informazione à S. Gioseppe, et anco
alla Catena. Per quella persona poi chha quelle palpitazioni
e tirate etc. bisogna in ciò havere lo spirito del discernimento
di spirito, chè un dono speciale di Dio, che io non
ho, e per la prattica et uso, bisogna havere una piena cognizione
dello stato interiore et esteriore della persona, onde difficilmente
se ne può far giudizio da lontano.
Bisogna raccomandar il tutto al Signore con orazioni speciali,
e che la guida sia vigilante ad osservare tutti gli andamenti
ordinarij, e gli accidenti straordinarij che occorrono. Né
lasciate davvisarmi ciò che di notabile avviene in
tal persona per haver quelle notizie che possono poi giovare ò
per consulte ò per altro. Pregate per me con le sorelle
e coteste religiose le quali tutte saluto nel Signore.
Roma, 14 Luglio 1703.
1703 07 21 - AMBP - (A suor
M. Lanceata sua sorella)
o
ricevuto una vostra de 15 Giugno doppo molti mesi che non
mhavete scritto per le vostre occupazioni in cotesto Monasterio;
ringrazio nostro Signore che vi dia questa applicazione dovuta
al vostro ufficio, e lo priego à sempre più aumentarvela
per camminar poi meglio i vostri conti, quando vi si dirà
redde rationem villicationis tuae.
Ringrazio assai Iddio benedetto che Monsignore habbia risoluto
di mandar qua prima la vita della Serva di Dio avanti di farla
stampare. Se saremo vivi, qui la consideraremo, e poi col parere
di persone prattiche delle cause di beatificazione si risolverà
quello che si crederà di maggior servizio di Dio et utile
alla sua causa.
Il Sig. Abate Rini si trova qui con buona salute e mi fa mille
grazie, et io procuro di mostrargli il mio vero affetto al meglio
che posso; et i nostri discorsi sempre sono del vostro Monasterio
et in particolare della Serva di Dio, et in vederlo gli rappresenterò
i vostri saluti, e le orazioni che per lui fate.
Intorno alla vita del P. D. Carlo, già ho scritto dhavervi
mandato una seconda partita di 10 libri dessa, e forse à
questhora saranno in Palermo, onde mi rimetto alle altre
mie lettere.
Le indulgenze che il Papa concede alle medaglie sono le stesse
di quelle che gli altri papi concedevano, onde chi ha delle medaglie
altre volte benedette con lindulgenza, hanno quelle che
potrebbono havere dal presente. Con qualche buona congiuntura
forse ve ne manderò alcune per le religiose che non havessero
altre medaglie antiche.
Quanto al Papa egli oltre loccupazioni del santo governo
tiene quelle delle presenti guerre tanto per cercare di metter
pace, quanto per fare le grosse spese di soldatesche che bisogna
tenere ne confini dello stato Ecclesiastico per la vicinanza
degli eserciti che fra di loro sono contrarij, e per questo gli
bisogna spendere per soldati dello Stato Ecclesiastico da 70 mila
scudi il mese. Pregate per lui acciò che il Signore gli
assista e per le cose spirituali e per le temporali.
Pregate anco per me con le sorelle e coteste religiose, e vi saluto
tutte.
Roma 21 Luglio 1703.
1703 07 28 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o
ricevuto la vostra lettera de 24 Giugno, e ringrazio Iddio
della salute che vi dà, e delle grazie che fa continuamente
per lintercessione della sua Serva come mavvisate.
Per le vite del P. D. Carlo, ho scritto che questo P. Superiore
ne mandò in Messina a nostri Padri come credo, i
quali poi ne havranno mandate in Palermo, onde se in Palermo non
fossero state mandate, il che non credo, potrete procurarle da
Messina.
De terremoti qui per grazia di Dio non è stato sentito
più altro oltre quello del fine di Maggio, se bene fuori
di Roma continuano, anzi si vanno sentendo in altri paesi come
nel Piemonte ne confini dItalia. In Genua sono state
horribili tempeste di mare, channo fatto naufragare molti
legni, et il mare si ritirò per un miglio, se ben poi ritornò
come prima. Dicono pure che in Genua et in Milano si sono vedute
molte macchie gialle nelle mura delle case fuori e dentro, e non
si sa la causa. Et oltre à queste cose, le guerre continuano
fieramente: tutto che il Papa faccia ogni sforzo per mettere la
concordia e la pace. Preghiamo Iddio che liberi da flaggelli
temporali, ma molto più dagli eterni.
Il P. M.ro Ricci Procurator Generale de Domenicani sta molto
male, e si dubita assai della sua vita massime per esser ottogenario.
Raccomandatelo ò vivo ò morto à nostro Signore
et à suor Maria Crocifissa, della quale era egli divotissimo,
per le molte esperienze havute della sua intercessione, come più
volte mha detto.
Il P. M.ro Puzzolante Segretario dellOrdine de Carmelitani,
chè dellAlicata, è venuto ultimamente
à trovarmi perché vuole far fare un ritratto di
suor Maria Crocifissa, del che io prontamente lho compiaciuto,
e mha domandato qualche scritto di essa, perché egli
ne ha 10 in poter suo. Mè parso un religioso molto
modesto e divoto, e tanto più spero compiacerlo, et havendogli
date due figure di suor M. Crocifissa, le gradì in estremo;
vavviso tutto questo per ringraziarne Iddio. Nella città
di Bologna una donna chhavea una risipola e per molte notti
non havea preso sonno, applicatasi un pezzetto della sua tonaca,
prese subito sonno e restò sana. Deo Gratias.
Il Sig. Abate Rini sta bene al suo solito con le sue afflizioni
quando più quando meno; pregate per lui et à suo
nome vi saluto, come ancora fo io con le nostre sorelle e religiose
e non vi scordate di pregar per me per il gran bisogno che ne
tengo.
Roma, 28 Luglio 1703.
1703 08 11 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
n
questa Settimana non ho havuto lettere da costà: e con
la presente vi do avviso che in essa è morto il P. M.ro
Giacomo Ricci Procurator Generale de Domenicani, religioso
di molta dottrina e bontà e mio antico amico col quale
molte cose consultava et era divotissimo della Serva di Dio, che
lhavrà aiutato in quellultimo passo fatto da
lui con sentimenti di pietà; raccomando lanima sua
alle vostre e comuni orazioni con ogni caldezza.
Della Signora Prencipessa di Scordia non sè havuta
da me alcuna nuova per quel poco denaro dovuto al P. Procuratore
Generale delle Scuole pie; se in questa poca cosa si trova tanta
lunghezza, che cosa si potrà aspettare per il legato nostro
che si matura à Settembre? Io anche di questo ve ne fo
un ricordo, perché già si sa quanto bisogna stentare
per haverlo doppo Natale.
Il Sig. Abate Rini sta bene e meglio di quello stava costì,
ne sia lodato Iddio, al quale lo raccomanderete come anche me
con le sorelle e coteste religiose che tutte saluto nel Signore.
Roma 11 Agosto 1703.
1703 09 15 - AGT (copia) - (A
suor M. Serafica sua sorella)
o
ricevuta una vostra de 13 Agosto con una per il Sig. Abate
Rini, che glielho mandata diligentemente e ringrazio voi
e tutte coteste religiose delle divozioni per me fatte il giorno
di S. Gaetano. Nostro Signore ve ne renderà leterna
mercede per questa carità. Godo che finalmente vi sieno
arrivate le vite del P. D. Carlo, e che vi sia piaciuto lo stile.
Ringraziamone sempre il Signore da cui ogni bene proviene. Credo
che vi sieno anche arrivate le 100 sue immagini, comanche
le 20 figure grandi domandatemi da suor M. Lanceata, et il libretto
degli ufficij nuovi, perché questo fagottino restò
in mani del P. Barzellini, e non si son messe con le prime vite
mandate. E se bene non ne havete scritto nulla, nulladimeno credo
che vi sia poi stato mandato allarrivo di detto Padre in
Palermo.
Per la causa di s. M. Crocifissa la settimana passata risposi
à Monsig. sopra certi dubbij proposti, onde credo che havuta
la mia risposta, finirà il tutto, con mandare il Sig. Canonico
Turano, come mi significò.
Del resto già per grazia di Dio ho finiti i 54 anni della
mia vita e come gli rendo immense grazie della vita datami, così
devo domandargli perdono dhaverla io male spesa con tanti
peccati.
Io lo prego, se così gli piace, di mandarmi presto in luogo
di far penitenza delle offese fattegli, senza farsene altre nuove,
e questo luogo è il Purgatorio. E dico con il Santo Re
Esechia Si sic vivitur, et in talibus vita spiritus mei; corripies
me et vivificabis me, et ecce in pace amaritudo mea amarissima.
Se così si vive, e se in tali peccati, occasioni di peccare,
e miserie havrà dessere la vita del mio spirito:
castigatemi Signore massime nel Purgatorio, e vivificatemi con
mantenermi ivi in vita di grazia. Perché così se
ben in pena, saprà però in pace la mia amarissima
amarezza di quelli castighi.
Lo stesso pregate per me, e vi saluto con le sorelle e coteste
religiose, che lo stesso pregheranno ancora esse. Nostro Signore
esaudisca le nostre preghiere secondo chegli vede e vuole.
Roma 15 Settembre 1703.
1703 10 06 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o
ricevuto una vostra de 28 Agosto, con la quale mi significate
la comune sodisfazione havuta della vita del P. D. Carlo; ne sia
lodato il Signore il quale ha indirizzata questa opera, quando
hormai non vi pensava più.
Il Sig. Abate Rini sta con le sue afflizioni, e per qualche occupazione
chegli ha presentemente intrapresa non credo che farà
il suo viaggio à Loreto se non al fine di questo mese ò
nellaltro. Credo che hormai sia già il tempo della
partenza del Sig. Canonico Turano, e ne aspetto avvisi; raccomandatelo
al Signore per un felice viaggio: mentre hora in questi mari di
Toscana sono comparsi molti vasselli Olandesi, senza sapersi che
cosa vogliono fare; questa flotta deretici dà da
temere e bisogna pregar Iddio benedetto che ci aiuti col suo potente
braccio.
Quanto alla testa e gambino di mistura, minformerò
come desiderate, et appresso piacendo à Dio vavvisarò.
Del resto non moccorre dir altro delle presenti sciagure
del mondo, perché troppo vi sarebbe da dire; à noi
appartiene à raccomandare le comuni necessità à
Dio, acciò che ci liberi da tanti flaggelli meritati da
nostri peccati. Et in ultimo vi raccomando ad havere special memoria
di me nelle vostre orazioni insieme con le sorelle e coteste religiose.
Avvisatemi quello che si fa della fabbrica del Collegio delle
Scuole pie, essendo il tempo opportuno per la fabbrica, e sollecitatene
sempre la Signora Prencipessa.
Roma 6 Ottobre 1703.
1703 10 13 - AMBP - (A suor
M. Lanceata sua sorella)
o
ricevuto la vostra de 9 Settembre con lavviso della
continuazione del concorso al sepolcro della Serva di Dio M. Crocifissa,
e me ne rallegro sempre in esso, rendendogli immense grazie delle
misericordie che per intercessione di quella fa. Intendo chaspettavate
larrivo del Sig. Canonico Turano con la Vita, e se piace
à Dio sentirò nuove della sua partenza verso qua.
Rimettiamo il tutto nelle mani della Divina Providenza.
Mi dispiace molto della durezza di Ferdinandino dandar alla
scuola: ma la Signora Prencipessa se lo vuol bene, lo batta in
casa per fargli fare per timore quello che non vuol fare per amore;
ella è obbligata in conscienza ad usar ogni severità
con cotesto ragazzo, acciò che poi la possa benedire in
maggior età.
Perché le coronine e croci di s. M. Crocifissa mi sono
quasi venute meno, sarebbe stato bene mandarmene qualche una col
Sig. Canonico Turano: ma perché questo non sarà
à tempo, in qualchaltra occasione ò con la
posta mi potreste mandare qualche crocetta, inclusa nella lettera
per sodisfare alla divozione di chi le domanda.
Della fabbrica delle Scuole pie, bisogna che suor M. Serafica
insista con la Signora Prencipessa per sollecitarla: perché
quando si tratta di pagare, spesso sincontrano difficoltà,
che bisogna superarle con limportunità. Preghiamo
Iddio per questo negozio particolare e per i nostri bisogni spirituali
e temporali e particolari e comuni mentre stiamo in un gran fuoco
di guerre che sempre più sinfieriscono: sono castighi
de nostri peccati, e bisogna ricorrere alla misericordia
di Dio. Vi saluto con le sorelle e coteste religiose.
Roma 13 Ottobre 1703.
1703 10 20 - AGT (copia) - (A
suor Maria Lanceata sua sorella)
o
ricevuta benché tardi una vostra de 27 Agosto, et
unaltra ancora di suor M. Serafica de 15 Settembre
e ne ringrazio Iddio per la consolazione che ho di sentire che
stiate bene, e voi in particolare nelle vostre afflizioni del
governo, le quali tutte che hora vi paiono pesanti e lunghe, nondimeno
verrà tempo (come spero in Dio) che vi paranno leggierissime
e che sieno state dun solo momento perché tutto ciò
che si fa ò si voleva nel corso del tempo, nelleternità
parrà un nulla. Siate paziente nella presente vita, e desiderate
sempre la futura; quanto più desiderate laltra vita,
tanto più havrete à tedio la presente; e quanto
più vi sarà di tedio questa vita, tanto più
amerete e cercarete laltra vita, e vi studiarete darrivarvi
presto e carica di buone opere in virtù della passione
e morte del Figliuolo di Dio: per la quale sono accetti al Padre
e grate e meritorie le nostre buone operazioni. Guardate sempre
il cielo e voltate le spalle alla terra et à tutte le cose
della terra. E se il mondo ci bastona, servaci questo per maggiormente
fuggirlo, e correre à chi ci chiama in cielo.
Intendo che il Sig. Canonico Turano sia venuto costà, e
che vhabbia letto qualche cosa della vita della Serva di
Dio con vostra sodisfazione, se Dio vorrà, quando egli
arriverà qua la consideraremo, e terrò à
memoria quelli punti che stimate essere stati tralasciati. Pregate
Iddio che indirizzi il tutto secondo il suo santo beneplacito:
perché in questo et in ogni altro la sua santa volontà
e gloria dobbiamo havere per mira, e dee essere la nostra stella
polare per navigare in questo torbido mare della vita presente.
Il Sig. Abate Rini vi saluta tutte, e vi domanda il suffragio
delle vostre orazioni per trovarsi assai afflitto de suoi
mali, i quali ordinariamente se danno triegua non danno pace,
senza un aiuto specialissimo di Dio. Perciò caldamente
ve lo raccomando acciò che il Signore gli dia qualche mitigazione
e pazienza.
Ringrazio suor M. Serafica del suo ufficio per il pagamento di
quel poco danaro al P. Procuratore Generale delle Scuole pie,
comanche del legato con la Signora Principessa: si vedrà
cheffetto havrà per luno ò per laltro.
Ho fatta diligenza per quelle teste di mistura etc. ma non trovo
se non qualche cosa di cera ò di carta pesta. Non voglio
però tralasciare di ricordarvi a non dar eccesso in straordinarie
rappresentazioni come si fa nelle scene: perché ogni superfluità
nella stessa devozione, vi può sminuire la devozione interna
e tutto quel tempo che si spende in queste acconciature, puol
esser meglio impiegato nellorazione e lezione spirituale,
e nella meditazione di divini misteri, che tanti quadri e sante
immagini che già havete vi possono sufficientemente rappresentare
quando amaremo di tutto cuore Christo nostro Signore. Ogni sua
immagine et ogni Croce ce lo rappresenta per portare subito à
lui il nostro cuore collamore e riverenza dovuta e per supplicarlo
per i nostri e comuni bisogni. Una madre perché ama il
figlio suo morto, se vede una sola scarpa di lui, piagne, et un
altro che lama, se vede un bello ritratto di quel morto,
forse ride. Un filosofo disse al gran S. Antonio Abbate, che si
maravigliava come poteva stare senza libri nella solitudine. S.
Antonio gli disse che havea un gran libro per mostrargli le grandezze
del Creatore: e questo era tutto il mondo, il cielo, il sole,
la luna, le stelle, il mare, i fiumi, le fontane, la terra, gli
alberi, le piante derbe, gli animali, gli uccelli, gli huomini,
et in una parola tutto ciò che vedeva e che tutto era un
libro che predicava il Creatore che il tutto ha fatto, il tutto
governa e conserva, e muta come à lui piace e quando gli
piace. Se amiamo Iddio, ogni cosa ci sarà una scala per
ascendere à lui con laffetto.
I vascelli Inglesi et Olandesi cherano venuti in questi
mesi vicini di Toscana, sono ritornati verso il loro paese per
quanto dicono, et hanno havuto nel viaggio tante malattie che
sono morte in essi nel viaggio da tre mila persone sepellendole
in mare. Un signore heretico di detti vascelli prese licenza dandar
in Provenza, vandò et abiurò lheresia,
e poi non tornò più a vascelli, ma è
venuto qua in Roma. Il Signore gli ha fatto una gran grazia, e
noi siamo restati senza il timore di questi vascelli.
Pregate per me con le sorelle e coteste religiose, et il Signore
vi conservi in suo santo servizio.
Roma 20 Ottobre 1703.
1703 11 10 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
uesta
è la seconda settimana che non ho havuto lettere da costà:
ma col Sig. Can. Turano ho havute due lettere, una comune di tutte
voi sorelle, e laltra vostra; e ringrazio Iddio dellarrivo
di detto Signore il quale ha portato anche le altre cose, cioè
le notizie della vita di nostra madre s. m. e la scatolina per
il Sig. Sciabarasi, à cui scriverò per avvisarlo
e per sentire il modo che vuole che sadoperi per mandargliela.
Le notizie di nostra madre, le conserverò per leggerle
con commodità appresso, se Dio vorrà, perché
hora ho cominciato à leggere la vita di suor M. Crocifissa
del Sig. Canonico, la quale assai mi piace nello stile: e qualche
piccola mutazione non sarà difficile. Io penso di leggerla
tutta e poi col consiglio di persone prattiche si pigliarà
quella risoluzione, che sarà giudicata più à
proposito à fine che possa essere stampata senza intoppo
della causa.
I processi non sono ancora consegnati, ma saranno presto, come
anche speriamo havere la licenza di potersi aprire, come vedrete
nella lettera che scrivo à Monsignore al quale sigillata
la manderete subito. Per le spese poi che vi vogliono per i primi
atti da farsi doppo lapertura delli processi, cioè
per la copia collazione, sommarij, scritture etc. il Signor Canonico
Turano ha dato qualche cenno che forse Monsignore le farà,
et ho saputo dal Sig. Abate Rini che Monsignore havea dato ordine
di potersi spendere 500 zecchini: ma non credo che bastino per
tutte le spese; ma il Sig. Turano, come dissi, diede cenno che
forse Monsignore havrebbe abbracciato il tutto. Scrivo questo
capitoletto con confidenza, non essendo bene che noi proponghiamo
queste cose; lasciamo fare à Dio: il quale non vuole da
noi se non quanto possiamo da canto nostro.
Il Sig. Abate Rini vi saluta e si raccomanda alle vostre orazioni,
perché ne ha bisogno assai, essendo assai aggravato da
suoi mali spirituali e corporali; io vi raccomando lo stesso perché
lo vedo assai abbattuto, et ha di bisogno duno speciale
aiuto di Dio. Non dico altro: suor M. Maddalena farà la
sua procuratrice per chiedere le limosine spirituali dorazioni
per detto Signore, il quale non pensa partire così presto,
perché leditto avvisatovi non pare che comprenda
se non i provisti di beneficij da poco tempo in qua. Io non mi
diffondo più per non haver tempo, quello che appresso si
farà, se Iddio ci concede vita, savviserà.
Vi saluto con le sorelle e coteste religiose, e tutte pregate
per me perché ne ho bisogno grande. Il Signore ci dia grazia
di trovar misericordia e qui e colà nellaltra vita.
Roma, 10 Novembre 1703.
1703 11 17 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
n
questa settimana ho havuta una di suor Maria Maddalena de
15 Ottobre, con la quale mavvisa il suo prossimo ingresso
nel Romitorio con 4 altre e che Monsignore havea destinata voi
per servente di quel Santo Ritiro. Io godo delle divine disposizioni,
sperando che tutte due servirete Iddio da Marta e Maddalena, e
di quella voi farete lufficio, e laltra che ne porta
il nome lesercizio ... (illeggibile). La mancanza delle
lettere e consolazione che non havrò da suor M. Maddalena,
mi sarà profittevole per laiuto delle sue più
fervorose orazioni in quel ritiro. Nostro Signore esaudisca i
miei desiderij.
I Processi della Serva di Dio non sono ancora consegnati, perché
Monsignor Segretario della S. Congregazione è fuori di
Roma, e saspetta hoggi chè la vigilia della
Sagra di S. Pietro, di cui egli è Canonico, onde fra due
ò tre giorni si spera far la consegna e nella prima Congregazione
che sarà alli 24 del corrente si spera pure ottenere la
licenza di poter aprirsi come appresso vavvisarò,
se Dio ci dà vita.
Sto leggendo la vita della Serva di Dio con mia consolazione grande
e per le cose raccontate, e per lo stile con cui si raccontano,
e vo notando alcune cosarelle in un foglio à parte, per
trattarle poi insieme col Sig. Canonico et accomodarsi per maggior
intelligenza de lettori. Il capitolo lunghissimo sopra nostra
Madre, chè al principio, non mi pare à proposito
in quel luogo, perché il lettore aspetta la vita di Crocefissa,
e non della Madre. Onde ho detto al Sig. Canonico che saria meglio
conservarlo al fine dellopera come unaggiunta, cennandola
solamente al principio della vita.
Il capitolo di quei altissimi gradi dunione, non so se sia
meglio à levarlo ò lasciarlo; perché sono
materie altissime, e forse fra cento non vi sarà uno che
lintenda, e lo gradisca; consultaremo però di questo
più maturamente. Mi è sommamente piaciuto il capitolo
dello stato di bambina, perché è una cosa straordinarijssima,
e che poteva trovar intoppi, nondimeno per grazia di Dio è
stata ben portata, e spero che il resto ancora corrisponderà
al già letto.
Quale occorre per hora, pregate Iddio per me e vi saluto con le
sorelle e coteste religiose, e nostro Signore vi dia sempre la
sua grazia.
Roma, 17 Novembre 1703.
1703 11 24 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o
ricevuto una vostra scritta già quasi due mesi cioè
à 27 Settembre, credo che sia restata per strada in questa
posta dimenticata, comunque sia, ne sia sempre lodato il Signore.
Vi ringrazio delle diligenze fatte con la Signora Prencipessa
per i legati etc. e già vedo che le cose vanno à
lungo, fiat voluntas Domini.
Il Sig. Abate Rini vi saluta tutte, egli sta in medicamenti per
i suoi mali corporali chassai si cooperano agli spirituali;
mha fatta una caldissima instanza desser raccomandato
assai alle vostre e comuni orazioni, io con dire che veramente
nè bisognoso, havrò detto à bastanza
perché so la carità che portate à detto Signore.
Ho mandata la scatolina al Sig. Sciabarasi: il quale mha
fatto dare due scudi romani perché li faccia capitare costì
a sua sorella suor M. Pacifica. Vi prego à dargliele à
proporzione di due scudi romani quali poi vi tratterrete dal denaro
de legati, con mandarli meno di due scudi. Vorrei che gliele
daste subito, e chella avvisasse à suo fratello dhaverli
ricevuti.
I Processi già per grazia di Dio si sono consegnati, et
hoggi si spera ottenere la licenza della S. Congregazione per
poter esser aperti, ma la copia non credo si comincierà
fino à tanto che il Signore non provede del denaro, quale
spera il Signor Canonico che lo darà Monsignore, ma bisogna
aspettarne la certezza con sue lettere. Il Sig. Canonico ha fatto
allingrosso il conto delle spese per la copia, rivisione,
scritture, etc. per detti Processi, e gli pare che possa arrivare
à due mila scudi: se bene non sono necessarij tutti insieme
da principio, perché per questi atti significati sempre
vi vorranno due anni.
Bisogna rimetter il tutto nelle mani della Divina providenza,
non volendo noi altro che la Divina volontà. Non lasciate
di raccomandare sempre questa causa nelle vostre orazioni. Sto
ancora leggendo la vita di Crocifissa, e non si lasciano le diligenze
per sapere incamminarla bene. Credo che bisognerà levarne
qualche cosa per togliere qualche intoppo; e se le cose del processo
anderanno bene, sempre poi vi sarà tempo di potere stampare
insieme tutti i scritti e lettere della Serva di Dio: perché
in essi shavrà una più compita notizia del
suo spirito et azioni, spiegati dalla stessa sua penna. Facciamo
al presente ciò che presentemente Iddio vuole di noi, e
non pensiamo à quello che poi shavrà da fare,
perché come dice il Signore dellEvangelio Basta
a ciascun giorno il suo male. Sufficit diei malitia sua.
Pregate per me acciò che il Signore mi dia una buona morte
e mi mandi in luogo di salute, e lo stesso facciano per carità
laltre religiose e sorelle che tutte saluto nel Signore.
Roma 24 Novembre 1703.
1703 12 01 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
n
questa settimana non ho havuto lettere da costà, avviso
dunque ciò che qui occorre. Sabbato passato nella Sagra
Congregazione s hebbe la licenza di aprirsi i processi della
Serva di Dio: ma perché in oltre vi vuole il consenso del
Papa, questo si spera haver hoggi, che deve andar alludienza
del Papa Monsignor Segretario della Congregazione per riferirgli
le cose determinate nella precedente Congregazione per haverne
il placet. Havuto questo speriamo nella settimana entrante di
far aprir i processi con la ricognizione de sigilli etc.
il che si farà avanti il Cardinale Prefetto della S. Congregazione
presente il notaro etc. Però non si comincierà la
copia de processi fino à tanto che venghino ordini
di Monsignore di farla à causa della spesa, perché
se non vè denaro non si può poi sodisfare
alli copisti che lhavranno da copiare.
La vita lho quasi letta tutta, et insieme col Sig. Canonico
habbiamo trattato daggiustar alcune cose e gli ho significato
la mancanza vè di suor M. Maddalena nel numero delle
sue prime compagne, il che saggiugnerà. Ciò
che si farà appresso lavvisarò se piace à
Dio, perché almeno vi vorrà una settimana acciò
che il Sig. Canonico dia una rivista à tutta la vita, il
che egli dice di non haver potuto fare in Sicilia per il tempo.
Tempo à dietro vi mandai la lettera de tre PP. Gesuiti
scritta à Monsignor dAmico sopra lo spirito di Crocifissa,
la qual lettera è registrata tutta nella vita, ma bisognerebbe
haverne loriginale per ogni buona cautela della causa; quella
che io vi mandai mi pare sia stata loriginale, però
cercatela e tenetene conto perché al ritorno del Sig. Canonico
si potrà fare autenticare con la ricognizione della loro
mano per via di Notaro, prima che muoiono quelli che possono conoscere
il carattere de detti 3 Padri Gesuiti. Tra tanto avvisatemi
se veramente è originale ò copia la lettera da me
mandatavi, che io qui trovai fra le altre scritture: acciò
che possa stare senza sospensione e si possa dare qualche indirizzo
per lautentica. Non occorre mandarmi questa lettera, ma
solo conservarla diligentemente, con certificarmi tra tanto se
(come dissi) sia originale ò copia, il che si può
conoscere dalla diversità del carattere nelle sottoscrizioni.
Questo è quanto presentemente occorre scrivere: pregate
per me assai che ne ho di bisogno assai. Vi saluto con le sorelle
e coteste religiose, et il Signore ci faccia misericordia et in
questo mondo e nellaltro.
Roma 1 Decembre 1703.
1703 12 08 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
uesta
è la seconda settimana senza vostre lettere, ho però
ricevuta una del P. Bernardino del primo del corrente venuta in
7 giorni con la feluca del dispaccio, il quale mi manda inclusa
una della Signora Prencipessa di Scordia con cui mi dà
avviso del suo figlio maschio partorito e della buona cura che
tiene di Ferdinandino con haverlo proveduto di buon maestro. In
questa settimana è stato aperto luno e laltro
processo della Serva di Dio con le forme giuridiche presente Monsignor
Protonotario etc. onde si potrà dar principio alla copia,
quando si vuole; ma come vi scrissi, non si farà altro
fino à tanto che Monsignore non dia ordine di quello che
sha da fare: rimettiamo il tutto nella providenza di Dio.
Non dico altro per scarsezza di tempo, pregate per me e vi saluto
con le sorelle e coteste religiose.
Roma 8 Decembre 1703.
1703 12 15 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o
ricevuto due vostre lettere de 28 Ottobre, et 11 di Novembre
con i saluti per il Sig. Abate Rini, et il Sig. Canonico Turano,
a quali gli ho rapportati et essi ve ne rimandano molti
altri con molte espressioni che brevemente tralascio; il Sig.
Abate Rini sta molto afflitto danimo e di corpo, et si raccomanda
assai assai alle vostre orazioni, e mha detto che in ogni
mia lettera ciò vinculchi, e perciò vi serva
per continuo ricordo la presente lettera.
La settimana passata la Signora Prencipessa di Scordia mi diede
parte del figlio maschio, et io le risposi subito, come vi cennai
nellaltra; quanto a legati aspettaremo la Divina Providenza
facendo noi da canto nostro quello che si può, come Dio
vuole. Mi dispiace la lunghezza della fabbrica del Collegio delle
Scuole pie, bisogna che voi fate intendere a Padri che stanno
costì che scrivano al loro P. Provinciale che insista à
voce con detta Signora per havere il dovuto sussidio, perché
con la voce viva si opera più efficacemente, e così
egli bisogna che insista anche importunamente per ricavare almeno
in varie partite ciò che deve havere per la fabbrica e
così bisogna incaricar questo negozio caldamente alli stessi
Padri.
Di quella piccola somma poi dovuta qui al P. Procurator Generale
non ne ho havuto più nuova, e pure non si tratta se non
da 3 scudi in circa, chè vergogna à dirlo.
LOrdinario monastico per altri 3 anni lho già
comperato due giulij: ma la difficoltà sarà à
mandarlo per esser cosa così piccola; allultimo se
saremo vivi si potrà dare al Sig. Canonico Turano, che
pensa far ritorno doppo Pasqua, se Monsignore non ordina altrimente.
Quanto a processi già furono aperti, et il Sig. Canonico
sudetto ha contati i fogli, le linee e le sillabe per far calcolo
della spesa della copia dessi: e tirato il conto non crede
che vi vogliono 2 mila scudi, come prima havea creduto, ma fino
allintroduzione della Causa al più bastano anche
mille scudi, anzi prontamente per la copia e scritture bastano
scudi cinquecento, perché poi altri 400, ò 500 scudi
non saranno così presto necessarij. Sicché per hora
bastarieno 500 scudi; egli ne ha avvisato Monsignore e dalle sue
risposte dipende il cominciamento delle copie etc. Sicché
hora si fa pausa aspettando le disposizioni della divina providenza.
Quanto alla vita, lo stesso P. Canonico la sta rivedendo meglio,
e pensa prima delle feste darla à leggere à persona
dotta e prattica delle cose dello stile della Curia Romana, e
sentito il suo parere, si farà poi con laiuto di
Dio, ciò che si crederà opportuno per non dar intoppo
alla causa della beatificazione.
Raccomandate al Signore tutto questo negozio, e di queste cose
di spese non ne parlate senza necessità per non parere
che si cerchi con ansietà ciò che dipende dallaltrui
liberale carità. In ultimo pregate per me con le sorelle
e coteste religiose, quali tutte saluto nel Signore.
Roma, 15 Decembre 1703.
Una persona mha domandato dhavere il breve ò
copia dellindulgenze concesse alle stazioni della Via Crucis
del Monte Calvario, ottenute dal P. D. Carlo; fate la carità
di mandarmene copia se lindulgenza è perpetua, e
sera per 7 anni mandatemi loriginale, quale facilmente
sarà à Monte Calvario ò lhavrà
il P. Arciprete. Informatemi, et avvisatemi.
1703 12 22 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o
ricevuto la vostra de 19 Novembre, e ringrazio il Signore
della sanità che vi dà, particolarmente à
suor M. Maddalena nel Romitorio, stante le sue indisposizioni.
Ho ricevuto le 3 crocette della Serva di Dio, e per le cose sue
qui saspettavano lettere di Monsignore per sapere quello
che sha da fare, come già vho scritto con le
poste passate. Quanto al legato intendo dalle righe scritte dal
Sig. Vincenzi, esservi più vicina speranza; rimettiamo
il tutto alla divina providenza.
Lunedì 17 del corrente il Papa ha fatto il primo Cardinale,
e solo, Monsig. Pignatelli Arcivescovo di Napoli, chè
stato Nunzio in Polonia, et il Papa lo richiamò perché
andasse alla Chiesa di Napoli che non poteva stare senza Pastore,
et acciò che vandasse con più autorità
massime in questi tempi lha fatto Cardinale essendo ancora
per strada del suo ritorno, e fra pochi giorni credo che arriverà
qua. Questo è stato de nostri, e poi fu fatto Arcivescovo
di Taranto, e nellultimo anno dInnocenzio XII s. m.
fu mandato Nunzio, e poi questo Papa lo fece Arcivescovo di Napoli.
In questo fatto sè veduta una cosa di grandedificazione
nel Papa; egli ha un nipote ecclesiastico che lha fatto
studiare nel Seminario Romano da giovine e sè addottorato
in Teologia, e nondimeno non gli ha data altra dignità
che di farlo Canonico di S. Pietro; fatta poi questa Promozione
lha fatto Cameriere dhonore, e lha mandato à
portare la beretta rossa al Cardinal Pignatelli per strada. Sicché
questo suo nipote che in altri tempi forse sarebbe stato Cardinale,
hora è diventato Cameriere dhonore e porta la beretta
ad altri. Nostro Signore chha dato questi sentimenti così
humili e modesti al Papa, gli dia anche forza di ben servirlo
in tutto il resto e non lasciate di raccomandarlo al Signore comanche
il Sig. Abate Rini e me, perché tutti habbiamo bisogno
della misericordia di Dio.
Un nostro Padre ha fatta la vita di Nostro Signore in versi volgari
che saranno da 2 mila ottave, perché le persone idiote
sapessero la vita del Redentore più facilmente anche cantando
in luogo daltre canzoni profane, hora è arrivato
alla Passione e desidera dessere raccomandato allorazioni
daltri acciò che il Signore gli dia special assistenza
in questo argomento di misterio di pietà; perciò
ve lo raccomando, e ne havrete special menzione nellorazioni,
acciò che il tutto riesca di frutto dellanime e gloria
del Redentore.
Vi saluto con le sorelle e coteste religiose.
Roma 22 Dicembre 1703.
prosegui
alle lettere successive
