
1693 01 02 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o havuta una lettera
di s. M. Isabella de 3 Decembre, con lavviso della
salute disperata della Signora Principessa: il mio sentimento
in ciò potete immaginarlo, gli effetti però per
la grazia di Dio sono di adorare le Divine Disposizioni, senza
cercar di penetrarle. Spero in S. D. M. di sprofondarmi sempre
più in tal abbassamento, e riservando ciò al mio
interno passo à far lufficio che devo di somministrar
il mio parere. Ho bensì qualche timore in farlo, perché
veggo cotesto paese tanto preoccupato del giudizio de Palmesi
ed altri consiglieri, che pare che à me non resta altro
che di venir à scuola, et obbedire alla cieca al parere
che corre costì; io veramente non pretendo di sapere più
degli altri, ma è ben vero ancora che ho qualche prattica
del mondo più di qualchedun altro di costì, tanto
per le persone savie con le quali qui si prattica, quanto per
quello che simpara dagli esempi daltri. Siano prese
le mie parole come si vuole, e si buttino pure allaria:
io dirò quel che la carità verso nostro Nipote mi
spigne à dire per sua utilità. Se la Signora Principessa
è passata allaltra vita, non si trova altro efficace
rimedio alla persona di nostro Nipote ed alla Casa, se non chegli
si risolva di far il viaggio per qua. Le considerazioni sono tali,
e così pesanti, che levano la vista ad ogni altro ripiego;
io ne ho consultato, e mi viene approvato ciò unicamente,
né spero derrare, come non ho errato quando consultai
il viaggio dItalia tanti anni sono, e quando la congiunzione
di parentela non era da me approvata, io non voglio qui addurre
i motivi, ma credetemi che non credo dingannarmi.
Se voi approvate questo mio unico consiglio, procurate dimprimerlo
nellanimo di nostro Nipote, acciò che faccia gagliarda
risoluzione di assolutamente intraprendere questo viaggio per
visitar questi luoghi santi e per diviarsi dalla mestizia del
lutto: tanto più che non è tempo così presto
di trattar nuovo matrimonio, per lo quale non simpegni assolutamente
differendo ciò al suo ritorno passati alquanti mesi. Questi
due punti del viaggio, e del non impegnarsi procurate efficacemente
se egli non è costì per via di lettere confidenti,
e di persone fedeli à bocca chegli gli abbracci,
e se ciò siegue come dee seguire non essendo egli putto
chhabbia ad haver rossore di dir di no a chi lo sconsigliasse,
procuri di metterlo prestissimo in esecuzione, e mettersi subito
in viaggio acciò che sia qui prima della settimana santa.
Il suo viaggio potrà farlo per Messina, e fino alla detta
città con poca gente, come costumano anche i personaggi
grandi, senza farsi molto conoscere; da Messina poi fino à
Napoli per mare in feluca terra terra, e da Napoli qua per terra.
Da Messina bastarà chhabbia seco qualche venerando
Sacerdote ò Religioso, ò almeno il Sig. Guarini,
et un cameriere essendo questo luso de Signori che
camminano il mondo; habbia le provisioni necessarie e non superflue,
e polize di cambio per Napoli se bisogna, e per qui, dove se piace
à Dio sarà mia cura dargli lindrizzo conveniente;
il Sig. D. Gioseppe Naselli chha fatto questo viaggio, saprà
dargli qualche più particolar avvertimento. Se ha scarsezza
di denaro, lo prenda ad interesse, poiché la necessità
non ha legge, essendo cosa necessaria.
Il governo di Palma per quei pochi mesi dassenza sua, se
il Sig. Principe dAragona non lo volesse prendere, lo potrebbe
dare ò al Sig. Barone Ribera, ò al Sig. D. Vincenzo
Gaetano, con lamministrazione de beni etc. Mi pare
dhaver detto tutto in sostanza. Ho detto il mio parere di
ciò che stimo necessarijssimo per nostro Nipote, per la
Casa, e per Palma; non aggiungo altre persuasioni se non che da
me non aspettiate altro consulto, vedendo ognaltro vano
et inutile. Se non lo vogliono esseguire io mi lavo le mani e
lascio che ognuno si governi come vuole.
Mando questa per via di Napoli, acciò che quindi sia mandata
in Palermo con la feluca del dispaccio, che ogni 15 giorni parte
mandata dal Vicerè di Napoli al Vicerè di Sicilia.
Raccomando questo piego al Sig. D. Placido Marchese con pregarlo
à spedir un corriere à posta costà, quale
voi farete pagare à nostro Nipote. Le risposte le mandarete
allo stesso Sig. D. Placido, chegli me le manderà
con la medesima via della feluca del dispaccio; anzi quando havrete
cosa di maggior premura, pregatelo allhora pure che mandi
le vostre lettere con la stessa feluca di 15 giorni, con inviar
le lettere à Napoli secondo che io gli havrò avvisato.
Carissima sorella laffetto che porto à questo unico
nipote mi ha fatto scrivere tutto questo: se voi gli volete male,
siate pigra à sollecitarlo alla risoluzione; spero però
chegli non sarà così poco avvertito che non
habbia imparato à sue spese seran buoni i consigli
datigli di qua tempo fa. Con la posta ordinaria scriverò
pure à s. M. Isabella, queste stesse cose, acciò
che se mai queste non capitassero, arrivino almeno quelle. Pregate
per me. Vi saluto nel Signore con tutte le sorelle e coteste religiose.
2 Gennaro 1693.
Mando lacchiusa à nostro nipote per significar à
lui il mio senso come vedrete, lo fo però in generale senza
molta lunghezza per degni rispetti, lasciando à voi di
significargli il contenuto di questa lettera con tutta confidenza.
Se la Signora Principessa però fosse viva come desidero,
non occorre propalare à lei queste lettere etc.
1693 04 18 - AGT (copia) -
(A suor M. Maddalena sua sorella)
o havuta una vostra
di 18 Marzo con unaltra di s. M. Francesca (Serafica), delle
quali vi ringrazio il Signore per che mhanno recato buone
nuove della salute loro e de nostri nipoti: landata
de quali in Palermo ci darà maggior occasione di
raccomandarli al Signore acciò che assista loro con la
sua santa protezione. Bisogna che noi ci accomodiamo alle disposizioni
della Providenza divina che governa il cielo e la terra, e senza
la cui volontà foglia dalbero non cade in terra.
Ringrazio di cuore Iddio benedetto per lavviso datomi da
s. M. Francesca del Legato scorgendo il suo soccorso vicino per
levarmi quellinquietudine di quei debiti molto fin hora
cresciuti. Ringrazio ancora i ministri della divina Providenza
cioè la sudetta s. M. Francesca, e D. Giulio M. che in
ciò si sono cooperati. Credo che con la posta ventura havrò
se piace à Dio le polize, delle quali se una ne mandava
à me il Sig. Basso con sua lettera, già lhavrei
ricevuta à questhora. Ma non importa tanto una settimana
più ò meno.
Spero di mandar con questa mia la licenza per s. M. Benigna, sopra
la quale la S. Congregazione sè rimessa allarbitrio
di Monsignore Vescovo. La settimana passata non potei haverla
perché Mons. Segretario havea la chiragra e non potea sottoscrivere,
spero però che per questo giorno la potrà sottoscrivere.
Io laspetto, se mi viene, la manderò, altrimente
si consolino della grazia fatta tutto che differita. Quanto alla
mia salute me la vo passando meglio per grazia di Dio se bene
alle volte mi sopragiugne allimprovviso quel flato del cuore
e della testa. Io continuo il vino acciarato, e doppo la purga
il medico mi vuol dare laccaio in giuleppo che non mi darà
incommodo ò suggezione come egli dice. Fiat voluntas
Domini. Del resto io goduto nella vostra lettera quei sentimenti
dellufficiatura della Chiesa con modestia senza tanti strepiti
e distrazioni. Voi sapete quando era figliuolo come io era affezionato
straordinariamente allesteriorità della pompa:
cum essem parvulus sapiebam ut parvulus. Ma hora che factus
sum vir non so se sia per mia pigrizia ò per altri
ammaestramenti, godo più nellufficiatura quieta e
modesta, che nella distrazione e starei più facilmente
4 hore in coro nella semplice salmodia e canto che un quarto di
hora applicato à certi minuti lavori et applicazioni benché
sante dellesteriore della Chiesa. E per dirla in una parola
mi piace assai la moderazione e non maggradano molto tanti
strepiti superflui di campane, di musici, di fiori e lunghi apparati,
parendomi che la mediocrità in tutte queste cose solleva
lo spirito, e la multitudine lo soffoca. Non potete credere quanto
mi piacciono i riti de Certosini, e sono andato più
duna volta à sentir le loro Messe cantate, le quali
sì come sono lunghissime nel canto fermo, così sono
semplici senzorgani, senza campane, senza multitudine di
ministri che camminano per il coro, che paiono più divote
almeno al mio poco spirito, e quella semplicità dornamenti
dellaltare e degli habiti sagri mi pare che renda più
humile lo spirito e la mente più raccolta à Dio.
Io lodo i santi usi diversi da questi, ma parlo con gusto di quelli
che più piacciono. Ho detto questo per la causa che voi
me ne havete data dicendomi che voi costì osservate come
simili, benché stento à crederle in tutto, poiché
le monache per lordinario spendono gran tempo in far ricci
sopra ricci, odori sopra odori, fiorini sopra fiorini. Ma il Signore
rimeriterà la buona intenzione indirizzata à sua
gloria, se ben quel tempo potrebbesi più utilmente spendere
in sante orazioni, preghiere, lezioni, e salmodie.
Del resto pregate per me voi e le sorelle e coteste religiose,
e tutte saluto i nostri nipoti.
18 Aprile 1693.
Questa lettera stracciatela subito letta.
1693 06 06 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o havuta la consolazione
della vostra lettera de 6 Maggio, e ne ringrazio Iddio,
come anche della sanità che vi dà; per lavvisi
vostri intendo il mancamento delle lettere vostre per qua onde
nasca: si potrebbe pregare il Sig. Marchesi che rimediasse à
questo sconcerto delle poste tanto disordinate.
La settimana passata hebbi lettera da D. Giulio, con la quale
mi raguagliava del miglioramento della Signora Principessa e della
sanità ricuperata dalla Sig.a suor Antonia, che spero hora
stia pienamente bene. Voi riveritela à mio nome et hora
e sempre, ò almeno di tanto in tanto, pregandovene hora
per sempre, e la potrete assicurare che io mai tralascio di raccomandarla
nominatamente à nostro Signore, al quale ella pure mi raccomandi
per carità.
Le polize le ho havute tutte due e ve ne ringrazio di nuovo; il
denaro finalmente è stato esatto, benché più
tardi assai del solito, che sono scorsi molti giorni oltre il
dovere. Ve lo scrivo acciò che con questo negoziante che
si chiama Del Rosso non facciate fare più cambij, i quali
saranno più à mio gusto in altre occasioni se saranno
fatti ad un tal negoziante Pallavicini, ò ad un altro Bottini.
Gli anniversarij fatti per la nostra buona madre spero che siano
più giovevoli à noi per riconoscere laffetto
di chi gli ha fatti fare, che per quellanima benedetta,
io non ho lasciato di far anche il mio privato, come lo fo à
nostro Padre, Fratello e Zio. È ben vero che non ho havuto
quel dolore che voi dite di haver provato in tali rammemorazioni:
poiché vivamente apprendo che desiderarla viva, sarebbe
desiderarle e volerle male; ella è fuori di questa valle
di lagrime e di questa prigione, et il desiderarla viva sarebbe
desiderarla di nuovo imprigionata e lagrimante.
Certo oltre tante tribolazioni di questo mondo che da ogni banda
diluviano, se altro non vi fosse di dolore, quei due motivi che
porta S. Agostino, del pericolo della dannazione eterna, e della
penuria che qui vè della perfetta giustizia, cioè
della perfezione della santità della vita, questi soli
basterebbono à tenerci qui con tanto dolore, quanto sta
uno schiavo in Barbaria.
Il sudetto Santo fa un bellissimo discorso sopra tal materia,
essortando tutti à vivere scontenti e con dispiacere desser
vivi di questa vita, della quale parla con una santa impazienza
suspirando et anelando allaltra. Se tanto dunque si desidera
laltra vita perché habbiamo noi da rammaricarci invidiosamente
del bene acquistato dalla nostra buona madre?
Della mia salute poi, già ho finito lacciaro, havendolo
preso per 30 mattine, mi pare che mhabbia giovato assai
per grazia del Signore al quale ne rendarete grazie.
Per la licenza che desiderate per la nipote del P. vostro Confessore,
che non sa leggere bene, io minformerò et avvisarò
se ciò possa ottenersi, e che spesa vi voglia per il breve
etc.; vi ricordo però le vostre costituzioni del numero
prefisso delle religiose, perché mi pare che sempre multiplicate
religiose: questa multiplicazione vha da rovinare il Monasterio
nello spirituale, ma non si crede al Santo finà tanto
che si vede il miracolo; col tempo piagnerà il Monasterio,
quello di che hora gode. Lo dico per laffetto che porto
à cotesto santo luogo, che per altro à me nulla
importa.
La settimana passata scrissi che fossero dati tarì 38 à
suor M. Pacifica poiché havea havuta altretanta moneta
romana qui dal suo fratello, ma questi poi mha scritto che
importano tarì 40. Io non voglio attaccar lite per due
tarì, voi fatemi il piacere che le siano date altri due
tarì, per compire il numero di 40, e fate che gli scriva
il tutto; questo denaro di tarì 40 voi lo levarete dal
denaro che havrete à mandarmi per i Breviarij etc.. La
moneta romana havuta qui dal Sig. Sciabarasi è stata di
scudi tre giusti, tutta la spesa fatta per i sudetti breviarij
come vedrete nellacchiusa nota è di scudi 16 e baiocchi
93; di questi bisogna levarne scudi 3 havuti da Sig. Dr. Sciabarasi,
e bisogna levarne scudi nove che devo à voi altre, perché
quei 6 rami mandativi li comperai con denaro vostro: ma poi voi
mi mandaste 9 scudi, come se quelli non fossero stati comperati
col vostro denaro, onde quelli 6 rami mi furono pagati due volte:
e perciò io à voi sorelle resto debitore di scudi
nove. Sicché di tutta la somma di scudi 16 e b. 93 bisogna
levarne scudi 12 e restaranno à mandarmi scudi romani 4
e baiocchi 93; quelli 9 scudi però lhavrete da esiggere
voi, e tenerveli per voi. Ecco tutto questo gran negozio che mha
fatto perdere mezza mattina per aggiustarlo. Li sudetti Breviarij
già sono in ordine in Dogana, e non saspetta altro
se non che venga qualche barca per mandarli.
Pregate per me che non ho più testa per questi imbrogli,
i quali forse s. M. Isabella li saprà meglio intendere
che io significarli. Saluto tutte etc.
6 Giugno 1693.
1693 07 18 - AGT (copia) - (A
suor M. Serafica sua sorella)
a
vostra lettera di 15 Giugno mha portata la consolazione
della vostra mediocre salute, della quale ne ringrazio Nostro
Signore datore dogni bene. Al quale voi ancora renderete
grazie per quella che mi dà, con miglioramento di quella
mia indisposizione.
Voi sempre vi lamentate che io non vi do avviso della mia sanità,
ma non havete in ciò ragione, perché la lettera
di mia mano vè testimonio che io stia almeno in mediocre
stato: e quando io altro non avviso, è segno che sto al
solito secondo altri precedenti avvisi. Del resto non lasciate
di pregar il Signore per questa et ogni altra indisposizione corporale
e spirituale.
In questa posta ho ricevuta pure una lettera di D. Giulio dalla
Torretta degli 18 Giugno: nella quale mavvisa che quellaria
havea giovato alla Signora D. A. ma che per S. Giovanni ritornano
in Palermo per trattenervisi questa estate.
Mi dà pure commissione per comprar i pappagalli e cagnole.
Hor vedete à che sonarrivato, chhabbia ad andar
cercando pappagalli e cagnole. Io lo compatisco essendo ancora
giovane: et egli considererà lo stato mio ecclesiastico
à cui disdicono queste zannate. Ve lo ho scritto per ridere,
come io ne ho riso meco stesso, e sorridendo gli risponderò.
In questa settimana il Papa ha finito il secondo anno del suo
Pontificato chè stato di molto esempio et utile à
questa città, massime per haver levata quella vendibilità
di ufficij principali, e per haver raccolti tutti i poveri che
mendicavano, e provvedutili con grossi assegnamenti. Egli continua
à star applicato al bene della Chiesa et al buon governo
di questa città.
Se bene no gli mancono bocconi anche amarissimi per varie incontrature,
come ne ha una hora per volere la giustizia chè stata
violata da un ministro qui dun Potentato. Le cose stanno
torbide e non si sa quel che seguirà. Loro costì
lo raccomandino à nostro Signore acciò che gli dia
lume et efficacia di fare sempre il servizio di S. D. M..
Quanto poi à quello che mi dite à non stare malinconico,
io lo desidero più della vostra essortazione. Ma il desiderare
e non havere accresce anzi che sminuisce la malinconia. Chi mangia
assenzio, come può egli havere la bocca dolce? Dagli huomini
non occorre aspettare consolazione perché ogni consolazione
humana è consolazione di parole e non di cuore. Chi può
consolarmi, per giusto suo giudizio et in pena della mia superbia
non porge la sua consolazione: e se bene questa facilissima gli
è, non di meno viene impedita dalla mia indegnità
e colpa. Così diceva Elifaz a Giobe: Numquid grande
est ut consoletur te Deus? Sed verba tua prava hoc prohibent.
Egli e forse è qualche gran cosa che Iddio ti consoli?
Ma le tue male parole e come cose ciò impediscono. Hora
voi pregate il Signore acciò che ci dia la consolazione
eterna, perché ogni cosa temporale ò dolce ò
amara passa come un sogno; che finito, è come non fosse
stato. Il Signore disse al languido Vis sanus fieri? Così
possemo dire à noi stessi; ma questa sanità perfetta
senza quelle malattie delle 4 passioni che sono come le ulcere
e piaghe dellanima nostra, cioè il desiderio et il
timore, il dolore et il gaudio, che spesso perturbano come le
piaghe mandano marci et escrescenza e puzza, queste malattie,
dico, saranno sanate perfettamente di là in cielo: perché
la grazia di Dio in questa vita è grazia medicinale: ma
nella futura vita è grazia di sanità. Per questo
S. Paolo diceva che il nostro huomo interiore cioè il nostro
spirito renovatur de die in diem, si va rinnovando e sanando
di giorno in giorno; va migliorando nelle sue indisposizioni,
ma la perfetta sanità e rinnovazione totale sarà
nellaltra vita. Che però à quella aspirano,
come gli ammalati e glimpiagati aspirano qui alla sanità
corporale chè più tosto infermità continua
che sanità. Inquietum est cor nostrum, inquietum est
donec perveniat in te Domine.
Saluto le sorelle e tutte etc..
18 Luglio 1693.
1693 08 29 - AGT (copia) - (A
suor M. Maddalena sua sorella)
avendo ricevuta
una vostra de 23 Luglio ringrazio il Signore delle nuove
mi date della mediocre vostra salute costì e de nostri
nipoti in Palermo e lo prego à sempre darvene tanta quanta
vi sia salutare per ottenere la salute eterna. Io celebrai per
voi la S. Messa nel dì dellAssunzione della Madre
di Dio: la quale spero che motterrà la misericordia
di Dio, di esser partecipe di quellimmensi gaudij del cielo:
i quali sono ò debbon essere gli oggetti de nostri
desiderij: dove trovaremo cose tali preparatici da Dio che mai
occhio qui vidde, né orecchio mai sentì. Che se
voi volete sapere quale sarà quivi la vita nostra, se Iddio
ce ne fa degni: io vi dirò con S. Agostino: ditemi voi
prima qual è la vita degli Angeli lassù, che io
poi vi dico quale pure sarà la nostra: poiché il
Signore disse che gli huomini beati erunt sicut Angeli, et
aequales Angelis. Quella maniera di vita è tanto più
amabile quanto più grande: e tanto più grande quanto
più sopravanza ogni terrena immaginazione. Diceva il medesimo
Santo, io vi potrò dire quale non sarà la nostra
vita; ma non già quale sarà. Poiché so
quali non saremo, havendo noi qui lesperienza di quelle
cose che non saranno mai più in cielo e noi habbiamo lesperienza
di tanti mali, di tanti incommodi, di tante angustie, e di tante
tentazioni, che né pure li possiamo contare e perché
di questi ne habbiamo lesperienza, e quivi non saranno più,
perciò vi posso dire quali non saremo, poiché quivi
absterget Deus omnem lacrymam ab oculis sanctorum; et iam non
erit amplius neque mors neque luctus neque clamor nec dolor erit
ultra. Poiché queste cose prima qui da noi provate,
lassù svaniranno, quia prima abierunt. Del resto lo stesso
santo diceva quales erimus, tunc sciemus cum fuerimus.
Allhora noi sapremo quali saremo, quando arrivaremo ad esser
tali. Ò beata vita alla quale si passa con la morte. Questa
considerazione dellesperienza de mali che lassù
più non saranno, devono addolcirci ogni morte per la quale
il buon Cristiano transit de morte ad vitam. Et à
me riesce tanto viva et efficace questa considerazione che quasi
mi toglie ogni sentimento dafflizione quando intendo la
morte di alcuno. Temo però assai la mia per non sapere
shabbia da passare dalla prima morte alla seconda chè
la dannazione. Pregate Iddio che mi liberi da questa seconda morte,
challhora sarà un bel passaggio la morte temporale,
la quale a nobis est iter ad Deum.
Mi trovo alcune figurine le quali perché saranno di più
profitto à far qualchaltro virtuoso fra noi, che
appresso di me, ho pensato mandarvele. À voi per sorte
è venuta questa della creazione del mondo e dellhuomo.
Questi ci fece perdere il paradiso terrestre con la sua superbia:
ma Christo secondo Adamo con la sua humiltà cha acquistato
il paradiso celeste: et è stato più ammirabile il
riscatto dellhuomo dalla potestà del diavolo, à
cui era schiavo tutto il genere humano, che perciò disse
Christo Princeps hujus mundi eijcietur foras; che non fu
ammirabile la prima creazione dellhuomo, creato innocente
e non soggetto al principe de demonij. Dalla miseria conosciuta
la misericordia che maggior miseria che nascere schiavi del demonio?
E pure Christo ci ricompera col suo sangue communicatoci col Sacramento
del Battesimo: che perciò anche à bambini nati dunhora
prima del Battesimo, il sacerdote grida Exi ab eo Satana, et
da locum Spiritui Sancto Paraclito. E dice tanti altri esorcismi
per scacciar la potestà di Satanasso in quel bambino che
il suo padre Adamo vendé come suo figliuolo à Satanasso.
Ma di ciò basti.
Resta che vi dica dhaver dato il memoriale per s. M. Benedetta
Portoloni; e già shavrà la lettera della S.
Congregazione à Mons. Vescovo pro informazione. Spero mandarla
qui acchiusa se lhavrò prima di serrar questa. Quando
la riceverete fatela mandare à Mons. E poi la risposta
rimandatela à me: poiché secondo la risposta si
potrà havere buona speranza ò no. Prima di mandare
questa lettera à Monsignore sigillatela etc.. Pregate per
me; e vi saluto colle sorelle e coteste religiose con nostri nipoti
e tutti pregate per me. Deus pacis sit cum spiritu nostro.
Amen.
29 Agosto 1693.
La Contessa di Prades delle infermità della quale vi feci
menzione, era Signora in Palermo et è ben conosciuta da
voi: ma io per errore scrissi Prati per Prades.
1693 09 05 - AGT (copia) - (A
suor M. Serafica sua sorella)
o havuta una vostra
lettera de 28 Luglio con lavviso delle indisposizioni
de s. M. Isabella (Crocifissa), sebene migliorate con luso
del sciroppo di granci: ringrazio Iddio Signore nostro e delle
tribolazioni che per nostro bene ci manda, e del sollievo di esse
per poterle tollerare con rendimento di grazie.
Siane egli lodato sempre in qualunque tempo ò sereno ò
tempestoso con la speranza dhaver leternità
interminabilmente serena. Aspetto nuovi avvisi della salute di
essa e di voi tutte; e per me la passo mediocremente, anzi ottimamente
à rispetto de miei peccati. Rimettiamoci nelle mani
di Dio, e preghiamolo che omnia cooperentur nobis in bonum.
Per le cose di D. Giulio intendo quel che voi mi scrivete et il
Sig. Guarini ha scritto costà. Ma nel medesimo giorno ho
ricevuta una lettera di detto D. Giulio di 7 Agosto: il quale
mi dice non essersi ancora presa risoluzione sopra la sua dimora
in Palermo. Io gli risponderò chiaramente i miei sensi
nel disapprovarla: e penso scrivergli che se non vuole assolutamente
ritornar costà, almeno vada in Aragona, poiché credo
ò che sotto la direzione del Signor Principe habbia à
regolar meglio le cose di sua Casa: ò sia poi più
facile à risolversi di venire costà. Benché
questo ultimo motivo non glielo significarò, perché
sarà più a proposito di suggerirlo à suo
tempo: e potremo per hora contentarci del primo passo. Né
voi dite cosa alcuna di ciò, anzi stracciate questa mia
lettera, aspettando l'opportunità del tempo. E sopra tutto
raccomandiamo al Signore e lui e la sua Casa e noi tutti, acciò
che ci faccia fare sempre la sua santissima volontà.
Giacché nella vostra lettera fate menzione di Abel e Caino,
ho risoluto mandarvi una figura di essi e di loro sagrificij:
e vi servirà per ricordo acciò che preghiate Nostro
Signore che ci faccia partecipi di quello spirito che diede ad
Abel facendo che offerisse plurimam hostiam come dice S.
Paolo.
Poiché qui seminat in benedictionibus, de benedictionibus
et metet. E sì come egli gli diede la buona volontà
di offrirgli gli animali migliori e più grassi, così
egli gli significò laccettazione con il fuoco celeste
venuto, che consumò quelle vittime: non venendo quel fuoco
sopra le spighe di Caino che non così liberamente gli offeriva.
Non mi dilungo più per riservarmi il tempo di scrivere
a D. Giulio. Del resto pregate sempre per me. E salutatemi le
sorelle e tutte coteste religiose. Et Dominus pacis sit semper
nobiscum.
5 Settembre 1693.
La settimana passata mandai la lettera pro informazione per s.
M. Benedetta Portoloni à Mons. Vescovo. Ve lo torno à
dire per quando non fosse capitata, acciò che sappiate
quel che sè fatto etc..
Il P. Vitale sta così mezzo stroppiato dalla chiragra e
podagra, cammina però per casa e dice la Santa Messa, e
vi saluta tutte assai etc..
1693 10 20 - AGT (copia) - (A
suor M. Serafica sua sorella)
o havuta una vostra
de 2 Settembre e ringrazio il Signore della mediocre salute
che vi dà, e non lascio di meravigliarmi che le lettere
tanto tardino à venire, perché se di questi tempi
buoni stanno tanto, che faranno linverno? In questa settimana
ne ho avuta unaltra del Sig. Barone Ribera de 7 Settembre,
e perciò più fresca, e pur la Licata è più
lontana di Palermo. Comunque sia sit nomen Domini benedictum.
Quanto poi al parlare spesso della morte, non dovete meravigliarvi,
poiché la qualità del presente ci fa desiderare
il futuro. Pregate Iddio che ce lo conceda buono: poiché
la morte in qualunque tempo non è cattiva, quando si fa
in beneplacito e grazia di Dio. Ho ricevuta la poliza di scudi
romani 17 e baiocchi 23 quale credo non vi sarà difficoltà
ad esser pagata. La spesa da me fatta fu di scudi 16.97 sì
che la vostra poliza ha di più baiocchi 26, che saranno
più o meno tre tarì. Hora voi scrivete che cosa
volete che ne faccia di questi tarì di più. Similmente
li tre scudi romani havuti dal Sig. Sciabarasi sono meno delli
tarì 40 da voi dati à s. M. Pacifica, poiché
in moneta romana la spesa degli smaltini fu di scudi 2 e 30 onde
io vi resto creditore di giulij 7. Ma per non imbrogliare me e
voi, di questo poco sopra più ne compererò gli ufficij
di S. Scolastica come mi scrivete comanche di quelli baiocchi
26 di sopra, per non tener tanti conti lunghi. Del resto per quella
partita de rami di fiori che furono pagati due volte, giacché
havete voluto assolutamente mandarla buona, io ricevo questo denaro
à titolo di elemosina e gratitudine come voi ne havrete
presa espressa licenza dalla superiora, havendovi scritto di questo
già tempo fa che se non havete la licenza à questo
modo, avvisatemelo con tutta prestezza.
Ringrazio il Signore della grazia data à nostro Nipote
con fargli fare quellopera grande di carità nel mandar
costà quella figliolina orfana. Queste sono opere di gran
misericordia perché riguardano in primo luogo il bene dellanima.
Ne sia lodato Iddio, e preghiamolo che gli dia sempre un tale
spirito dimpedire le offese sue. Voi salutatelo, et avvisategli
la mia gran sodisfazione in questo fatto non per vanagloriarsene,
perché conosca la misericordia di Dio che lo ha scelto
per fargli fare una tale opera.
Mando ancora à voi lacchiusa figura di David che
fuggendo affamato da Saul Re che lo perseguitava, andò
al monte Silo, dove era stato collocato fermamente il Tabernacolo
doppo lentrata nella terra promessa, quello stesso Tabernacolo
che fu portato nel deserto per 40 anni. Hora il Sommo Sacerdote
non havendo come soccorrere à David et à suoi compagni
per la necessità gli diede de 12 pani della proposizione
cherano stati levati dal luogo chiamato Sancto, perché
ogni sabbato si mutavano, egli diede pure la spada stessa con
la quale havea troncato il capo à Goliat chera stata
riposta nel Tabernacolo. Questi pani erano figura della S. Eucharistia
che ci sostenta nelle necessità e persecuzioni.
Del resto pregate per me e vi saluto con le sorelle e coteste
religiose e nipoti e pregate per me sempre.
20 Ottobre 1693.
1693 12 19 - AMBP - (A suor
M. Maddalena sua sorella)
a vostra lettera
de 9 Novembre con la giunta de 13 mè
stata tanto più cara delle altre volte quanto è
meno aspettata di man vostra, e più aspettata sopra la
vostra salute, ne sia benedetto sempre il Signore il quale con
la sua santa e giusta mano percuote e con la stessa misericordiosa
raddolcisce la piaga. Haec est quella mutatio dexterae
Excelsi; che muta il tutto hora duna maniera dolorosa,
et hora dunaltra gioconda; queste sono le varietà
mondane tanto necessarie alle nostre infermità hereditate
da nostro padre Adamo, et aumentate da nostri peccati e
vitij, hora si conforta linfermo con ristorativi, et hora
si tormenta con acerbi medicamenti. Preghiamo Iddio che ci dia
pazienza nelle cose avverse, et humiltà nelle prospere
fin tanto che venga quella lieta giornata, in cui ci sia detto
Intra in gaudium Domini tui: e poi quellaltra ultima
in cui alla venuta gloriosa di Christo, sia riscattato il nostro
corpo dogni corruzione e dolore, et in cui aspettiamo redemptionem
corporis nostri, quando sarà transfigurato nella gloria
del corpo di Christo; e sarà un ritratto benché
non tanto perfetto delloriginale chè il corpo
glorioso di Christo. Voi pregatelo per me acciò che habbia
portionem in sorte justorum, in quella gloriosa venuta
del regno manifesto di Christo, che cotidianamente domandiamo
che venga, Adveniat regnum tuum.
Hora quanto à vostri dubbij sopra la dottrina Christiana
non occorre che vi prendiate altro affanno: poiché quelle
cose che voi mi dite di sapere, bastano per il vostro stato; solo
vi dico quel che Christo disse agli Apostoli nellultima
sera: si haec scitis, beati eritis si feceritis ea. Se
voi sapete queste cose, non sarete per questo beati, ma allhora
quando le metterete in prattica.
Solo ho da aggiugnere qui ciò che dite di non sapere circa
il precetto di non nominar il nome di Dio in vano: questo precetto
proibisce sotto peccato mortale ogni giuramento falso: e sotto
peccato veniale ogni giuramento vero fatto senza necessità:
et anche sotto peccato veniale ogni nominazione di Dio in cose
vane e di poca riverenza verso la Maestà Divina, si proibisce
pure da questo precetto la bestemmia e la trasgressione de
giuramenti e de voti, e tanto basta à sapere sopra
questo capo, e dellaltre cose non havete necessità
à saperle.
Godo che habbiate cavato profitto per grazia di Dio delle figurine
delle historie della legge antica: hora io vi mando la figura
dello scopo e fine di quella legge, finis legis, Christus ad
justitiam, Christo è quello che ci ha meritato la vera
giustizia, per la quale siamo fatti giusti, col perdono delle
nostre ingiustizie e peccati. La pena dovuta eternamente alle
nostre colpe lha pagata Christo, sopportandola egli, e portandola
egli per noi; in virtù della qual passione anche noi sodisfacciamo
le pene temporali che ci restano à pagare per i nostri
peccati, perché senza il valore e la virtù della
passione di Christo, né anche per cento e mille milioni
danni potressimo per le nostre sole forze sodisfare à
Dio la pena dovuta al più piccolo peccato veniale: perché
Iddio non accetta da noi cosa alcuna benché piccolissima,
se non viene da lui per dominum nostrum Iesum Christum,
e non vè altra via di salute se non Christo, onde
dicea lApostolo non est aliud nomen sub caelo, in quo
nos oportet salvos fieri, et per Christo salvati et liberati
sumus, ipsi gloria in saecula .
Per i nostri nepoti non ho che dire, poiché non so che
far loro. Eglino vogliono far à modo loro: e non potendo
io dissuaderli di vantaggio, resta che mi metta il cuore in pace,
lasciando e mettendo la loro cura nella providenza Divina.
Ringrazio Iddio dellacqua ritrovata fuori di aspettazione:
e quanto à quegli idoli ritrovati sotto terra, non mene
maraviglio, trovandosene anche qui nelle rovine, e servono per
farci conoscere la misericordia di Dio, che da nostri progenitori
Gentili, noi figli ci ha fatto Christiani; burlandoci di quelli
e cantando per gratitudine verso Iddio, simulacra gentium,
argentum et aurum opera manuum hominum, aures habent et non audient,
pedes habent et non ambulabunt, et non clamabunt in gutture suo.
La poca prattica di questi ritrovamenti vha fatto credere
esser cose di magia; ma come ho detto, non sono queste cose dInquisizione,
ma cose da ridere sopra la cieca gentilità. Non so se hanno
trovata qualche inscrizione, se vi fosse, havrei à caro
ad haverne copia per conoscere, se si può, i tempi et i
padroni di cotesto paese.
Per quel che desiderate sapere circa il nostro buon Pontefice,
egli continua nella sua applicazione continua alla giustizia inverso
i sudditi, et alla misericordia inverso i poveri, che ha raccolti
tutti insieme, come altra volta ho avvisato. Hora applica molto
à stabilire questi luoghi con entrate, acciò che
siano durevoli.
Egli (dicono) chhabbia gran disegni per bene della Chiesa
massime in questa Città: ma ad ogni cosa vi vuole il suo
tempo. De Cardinali non si sa se vorrà far questi
10 che mancano: ò voglia aspettare più numero: si
sta con gran curiosità aspettando la promozione, credendola
tutti che sarà di ottimi suggetti: benché non si
possa indovinarli fuorché i 3 Nuntij delle Corone, che
si credono dovervi esser inclusi. De parenti poi nulla finhora,
e nulla si stima che vhabbia dessere, non essendo
qui né pur presenti et in maneggio i suoi congionti. Qui
habbiamo il Giubileo universale publicato da S. Santità
per la pace de principi Christiani; la guerra de quali
in questi ultimi anni ha fatto spargere tanto sangue Christiano
che potrebbe far un fiume di sangue: e Dio sa come lanime
siano andate dico de Cattolici, poiché degli eretici
à migliara à migliara sono andate allinferno.
Questo Giubileo verrà pure costà: e farete caldissime
orazioni acciò che il Signore tocchi gli animi di questi
suoi ministri mondani per farli accordare: poiché cor
regis in manu Domini, quocumque voluerit, inclinabit illud.
Iddio permette queste guerre per castigar il mondo: come chi permettesse
ad un leone di scappar dalla sua tana, perché con la sua
ferocia ammazzasse un popolo scelerato e ribelle, degno di supplicio.
Vi mando qui acchiuse le litanie proprie per questo Giubileo:
ve ne servirete al vostro Monasterio, e sene potranno servire
anche cotesti RR. Preti nelle processioni che faranno. Del resto
pregate per me, né so come meglio possa spiegarvi il desiderio
chho per le mie particolari necessità; ma Iddio vede
tutto, et scit antequam petamus quid opus sit nobis. Voi pregatelo
sicut scis et vis miserere ei Domine. Saluto le sorelle e
coteste religiose et i nostri Nepoti, e tutti si ricordino di
me nelle loro orazioni.
19 Decembre 1693.
1694 05 22 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
er
una vostra de 13 Aprile ringrazio la Divina Maestà
della salute che vi dà da particolari infermità,
dandovi questa mitigazione ne mali habituali. Sia egli in
eterno benedetto, per me fate conto dello stesso modo, trovandomi
in questa mediocrità la quale però è sempre
gran dono rispetto alla pena che dovrei havere per i miei peccati.
Quanto a qualche sollievo al quale mesortate, mi sarebbe
certamente opportuno: e forse con la venuta di quel fratello (
di cui però non ne ho nuova alcuna) vi potrà esser
qualche commodo di ciò. Penso dandar à Frascati
per alcuni giorni nel mese prossimo di Giugno: ma lo stesso pensiero
ho havuto alcuni anni sono, e poi non lho ridotto in esecuzione.
Preghiamo il Signore che ci faccia fare sempre la sua volontà;
intenderò se piace à Dio, che havrete havuto di
nuovo con la venuta del Sig. Vicario Generale e del P. Attardi;
confido in S. D. M. che questo ritorno vhabbia recata consolazione
et indirizzo sopra le prime risoluzioni. Quanto à quei
due Reverendi, il Teologo et il Dottore di legge: mi dispiacerebbe
molto che vi lasciaste passare così buona occasione, perché
hoggidì non è facile il trovar di queste persone
e che vogliono anche ritirarsi in luoghi piccoli. Procurate di
facilitare la venuta costà di cotesti RR.di con le maniere
possibili, et almeno con le prime vacanze di Cappellanie, preferendoli
ad ognaltro meno habile. Per li scudi venti del Dr. Sciabarasi,
vi scriverò appresso quello che si farà, perché
io gli procurai persona con cui potesse far il cambio costì,
ma perché questa persona non ha ancora la nuova del denaro
sicuro costì in Sicilia penso bisognarà aspettare
qualche altra posta per dar linclusiva ò lesclusiva
afatto; insomma appresso vi scriverò ciò che si
farà con laiuto di Dio. Per le 2 figure del Rosario
e della Concezione io non mi ricordo più lo speso, ma già
che volete voi onninamente saperlo credo che fosse la spesa di
cento ò ducento quattrini in circa: hora vedete se potete
far cambij di centinara di monete romane. Da nostro Nipote è
gran tempo che non ho lettere, credo che stia bene mentre daltro
non mi avvisate della sua salute, e come anche della nostra Signora
Nipote, ne sia lodato Iddio; e quanto alle sue risoluzioni io
non gli scrivo cosa alcuna, se egli non me ne scrive, et io credo
che sarà meglio metter questo negozio nelle mani della
providenza di Dio, che inquietarci inutilmente. Fo fine con salutarvi
nel Signore insieme con le sorelle, coteste religiose e nipoti,
et Dominus custodiat nos ab omni malo et hoc nunc usque in
saeculum.
22 Maggio 1694.
Qui sono venute nuove cattive di altri terremoti in cotesto regno
dalla parte di tramontana da Cefalù a Milazzo. Sono castighi
di Dio ne quali bisogna conoscere la gravezza delle nostre
colpe.
1694 06 19 - AGT (copia) - (A
suor M. Serafica sua sorella)
ispondo
in primo luogo allultima parte della vostra lettera de
9 Maggio con significarvi che la vostra lettera non è arrivata
qua se non il mercoledì fra lOttava del Corpus Domini:
onde quella Messa che dovea celebrare per voi, secondo che mi
scriveste, nella festa sudetta, lho celebrata il giovedì
ottavo giorno di essa. Ma voi se credete che à questo sagrificio
tremendo io accompagni qualche fervoroso affetto: mostrate il
vostro desiderio più tosto, che crediate il vero. Credo
però io veramente quello che voi dite con la penna che
havete in odio et horrore questo mondo. Con desiderare duscirne
questo linguaggio io lintendo bene perché lho
imparato à mie spese; perché le mie colpe et ingratitudini
in verso Dio e la mia superbia, ha havuto in questa vita tali
frutti quali gli hanno connaturalmente prodotto le cattive semenze,
e le cose davanti à me sono tutte tali che non trovo con
quali accomodarmi, sì che solo resta lo scapparne e fuggire
da questo mondo allaltro. È ben vero che nel consolarsi
di questa uscita vi sincontra con pericolo massimo chè
quello della morte, che tiene in continuo spavento e per lincertezza
della caduta dellalbero tagliato ò alla destra ò
alla sinistra, comanco per la maniera e condizione del taglio
se havesse da farsi con senso così horribile, comè
quello duna conscienza conturbata et agitata. Miseri viventi,
miseri morienti, e beati solamente i mortui qui in Domino moriuntur,
qui requiescunt à laboribus suis. Voi pregate per me
la misericordia di Dio, acciò che habbia pietà di
me nel tempo e nelleternità: e mi faccia fare la
sua santa volontà sempre, in tutto. Del resto da me non
aspettate altre narrazioni del mio spirito, perché né
io so farle, né puro huomo può capirle. Resta che
a Dio si dica Tu omnia nosti, tu scis omnia. Del resto
ringrazio il Signore del meglioramento della vostra indisposizione
e della sanità delle sorelle e nipoti. Il Signore vi renda
tolerabili con la sua grazia le indisposizioni, e vi faccia profittevole
la sanità. Ringraziatelo anche per me passandomela mediocremente.
In occasione di scrivere al Sig. Abate, gli farete riverenza da
mia parte e vi sia detto una volta per sempre. Io lo riverisco
et amo e lo desidero santo in questa vita e beato nellaltra.
Mercoledì à notte è morto il Sig. Card. Huvardo
de Nortfolo Inglese dellordine di S. Domenico, Signore di
gran nascita e di parentela co Re dInghilterra, e
quel che importa di pietà e virtù. Raccomandarete
al Signore nelle vostre orazioni. Egli era di 63 anni et hora
vaca lundecimo cappello cardinalizio. È stato pure
male per morire il Sig. Card. DAguirre Spagnuolo vostro
Benedettino, huomo di grandi lettere e di molta virtù e
zelo. Egli tempo fa mi mandò a dire che volea vedere certi
libri scritti à mano antichissimi, che io haveva, come
havea saputo: e che havrebbe mandata la carozza à prenderli
essendo grandi assai. Non mandò poi più la carozza,
forse per le grandi applicazioni che ha stando attualmente stampando,
oltre gli studij per il S. Ufficio etc.. Io nemeno vandai
à riverirlo come anco desiderava, conoscendo volontieri
le persone dotte e virtuose, alle quali maffeziono anche
che non prattichi con loro. Finalmente venuto il fratel Tomaso,
andai per riverirlo e trovai che poche hore prima gli era venuta
la goccia allimproviso: essendo stato quella stessa mattina
nella Congregazione del S. Ufficio avanti il Papa. Sì che
per talimpedimento non feci questo mio ufficio. Al settimo
vi sopragiunse febbre e delirio, ma poi è megliorato. Et
hora sta bene. Ma i medici non se ne fidono. Voi raccomandate
questo Signore del vostro Ordine, perché Roma perderebbe
un gran suggetto per servizio della Chiesa. Vi saluto tutte con
sorelle, con coteste religiose, e pregate per me.
19 Giugno 1694.
Il Sig. Sciabarasi mi scrive dhaver già fatto il
cambio delli scudi 20 per via di Messina al Se
suo padre
nellAlicata. Onde sua sorella potrà fargli instanza
di trasmetterli costà per quello che detto suo padre deve
à cotesto Monasterio e non vi perdete tempo, acciò
che detto denaro non sia speso in altro.
1694 11 06 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
on
una vostra del primo dOttobre, ricevo acchiusa una piccola
lettera di s. M. Crocifissa col raguaglio della morte di Monsignor
di Giovanni, già molto tempo è, saputa qui; ci consola
la vita di detto Signore per le sue grandi limosine che faceva,
essendo Signore pijssimo, come dicono; onde non ci rammarica la
morte, perché con essa ha mostrato il Signore di volerlo
bene, togliendolo da questo mondo prima che entrasse allamministrazione
di tante anime, e pecorelle di Giesù Christo.
Molti ricevono i talenti da Dio per negoziarli, ma altri ascoltano
nel fine Euge serve bone et fidelis; intra in gaudium:
et altri Serve male, et piger. Et inutilem servum elicite in
tenebras exteriores: illic erit fletus, et stridor dentium.
Leggete la parabola de cinque talenti, e de due, e
dellun talento.
Quanto alla mancanza di prole de nostri nipoti, io non lascerò
di raccomandarli a Santi Apostoli gloriosi Pietro e Paolo,
facciate chessi ancora facciano ricorso à loro, con
qualche voto à Dio in honore de beati Apostoli, e
suggerite che siano voti di carità ò di mortificazione
ò dincommodi, come sarebbe maritare orfanelle povere
nella loro festa, dispensar limosine di cose mangiative ò
di vestiti etc.
E se volessero allargar il cuore, potrebbero far voto di metter
un tanto da parte ognanno per una Casa di Scuole pie ò
daltra Communità da fabbricarsi con chiesa de
SS. Apostoli, ò vero di mantenere per tanti anni uno ò
due poveri cherici di Palma al Seminario etc.
In somma à me piacciono questa sorte di voti, poiché
oltre la virtù della religione che in essi si prattica
verso Dio, sesercita anco la carità verso il prossimo
e cresce la bontà dellopera per Dio, e da lui viene
accresciuto anche il premio.
Circa la mia sanità, la sera della festa de Santi
hebbi una febbre che appena durò per tutto il giorno seguente;
ognanno di questi giorni verso la festa de Santi ò
poco prima ò poco doppo mi vengono queste febbri, con tutto
che in questanno vhabbia preceduta una purga preservativa
verso il fine dOttobre.
Hora sto bene per grazia di Dio, alzato da letto, et ho tornato
à dir la S. Messa, voi ringraziate del tutto il Signore
et ad societatem civium supernorum perducat nos rex Angelorum.
Amen. Restituite da mia parte il saluto alle tre figliolette
Gaetano et acciò che si ricordino di far ogni giorno orazione
et orazione grande e lunga per me, darete à loro 3 figurine
delle qui acchiuse, restando à voi la 4°.
Salutatemi s. M. Crocifissa e ditele che ho scritto à lungo
sopra lArcipretato à nostro Nipote, con dirgli che
significhi il tutto à voi. Io già molto tempo fa
che gli scrissi sopra tal materia, e credo che fosse à
Gennaro, perché egli mi significò linstanze
che gli faceva il Sig. Pri.pe di R. nelle quali egli non inclinava;
e mi maraviglio come allhora egli non vi desse parte di
questi miei sentimenti. In caso di morte del presente Arciprete,
se havreste sodisfazione di haver un forastiero, potrebbe procurarsi
qui, se ben non son certo di trovarlo, ma bisognarebbe haver una
nota distinta delli frutti certi et incerti annuali dellArcipretato
come sono al presente. Pregate tutte per me e fate qualche special
divozione à mia intenzione, tanto voi quanto coteste religiose,
e tutte vi saluto nel Signore.
6 Novembre 1694.
1694 12 23 - AGT (copia) -
(A suor M. Lanceata sua sorella)
ieri sera ho ricevuto
una vostra de 21 Novembre, et anticipo à scrivervi
perché domane e postdomane saranno occupati per la festa
del S. Natale la quale desidero à tutte loro santa e divota
à piacer di Dio, sì che in essa habbiate una caparra
delle feste sempiterne, delle quali tutta la nostra vita mortale
non è che una laboriosa vigilia. Beati quei che già
vi sono arrivati, et intraverunt in gaudium Domini sui.
Se tale è la vita nostra, perché voi vi siete quasi
meravigliata di quello che scrissi in un tal giorno, chera
svogliato? È maraviglia che gli ammalati habbiano appetito
e vigore, ma non già che habbiano inappetenza e tedio.
E che siam noi in questo mondo, se non ammalati, chi più
chi meno, ma tutti infermi? Non concedendosi la perfetta sanità
dellanima che doppo la morte del corpo: e non concedendosi
la sanità del corpo se non nella resurrezione de
morti nel dì del giudizio. Nel qual felice giorno si dà
compimento alla nostra redenzione e riscatto, dandosi limmortalità
felice per sempre anche al nostro corpo. Non havete voi letto
nellEvangelio dove nostro Signore havendo predetto i segni
del giudizio, erunt signa in sole luna et stellis, etc.
con tutti quei terribili prodigij: seguita poi à dire à
suoi discepoli, che cominciandosi à fare questi portenti,
non si rammarichino, ma si rallegrino et alzino la testa per giubilo,
perché già savvicina il loro ultimo e perfetto
riscatto? His autem fieri incipientibus, levate capita vestra
quoniam appropinquat redemptio vestra. Il desiderio di quel
giorno che ci beatifica perfettamente, è sempre stato fin
dal tempo degli Apostoli. E nostro Signore ci obbligò à
desiderarlo et à domandarlo nellorazione cotidiana,
insegnandoci a domandare Adveniat Regnum tuum. Allhora
si ridurrà in perfezione il regno di Dio, soggettati in
eterna prigione dellInferno i rebelli di questo regno, e
glorificati i fedeli vassalli, quali saranno consegnati da Christo
al Padre, havendoli egli riscattato col suo sangue dalla potestà
del principe delle tenebre, che sera impadronito di tutto
il genere humano per la volontaria soggezione fattagli da
nostri primi genitori Adamo ed Eva. Conchiudiamo dunque col dire
Adveniat Regnum tuum.Veni Domine Jesu. E questo serva per
risposta à voi et à s. M. Crocifissa di cui vi sono
alcune righe nella vostra lettera, e vi ringrazio unitamente dellattenzione
che mostrate ad ogni mio travaglio.
Ho ricevuta la poliza del cambio: il quale prontamente mi fu pagato
in virtù della prima. Scrivete al Sig. Bosso dessere
stato già sodisfatto da Sig. Domenico Ciampini per commissione
di quelli che fecero il cambio in Palermo.
Al Sig. Card. Aguirre è tornato un altro accidente apoplettico
la notte doppo li 19 del corrente, ma non tanto gagliardo: gli
diedero un bottone di fuoco per recuperare i sensi esterni, seben
riteneva gli interni perché in quel tempo faceva atti damor
di Dio. Hora va meglio, ma la cosa è assai pericolosa per
qualche replica che gli possa venire. Almeno resterà molto
più indisposto per faticar per la Chiesa. Raccomandatelo
à nostro Signore.
Mando qui un altro foglio dellUfficio del Venerdì
Santo. In esso termina il mattutino, e seguiteranno appresso Prima
3° 6° 9° e Vespro, che andarò mandando appresso
se piace à Dio. Per vedere tutta lufficiatura, bisogna
mettere assieme per ordine di numeri i fogli, che così
si vede più chiaro lordine. La settimana passata
mi dimenticai di mandar à s. M. Crocifissa la sua figurina,
ma hora gliela mando con una vostra: anzi quelle che restano le
mando tutte insieme perché le dividiate fra voi con egual
porzione. Pregate Iddio per me, e vi saluto con le sorelle e coteste
religiose.
23 Decembre 1694.
1695 03 12 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
oppo
varij e molti impedimenti occorsi nella causa de loro Santi
Martiri Traspadano e Felice, finalmente fu portato questo negozio
nella S. Congregazione de Riti, Sabbato passato 5 del corrente.
Il ponente ò relatore dellaffare, fu il Sig. Cardinal
Colloredi, che ne era stato designato à mia instanza. La
risoluzione della S. Congregazione fu di rimettere tal negozio
alla prudenza del detto Sig. Card. Colloredi, non stimando bene
per altro che se ne formasse Decreto: il quale poi potesse servire
ad altri per esempio, e così aprire la strada ad ottenere
simili grazie, le quali assolutamente non vogliono concedere ad
altri.
Il Sig. Cardinale sudetto subito mi mandò lacchiuso
viglietto di sua mano dandomene lavviso, e poi con esso
sè concertato il modo di poter mostrar costì
fondatamente la gratia havuta di potersi fare lufficio
de communi plurimorum Martyrum nelle feste de SS. Traspadano
e Felice. La maniera poi è stata chegli scrivesse
lacchiusa lettera à Monsignor Vescovo, la quale mandarete
à lui, con pregarlo di rimandarla costà originale,
ò almeno la sua copia etc. per tenerla appresso di voi
per autentica della concessione. Io vi mando una rubrichella dellufficio
nella festa di S. Felice che sarà doppo Pasqua, essendovi
tempo per laltra di S. Traspadano. Resta che ringratiate
il Signore della gratia, giacché egli tiene i cuori nostri
nelle sue mani per inchinarli dove gli piace, e come e quando
gli piace in suo santo servizio: e lo pregarete per il Cardinal
Colloredi di cui sè voluto servire in questa opera,
facendogliela fare con molta diligenza, amorevolezza e premura.
Con padron Nicola de Benedetti ho mandata una cassettina
di ufficij della Passione raccomandata al P. Bernardino di S.
Filippo Neri de Scalzi della Mercè in Palermo, in
essa vene sono 4 legati in corame pavonazzo per voi 4 sorelle,
30 legati in cartoncini con carta ondata per le monache, et altri
6 sciolti per qualche altra occorrenza, havendo ancora mandatine
altri a nostri Nipoti et al Sig. Principe di Raffadale.
Alla Signora Zia in Palermo glielo mandarete voi per me.
Per lintelligenza della S. Scrittura ho stimato bene imparare
un poco di lingua hebraica, et ho cominciato con un maestro Hebreo
chiamato Moise Cave, chha insegnato molti religiosi et ecclesiastici,
comanche al presente. Pregate il Signore che mi profitti
in suo santo servizio: e principalmente ciò vi scrivo per
questo povero vecchio mio maestro, acciò che il Signore
gli ammollisca il cuore, e vegga con gli occhi della fede Christo,
che tiene avanti gli occhi corporali nella Sagra Scrittura, e
gli levi quel velo spirituale dellostinazione dal suo cuore:
ut auferat velamen de corde eius. Ve lo raccomando per
quanto posso, e pur, quanto vi detta la carità di Dio,
acciò che sia creduto et amato da questo poverhuomo.
In questa settimana non sono venute lettere di costà, spero
haverne nellaltra piacendo à Dio, cui pregarete per
me sempre con le sorelle e coteste religiose: le quali saluto
co nostri Nipoti. Il Signore ci faccia degni di arrivare
là dove ci ha chiamato. Dignetur nos vocatione sua Sancta.
12 Marzo 1695.
1695 05 28 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
ingrazio
il Signore della vostra lettera de 24 Aprile per lavviso
chho della mediocrità di salute che vi concede con
le altre sorelle, ne sia egli sempre benedetto.
Il nostro Capitolo generale è già finito da molte
settimane, e sè fatto il nuovo Preposto Generale,
come scrissi, il quale di nuovo raccomando alle loro orazioni
perché Iddio gli assista. Le distribuzioni dellaltre
cariche et ufficij non velavviso perché voi non conoscete
i suggetti à quali sono state date, onde sarebbe cosa oziosa
lavvisarlo. Quanto à me sono restato come sono stato
sempre nellapplicazione solita gli studij, e nelle mani
di Dio, cieco al futuro, havendo pur troppo da vedere nel presente
anche nel solo mio interno. Del resto mi fa ridere la lettera
di D. Giulio che voi mi mandate, con quei sogni che si sogna di
giorno e scrivendo. Di esso però prendo motivo di lodar
S. D. M. delle misericordie che gli fa, sperando da questi primi
semi chegli sparge nel di lui cuore in ordine alla pietà
che ne habbia à far produrre frutti di Christiana perfezione.
Quello che voi havete osservato sopra questa materia lhavea
ancor io osservato, come costà ne scrissi nel tempo addietro;
e veramente sesperimenta che spiritus ubi vult, spirat.
Raccomandiamolo al Signore acciò che quello che ha cominciato
in esso, lo riduca à perfezione.
Quanto alle cose dellArciprete e distribuzione non so vedere
perché lautorità del Sig. Abate Rini e del
p. Attardi non potessero mettervi qualche sesto, in occasione
di venir costà; io non posso determinare con autorità
non havendola, ma solo generalmente parlando mi pare che nelle
spese che appartengono al Coro et allufficiatura di esso
e Messe cantate deve esser soggetta la distribuzione: nelle altre
che appartengono alla Chiesa et amministrazione de Sagramenti
e simili dee esser soggetto lArciprete pro tempore, il quale
per saper conoscere quello che à lui appartiene ò
no, deve far conto che non fosse fondata la distribuzione, né
vi fusse Coro; come egli farebbe in quel caso, così deve
far hora: questo sì che anche nelle cose del Coro et ufficiatura
si dee il rispetto, lobedienza e la preminenza in tutto
allArciprete, essendo egli il Superiore, eccettuato solamente
quando egli non volesse fare cosa dinteresse ò discapito
ò sregolamento della distribuzione e del Coro; et in questo
caso si dee dire la ragione senza contrasti, e con rispetto, procurando
di farlo capace, et allultimo darne parte amichevolmente
à Monsignor Ill.mo per intenderne il suo giudizio.
Scrissi già che faceste dare costì tarì 20
alla sorella del Sig. Medico Sciabarasi, e credo challarrivo
di questa saran già dati, lho però hora replicato
per maggior cautela, quali saranno per conto delle spese fatte
per le camaldole et acqua, sicché restarà solamente
uno scudo e baiocchi 21 di moneta romana.
Fo fine con raccomandarmi alle orazioni vostre e delle sorelle
e di coteste religiose, quali saluto tutte nel Signore.
28 Maggio 1695.
Si raccomanda alle loro orazioni il Sig. Agostino che dà
lacqua etc.
1695 06 04 - AGT (copia) - (A
suor M. Serafica sua sorella)
a
vostra lettera de 22 Maggio con lavviso della sanità
che il Signore vi concede della quale gliene rendo le grazie che
posso: come farete di quella chegli concede à me
provandomi in mediocrità di stato corporale.
Quanto à quello che dite dellavviso datovi della
maniera di vivere, io non mi ricordo più di quello che
vhabbia scritto: nondimeno ho poca allegrezza delli esercitij
stessi santi: poiché non basta che serviamus Deo in
sanctitate et justitia se questa santità e giusta vita
è tale avanti gli occhi degli huomini ò di noi stessi
che pure siamo huomini come gli altri, mentre il Santo Zaccaria
vaggiugne le parole coram ipso. Essendo allhora
grato il nostro servizio à Dio, quando lo facciamo in
sanctitate et justitia coram ipso. E chi saffida della
sua conoscenzia dicendo S. Paolo: Nulla mi rimorde la conscienza,
cioè di cosa grave, e pare non per questo io sono certamente
giusto. Nihil mihi conscius sum sed non in hoc justificatus
sum. Pregate nostro Signore che gli siamo accetti nellopere
esterne e nellanimo interno, ut voluntate illi et actione
placeamus.
Di Mosè Cave non occorre dir altro, se non chegli
continua a darmi lezione nella lingua santa, e nella durezza del
suo cuor malo. Questa è materia di adorare i segreti giuditij
di Dio, che lascia nellostinazione questi poverelli, dal
sangue de quali ha voluto prendere carne e sangue, con convertire
tanti gentili. La radice è santa in Abramo, da questo tronco
ha voluto egli nascere, e non ha perdonato à rami naturali
di questalbero dolivo lasciandoli cadere à
terra, et innestandovi altri rami dolivastro selvaggio,
che siamo noi nati dalla razza de gentili idolatri. E ben
si ammonisce S. Paolo. Non ti gloriare contro i rami: Hor tu
dirai: I rami si son rotti, acciò che io vi fossi innestato.
Ben tu dici: essi si son rotti per lincredulità e
tu sei stato saldo per la fede. Non li levare in superbia, ma
sta in timore perché se Iddio non ha perdonati à
i rami naturali: (guarda) che non avvenga che né
anco a te perdoni. Vedi dunque la benignità e severità
di Dio, quella in te, e questa in Giudei. Quanto sono incomprensibili
i suoi giuditij, e quanto sono ininvestigabili le vie chegli
tiene, altri convertendo et altri lasciando alla lor malizia.
Justus es Domine et rectum juditium tuum.
Per lufficio di S. Benedetto nella feria 3° appresso
minformerò e vavviserò piacendo à
Dio.
Mi son informato della Vita della Madre di Dio scritta da suor
Maria dAgrida [Agreda] stampata in spagnuolo: e mi vien
assicurato chè proibita onde sarà necessario
di levarvi detti libri con darne parte à Monsig.
etc.
Intendo gli anniversarij fatti per i nostri morti, e godo molto
de suffragij replicati che per essi si fanno non credevo
però che li faceste con tanta pompa, la quale havrà
servito per nodrire la memoria dessi nella gente, acciò
che li raccomandate à Dio benedetto. Io pure gli ho fatti
privatamente celebrando la Messa per loro ne suoi giorni,
e dicendo un salterio in più giorni per essi etc.. Spero
però che questi suffragij giovaranno à noi per farci
arrivare dove confido chessi hora siano.
Del resto pregate sempre per me secondo i miei bisogni e rimedij
opportuni che Iddio benedetto conosce e vuole. Vi saluto con le
sorelle e coteste religiose.
4 Giugno 1695.
1695 10 29 - AGT (copia) - (A
suor M. Serafica sua sorella)
alla
vostra lettera de 21 Settembre ho materia di ringraziare
Iddio della mediocrità di salute che vi concede, comanco
voi farete per quella che mi dà contro à quello
che meritano i miei peccati. Quanto alla poliza per il resto del
cambio come il Sig. Ribera vassicura, laspettarò
per complimento della prima poliza già esatta.
Per glinteressi di casa di nostro Nipote à causa
de gravi scarsi e cattivi del prossimo raccolto, bisogna
dire
bene suscepimus de manu Domini, mala cur non sustineamus?
Confidiamo in Dio perché egli provede e governa il
mondo, et è onnipotente in quello che vuole.
Hora quanto al negozio dellArcipretato, in prima ringrazio
il Signore della salute restituita à cotesto Sig. Arciprete,
al quale desidero quella lunghezza di vita che gli sia in utilità
della vita eterna. E poi quanto alla considerazione del suo ufficio
nel caso che venisse à vacare, io vi dico che niuna cosa
ho scritta tanto à pieno e con termini forti à nostro
Nipote, quanto sopra questa materia e gli ho fatto vedere linferno
aperto segli peccarà nella nominazione del suggetto
à tal ufficio. Egli mi scrisse che inclinava al Sig. D.
Giov. di Caro, ma io perché non sapea la qualità
di detto Sig. gli risposi che in tal occasione non habbia rispetto
né à sangue né ad amicizia né à
raccomandazione, ma solo al buon servizio di Dio. Io non voglio
ingerirmi in provisioni di beneficij massime curati, perché
pur troppo mi pesano i proprij peccati, senza andare à
cercarmene dagli altri: nondimeno anche se volessi, io non potrei
mettervi le mani in cotesto non havendo cognizione de suggetti
di cotesti paesi. Giacché non credete esser tanta confidenza
tra nostro Nipote et il Sig. Abate
che potesse consigliarsi
con esso, almeno detto Sig. Abate comanche il P. Attardi
potrebbero darvi notizia di qualcheduno, e voi poi li potreste
suggerire à nostro Nipote nelloccasione à
scrivermene à me. Le qualità primarie hanno ad essere
la bontà della vita, il zelo della salute dellanime,
la dottrina che vorrei che fosse di Teologo, ò almeno di
Canonista, e lhabilità di poter spiegare lEvangelio
e far qualche esortazione facile et intelligibile al popolo in
tutte le domeniche e feste nel tempo della Messa cantata. E far
il doppo pranzo la dottrina à putti quando vè
zelo et habilità, con laiuto di Dio si fa più
di quello che si desidera. Il Sig. Abate e il P. Attardi, potrebbono
cooperarsi à questo per carità, pigliando informazione
di suggetti anche fuori di Diocesi, perché nelloccasione
vi possiate trovar pronta la notizia. Resta che andiate ricordando
à nostro Nipote di non impegnarsi mai con alcuno, e bisognando
dica che non vuol risolvere in ciò senza mio consenso,
pigliando tempo per scusarsi, etc.
Con padron Magni ho mandato un fagottino à nostro Nipote
con alcune cose da lui commessemi. In esso vera uno scatolino
colle 4 paia docchiali di 3 punti per voi, li quali sono
costati 7 giulij e mezzo. Voi scrivetegli che ve li mandi insieme
con un librettino che vè di varij atti divoti.
Del resto pregate per me con le sorelle e coteste religiose, le
quali tutte saluto nel Signore.
29 Ottobre 1695.
1696 01 19 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o ricevuto due lettere,
una vostra de 9 xbre, e laltra di s. M. Alipia de
16 con lavviso della vostra malattia, della quale però
mi si dà buona speranza, spero pertanto che sia passata
questa borasca, con esservi restato lutile della santa pazienza,
per la quale noi acquistaremo gli eterni premij. Che volete fare?
Così si vive, come si naviga nelle incertezze, nella instabilità,
nelle mutazioni continue, e ne travagli assidui; chi può
fabbricar un bello e commodo e delizioso palazzo sopra le onde
del mare, questi si persuada di poter vivere in felice e stabile
stato in questo mondo. Attendo con laiuto di Dio nuove buone
della vostra salute comanche di s. M. Crocifissa e di tutte.
La morte di cotesta buona religiosa non è degna di pianto,
mentre le sue buone virtù ci fanno sperare miglior condizione
senza paragone di quella che haveva quaggiù in terra.
Godo assai della confermazione datami della risoluzione della
fondazione delle Scuole pie e sempre che mavvisarete qualche
cosa di questa materia, sempre mi darete nuova consolazione.
Si dice esser venuta una staffetta da Napoli che porta la nuova
della morte del Sig. Cardinal Carafa, appresso si saprà
con più certezza la verità; pure ho inteso dire
che sarà Vescovo di Girgento Monsignor Vescovo di Brindisi
Spagnuolo Domenicano, non so però se ciò sia certo.
La poliza del legato ancora dorme, né si vede comparire
la feluca dellAlicata: è stato un gran disordine
di servirsi di questa via, sarebbe bene avvisarlo al Sig. Barone
Ribera acciò che si faccia restituir il denaro sè
possibile, e poi mandarlo in Palermo, e di là farlo cambiare
qua, come sempre sè fatto.
Quella pretenzione chha nostro nipote mi dà materia
di ricreazione, ma non vorrei che passasse à qualche passo
inconsiderato e far qualche tentativo da far ridere la gente.
Del resto qui non occorre altro davvisarvi, né è
seguito altro di nuovo doppo quel negozio dellesame onde
humanamente parlando non si può aspettar novità
alcuna sopra la libraria, restando le cose come prima.
Quanto alla professione della Signora Principessa di Butera sè
consultato e studiato il caso, onde risolutamente vi si dice che
nel caso presente di detta Signora potete darle la professione
con buona conscienza, et essa con buona conscienza farla; quanto
alla Superiora che sarà pro tempore non solo potrà
dispensarla da quelle osservanze regolari chella non potrà
fare, ma per di più sarà obligata à dispensarla
secondo le leggi della santa carità, come dee fare con
ogni altra religiosa indisposta et inferma. Sicché questo
negozio è finito in poche parole.
Pregate per me e per quel suggetto di gran dottrina con cui ho
trattato questo affare.
Vi saluto con le sorelle e coteste religiose e con i nostri nipoti
e Dio benedetto conservi tutti.
19 Gennaro 1696.
1696 06 30 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
n
questa settimana ho havuto due lettere in una volta, cioè
una vostra de 2, e laltra di s. M. Lanceata de
16 Maggio, e ringrazio il Signore della consolazione datamene
per intendere buone nuove della mediocre vostra comune salute,
comanche dellopera di carità costì pratticata
il Sabbato santo nella distribuzione di quelle limosine che voi
cennate, à poverelli, ne sia sempre lodato il Signore autore
e promotore dogni bene.
Lacchiusa licenza confermata per 6 anni, à s. M.
Lanceata, le servirà per risposta, e potrà in essa
vedere che le ho risposto in opera, tutto che hora non le risponda
per parole, se ben le mie lettere già sapete che sono comuni
à voi tutte.
Ho pure ricevuto 3 lettere di nostro nipote in questa stessa settimana,
e ringrazio Iddio della buona salute di casa; di quellaiuto
chegli mi significò di voler mandare, non mene scrive
più altro, forse non ne havrà havuto il commodo.
Io di nuovo gli ho incaricato laffare delle scuole pie,
resta che voi altre sempre lo sollecitiate in ogni lettera per
sapere quello che si va facendo; gli ho scritto che potrebbono
venire costà i detti Padri alla rinfrescata, quando egli
massicura di voler venire in Palma per due mesi, ma per
ottenere questo, bisogna che in questa està conchiuda le
capitolazioni col P. Provinciale di dette scuole, e subito mandarle
qua per ottenere le dovute licenze etc..
Circa il negozio della libraria, le cose stanno arrenate così
come erano, senza altra nuova risoluzione, con maraviglia di tutti,
non sapendosene la vera causa; sintendono però sempre
nuovi suggetti che vengono proposti hor da questo personaggio,
hora da quellaltro: ma finhora niuno, come diceva,
ha ottenuto questa provista. Per quella persona che voi sapete,
vuol essere miracolo (come si suol dire) che gli sia data, mentre
non ne ha lhabilità, né ne fa instanza, fiat
voluntas Domini.
Scrissi perché per le passate che il nostro P. Generale
mhavea dato un fratello compagno, ma finhora non lho
havuto per certi impedimenti, perché essendosi fatte molte
diligenze per supplire con un altro la mancanza di detto fratello
in S. Andrea non sè potuto finhora haverne
altro, e così non potendosi privare la Casa di S. Andrea
di quel fratello da me desiderato, per scarsezza di fratelli,
si resta così fino à tanto che Dio disponga altro.
Vho scritto questo per sapere quello che passa, e per ricordarvi
che gira e rigira sempre in questo mondo si trovano spine e scogli,
e bisogna aspettar laltra vita. Adveniat Regnum tuum.
Adveniat cito regnum tuum, e sempre per tua grazia fiat
voluntas tua sicut in caelo, ita et in terra. Pregate per
me e vi saluto con le sorelle e tutte coteste religiose.
30 Giugno 1696.
1696 12 08 - AMBP - (A suor
M. Crocifissa sua sorella)
alla
vostra lettera de 26 Ottobre mi saccrescono sempre
più le angustie per intendere il vostro stato così
afflitto che affliggerebbe ogni uno che lintendesse non
che un vostro fratello: il quale sì come per il sangue
si conduole, così per esser Christiano spe gaudet; il presente
molesta, ma il futuro rallegra. Io penso quanto sia prezioso il
sangue del figlio di Dio, che ad una creatura riscattata dallimperio
del diavolo e dalleterna dannazione dona il paradiso e nel
paradiso corone sopra corone per li crucij di pochi anni anzi
dun momento rispetto alleterna interminabile et inesplicabile
gloria. Questa fiducia ho nel sangue di Christo sparso per noi,
sperandovi per il suo merito sempre lieta, sana e contenta nellimmensità
della gloria; io vi riguardo col cannocchiale di lontananza e
ne godo, tutto che con gli occhi lipposi di carne vi vegga con
tanto rammarico. Prego nostro Signore à darvi fede, speranza,
carità e pazienza con perseveranza finale: per lo qual
intento spero piacendo à Dio di celebrare il Santo Sacrificio
domane giorno dellImmacolata Concezione della S. Vergine
madre.
Del resto per usare quei mezzi che la Santa Carità vuole,
io desiderarei una relazioncella del vostro male fatta dal Medico,
perché questi medici vogliono esser informati con termini
e maniere della loro professione; parlatene con lAbbadessa
da mia parte acciò che me la mandi. Non ho però
fra tanto tralasciato di communicare il vostro racconto à
persona prattica, tutto che non di professione di medico; dalla
qual persona vien creduto il vostro male di calcolo: e per questo
male mha suggerito che quando viene quel gran dolore al
fianco, sia buono lapplicarvi questa mistura calda quanto
si può sopra il medesimo fianco, cioè di cipolle
bianche, ravanelli, et acci ammaccati insieme, e poi cotti per
3 hore in lescìa; fatta questa cottura, si piglia la metà
di tutti questi ingredienti caldi, e si mette sopra il fianco
che duole, e quando si comincia ad intepidire si leva, e si mette
laltra metà calda, e così si vanno mutando
acciò che con tal mezzo venga à calar giù
il calcolo. Questo rimedio consultatelo col medico, e se egli
lapprova lo potrete provare.
Ringrazio poi nostro Signore de buoni avvisi de nostri
nipoti, e della fondazione delle scuole pie, quali aspetto sempre
più migliori con le altre poste piacendo à Dio.
La lettera per il P. Focolaro lho mandata.
Ho ricevuta anche la poliza del legato della quale vi ringrazio
tutte voi per le diligenze fatte; la persona che lha da
pagare non si sapeva chi fosse, ma finalmente sè
saputo dove sta, et appresso si saprà se la pagarà,
come scriverò appresso con laiuto di Dio. Vi saluto
tutte e pregate per me.
Sabbato 8 Decembre 1696.
1697 04 06 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
lla
vostra lettera de 25 Febbraro rispondo brevemente perché
essendo hoggi Sabbato Santo et havendo fatta unaltra lettera
à nostro nipote non posso dilungarmi.
Vi dico dunque che per la professione della Signora Prencipessa
di Butera il caso è stato consultato e studiato, e sè
trovato potersile dare con buona conscienzia da coteste religiose,
le quali se bene generalmente devono considerare la sanità
corporale nel darla, pure in qualche caso specialissimo comè
questo di detta Signora senza la sanità possono pure darla.
Se non credono alle persone dotte et à libri stampati di
huomini dotti, non so che fare: e quanto si confessano sprattiche
di dottrina, tanto dovrebbono rimettersi à chi ne sa, io
non vhavrei scritto così francamente di proprio capriccio,
per intaccarmi nella conscienza bastandomi pur troppo i miei peccati
senza caricarmi di quelli dellaltri.
Dal resto non sha da ricorrere al Papa per un punto per
altro lecito, e che non richiede dispensa, questo è quello
che posso dire; quanto poi allufficio se detta Signora trova
qualche cosa in che possa commutarsi senza suo scrupolo e che
sia proporzionata ad una monaca professa, la potrete avvisare,
et allhora si farà diligenza se si potesse ottenere
questa commutazione.
Pregate per me e vi saluto con le sorelle e coteste religiose.
6 Aprile 1697.
1697 06 16 - AMBP - (A suor
M. Maddalena sua sorella)
(mutila)
.della Signora Prencipessa di Butera per suor Maria
Crocifissa, della quale la cura credo che habbia à venire
più miracolosamente che humanamente. Fiat voluntas Domini.
Io non lascio di raccomandarla al Signore comanche loro
altre nelle mie indegne orazioni.
In questa settimana sono stato richiesto a far una lettera a suor
Maria Francesca per raccomandarle un gentil huomo che manda costà
il Signor Marchese di Pescara alla Signora Prencipessa di Butera,
e perciò ho fatta la lettera domandata, oltre la quale
hora di nuovo lo raccomando acciò che si compisca da loro
nelle dimostrazioni religiose, con procurare che sia ben trattato
e regolato dallagente di nostro nipote che si trova in Palma,
e si potrà consigliare nel modo di diportarsi col Signor
D. Vincenzo Gaetano, se non vi sarà tempo daspettare
lettere da nostro nipote di cui non ho havuto lettere da molto
tempo in qua, né pur sapendo se gli sono arrivate le cose
mandategli per suo ordine.
Il nostro libro per grazia di Dio è finito, e lho
presentato à molti Signori Cardinali e Prelati conoscenti,
lho dedicato al Signor Cardinale di Aguirre Spagnuolo monaco
Benedettino.
(mutila)
..due frontespizij uno de quali manda
. quella sentenza di S. Gregorio Papa che sta nel
frontespizio, è presa da una sua lettera scritta ad uno
chiamato Opportuno, e vuol dire: spendete al più spesso
che potete le hore della vostra vita nella Salmodia e nelle lagrime.
Psalmodiae et lacrymis horas vitae frequentius impende;
questo stesso consiglio do a me et voi di passar così lo
spazio e tempo di questa misera vita et una di queste lagrime
della salmodia offeritela al Signore per me peccatore. Vi saluto
con le sorelle e tutte coteste religiose.
16 Giugno 1697.
1697 07 20 - AGT (copia) - (A
suor M. Crocifissa sua sorella)
on
la vostra lettera de 15 Giugno veggo un vostro respiro in
mezzo una gran tempesta, che vha lasciato prender fiato
per qualche piccolo spazio di tempo; ne sia lodato il Signore,
à cui similmente porgo le laudi dovute alla maestà
sua in ogni tempo, tutto che non ogni qualità di tempo
ci aggrada, ò possa da noi essere compresa. Bisogna sottomettersi
a divini giuditij, ed adorarli con silenzio dicendo sempre:
Justus es Domine, et rectum judicium tuum. Passò
il tempo de martiri di spirito, e di corpo tormentati, e
tentati dagli huomini: hora siamo nel tempo de martiri occulti,
ma ben veduti da Dio, che sono tormentati, e tentati nello spirito,
ed alle volte anche nel corpo, ò dalle nostre passioni,
e malatttie, ò dalle suggestioni, et operazioni di Satana.
Per multas tribulationes oportet intrare in regnum Caelorum;
nel tempo di persecuzione vi vuol fede, e pazienza, perché
qui si vede, e mette in prova la fede, e pazienza de Santi,
come si dice nellApocalisse: Hic est fides, et patientia
Sanctorum. Hora a questa pazienza bisogna, che con laiuto
di Dio ci disponghiamo, abbandonandoci ad ogni divina disposizione.
S. Gio. Crisostomo racconta un memorabile caso avvenuto nel tempo
delle persecuzioni della Chiesa.
Furono presi due christiani, luno era tutto abbandonato
al divin volere per patir poco, ò assai, ò morire,
secondo che Dio disponeva; laltro era pronto, e desideroso,
con laiuto divino, di soffrire la morte, tutta in un colpo,
con una decollazione, ma tremava a tormenti, et alle pene
che soprastavano.
Hora il Giudice, quando li vidde davanti a sé, fece in
un subito mozzar la testa al primo rassegnato a tutto, al secondo
poi, che desiderava quella morte, non gliela diede, ma lo fece
sollevare in patibolo per essere tormentato, e questo non una
volta, ma più volte, e non in una sola Città, ma
in vari luoghi, tormentandolo per lungo tempo con un lungo e penosissimo
martirio.
Hora S. Gio. Crisostomo ammira in questo caso la divina provvidenza,
accorciando le pene à chi era disposto ad ogni patire e
prolungando la morte a chi la cercava in un istante senza patire,
purificando in questa guisa la disordinatezza dellanimo
di questo secondo, et insegnandoli a sottomettersi a Dio per ogni
evento, et aspettar da lui il coraggio, e la forza per essere
paziente, in ogni sorte di supplizio, et il Santo soggiunse, che
da questo si dee imparare, come noi dobbiamo sempre rimetterci
ad ogni divina disposizione.
Lessi con soddisfazione questo fatto, perché mi parve,
che io haveva bisogno di tal ammaestramento per le mie male inclinazioni;
serva ancora a voi ne vostri martirij, acciò che
vi gittiate nelle mani del Signore, à cui spero, che direte
nel fine almeno di vostra vita: Domine, servasti bonum vinum
usque adhuc, come fu detto nelle nozze di Cana della Galilea,
e quanto più sarà lunga la dilazione, tanto più
soave sarà quella felice bevanda: confidate in Dio.
Di nostro Nipote non ho havuto lettere da molto tempo in qua;
ringrazio Iddio benedetto che stia bene, e non mancate di sollecitarlo
alla fondazione delle Scuole Pie, e salutatelo con la Sig.ra Nipote
e Nipotino, e con le sorelle e coteste religiose.
Qui non vè altro davvisarvi, e si sta come
prima.
20 Luglio 1697.
1697 08 19 - AMBP - (A suor
M. Maddalena sua sorella)
o ricevuto una vostra
lettera de 12 Luglio con lavviso della vicina partenza
della Signora Nipote e delle sue ottime qualità, delle
quali ne rendo grazie allautore di ogni bene. Ho pure ricevuto
la sua risposta, e sopra il negozio delle Scuole pie, ne parlerò
con i loro Padri di qui, tanto più che saspetta da
Palermo il nuovo raggiustamento del tutore sopra i punti risoluti
qui in Sagra Congregazione; quel che seguirà, appresso
savvisarà piacendo à Dio.
Quanto à Ferdinandino, già scrissi che bisognerebbe
haver una succinta relazione del suo stato da qualche Chirurgo,
per sapere qualosso sia quello che sporge in fuori, perché
se non si sa il luogo preciso, et il proprio vocabolo di quellosso,
come suol esser nominato da chirurghi, non si può
haverne consulto da altri professori. Raccomandiamolo à
Dio, acciò che gli dia quella sanità che gli sia
per maggior servizio di S. D. M..
Del resto vi saluto con le altre sorelle e particolarmente s.
M. Crocifissa alle cui orazioni e di loro tutte mi raccomando
assai, et il Signore vi conservi tutte in sua grazia. Riverisco
molto la Signora Nipote, à cui scriverò à
suo tempo.
19 Agosto 1697.
1697 09 21 - AGT - (A suor
M. Serafica sua sorella)
n
primo luogo di questa lettera vavviso dhaver inviata
la scatolina con gli smaltini e berilli à nostro Nipote
con padron Bellantonio: onde la riceverete da Palermo secondo
questo avviso.
Per le cose attenenti alla Sig.ra Prencipessa di Butera, vedrete
lacchiusa lettera, e poi la siggillarete prima che lhabbia,
et inoltre sappiate che ho consultato il negozio, e per il secondo
punto della sua dama, pare che questa non habbia la vocazione
allo stato religioso, e perciò non dee essere astretta
à professarsi ò per corista ò per conversa;
pertanto secondo il consiglio sudetto restano due strade.
La prima che detta Sig.ra habbia unaltra conversa per suo
servizio, con pigliarne una nuova e dotarla secondo il solito,
la quale poi si professerà; nel qual caso la sudetta sua
dama dee uscire prima che la Sig.ra Prencipessa si professi.
La seconda strada per quando ella non potesse facilmente accomodarsi
con altra nuova conversa, è che questa stessa dama la serva
da secolare, dispensando in questo caso alle costituzioni et uso
di cotesto Monasterio col consenso del Capitolo et autorità
di Monsignor Vescovo, e facendosi questa dispensa, ne libri
delli Capitoli del Monasterio e delle professioni delle monache
si metta espressamente: prima, che questa dispensa si fa per urgentissime
cause delle indisposizioni gravissime di detta Sig.ra; secondo,
che questo non passi per esempio nel tempo à venire, dispensandosi
per questa sola volta, e per terzo, che se morisse la Sig.ra Prencipessa
prima della sua dama, questa debba subito uscire dal Monasterio
e perciò la stessa Sig.ra Prencipessa nella sua rinunzia
bisogna che lasci oltre alla sua dote, anche gli alimenti al Monasterio
per questa sua dama: et in oltre che lasci disposto altro legato
per la stessa nel caso della sua morte, acciò che uscendo
dal Monasterio questa sua dama, possa mantenersi, senza pretendere
ò di restar nel Monasterio ò dhaverne soccorso.
Questo è quanto posso dirvi sopra questo negozio: aggiungendo
che à me luno e laltro modo piace, rimettendo
però il tutto alla prudenza di Mons. Vescovo, al quale
bisognerà mandar persona à posta per informarlo
à bocca più ampliamente, con fare che il tutto riesca
con chiarezza determinato e spiegato per scrittura prima della
professione di questa Sig.ra acciò che resti à memoria
del tempo à venire quel che si conchiude hora e si concede
per causa singolare che non ha da servire ad altri per esempio,
sopra tutto raccomandate queste cose al Signore acciò che
vi faccia fare quello chè di suo maggior servizio.
In questa settimana ho havuto una di suor Maria Antonia de
17 Agosto ma non occorre di rispondere altro, ma solo fare orazione
e sottometterci alla divina mano che giustamente con clemenza
ci castiga.
Salutatemi Maria Crocifissa e ditele che quanto è più
grande e lunga la Croce, tanto più savvicina al Cielo.
Vi saluto tutte e pregate per me con coteste religiose.
21 Settembre 1697.
P.S. Per gli ufficij della Madonna per il Signor Barone Ribera,
già ho ricevuto il denaro nel cambio da voi fatto fare
per gli smaltini: onde non occorre per questi ufficij mandar altro.
1697 11 30 - AMBP - (A suor
M. Maddalena sua sorella)
o ricevuto una vostra
de 21 Ottobre con unaltra di suor M. Francesca, et
unitamente vi rispondo con salutarvi nel Signore, stando desideroso
di sentire gli avvisi della venuta costà di Mons. Vescovo,
come mi si cenna. Il Sig. D. Antonino Salomone ò non è
arrivato qua, ò veramente non mha fatto sapere cosa
alcuna del suo arrivo.
Gli scritti di Crocifissa sarà bene il custodirli con tutta
segretezza, la quale però non dee osservarsi col loro Prelato,
à cui si potrà dar cenno del tutto, e del desiderio
che costi sha di ritenerli in disparte per non andare nelle
mani di tutti.
Godo poi che il nostro libro ancora costì piaccia, e forse
vi sarebbe assai più piaciuto se fosse stato volgarizzato,
ma non è stata fin hora volontà di Dio et io al
presente non penso più à far altre opere, perché
non credo che ciò sia spediente per me, desiderando dimpiegar
quelle poche hore che mi restano di vita secondo il divin volere,
in implorar la divina misericordia nel perdono de miei peccati.
In queste lettere ricevute non si fa menzione alcuna del legato,
del quale naspettava qualche particella almeno per Settembre,
siamo à Decembre et ancora non se ne ha nuova.
La settimana passata con la feluca del dispaccio ne scrissi à
nostro Nipote, acciò che egli sollecitasse questo negozio
ò in tutto ò in parte. Il Signore disponga il meglio
in suo santo servizio. Il P. Matteo di S. Orsola mi scrive che
la minuta già finita della fondazione la mandava con uno
che stava per partire da Palermo per evitare la spesa della posta,
essendo scrittura grossa. Fin hora non è venuta ma in arrivare
si terminerà subito questo negozio piacendo à Dio,
à cui raccomandatemi assai per urgenze particolari e vi
saluto con le sorelle e nominatamente suor M. Isabella, in cotesto
suo sagrificio dì pazienza, che ben abbruggia, manda non
di meno à Dio odorem suavitatìs. 30 Novembre
1697.
1698 01 11 - AMBP - (A suor
M. Maddalena sua sorella)
o havuto una vostra
de 13 di Decembre con la continuazione degli avvisi delle
pene di suor M. Crocifissa sopra le quali non ho che dirvi, ma
solo mi resta dalzar gli occhi à Dio, con dirgli
Justus es Domine, et rectum iudicium tuum: sed fac misericordiam
cum serva tua.
Per i scritti poi è stato bene che il Prelato ne sia ben
certificato, e che siano à suo giudizio e volontà
totalmente sottomessi.
Di quella figliuola che stava per morire vè materia
più di godere che di piangere considerato quello che cinsegna
la santa fede, cioè felicità eterna nellaltra
vita, e pericoli grandi di peccare in questa, non di meno semper
fiat voluntas Domini.
La minuta delle Scuole Pie doppo lungo viaggio è arrivata
qua, et hora sta in mano de deffinitori e Generale loro,
per vedere se vhanno difficoltà, spero in Dio che
la cosa presto si terminerà. Io poi sto meglio per la grazia
di Dio e sono uscito fuori di casa più volte doppo quella
malatttia delle feste di Natale, come scrissi à suor M.
Francesca la settimana passata per la via della feluca del dispaccio,
ringraziate e pregate il Signore per me.
D. Stefano Leone si partì subito doppo lavviso di
nostro Nipote che non poteva egli qui mantenerlo, e doppo la sua
partenza non ne ho havuto più nuova, voglio sperare che
sia arrivato in salvamento in Palermo e forse costà.
Le acchiuse risposte datele à suor Maria Francesca acciò
che le sigilli e le dia à chi vanno. Salutatemi nominatamente
suor Maria Crocifissa e le sorelle.
11 Gennaro 1698.
1698 03 01 - AGT (copia) - (A
suor M. Crocifissa sua sorella)
n
questa settimana non ho havuto lettere da costà, e prendo
la presente posta per scrivervi questa lettera doppo tanto tempo
che non vho scritto in particolare. Questo tralasciamento
è stato perché le mie lettere sono à voi
tutte sorelle comuni, e perché la vostra gran malattia
et afflizione mha levato la penna dalla mano, come la gran
miseria di Giob chiuse la bocca per 7 giorni e 7 notti à
i tre suoi amici, i quali per quello spazio di tempo non pastarono
poiché vedevano che il dolore di Giob era grande. Io però
al presente vorrei essere vostro consolatore per mitigarvi in
qualche particella i vostri mali. Ma questa consolazione posso
ben desiderarla, ma non già darla. Perché qual consolazione
può dare un huomo con le sue parole, mentre in fatti ogni
giorno repletur multis miserijs? Un leproso non può guarire
un altro leproso, ma solo dar cenno da chi si dee aspettare la
sanità sua e dellaltro. Così fo io con voi,
ricordandovi quello che sempre dovete tenere avanti gli occhi,
che Iddio propitiatur omnibus iniquitatibus tuis et sanat omnes
infirmitates tuas e perciò renovabitur sicut aquile iuventus
tua.
Il perdono de peccati Iddio lo dà in questa vita,
e la sanità felicissima dellanima nellaltra,
e la renovazione del corpo nel fine del mondo. Così voi
prevedete buona speranza del perdono delle colpe, perché
il Signore in tribulatione peccata dimittit. E questo è
il contrasegno che siamo nella strada del cielo, lesser
stretta et angusta quella in cui camminiamo quasi affogati per
lo grande sforzo di passare in tanta strettezza. Nostro Signore
ci mostrò una sola strada per il Paradiso quella delle
tribolazioni et angustie, egli vandò avanti e poi
gli Apostoli e Martiri camminarono questa strada tanto stretta
che squarciò loro i corpi, fece loro uscir il sangue, levò
loro la vita. Ma quanto più stretta fu et affogata la loro
vita in terra, tanto è e sarà in eterno senza misura
dilatata la vita loro in cielo. Riguardate questi nostri Maestri,
e ricordatevi che non est discipulus supra magistrum. Tenete
la pazienza salda benedicendo Iddio nelle vostre angustie et
in patientia tua possidebis animam tuam per sempre beata in
Paradiso.
Ricordatevi di me nelle vostre orazioni, comanche vi raccomando
di pregar il Signore ad indirizzar una giovine che desidera entrare
in un Monasterio, ma incontra delle difficoltà.
È stato raccomandato questo negozio da un P. Confessore
di monache, e vi prego à supplicarne la misericordia di
Dio. Vi saluto con le sorelle.
1 di Marzo 1698
. 1698 04 19 - AGT (copia) - (A
suor M. Maddalena sua sorella)
on
mia somma consolazione ho letto la vostra lettera di 12 Marzo,
con la quale mi raccontate la buona sodisfazione et affezione
con che è restato inverso cotesto Monasterio Monsig. Vescovo.
Del che ne rendo nuove grazie alla Maestà Divina ch'opera
in tutti ogni bene, e vi ricordo à non far capitale delle
laudi degli huomini, perché né laude humana fa virtuosi
gli huomini, né l'humano biasimo li rende viziosi. E ricordiamoci
che tanto veramente siamo, quanto siamo negli occhi di Dio, non
quanto siamo negli occhi degli huomini. Mi saranno sempre grati
simili racconti di quello che costì avviene per mia nuova
consolazione.
È arrivato qua il P. Provinciale delle Scuole pie di Sicilia,
e son andato à vederlo per sentire quel che s'era fatto
intorno alla fondazione, giacché da nostro Nipote non ho
havuto lettere da due mesi in qua. Mha detto dunque che
la stipulazione fu fatta e sottoscritta da nostro Nipote, e da
sé, e che hora in breve laspettano le risposte di
Monsignore Vescovo alla S. Congregazione le quali egli havrebbe
mandato come disse, al suo ritorno in Girgenti nella Settimana
Santa. Venute queste risposte sotterrà subito la
licenza da qua, e si darà principio alla fabbrica con mandarvi
due PP. e pregandolo io à mandare qualche buono suggetto
per aiutar il luogo e per poter servire di straordinario e di
consiglio al nostro Monasterio: il detto P. Provinciale mi disse
che già senza questa mia instanza si trattava di mandare
qualche buon suggetto, il che di nuovo, piacendo à Dio,
replicarò doppo la licenza ottenuta. Pure mha detto
che in Sicilia sono da 100 religiosi, e che hanno allevato una
buona gioventù negli studij di Teologia, con difendere
conclusioni e disputazioni publiche in Palermo. Sicché
questi suggetti almeno saranno già maturi quando sarà
finita la fabbrica della Casa per habitarvi tutti due. Questo
passa di quel che ho sentito dallo stesso Padre, il quale mi pare
un huomo assai buono e sincero e di religiosissimi costumi. Leffetto
dimostra che è stata volontà di Dio questa Santa
opera con tante contradizioni fatte fino allultimo. Ma le
opere sante sempre hanno inoppugnazioni come si vede nelle storie
de Santi. Salutatemi suor Maria Crocifissa nella sua dolorosa
ma benedetta Croce. Nostro Signore le dia perseveranza nella pazienza
e carità, perché quanto più lungo tempo crescono
queste radici, tanto più sinnalza lalbero et
abbondano i frutti in cielo. Ditele che preghi assai per me.
Hora in ultimo vi do una giocondissima nuova, che mha fatto
giubilare nel Signore et è la conversione del vecchio Moisè
Hebreo, che già sè convertito a Christo con
sentimenti Cristianissimi. Egli ha havuto una grandissima malattia
di 3 mesi, et è stato vicino alla morte, ma in questo tempo
il Signore gli ha toccato il cuore, e sè dichiarato
di farsi Cristiano. È stato levato dal Ghetto ò
serraglio degli ebrei, di notte, et è stato portato in
casa dun suo scolare, dove sta ancora à letto. Et
io sono stato à vederlo et abbracciarlo: e comincia à
ricuperare le forze, e si spera che presto riceverà il
Santo Battesimo. Ringraziate Iddio con un Te Deum laudamus
e voi e tutte le religiose, e pregate nostro Signore che lo confermi
nella fede, e che gli dia una santa perseveranza finale nella
fede et amore di Christo. Gloria tibi Christe. Amen.
19 Aprile 1698.
1698 04 26 - AGT (copia) - (A
suor M. Serafica sua sorella)
a
vostra lettera de 23 Marzo ha di bisogno non di lunga risposta,
ma di lunghissime orazioni per domandar à Dio misericordia
et aiuto in tanto profondo dafflizioni che ci hanno sprofondato
come Daniele nella fossa de leoni - in cui né luce
né humanità lo consolavano, ma la sola misericordia
di Dio lo sosteneva perché non perisse affatto. Bisogna
che ci abbassiamo sotto la mano di Dio che ci percuote - per grandi
che siano queste percosse sempre sono minori alli nostri peccati,
et io dico Juste sum in hac damnatione et supplicio, nam digna
factis recipio. Per i miei peccati giustamente sono castigato,
e degnamente rispondono le pene alle mie colpe. Con tutto ciò
non lo lascio di dire col ladrone in crocifisso per le sue iniquità,
Memento mei cum veneris in regnum tuum: acciò che
almeno sia partecipe del regno celeste quando verrà il
perfetto regno di Christo nel giorno del Giudizio, in cui depressi
affatto i rebelli et in eterno carcerati, egli co suoi intimamente
glorificati nelluna e nellaltra sostanza dico nellanima
e nel corpo, regnerà eternamente in un felicissimo regno.
Quanto à me io son contento di star in purgatorio infino
al giorno del Giudizio, et havrò à gran misericordia
desser allhora salvato. Preghiamo Iddio che hora ci
liberi dal peccato, et ogni altra pena sarà tollerabile,
perché alla fine finirà. Salutatemi la nostra Crocifissa
e per saluto partecipatele questi miei sensi animandola nella
misericordia di Dio, e che sè fatto il più
et assai meno resta da patire, è passato il passato, passerà
anco il futuro.
Per quel negozio non riuscito, non occorre che vaffliggete
perché è il minore de miei mali. Anzi lo riconosco
per mio bene, prima perché questa è stata la volontà
di Dio, secondo perché forse sarebbe ciò stato in
detrimento dellanima mia: e terzo perché così
sempre di nuovo imparo à non far fondamento sopra la volontà
e parole degli huomini, che sono come le foglie che si muovono
con tutti i venti. Pensiamo alleterno et ogni cosa che passa
col tempo, ci sia come una comedia che dura unhora, e calata
la tenda ogni cosa sparisce.
Per il negozio della visita de luoghi pij ho scritto à
nostro Nipote per la feluca del dispaccio acciò che metta
silenzio per lavvenire allopposizioni. Spero che mascolterà
con laiuto di Dio, a cui raccomandiamo questo negozio.
Per le figure del SS. Crocifisso non ho havuta ancora buona congiuntura
di parlar con quel R. Sacerdote che le ha, tutto che sia andato
più volte per trovarlo e non me ne dimentico. Per la figura
della Natività che desiderate per mostra vi potrò
servire, ma prima vi voglio dir un mio pensiero. È uscito
ultimamente in Venezia un libretto della grandezza de libri
delle meditazioni della Passione di nostro Zio s. m. ma assai
più grosso, e di carattere grosso, con figurine belline,
e si contiene tutto il compendio della Sagra Scrittura dal principio
del Mondo, fino à tutta la vita di Christo, e gli atti
degli Apostoli. È una cosa assai bella, et è stampata
con la licenza della S. Congregazione. Crederei che fosse un libro
assai profittevole e di consolazione spirituale, e costa da giulij
dodeci in circa. In luogo di quelle figure della Natività,
si potrebbono pigliare tanti libretti di questa sorte, acciò
che fossero più comuni à coteste religiose e nellistesso
tempo molte godere del suo frutto. E perciò vavviso
questo acciò che mi scriviate quello che volete che faccia.
Secondo il prezzo accennato potete computare la spesa per quel
numero che ne volete. Questo è quanto. Del resto pregate
per me e vi saluto tutte nel Signore.
26 Aprile 1698.
Il nostro Mosè sta assai meglio e sta allegro assai con
Giesù Christo in bocca, credo che sarà battezzato
presto, e lavvisarò. Pregate per lui acciò
che il Signore lo confermi in fide et charitate usque ad mortem.
1698 05 24 - AGT (copia) -
(A suor M. Crocifissa sua sorella)
alla
vostra lettera de 14 di Aprile comprendo in parte il colmo
delle vostre afflizioni con le quali Iddio sempre lodato per suoi
arcani consigli vesercita in questa vita. Sopra le quali
non ho che dirvi trasportato ancor io in sommo dolore per i vostri
dolori, ne quali bisogna con silenzio e riverenza adorare
il Divino Giudizio, e nelle stesso tempo non diffidar della sua
Divina Bontà, che ci ha insegnato con lesempi di
tanti suoi servi ridotti qui giù in estremo foriero di
dolori, ma poi sollevati là su in unaltezza indicibile
di consolazioni eterne.
In questa compassione de nostri travagli mha recato
consolazione lapertura à caso del libro figurato
degli Evangelij, venendomi allimpensata la figura di Lazzaro
giacente in terra senza assistenza, senza provisione, senza cibo,
senza altrui compassione, e solo carico di ulceri e piaghe senzaltro
ristoro delle sue infermità che la lingua de cani
che leccavano quelle sue aperte piaghe. Spettacolo che inorridisco
à pensarvi se si vedesse per una sola hora. Hor che pensate
voi che fosse il patirlo per tanto tempo? Massime con quellaltro
vicino del ricco epulone avanti la cui porta giaceva facendosi
à gara à chi stasse con maggiori contenti et allegria,
et à chi con maggiori spasimi e condogli. Segreti giuditij
di Dio in questa vita se non ci sono rivelati, come ce li ha rivelato
in questo caso di Lazzaro nel Santo Evangelio, chiudendosi questa
scena con quelleterna sentenza recepisti bona in vita
tua, et Lazarus similiter mala: nunc autem hic consolatur, tu
vero cruciaris. Dal che impariamo chesser cruciati in
questa vita temporale, ci farà consolati nellaltra
eterna. Questa speranza mi consola e dee voi consolare confidando
nella Divina misericordia che non permetterà che vi separiate
da lui col consenso in qualunque vehemente tentazione, come non
ha permesso à tanti Martiri e suoi servi che nella gran
tempesta dhorribili tentazioni e crucij cadessero e fossero
vinti da quelli. Preghiamolo ancora noi Ne nos inducas in tentationem,
che non ci lasci intrar dentro la tentazione col cedere, ma che
la tenga sempre fuori tutta che vicina e che ci combatte dognintorno
altro è il combattere e ruffarsi col nimico, altro è
lesser vinto e darsi nelle sue mani. Questo aiuto et ogni
altro soccorso spirituale e corporale vi desidero e prego sempre
dal Signore e non lascio di farlo con ogni instanza quanto la
mia fredda miseria mi suggerisce, et in particolare farò
la visita al corpo di S. Filippo Neri con celebrarvi ò
farmi celebrare la Santa Messa per voi, pregando il Signore che
vi dia la sua grazia nellanima e nel corpo ad intercessione
di questo suo Santo. Per le Scuole pie non ho che dire oltre il
già detto tante volte. Fate conto che io non sia in questo
mondo, e facciamo costì quel che loro piace. La Signora
Principessa di Butera si fa molto facili le cose che desidera,
ma il fabbricar un gran palazzo in aria si fa presto: et il fabbricar
una casetta richiede gran difficoltà e travaglio. Farebbe
alla bona a non intorbidare le cose ridotte à fine per
non metter in pericolo di non haver né questo né
quello. Et io resto ammirato nel vedere tanta instabilità
di voglie in questa fondazione. Hora questo, hora quello, hora
sì, hora no, e poi sì, e di nuovo no. Nostro Signore
vi metta la sua mano.
Vi saluto con le sorelle e pregate per me.
24 Maggio 1698.
1698 05 31 - AGT (copia) - (A
suor M. Maddalena sua sorella)
iamo
in questo mondo forastieri e pellegrini, e non habbiamo qui città
ferma e permanente: sumus advenae et peregrini sicut omnes
patres nostri: et non habemus hic civitatem permanentem. Questa
verità il Signore ce la fa sperimentare con terminar presto
il pellegrinaggio de nostri parenti strettissimi come ha
fatto in D. Giulio Maria nostro Nipote. Qui bisogna nettar gli
occhi dal polveraccio e dalla fanga della terra, con essi puri
e netti riguardar per il cannocchiale della fede che veramente
non si dee far conto che della eternità, essendo il resto
temporale e mondano un sogno da non farne conto. Le ricchezze,
la sanità, gli appoggi, letà, gli avvanzi
delle case, son tutte cose da burla che non ha cosa di sodo ma
una semplice apparenza che in un tratto svanisce. Quello che in
questa morte io considero da Cristiano con la guida dellEvangelio,
è che nostro Nipote ha migliorato stato, essendo in luogo
(come confido nel Signore) dove già non offenderà
Dio, del cui godimento ò ne ha la ferma e sicura speranza,
ò il possesso. Quanto à noi habbiamo un attacco
di meno in questo mondo e lasceremo il mondo al mondo. Quanto
al nipotino et alla Casa mettiamola nelle mani di Dio: et è
meglio che lestingua, che habbia mai ad essere e durare
nel mondo se non haverà ad essere per sua gloria e servizio.
Di Palma poi e del tutto, Iddio nè il padrone Domini
est terra et omnes qui habitant in ea. Lasciamoci governare
da Dio con humile sommissione e non cerchiamo desaminare
gli imperscrutabili giuditij di S. D. M.. Ama più Iddio
le sue creature che noi creature gli uni e gli altri. Così
quanto alle cose temporali di sussidij mettiamoci nelle mani della
providenza divina. In manibus tuis Domine sortes meae, et tempora
mea. Superate di grazia con lamore di Dio, lamore
delle creature, e se volete piagnere, piagnete i vostri et i miei
peccati, perché questi soli sono veramente degni di pianto.
Pertanto vi prego à non affliggervi; smorzate il dolore
col gaudio della vita eterna. E questo dolce addolcisca lamaro
della presente perdita: perdita chiamano i mondani, quello che
noi Cristiani se seguitiamo Christo, dobbiamo chiamare acquisto.
Beatus quem elegisti et assumpsisti: poiché inhabitabit
in atriis tuis.
Questa sarà per risposta alla lettera vostra de 16
Aprile venutami mercoledì con la posta: con la quale pare
mi venne una lettera del P. Bernardino di 22 di questo con cui
mi raguaglia della infermità e ben avventurata morte di
nostro Nipote. Ma perché egli mandò la lettera al
nostro Padre Generale, questi non me la diede che Giovedì
festa del S. Sagramento, finite le funzioni del Vespro. Venerdì
celebrai la Santa Messa per lui et andai per esso à visitare
S. Pietro con raccomandarlo à quel S. Apostolo, et agli
altri Santi che hanno i corpi e reliquie in quella Basilica, e
non lascerò di continuare le mie indegne orazioni per lui
e per voi tutte e per i nipoti etc..
Salutatemi suor Maria Crocifissa e ditele cho già
commesso di far celebrare la Santa Messa per lei allaltare
in cui sta il corpo di S. Filippo Neri. E qui vi mando per essa
una figurina chè stata sopra il detto altare una
notte: la riceva con divozione et impari dalla figura quello che
ella deve fare in coteste sue malattie e tribolazioni. Per le
quali dal medico solo ho potuto havere questo parere et è
di usar le mandolate; cioè mandole cotte assai col brodo,
come una pappa e senza pane. Ma io stimo questi mali fuori dellordine
naturale, e preghiamone la misericordia di Dio.
31 Maggio 1698.
1698 06 07 - AGT (copia) -
(A suor M. Serafica sua sorella)
o ricevuto in questa
settimana due lettere una di 27 Aprile di s. M. Alipia, e l'altra
vostra de' 7 Maggio et intendo le vostre afflizioni per l'instanze
fatte per farvi confermare Abbadessa contra vostra voglia. Del
che io prima bisogna raccomandar l'affare à Dio, e poi
consultar il negozio per vedere quello che s'ha da fare. Io non
so chi sia l'agente di Monsig. Vescovo qui, per sapere se veramente
egli fa queste instanze alla Sagra Congregazione nondimeno vedrò
d'informarmi daltra parte se potrò havere qualche
lume per regolarmi etc. Ho poi veduto quel Rev. Sacerdote che
fece stampare i Crocifissi da mettersi sopra le croci di legno:
e m'ha detto che non ha più il rame ch'è stato mandato
al suo paese onde siamo fuori di speranza di haverne pìù.
Delle nuove tribolazioni per la morte del nostro nipote b. m.
non occorre dir altro, havendovi scritto con la posta passata
sopra di essa. Altro non ci resta che sempre rassegnarci al divino
volere con quel di Giob Dominus dedit Dominus abstulit: sicut
Domino placuit ita factum est: sit nomen Domini benedictum.
br> Spero havere da costà qualche più particolar
notizia della sua morte, oltre quella che mi scrisse il P. Bernardino
di S. Filippo Neri. Il P. Provinciale passato dalle Scuole pie
di Sicilia che dimora qui m'ha letto un capitolo scrittogli dal
P. Viceprovinciale da Palermo in cui gli scrisse che morì
nostro Nipote come un Angelo, il che è stato di mia nuova
consolazione. Egli manda il capitolo del testamento, in cui conferma
la nuova fondazione delle dette Scuole pie, con raccomandarne
la presta esecuzione agli suoi eredi. La divina providenza ha
disposto le cose in maniera che questa fondazione non restasse
in aria: poiché se si tardava à stipolare l'istrumento
della fondazione e sottoscriverlo due mesi, sarebbe restata ogni
cosa imperfetta, né havrebbono i Tutori potuto far nulla
né in questa fondazione né in altra: e così
sarebbe restata Palma senza convento fino all'età grande
di Ferdinandino se Dio gli dà vita. Quando hora la cosa
resta ferma e stabilita, non havendo à far altro i tutori,
che eseguire il già fatto e confermato dal fondatore defunto.
La settimana passata io scrissi alla Signora Nipote vedova, et
al fine della lettera le raccomandai voi sorelle, il Monasterio
e Palma e nominatamente questa fondazione per principiarla e spero
in Dio che si farà presto, tanto più che il P. Viceprovinciale
ò egli stesso anderà ò manderà altri
à Monsig. Vescovo per sodisfarlo nelle difficoltà
proposte: et havrà la sua risposta, quale havuta qui, et
ottenuta dalla sagra Congregazione la licenza, verranno subito
costà i 2 Sacerdoti et un fratello laico delle Scuole pie
per cominciar à servire cotesta terra e principiare la
fabbrica. Quello che sapete di nuovo costì sopra questa
materia avvisatemelo per servizio di Dio.
Del resto mi raccomando alle vostre orazioni e di tutto cotesto
Monasterio, et il Signore vi dia la sua Santa grazia in vita et
in morte per condurci lassù dove ci aspettano i nostri
buoni parenti, i quali sono arrivati prima di noi. Beati qui
habitant in domo tua Domine, in saeculum saeculi laudant te.
7 Giugno 1698.
1698 06 28 - AGT (copia) -
(A suor M. Serafica sua sorella)
alla
vostra lettera de 23 Maggio e dalle altre congiontevi ho
inteso la piena relazione della malattia e morte et arrivo costà
del difonto nostro Nipote et in prima come Cristiano per la divina
grazia, ringrazio Iddio de suoi doni in quellanima,
co quali lha fatto vivere e morire da buon Cristiano
chè una consolazione grandissima di noi fedeli, che
non habbiamo qui città permanente, ma cerchiamo quellaltra
eterna nel cielo. Dobbiamo anche ringraziare il Signore di contrasegni
che ci dà della nostra salute per sua misericordia, mentre
Christo promette la felicità e beatitudine à quelli,
à quali dice Beati qui nunc fletis, quia ridebitis,
e soggiugne Vae vobis qui ridetis nunc, quia lugebitis et flebitis.
La condizione della nostra Casa pare che sia animata à
viva speranza da queste due grandi sentenze di Christo: perché
e nel temporale e corporale e spirituale shanno del continuo
materie di dolore et afflizione, le quali ci allontanano dal quel
riso della vita contenta e gioconda in questo mondo, a cui Christo
benedetto intuona quel Vae, perché poi nellaltro
mondo si lamentaranno e piagneranno. Questa speranza mi consola,
questa ancora voi consoli, e pensiamo che la porta dottenere
quel che speriamo è la morte, la quale io chiamo janua
caeli. Del resto corrispondiamo col divino aiuto alla divina
chiamata che ci vuole fuori dogni attacco e pensiero delle
cose terrene et anco de parenti, pensando solo alla spirituale
loro nelle nostre preghiere. Quanto alla Casa, ò dimori
vedova ò passi alle seconde nozze la Signora Nipote: ò
campi ò muoia il nipotino: ò venga qualunque altra
mutazione, rimettiamo il tutto nelle divine mani: Dominus est:
quod bonum est in oculis suis, faciat. Per tanto io non credo
dovermi ingerire nel temporale di Casa, se no per raccomandarlo
al Signore e lasciamo che mortui sepeliant mortuos suos,
come disse Christo à colui che chiamava per esser suo discepolo.
Credo che lo stesso farete voi tutte: perché à me
pare un segno evidente del divino volere e non pensiamo più
alla temporalità di Casa, mentre ci leva quelli, i quali
ci potevano in qualche modo attirare ad essa sotto specie di buon
consiglio e di avvertimenti. Preghiamo Iddio che ci levi anche
la memoria del temporale de nostri secondo quello obliviscere
domum tuam et domum patris tui: et concupiscet rex decorem tuum.
Iddio ci dia questa decora bellezza danima spogliata e dimenticata
del mondano, la quale egli desidera in unanima per maggiormente
amarla. Questo è quanto posso dirvi carissima Sorella,
aggiungendo solo che nostro Nipote sta meglio di noi, uscito già
da questo mondo di peccati e di tentazioni, e di tribolazioni,
le quali cose ci fanno dire col santo vecchio Tobia Obsecro
Domine ut praecipias recipi in pace animam meam: melius est enim
mihi mori quam vivere. Pregate per me e vi saluto con le sorelle
e coteste religiose tutte, e si compiacciano di pregar caldamente
il Signore che mi perdoni i peccati e me ne liberi fino al fine.
28 giugno 1698.
1698 07 05 - AGT (copia) - (A
suor M. Maddalena sua sorella)
alla
vostra lettera de 30 Maggio comprendo quanto sia stato costì
il dolore e pianto per il viaggio fatto da nostro Nipote allaltra
vita. E spero che questa stessa afflizione ricevuta con pazienza
e con ringraziamento della percossa della divina mano, habbia
à servire per scontare quelle pene che meritano i nostri
peccati, e che habbiano ad aprirci più presto le porte
del paradiso. Quanto a nostro Nipote, per lui è stato meglio
uscir presto dal cattivo passo, come si dice: e dovressimo invidiarlo
più presto, che compiagnerlo. Quanto à noi poi,
habbiamo profittarci di metter tutte le nostre speranze, tutto
il nostro fine e scopo nel cielo, levando lo sguardo dalla terra,
in cui tutta la gloria mondana, le ricchezze, la nobiltà,
il parentado, la casata e le altre cosiderazioni humane, altro
non sono che fantasmi, ombre e visioni momentanee, come si rappresentano
quelle deglincantesimi, che in un momento spariscono. Queste
cose ce le insegna la santa fede, nelle sagre Scritture, ma à
noi senza la sperienza par che non ci muovano tanto i sensi i
quali spesso tirano à sé lanima ragionevole.
E perciò dobbiamo ringraziare Iddio che à nostro
vero bene tanto dispone levando dal mondo la nostra famiglia e
portandola in cielo. Poco importa che in terra si perda il nostro
lignaggio, quando si son perduti e si perdono ogni giorno le famiglie
e Case di tanti Imperatori, Re e Principi grandi, à rispetto
de quali la nostra Casa è una pulce. Ecco la stirpe
reale del Re di Spagna sta per estinguersi, non havendo figlio
à cui debbasi leredità di tanti regni: e vi
pare gran cosa che lo stato di Palma di pochi palmi habbia à
passare ò à questi ò à quelli? Queste
voci di Casa, famiglia, razza, sono un linguaggio di huomini mondani
che veggono sogni di giorno e con gli occhi aperti, e si chiamano
somnia vigilantium, sogni dhuomini svegliati. Unum
est necessarium: Maria Maddalena optimam partem elegit quae non
auferetur ab ea. Questo sguardo et amore in Christo, questattenzione
et affezione al regno di Dio, queste sono le cose necessarie,
e lunica cosa necessaria à Crisziani, da quali
non sarà mai tolta, ma perfezionata ineffabilmente nella
possessione del felice regno di Dio, che hora sospiriamo. Impariamo
da Giona à non rallegrarci dellhedera herba verdeggiante
et ombrosa, sotto la quale pare che qui giù stiamo contenti.
Voi sapete che Giona si fece una capannuccia fuori di Ninive per
veder lesito di quella citta, se sarebbe destrutta ò
no, perché già havea veduta la conversione di quel
popolo, e perciò sospettava della rivocazione della sentenza.
Hora il Signore al mesto profeta che si doleva di restar bugiardo
delle minaccie predicate, mandò qualche sollievo con far
crescere attorno e sopra quella capanuccia unombrosa quantità
di herba di hedera, e dice la Santa Scrittura che Giona molto
stanco delle fatiche, si rallegrò assai di quel refrigerio
che lo defendeva dallardore del sole et laetatus est
Ionas super hedera laetitia magna. Ma che? La seguente notte
il Signore mandò un verme che percosse quella pianta, e
rosicò i suoi rami e li seccò e fece cadere le frondi:
e levato il sole, mandò Iddio un gran vento chabbruciava.
Sicché Giona resto scoperto alli raggi del sole in quel
vento così infuocato à tal segno che veniva meno,
e desiderava di morire. Melius est mihi mori, quam vivere.
Con questo il Signore gli insegnò che se si doleva dellhedera,
che in una notte era nata, e nellaltra era perita, la quale
egli non havea piantata: dovea pensare quanto era convenevole
che Dio perdonasse à quel suo popolo di Ninive, chhavea
creato e conservato. Ma noi impariamo dal fatto di Giona, à
non rallegrarci super hedera: non sia il nostro gaudio
per lhedera che in una notte nasce, e nellaltra perisce
e si secca. Tutte le cose del mondo sono foglie verdeggianti sì,
ma che in una notte nascono, e nellaltra seguente spariscono.
Godiamo solo che la nostra famiglia sia scritta in cielo, gaudete
quod nomina vestra scripta sint in caelo. Amen. Fiat, fiat.
Alla Signora Principessa scrissi lultimo giorno di Maggio,
et havrà già ricevuto questa lettera di condoglianza.
Ringrazio Iddio del suo buon animo di non affittar Palma, ma governarla
essa, perché ciò sarà meglio per lo bene
di cotesta gente che molto desidero e sempre raccomando al Signore
con voi e Sorelle e coteste religiose tutte, come spero che fate
per me.
5 Luglio 1698.
1698 07 26 - AMBP - (A suor
M. Maddalena sua sorella)
o havuta la vostra
lettera de 22 Giugno, breve in scrittura ma in molte carte
bianca e ringrazio il Signore di quello che ci dà, comunque
sia al nostro senso, preghiamolo à non privarci della sua
grazia e della sua faccia et sufficit nobis. Dellaffitto
di Palma sì come non mintrometto in tal affare, restando
alla prudente disposizione della Sig.ra Prencipessa e del Sig.
Prencipe suo padre, così approvo molto che ritenga detta
Sig.ra il governo di Palma per le ragioni già significate
per altre mie.
Fo fine havendo poco tempo hoggi da scrivere e vi saluto con le
sorelle e tutte coteste religiose e pregate per me.
26 Luglio 1698.
1698 08 23 - AGT (copia) - (A
suor M. Maddalena sua sorella)
o ricevuto la vostra
lettera de 15 Luglio e nel rammarico delle pene presenti
di suor Maria Crocifissa mi consolo col divino beneplacito e con
la speranza che ci porgono le divine lettere poiché beatus
vir qui suffert con pazienza tentationem, quoniam cum probatus
fuerit accipiet coronam vitae, la qual corona sopra ogni altra
corona imperiale e reale di questo mondo Iddio ha promesso à
quelli che lamano dandola doppo lunga prova et esperienza
di costante suo amore nel fuoco delle tribolazioni. Cum probatus
fuerit, doppo che sarà uno provato e sperimentato e
purgato dal mescolamento di cose vili, come si fa con loro
che per renderlo puro et approvato per fino, si gitta nel fuoco.
Questa speranza mi consola e consoli essa come le direte a mio
nome con ricordarle che preghi il Signore per me. Pregate per
il nostro Sig. Filippo acciò che il Signor glassista
fin al fine aiutandolo sempre e presumendolo da ogni offesa almen
grave di sua Divina Maestà e ve lo raccomando assai, perché
il fine corona, non il solo principio del bene.
Di quel racconto dellanima di nostro Nipote desidererei
haverne più distinta notizia tanto della persona, quanto
del tempo se ciò sia stata doppo molti giorni, ò
nello stesso punto della sua morte.
Ringrazio Iddio della santa volontà che ispirò à
nostra nipote di dedicarsi tutta à lui. E quanto a
voti anchor io son di parere di pigliar lungo tempo per ben pensarvi
e raccomandar questa risoluzione al Signore. Quanto alle Scuole
pie in questa settimana ho tornato à parlar al P. Luigi
Provinciale passato di Sicilia, et anche col P. Generale delle
Scuole pie, et ho detto loro chiaro che seglino non attendono
à questa fondazione, la cosa humanamente non riuscirà
per mancanza di huomo che ciò procuri e perduca ad effetto.
Per tanto il sudetto P. Generale ordina in questa posta che assolutamente
vada un di loro à Girgento con le scritture necessarie
per far capace Mons. Vescovo della sostanza delle rendite destinate
da nostro Nipote. E questo Padre passerà prima per Aragona
per haver anche dal Sig. Principe la sua raccomandazione. Sì
che spero che shavrà allultimo questa lettera
di Monsig. Vescovo, quale havuta, et ottenuta qui la licenza dalla
S. Congregazione verranno i due Padri per cominciar le scuole
e la fabbrica et aiutar cotesta gente con le confessioni etc.
Il ... La Placa è assai amorevole di questa religione,
onde anche da canto suo si faciliteranno le cose con far pagare
le rendite stabilite. Preghiamo il Signore acciò che indirizzi
il tutto in suo santo servizio, e quello che occorre di nuovo
sopra questa materia avvisatelo subito per poter far da mia parte
quello che potrò, piacendo à Dio, à cui raccomandatemi
assai e vi saluto con le sorelle e coteste religiose.
23 Agosto 1698.
Riveritemi la Signora Nipote con desiderio delle celesti benedizioni
e per lei e per il nipotino. E fatelo sempre nelle vostre lettere,
anche che ciò muscisse di mente nelle mie lettere.
1698 11 28 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o ricevuto in questa
settimana, per grazia di Dio, due lettere da costà, una
di s. M. Alipia de 18 Ottobre, e laltra vostra de
25 dello stesso. Intendo per esse la nuova elezione esser caduta
sopra voi, e ringrazio il Signore che habbia operato in voi quello
che dovevate fare, cioè di rinunziare tal carica da canto
vostro, e daccettarla per parte del Prelato, che il Signore
vha dato per superiore, e così ubbidendo à
lui, havete ubbidito à Dio: qui vos audit, me audit,
dicea Christo agli Apostoli, de quali sono successori i
Vescovi nella Chiesa di Christo: Deo gratias. Egli che
vha imposto tal carica, vi darà le forze per portarla.
Resta che voi a lui ricorriate per imparare da lui quello che
dovete insegnar allaltre con sorelle, chiedendo à
Dio lume ed efficacia per vedere quello che dovete fare e per
esseguirlo.
Circa il dubbio chhavete, se possa esser vostro confessore
ordinario un Padre delle Scuole pie, non vè da dubitare,
perché se Mons. Vescovo vuole, può destinarlo, come
al presente qui in S. Silvestro habbiamo uno de nostri chè
stato fatto confessore ordinario dun Monasterio per tre
anni; sicché non vè in questo impedimento
veruno, ed io non lascerò con laiuto di Dio di procurare
che vengano costà buoni suggetti, e che possano anche far
lufficio di confessarvi etc. pregate il Signore che indrizzi
il tutto bene.
Quanto alla spedizione di questo negozio, Venerdì passato
non vi fu tempo di potersi riferire in Congregazione, per le tante
cause che verano. Speriamo choggi si portarà,
e prima di chiudere questa lettera, vavvisarò quello
che occorre in ciò.
In questa posta scrivo lettere di buone feste al Sig. Prencipe
dAragona ed alla Signora Nipote, e penso mandarle tutte
due per la posta ordinaria di Palermo sotto la sopra carta del
Sig. D. Placido Marchese, riservandomi à scrivere unaltra
lettera alla Sig.ra Nipote, finito che sarà qui il negozio
delle Scuole Pie, qual lettera la manderò à voi
al solito. Del legato non ho altro da dirvi, se non che bisogna
rimettersi al divin volere, e vi ringrazio delle fatiche da voi
fatte per esso. Spero che il Signore manderà presto gleffetti
della sua divina providenza.
Salutatemi suor M. Crocifissa e confortatela con la speranza della
salute eterna, e che quanto più lungo è stato il
male, tanto meno resta da patire. La raccomando sempre al Signore,
il quale le darà il centuplo di consolazione eterna per
il suo patire temporale. Vi saluto tutte con le sorelle e pregate
per me.
28 Novembre 1698.
P.S. Scrivete alla Sig.ra Nipote che non faccia lavar la testa
mai al figliuolino per esser ciò di gran nocumento al suo
temperamento, secondo lavviso del medico di qui, e quel
lavare di testa che si facea in noi quando eravamo figliuoli è
stata forse la causa delle nostre indisposizioni habituali che
tutti noi habbiamo, ed hora paghiamo la liscìa che fu consumata
nella fanciullezza. Nella Congregazione di ieri non è stata
portata la causa nostra delle Scuole pie, bisognerà aspettar
laltro Venerdì. Sono le cose di questo paese, in
cui il gran numero delle cause fa che se ne differiscono tante,
e pure questa Congregazione si fa ogni Venerdì e comincia
a 20 hore e finisce allAve Maria, ed alle volte ad
unhora di notte.
1698 12 20 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
n
questa settimana non ho havuto lettere da costà cosa che
spesso succede. Bisogna ricevere questa mortificazione dalle mani
di Dio benedetto, con lodarlo sempre e ringraziarlo in tutto.
Per le Scuole Pie non ho havuto ancora i capi che si desiderano
meglio aggiustati, come ne ho pregato Mons. Segretario della S.
Congregazione, in haverli avvisarò il tutto più
distintamente.
Ieri il Papa pubblicò in Concistoro i due Cardinali riservati
in pectore nelle due promozioni sue, e furono il Mons. Morigia
milanese, Arcivescovo di Fiorenza e laltro Mons. Paolucci,
Vescovo di Ferrara già stato Nunzio in Polonia per gli
aggiustamenti di quel regno nellelezione del nuovo Re chera
stata discorde, questo ultimo si trova in Roma, laltro è
in Fiorenza, sono tutte due suggetti meritevolissimi per la loro
bontà.
Pregate che il Signore assista loro; restano ancora altri 4 luoghi
vacanti di Cardinali per altra promozione che anderà assai
in lungo, perché questa di ieri fu una publicazione di
suggetti già fatti ma non pubblicati. Nostro Signore vi
conceda grazie in queste sante feste del Natale, e massime alla
nostra Crocifissa che imita nel suo letto i gemiti e lagrime del
doloroso presepio, ma il presepio e la croce si mutò in
Christo in trono di gloria, come muterà le croci de suoi
fedeli nelle sedi di perpetuo riposo e gloria. Pregate per me.
20 Decembre 1698
1699 02 14 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o ricevuto una vostra
de 10 Gennaro, e per quello attiene alla poliza, già
la ricevei, per grazia di Dio. È ben vero che si dovea
poi con altra posta mandar la seconda poliza come si costuma,
per il caso di smarrimento della prima. Già le cose comperate
per voi sono in ordine, et aspetto qualche marinaro per mandarle
in Palermo etc.
Quanto alle Scuole pie, già sapete quello che passa, che
la Sagra Congregazione vuole aggiustati tre punti, per li quali
bisogna che i Sig.ri Tutori facciano a nome del Fondatore la permuta
dalcune rendite, le quali erano vincolate, e bisogna metterle
sopra beni liberi, i quali già havea soggettati a questa
Fondazione il Fondatore, in mancanza di quei beni vincolati col
fidecommisso. Questi Sig.ri Cardinali dicono potersi ciò
francamente fare da Tutori secondo le leggi, e si maravigliarono
quando fu mossa loro questa difficoltà, dicendo non esservi
dubio di potersi ciò fare da Tutori. Sicché
questo negozio dipende da essi. Voglio sperare che non lasceranno
di fare quello che bisogna per venire à capo di questa
fondazione. Pur diligenze non si sono trascurate, ma la Sagra
Congregazione ha voluto che si proceda con tutte le cautele necessarie.
Starò aspettando avvisi della Sig.ra Prencipessa e da voi
per tirar avanti questo affare. Scrissi alla Sig.ra Prencipessa
per le buone feste, mandando le lettere con quella del Sig. Prencipe
Padre. Da questi ne ho ricevuto risposta, ma non di detta Sig.ra,
non so se siano capitate le mie lettere.
Circa suor M. Crocifissa ridotta allultimo grado detisia,
come dite, mettetele avanti la gloriosa Vergine S. Sincletica,
di cui si celebra la festa a 5 di Gennaro, a cui il demonio
caggionò questinfermità detisia in grado
malignissimo: le ulcerò prima il polmone, che anche lo
sputava per bocca, con febre ardentissima per tre anni e mezzo,
e non contento di tanto gran male, le caggionò un tal morbo
nella bocca e nelle gengive, che quasi le tolse la voce, se le
corroppero le gengive, le mascelle, e tutte quelle parti vicine,
essendosi corroso anche losso. E fu tantorrenda quella
ganghrena, che mandava fuori un orribile fetore, talchè
le altre religiose con si potevano accostare et in tempo di necessità
ciò facevano con varij suffumigij dodore, per sminuire
quella puzza di cadavero, et in tanti mali non volle mai opera
di medici, dicendo che gli altri vedevano la corteccia di fuori,
ma che ella vedeva il nocciuolo di dentro, sapendo quanto gran
bene le havrebbe caggionato quel gran male. Solo nel fine permise
che le fosse applicato un empiastro di mirra, daloe e di
mortella, non per altro se non per dare tanto fetore alle sorelle,
dicendole il medico che questo era un medicamento più di
cadaveri che di corpi vivi.
Così in tanto fetore, senza cibo e senza sonno per i gran
dolori passò glultimi 3 mesi, e doppo raccomandato
alle sorelle di portarsi coraggiosamente nel servizio di Dio,
da lui consolata con celeste visione, spirò lanima
santissima, martire per la constanza neI santo amore di Dio in
sì lungo martirio. Questa è la strada del Paradiso,
dolorosa si, ma gloriosa per tutti gli eterni secoli. Questo racconto
serva per lettura alla nostra cara sorella, non tanto scritta
da me, quanto mandatale da quella benedetta Vergine col suo esempio,
che anche laiutarà con le sue orazioni. Vi saluto
tutte e pregate per me.
14 Febbraro 1699.
P.S. Godo poi che le poste si siano raggiustate per quella dimostrazione
fatta al Sig. D. Placido, quale già suppongo haverla fatta
con spendere delle vostre riserve, e non del denaro comune del
Monasterio, essendo ciò una sodisfazione particolare e
non comune di detto Monasterio.
1699 03 07 - AGT (copia) - (A
suor M. Lanceata sua sorella)
n
questa settimana ho havuto due vostre lettere de 25 Gennaro,
e de 4 Febbraro con la lettera scrittavi da Monsig. Vescovo
sopra suor M. Crocifissa dalla quale mi mancano le parole di dirvi,
ma non i pensieri continui e nellorazioni per raccomandarla
al Signore e fuori anche, standomi fisso nella mente cotesto suo
martirio, quale però tengo per una caparra dalli eterni
premij eccellentissimi chella havrà da godere in
cielo, dove pregarà per noi, e quella che seco ci fa tanto
affliggere, ci farà partecipi delle sue orazioni per impetrarci
da Dio misericordia. A me solo resta di continuar al presente
le mie indegne preghiere per essa, et à voi lavvisarmi
quello che va passando et occorrendo di nuovo. Monsignor Vescovo
ha precedentemente ordinato di notar le sue cose dello stato presente,
e particolarmente quegli atti virtuosi et orazioni, con che si
fa scudo in tanto combattimento e spero anchor io (se così
vorrà il Signore) esser partecipe di queste notizie per
mia consolazione ed edificazione nel dissipamento del mio spirito.
Orate pro me.
Quanto à quello che dite della Benedizione Papale, so che
i Cardinali e personaggi et altri suggetti qualificati in fine
di morte mandano à domandarla al Papa: ma veramente non
so in che termini si conceda, et in che consista. Crederei che
fosse lindulgenza plenaria, quale potrete ancora voi havere
per altre concessioni di medaglie benedette e di Rosarij ò
di confraternita etc. Su questa è grazia da domandarsi
al Papa, per non haver mai saputo una tal instanza farsi da qualche
comunità religiosa.
Circa le novità di Roma che costì si dicono, non
so che possano essere non essendovi qui cosa di rilevante, se
non laspettarsi la Regina di Polonia col Cardinale suo padre
detà di 94 anni come dicono. Sì che penso
che sieno costì sparse ciarle, le quali spesso si mettono
in campo senza fondamento.
Delle Scuole pie saspettano da costà le risoluzioni
secondo che già scrissi. Solo qui aggiungo lessersi
mandata una poliza di pochi scudi per le spese fatte da quei Padri
nel proporre la causa in Congregazione, cioè per le copie
di lettere di Monsig. e di memoriali, per darli a ciascun Cardinale
della S. Congregazione e di quella sommetta ne restano circa due
scudi per altro bisogno che possa occorrere per la stessa causa.
Della poliza poi del legato, io non posso sapere se vi erano le
4 onze da voi mandate, perché in quella non si faceva menzione
di onze, ma solamente di scudi romani, et io credendo che fossero
per onze 114 ho spartito quegli scudi in 114 parti, tenendone
à conto vostro quanto corrispondeva à 4 onze. Potrete
però sapere il tutto da quelli che fecero la poliza, in
cui, se ben mi ricordo, si diceva che il Sig. Catalano havea dato
il denaro etc. Comunque sia già vho scritto nelle
cose commessemi e lho inviato al P. Bernardino di S. Filippo
Neri, però le figure della Natività sono 40 perché
così dicevano le vostre lettere da me finallhora
conservate, se ben con questultima dite 42 ò 46 il
che bisognava avvertirlo prima.
A D. Stefano Leone furono dati qui in varie occorrenze due scudi
romani, se bene non mi ricordo certo se alcuna cosa di detta somma
gli fusse rilassata per limosina, e perché è cosa
di poco momento per farne cambio, gli potreste significare che
sarò contento dargli il tutto per elemosina per celebrarne
20 ò 15 Messe secondo la mia intenzione, essendo la limosina
qui usata per le Messe dun giulio luna, sì
che due scudi essendo 20 giulij fanno giusto il numero di 20 ma
per levarmi ogni scrupolo basteranno 15 Messe. Avvisatemi della
risoluzione che se vorrà ciò fare, potrà
cominciarle quando vorrà e con sua comodità.
Del resto vi saluto tutte e pregate assai per me, comanche
tutte coteste religiose, che tutte saluto nel Signore
. 7 Marzo 1699.
Di Ferdinando non so come la passi dalla sua debbolezza nel camminare,
avvisatemi qualche cosa.
1699 03 14 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o ricevuta la vostra
lettera degli 11 Febbraro con le solite materie di ringraziar
sempre Iddio nostro Signore per le cose avverse e seconde massime
per la nostra sorella Crocifissa à cui egli dà sofferenza
e costanza infino al fine e questo mio desiderio siale per un
carissimo saluto.
Delle Scuole pie, dipende la risoluzione da costà, perchè
raggiustatisi i punti secondo che vuole la S. Congregazione, speriamo
subito haver lintento.
Quanto alla notizia de libri per leggerli nella ricreazione,
mi pare che in primo luogo potreste leggere un capitoletto di
quei racconti della Sagra Scrittura del libretto mandatovi, bastando
un poco per volta per potervi discorrere sopra. Quanto poi ad
altri libri sarebbono à proposito lHistorie de
Frati minori cioè Francescani, nelle quali sono bellissimi
fatti, comanche lhistorie de Predicatori, e
daltre Religioni. Mi dicono che il P. Binetti Gesuita ha
fatto molti libretti che sarebbono adattati, e particolarmente
uno intitolato Ricreazione degli infermi.
Se poi volete unampia materia di bellissimi racconti e detti,
e che vi possa durare per più anni, questa la trovarete
nel Compendio volgare degli Annali del Cardinale Baronio,
che cominciano dallIncarnazione fino allanno mille
e ducento, quivi trovarete la vita di nostro Signore, della Madonna,
degli Apostoli, e bellissimi esempi di martiri e confessori, quivi
tutte le persecuzioni della christianità e tanti castighi
di Dio, quivi tanti Concilij e Riforme comanche tante eresie,
delle quali è restata sempre vittoriosa la Fede Cattolica
et in una parola vedrete tutto ciò che di più notabile
è accaduto nel mondo per mille e ducento anni; ne potreste
leggere un poco alla volta et interrompendo la lezione con qualche
bella e pia riflessione e discorso, come si può convenire
ad una ricreazione religiosa servendo ciò più per
dar materia di riflettere e ponderare scambievolmente che per
fare una tirata di lunga lezione e vi consigliarei à comperarlo
perché non sarà facile ad haverlo prestato per lunghissimo
tempo, nostro Padre lhavea letto più volte, come
trovai notato di sua mano, ecco quanto posso dirvi sopra ciò
al presente.
Mi raccomando alle vostre sante orazioni e delle sorelle e di
tutte coteste religiose, e riverite la Sig.ra Nipote à
mio nome. Mercoledì arrivò qua Mons. Girgenti da
Palermo nominato al Vescovado di Patti, per esser esaminato e
poi consegrato etc.
La Regina vedova di Polonia non è ancora arrivata ma saspetta
di presso.
14 Marzo 1699.
1699 03 21 - AMBP - (A suor
M. Maddalena sua sorella)
alla vostra lettera
de 18 Febbraro intendo esser arrivate le mie lettere so­pra
i medicamenti vostri e di Ferdinandino: e desidero haver notizia
dello stato vostro e di lui per il desiderio chho della
vostra sanità et beneplacito di Dio a cui sottomettiamo
sempre nelle nostre tribolazioni, che non mancano in questa miserabil
vita, e massime nella malattia della nostra sorel­la Crocifissa,
filij sanctorum sumus, et expectamus meliorem vitam, quale
ci hanno predicata i nostri Santi Padri gli Apostoli benedetti
et i loro successori, de quali noi siamo figli per la loro
predicazione rigenerati in Christo.
Uno de nostri Padri mha fatta instanza di haver un
ufficio di carità del vostro Monasterio per un suo particolar
bisogno, acciò che preghiate con spe­cialità
il Signore per questa sua necessità, per tanto à
mio nome pregatene la madre Abbadessa affinché lo faccia
raccomandar al Signore, coteste religiose con suggerirlo anche,
se si può, à suor M. Crocifissa acciò che
essa pure faccia qualche breve orazione per lo stesso, comanche
per me. Delle Scuole pie attendo da costà le risoluzioni
per proseguirsi qui questa santa opera.
Ho saputo esser morto il Sig. La Placa non so chi sia stato sosti­tuito
Tutore: avvisatelo distintamente per ogni buona occasione. Qui
non occorre altro da scrivere, se non daspettarsi nellaltra
settimana larrivo della Regina di Polonia col Cardinale
suo padre, che prenderà il Cappello al suo arrivo, questo
è di 94 anni, et ha viaggiato hora da Polonia fin qua,
anche in questa rigidissima invernata. Dicono che sia robusto
assai e che viaggia in carozza et à cavallo come se fosse
un giovane.
Saspetta pure il Cardinal Morigia Arcivescovo di Fiorenza
per prendere il Cappello, questo fu creato nella prima promozione,
ma ritenuto in pectore, e poi doppo 3 anni publicato pochi
mesi sono avanti Natale et havrà in primo luogo di tutti
i Cardinali di questo Papa, perché era il più antico
Arcivescovo degli altri fatti Cardinali nella prima promozione,
egli era stato prima de Chierici Regolari di S. Paolo, che
chiamano Barnabiti, et è il primo Cardinale di detta Congregazione.
... (mutila).
(21 Marzo 1699)
1699 03 28 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
alla
vostra lettera de 24 Febbraro intendo qualche poco miglioramento
di nostra sorella Crocifissa: nostro Signore glielo accresca in
suo santo servizio e come à lui piace, e ne aspetto nuovi
avvisi.
Quanto al mandar le cose costà occorrendo, le indirizzarò
in Palermo al Sig. Marino, ò alla Sig.ra suor Giesualda,
come scrivete.
Quanto al Sig. La Placa, già ho qui saputo la sua morte,
per detto di uno de nostri Padri siciliano venuto con Monsignore
di Patti, nostro Signore indirizzi il tutto in suo santo servizio,
massime per laffare delle Scuole pie: per lo quale bisogna
procurare di togliere tutti glimpedimenti, e del resto lasciarne
leffettuazione come e quando Iddio benedetto vuole. Perciò
non lasciate da vostro canto di affrettare le spedizioni, acciò
che per parte vostra non vi sia negligenza.
In questa settimana è arrivato il Cardinal Morigia, per
ricevere il cappello, e dicono si fermerà qui con rinunziare
lArcivescovado di Fiorenza: volendolo il Papa in Roma per
le sue ottime qualità. Pure è arrivata la Regina
vedova di Polonia con il Cardinale suo padre: saspettava
la sera de 24 di questo, ma ella prevenne et arrivò
la notte precedente alle 9 hore, credo per levarsi dalla soggezione
deglincontri e del concorso del popolo curioso. Giovedì
poi alle 20 hore, andò il Cardinale suo padre alla prima
udienza del Papa privatamente, come sogliono fare gli altri nuovi
Cardinali, e poi doppo il suo ritorno alle 22 hore andò
pure la Regina sua figliuola, ma senza pompa, perché dicono
che non voglia qui stare con tutta la pompa di Regina, ma moderatamente,
questo è quanto passa intorno à ciò. Del
resto, pregate il Signore per me con le sorelle e coteste religiose,
e tutte saluto con la Sig.ra Nipote.
28 Marzo 1699.
1699 04 04 - AMBP - (A suor
M. Maddalena sua sorella)
o ricevuto la vostra
lettera de 26 Febraro con lavviso del miglioramento
di s. M. Crocifissa quanto al sonno et alla retenzione del cibo:
e ne ringrazio la benignità di Dio benedetto, che le ha
mitigata in questa parte lafflizione: e prego la Sua Divina
Maestà à concederle prima in ordine allo spirito,
e poi anche quanto al corpo quei conforti che le saranno più
giovevoli à servizio e gloria di Lui. Tra tanto voi salutatela
da mia parte caramente nel Signore e ricordatele di pregar per
me qualche volta, dicendo più col cuor che con la lingua
quella tanto raccomandata orazione di S. Giov. Crisostomo per
tutte lhore del giorno e della notte, cioè Domine
miserere, essendo (come dice lo stesso Santo) la misericordia
di Dio la madre dogni bene che possiamo havere.
Raccomandatele pure alcune anime per qualche motivo speciale,
comanche le raccomando meco à voi et alla madre Abbadessa
per raccomandarle à tutta cotesta Comunità.
Quanto alla voce sparsa della mutazione di stato della Sig.ra
Nipote, rimetto il tutto nella divina disposizione projiciendo
curam in eum quoniam ipsi cura est de nobis. Sorella carissima
non pensiamo tanto alla Casa perché corre pericolo di raffreddarsi
il nostro cuore et attenzione verso la città permanente,
e patria migliore: se siamo peregrini e passaggieri, non occorre
qui fabbricar castelli in aria, ma cerchiamo darrivare e
(se Dio vuole) presto, dove non vi sono più né guai
né mutazioni e varietà come in terra, dove lanima
nostra non sta ferma in un pensiero et affetto né pur per
unAve Maria. Sono morti i nostri antenati, son morti i nostri
parenti conosciuti da noi, hoggi ò dimane morremo noi,
morranno gli altri, et il tutto se ne và in fumo, né
gloria né honore, né ricchezze né commodi,
né splendore né sanità son di durata, et
in una chiusa docchi ogni cosa svanisce in vento.
Il Rè di Spagna per non haver successione, havea ultimamente
dichiarato successore suo ne Regni il figlio dellelettore
Duca di Baviera, come suo più prossimo, tra questi primi
gridi di tal dichiarazione, quel figliuolino di 6 anni e mesi,
essendosi rihavuto da una malattia, inaspettatamente sorpreso
daccidenti convulsivi, è morto et eccoti sfumato
in un momento la successione di tanti Regni.
Beato egli che Angioletto se ne è volato in Paradiso havendolo
liberato Dio da grandi pericoli che vi sono nel regnare
e poi che cosa sono i Regni terreni rispetto al Regno Celeste?
Oh fede aprici gli occhi, e facci vedere le verità come
sono, e non come ce le oscurano le nostre passioni e laffetto
delle cose di questo mondo.
Pregate per me acciò che il Signore lavi la veste della
mia coscienza e la imbianchi nel sangue dellAgnello, sì
che sia fra quelli che lavaverunt stolas suas et dealbaverunt
eas in sanguine Agni: perché altrimenti non entrarò
in Paradiso, perchè nihil immundum et coinquinatum introibit
in eum.
4 Aprile 1699.
1699 04 11 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
n
questa settimana non ho havuto lettere vostre ma bensì
una di D. Stefano Leone de 12 Febraro datami tardi doppo
alcune settimane per non sapersi à chi era diretta, essendo
il mio nome abbreviato, e con il secondo cognome di Caro oltre
il primo. Egli mi scrive di voler tornare qua à studiare,
et io gli rispondo in quella conformità che potrete sapere
da lui, scrivendogli in questa stessa posta.
Voi sopra luogo potrete saper meglio ponderare questa sua risoluzione.
Supposto che voglia venire, è bene à farlo prima
de caldi, e passando egli per Palermo vorrei che le faceste
consegnare un piccolo vasetto di giacinto ma senza odore, che
si fa assai meglio in Palermo che qui, vi potrete servire del
denaro di lui stesso che havrà da portare qua, perché
io al suo arrivo gli darò quanto sè speso
per il sudetto giacinto. Questo però segli fa la
strada di Palermo, perché altrimente, non occorre altro.
Sopra tutto significategli che non stia speranza sopra di me per
il suo mantenimento, perché sapete come vanno le cose del
legato onde è bene portarsi la provisione per il mantenimento
dun anno.
Del resto vi saluto tutte e particolarmente s. M. Crocifissa sperando
nella misericordia di Dio che le nostre croci ci habbiano à
condurre in Paradiso per il sangue sparso del Figlio di Dio in
Croce, come in questi santi giorni rammemoriamo più espressamente,
e Dio faccia più devotamente.
Mi raccomando alle vostre orazioni e di tutte coteste religiose.
11 Aprile 1699.
1699 04 25 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o ricevuta una vostra
lunga lettera de 16 Marzo, sopra il negozio della fondazione
dun convento in Palma: e veggo espresso di nuovo il bisogno
desso, quando già io nera persuasissimo et
aspettava le ultime risoluzioni della Sig.ra Nipote per pigliar
nuova risoluzione. Ma vedendo le cose poco men che disperate,
ho parlato col P. Procurator Generale delle Scuole pie e col padre
Luigi, Provinciale passato di Sicilia, dichiarando loro à
risolversi di venir in Palma almeno à titolo di hospizio,
cioè 2 sacerdoti et un laico, e tra tanto cominciare la
fabbrica del convento, perché con la fondazione già
principiata si potrà meglio effettuarsi un giorno la compita
fondazione di 12 suggetti, et ho significato chiaramente, che
dichino di sì ò di no: per poter applicar lanimo
alla fondazione daltro convento di altra religione.
Mhaveano promessa lultima risoluzione per questa mattina
per potervi scrivere: ma mha mandato à dire il P.
Procuratore Generale che le cose hanno buona disposizione per
linstanza fatta e che ne vogliono passar parola col Sig.
Cardinal Carpegna loro protettore, e che per ciò differisca
fino allaltra posta à mandarvi la risoluzione. Nostro
Signore indirizzi il tutto in suo santo servizio. Le fatiche fatte
e che fo per questo effetto non mi paiono cose gravi per il desiderio
che ho di porger questo aiuto spirituale à cotesta terra:
e non lascerò di fare quello che si potrà fino allultimo.
Dal Sig. Prencipe di Raffadale ho havuto una lettera di buone
feste de 9 Aprile, in cui mi dice che il giorno avanti havea
ricevuto avviso da cotesto rev. Signor Arciprete del miglioramento
continuato di s. M. Crocifissa del che ne ringrazio assai la Maestà
Divina, e di questa mia consolazione ve ne do parte. Salutatela
da mia parte, e raccomandatemi alle sue orazioni et alle vostre
e delle sorelle e di coteste religiose.
25 Aprile 1699.
1699 05 01 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
n
questa settimana ho havuta una lettera di s. M. Alipia de
27 Marzo, con la continuazione dellavvisi di qualche miglioramento
di nostra sorella Crocifissa, del che ne ringrazio la Divina bontà,
à cui la raccomando del continuo. Io scrivo la presente
principalmente per gli affari della fondazione, per la quale è
venuta à tempo la lettera e risposta di nostra Nipote in
questa settimana per incoraggiar i Padri delle Scuole pie alla
risoluzione presa. Sappiate dunque che vedendo le cose dellaggiustamento
de punti della fondazione andar à lungo, ho procurato
che quei Padri si risolvessero venire subito per modo dhospizio,
al che non vi vuole licenza della S. Congregazione, ma la sola
licenza di Mons. Vescovo; eglino vhavevano difficoltà
per più capi, ma finalmente ne hanno preso consiglio dal
Sig. Cardinal Carpegna loro protettore, chè anche
Prefetto della S. Congregazione e perciò informato di quanto
quivi fu trattato e risoluto.
Detto Sig. Cardinale dunque ha asseverentemente detto che i Tutori
possono fare benissimo quello chè risoluto in Congregazione,
e che di ciò non vè dubbio secondo la legge
in cui egli è dottissimo, poi ha acconsentito che si pigli
al presente lhospizio con osservare le condizioni solite
ordinate dalla Sagra Congregazione per gli hospitij, e tra tanto
cominciarsi la fabbrica del Convento etc.
Sicché sopra questo parere i Padri si sono risoluti di
cominciar subbito lhospizio con due Sacerdoti et un laico,
per aiutar le confessioni, far la scuola e la dottrina Christiana,
e darsi principio alla fabbrica.
Essi hoggi scrivono al P. Provinciale sopra questa materia, et
anche à Mons. Vescovo per dar loro la licenza di far questo,
et io ancora fo lacchiusa lettera alla Sig.ra Nipote, acciò
che dia principio à questa santa opera con assegnare alli
suggetti mandati una casa e la provisione necessaria per loro
e per il principio della fabbrica come sta disposto nella fondazione
confermata nel testamento di nostro Nipote b. m.
Spero che in questa maniera si supplirà in parte al bisogno
di cotesto luogo. Ho poi pregato i Padri à mandar suggetti
e per letà e per la virtù de migliori,
e mhan promesso che procuraranno di mandar soggetti di sodisfazione,
e che forse verrà lo stesso P. Provinciale chè
persona di spirito e di pietà riguardevole, e chè
stato fra loro maestro de novitij. Per sollecitar questo
affare i sudetti PP. et io scriviamo con la feluca del dispaccio
acciò che le lettere arrivino più presto, onde domani
Sabbato giorno ordinario della posta, non scriverò, il
che avviso per sapere che vi mancaranno mie lettere in una posta.
Resta che per lettere et à viva voce esortiate la Sig.ra
Nipote à mostrar ogni carità e prontezza à
detti Padri, i quali credo io che subito partiranno da Palermo
per Aragona per aggiustar quivi il tutto, e poi passar in Girgento
da Mons. Vescovo, e venir in Palma. Onde è bene che inviate
subito persona à detta Sig.ra acciò che si trovi
prevenuta etc..
Aspettarò piacendo à Dio gli avvisi del seguito
per mia consolazione. Quanto poi alla mutazione di stato di detta
Sig.ra resto molto edificato dalla sua lettera scritta à
Crocifissa, nostro Signore le dia lume e forza di far sempre la
sua santa volontà, alla quale sempre dobbiamo sottometterci.
Circa la vita del P. D. Carlo, non se ne parla, perché
non è facile stamparla per la spesa che vi vuole. Non addossandosi
la religione questo peso perché non vè panno
da tagliare.
Questo è quanto posso dirvi presentemente: se havete cosa
da premura davvisarmi per il sopradetto hospizio, mandate
con la posta la vostra lettera al P. Bernardino in Palermo: il
quale me la manderà con la feluca del dispaccio per venir
più presto. Vi saluto tutte e pregate per me, etc.
1 Maggio 1699.
1699 06 27 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o ricevuto una vostra
gran lettera de 25 Maggio. Dico grande per la gran carta
grande e bianca che seco portava benché corta di parole.
Siavi ricordato di non mandar qua carta bianca, perché
se ne trova assai nelle botteghe.
Ringrazio poi nostro Signore del miglioramento di s. M. Crocifissa
quale avvanzandosi di passo in passo, mi dà speranza che
il Signore la voglia rimettere in stato primiero, ma perché
spesso noi nescimus quid petamus, diciamo e per lei e per noi
Domine sicut scis et vis miserere nobis, chera lorazione
che voleva fosse stampata nel nostro cuore e bocca quel Santo
dellantico eremo.
Alla Sig.ra Nipote io scrissi a lungo e mandai la lettera a voi
il primo di Maggio per la feluca del dispaccio per cominciarsi
lhospizio delle Scuole pie costì, ma dalla vostra
lettera comprendo che non era arrivata ancora. Sto con desiderio
dhaverne riscontro per veder principiata questa santa opera
sopra la quale mi rimetto à quanto allhora vi scrissi.
Voi non lasciate di riverirla à mio nome, sperando scriverle
in haver la sua risposta dellaccennata lettera.
Negli ultimi giorni di Maggio in Tolentino dalle braccia di S.
Nicolò è uscita maggior effusione di sangue di quella
che seguì il mese di Settembre dellanno passato,
e dicono che nella Città di Revel nella Lituania, una nuvola
sera aperta sopra la stessa città, dove la maggior
parte delle persone intesero una voce lugubre per lo spazio di
3 quarti dhora, e che 16 huomini degni di fede lhavevano
con giuramento attestato avanti il magistrato di quella Città.
Scrivono pure che nellIndie al Perù lanno passato
al fine di giugno vi fu un terremoto così spaventevole,
che apri due montagne, donde uscì tantacqua e fango
che sommerse qualche città o terra che sia, havendo inondato
di notte quando la gente dormiva, e si dice esser quivi stato
un grande sterminio di paesi e di persone. Si sentono di gran
castighi di Dio, e di grandi minacce per le quali il Signore ci
chiama à penitenza de nostri peccati.
Preghiamolo per luniversale e per il particolare, e massime
per noi stessi. Vi saluto tutte voi sorelle e massime Crocifissa,
unitamente con coteste religiose.
27 Giugno 1699.
P.S. Raccomando assai alle vostre orazioni e di s. M. Crocifissa
specialmente una persona assai tribolata, che me ne ha fatto instanza.
1699 07 18 - AGT (copia) -
(A suor M. Maddalena sua sorella)
o ricevuto una vostra
lettera de 10 Giugno con mia grandissima consolazione per
larrivo costà del P. Provinciale delle Scuole pie
e suoi compagni, e per il cominciamento dato nel nome del Signore
à questa fondazione. Godo assai delle buone relazioni datemi
delli sermoni fatti da sudetti Padri, e del cominciamento
delle scuole, delle quali et altre cose poi seguito ne aspetto
con desiderio altre notizie piacendo à Dio. Per quello
che dite degli huomini di campagna, spero che ne havranno essi
e i loro figliuoli la maggior parte, sì per le confessioni
e sermoni, e sì anche per linsegnamento de
lor figliuoli e dite a s. M. Serafica da mia parte, che preghi
il Sig. Arciprete ad essortare questi huomini di campagna che
mandano i loro figlioletti alla scuola almeno fino à quella
età in cui poi havranno ad andar à lavorare la campagna.
E ciò prima perché così impareranno la dottrina
Cristiana et il timor di Dio, e poi impareranno almeno à
leggere e scrivere, che sempre potrà giovar assai loro
per legger qualche cosa santa ò orazione etc. e veramente
mi piace assai luso di questi paesi, in cui generalmente
sanno quasi tutti leggere e scrivere anche i bastasi come costì
si dice. Hora quanto alla Signora Nipote spero che la sua venuta
costà le habbia giovato anche per sollievo temporale, et
aspetterò altre nuove della sua salute e risoluzioni. Quanto
al suo venir costà di stanza, io non so disapprovarla,
non vedendo gran ragione in contrario. Con tutto ciò con
laiuto del Signore credo che piglierà quella risoluzione
che prudentemente stimerò esser meglio per lei e per la
terra. Per quanto spetta al corso humano, significo che se vuol
venire, venga non à Settembre, ma à Novembre, quando
laria è totalmente raffreddata, perché le
mutazioni daria nellautunno massime rispetto nella
sua persona et al figliuolino, non sono sane ma pericolose e perciò
è meglio far questa mutazione di stanza in stagione non
pericolosa. Del timore che havete della sanità del figliuolino,
voi sapete che in ogni paese e luogo si muore, e la vita e la
morte stanno nelle mani del Signore. Abbandoniamoci nelle mani
di Dio, e facciasi quello che à lui piace, e questo devesser
il piacer nostro. Pregate per me e vi saluto tutte con coteste
religiose e particolarmente s. M. Crocifissa che pregarà
per me.
18 Luglio 1699.
1699 08 01 - AGT (copia) - (A
suor M. Lanceata sua sorella)
o ricevuto una vostra
de 25 Giugno con lavviso della pericolosa malattia
vostra per il male di gola, e della sanità restituita dal
Signore à cui ne rendo immense grazie tanto per la percussione
quanto per la sanazione mentre egli percutit et sanat. Quanto
à quello che dite chhavreste abbracciata la morte
etc. questo è un frutto delle tribolazioni, perché
fra gli altri beni per li quali il Signore le manda, questè
notabile di farci distaccare dallamore di questo mondo e
della vita presente. Iddio amareggia la nostra vita per farci
desiderare la morte, chè il passaggio alla perfezione
dellamore di lui, quale sottiene in cielo con farci
nello stesso tempo felici e beati. Dice S. Gregorio, che il Signore
per far correre più desiderosamente il suo popolo alla
terra promessa, quasi dimenticata da loro stando in Egitto, usò
questi due mezzi, luno fu linvito à quella
terra con tante promesse di felicità in quella, e laltro
fu la gran persecuzione di Faraone che tanto afflisse quel popolo.
Sì che Iddio chiamava da un canto alla terra santa, e Faraone
dallaltra con le tante tribolazioni li sforzava à
desiderar quel paese per scappare dalle sue mani. Più si
desidera il bene, quanto più ci affoga il male. Felici
noi se le tribolazioni ci levassero laffetto di star in
questa vita, quale non per altro è utile come dice S. Agostino
che per acquistar meriti in cielo. Fuori di questi motivi spirituali
e sovranaturali è una gran miseria lamare le miserie
di questa nostra vita. Pregate Iddio che quando arriva lora
della partenza, ci faccia dire di vero cuore salve dies pretiosa
dies desiderata, per te me suscipiat qui in te me liberat à
corpore mortis huius.
Delle nuove mi date di nostra Nipote, ne godo assai. E quanto
al figliuolino raccomandiamolo alla benigna providenza di Dio,
essendo più suo che nostro. Viviamo sottomessi alle divine
disposizioni, et ogni suo volere sia la pace del nostro cuore.
Ringrazio nostro Signore del buon proseguimento dellospizio
de PP. Delle Scuole pie e del sollievo spirituale di cotesta
gente. E dite à suor M. Serafica che preghi il Sig. Arciprete
di queste 3 cose. Primo, che procuri che vi sieno assai scolari
massime di gente di campagna per i motivi già scritti.
Secondo, che linviti alcuna volta à far qualche sermone
familiare et alla buona nella Madre Chiesa, ò sopra lEvangelio
corrente, ò sopra il catechismo, e ciò almeno una
volta il mese ò nella Messa cantata, ò avanti il
Vespro. Terzo, che le feste gli inviti avanti il Vespro à
far la Dottrina Cristiana à ragazzini, huomini e donne,
aiutandoli egli et altri sacerdoti ò cherici in opera di
tanta carità. Qui anche in S. Pietro si costuma far la
dottrina con separare gli huomini dalle donne, e così in
luoghi distinti della Madre Chiesa si potrebbe far questa dottrina
per la quale sarà bene osservare i regolamenti dati da
S. Carlo per farsi più fruttuosa.
Della professione di suor M. Speranza ne godo assai, e la ringrazio
molto della caritatevole memoria chha di me con le altre
due sante virtù. Dite loro che preghino il Signore che
mi dia aumento delle virtù di loro nomi fino allultimo
spirito: per havere in eterno la carità che nunquam excidit,
cessando in paradiso la fede perché si vede faccia à
faccia Iddio, e cessando la speranza, perché quivi sottiene
quello che si sperava.
In questa settimana è venuto avviso della morte del Card.
Doffino Veneziano Patriarca di Aquileia in età di 82 ò
85 anni. Pregate per lui. Hora sono vacanti 7 luoghi di Cardinali.
Per ultimo vi saluto tutte e particolarmente suor M. Crocifissa
e pregate per me con tutte coteste religiose.
Primo di Agosto 1699.
1699 08 08 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
ispondo ordinatamente
à punti della vostra lettera de 4 Luglio, e prima
circa le cose ricevute da qui in due volte non è stata
fatta mai menzione della carta bianca mandatavi, tutto che credo
haverla voi ricevuta. Quanto alle figure il numero desse
secondo altre lettere non mi pare che corrisponda à quello
che presi io qui, né so donde sia venuto il mancamento.
Si stampa hora il 3° tomo di quella Teologia volgare mandatavi
et à suo tempo piacendo à Dio si potrà compire
tutta lopera.
Vi ringrazio assai del giacinto fatto fare, e perché so
che costa io lo prenderò con questo che nel pagamento del
legato di Settembre prossimo, vi ritenghiate tutta la spesa per
esso etc.
Ho scritto al Sig. Sciabarasi à Civitavecchia, che se vuole,
si potrà pagare costì quel denaro che volea darmi,
et io non volli ricevere allhora per non sapere se si poteva
costì corrispondere, sentirò la sua risposta.
Quanto poi alla Sig.ra Nipote, le relazioni che mi date mi fanno
ringraziare Iddio delle grazie fatteli, et io ne godo più
che se lhavesse fatta Regina ò Imperatrice in terra,
perché ogni regno et imperio della terra è terra
e fango, e le grazie spirituali sono cose di cielo e di paradiso.
Se ella risolve di venire costà di stanza non lo faccia
se non à Novembre, e poi per sua conversazione e per non
cercarla sempre al vostro Monasterio, sarebbe forse bene il suggerirle
se stimasse bene invitar ad habitar seco qualche Sig.ra vedova
sua parente ò conoscente, ò da Palermo ò
daltre città vicine: purché sia tale che non
le dasse suggezione, ma ella restasse con la libertà totale
e padronanza.
Mè venuto questo pensiero: ma voi sopra luogo potrete
meglio esaminarlo e far quello che vi pare, perché da lontano
io non posso conoscere le cose particolari che sincontrano
negli affari, voi riveritela da mia parte.
Di Ferdinandino bisogna adorar i giuditij di Dio, e rimetterlo
alla sua divina providenza. Per quello che voi significate, io
dubito che vi sia qualche osso slogato o smosso sotto le
reni. Stimerei bene che la Sig.ra Principessa facesse venire qualche
valente chirurgo ò da Palermo ò daltra parte,
per far tastare et osservar bene se vè difetto nelle
ossa ò lussazione ò gomme etc., perché se
osservasse qualcheduna di queste cose, bisognerà rimediarvi
presto mentre ancora le ossa son tenere, e se il chirurgo non
troverà modo di rimettere le cose smosse à luoghi
suoi, ò consumare le gomme etc. potrebbe far una relazione
de difetti del bambino, e delle sue osservazioni in un foglio
di carta, quale poi io consulterei qui con altri chirurghi, et
anche in Fiorenza dove è un valentissimo chirurgo.
Per le Scuole pie oltre il vostro racconto, ho saputo qui dal
P. Luigi che ha havuto lettera da Palermo de 16 Luglio con
la feluca del dispaccio, che gli vien avvisato che il Tutore ha
aggiustati i punti che volea migliorati la Sagra Congregazione
e che con laltra feluca seguente havrebbe mandato questo
nuovo regolamento.
Noi laspettiamo piacendo à Dio, e vedremo se ne resterà
contenta la Sagra Congregazione. Spero che nellaltra settimana
giugnerà qui la sudetta Scrittura. Del resto pregate Iddio
per lEuropa e per lItalia e Sicilia in particolare
perché volendo il Rè di Spagna dichiarare il suo
successore ne Regni, giacché non ha figli, vi sono
teste coronate che pretendono questa successione per le Case loro.
Dalle quali contese ne potrebbe nascere un gran fuoco di guerra
massime nello stato di Milano, e regni di Napoli e Sicilia. Pregatene
Iddio caldamente acciò che si compiaccia far concordare
i discordanti, e che stando essi in concordia habbiamo noi pace
per servirlo più quietamente. Vi saluto con le sorelle
e particolarmente M. Crocifissa e mi raccomando alle orazioni
vostre e di tutte coteste religiose.
8 Agosto 1699.
Se qualcheduno di costà vorrà venire per pochi giorni
qua nellAnno Santo, significate chè meglio
venire per la Quaresima e specialmente per la settimana Santa
ò quella di Pasqua.
1699 09 05 - AGT (copia) - (A
suor M. Serafica sua sorella)
n questa settimana
ho ricevuto una vostra lettera de 25 Luglio, e tutto che
vecchia di molto tempo mi consola per gli avvisi havuti di costà.
Ne sia ringraziato il Signore.
Della Signora Nipote e della dubbiezza di mutazione di stato,
non occorre altro che raccomandar il tutto à Dio benedetto,
acciò che disponga quello chè di sua gloria
e bene dellanima di lei. Che per considerazioni humane,
non vi fo caso alcuno, perché il mondo è finito
per me, e fo conto non haver né casa né casato,
né parentado, né honorevolezza mondana: essendo
tutte queste cose una scena di comedia, che al levar delle tende
nulla vi resta, sono sogni che poco durano, e presto svaniscono.
Quello che importa è laltro mondo sempre permanente
ò di eterni gaudij ò di eterni supplicij. Faccia
Iddio che i flagelli di questa vita mi correggano e memendino
per laltra vita, alla quale sempre ho locchio per
non trovare nel paese di questo mondo che spine e triboli, che
ci pungono e ci fanno cadere ò zoppicare nella via del
Signore. Se cerchiamo allegrezza, non est hic; se honore, non
est hic; se contento, non est hic; se perfetto amore di Dio senza
colpa veruna, non est hic. Sicché bisogna pensare e desiderare
altro luogo dove ogni bene si trova, chaltro non è
che il cielo. Preghiamo dunque Iddio benedetto ne projiciat nos
à facie sua, e con le braccia aperte aspettiamo il giorno
e lhora che ci fanno scappare dalla prigione di questo miserabile
mondo. Quando diremo prima tempora abjerunt, et ecce nova sunt
omnia per il lieto giorno duna eternità felice, che
occhio mai non vidde, né orecchio mai sentì, né
mai venne per come è nel cuore dhuomo.
Quanto poi allAgnus Dei, il Papa li benedisse la prima Pasqua
del suo Ponteficato, e poi nella settima, come si costuma se ne
fecero pochi per la vicinanza dellAnno Santo. Sicché
nella Pasqua seguente, se piace à Dio, si farà solenne
benedizione di essi, et allhora se ne potranno mandare costà,
se piace à Dio. Vi saluto tutte e pregate per me. 5 Settembre
1699.
1699 09 19 - AGT (copia) - (A
suor M. Maddalena Sua Sorella)
o havuta una vostra
de 10 Agosto, con le continuazioni degli avvisi delli dolori
di nostra sorella, sopra i quali non mi resta altro à dire,
che sic Domino placuit, sit nomen Domini benedictum. Quello
però che hoggi è tanto doloroso agli occhi nostri
carnali, spero che sarà un giorno glorioso agli occhi nostri
spirituali, vedendo le sue corone eterne in cielo, per le spine
di pochi anni in terra. Preghiamo il Signore che ci dia pazienza,
perché qui perseveraverit usque in finem, hic salvus
erit.
Per la quarta parte delle Croniche di S. Teresa, sarà difficilissimo
il trovarla scompagnata dalle altre parti. Non lascerò
di fare però diligenza, e trovandola sola avvisarò.
Aspetterò con desiderio, piacendo à Dio, le copie
delle relazioni di Crocifissa mandate à Monsig. Vescovo
et appunto alcuni giorni sono, havea pensiero di scrivere sopra
questo particolare, havendomi gran tempo fa avvisato s. M. Serafica
lordine ricevuto dal Prelato.
Per le Scuole pie, qui si fanno le diligenze, per vedere se si
potrà ottenere la facoltà della S. Congregazione
per le nuove scritture. Ciò che seguirà, sarà
avvisato se così piace à Dio.
Per la vita del P. D. Carlo s. m. già scrissi che non si
poteva sapere giusto la spesa, perché non si sa quanto
riuscirà grande. Se fosse come quella di nostro Padre,
vi vorrebbono più ò meno cento scudi romani. Ma
dubito che forse questa del P. D. Carlo riuscirà più
grande. Non posso dir altro più in particolare. Quando
la Signora Nipote volesse fare la spesa, bisognerà mandare
il denaro anticipatamente, perché non è bene far
fare la fatiga al compositore, e poi lasciare di stamparla.
Nella settimana passata scrissi acciò che s. M. Serafica
facesse dare à s. M. Pacifica scudi venti e dieci tarì
à nome del Sig. Sciabarasi suo fratello de quali
scudi 12 erano per sgravio di quelli che deve suo padre à
cotesto Monasterio. Io ho qui ricevuto il denaro dal sudetto Sig.
Sciabarasi, e però havarete scudi 20 e dieci tarì
dal legato che sha da mandare, essendo già maturato
in questo mese. Questo è quanto devo avvisare di nuovo
per il caso che laltra lettera scritta si perdesse.
Resta che pregate per me e vi saluto con le sorelle et in particolare
s. M. Crocifissa e lo stesso fo a tutte coteste religiose, et
alla Signora Nipote.
19 Settembre 1699.
1699 09 22 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
nvio
al P. Bernardino di S. Filippo Neri un fagottino con una figura
della nuova tomba del corpo del Beato Pio V°, datami dal padre
Procurator Generale de Padri Domenicani, et altri 48 libretti
de Salmi, la cui utilità la potrete comprendere dalla
lettera al lettore.
Questi libretti potranno da voi esser distribuiti à coteste
Religiose, con darne qualcheduno al conservatorio di quelle figliuole,
et in primo luogo alla Sig.ra Nipote. Vi prego à far sodisfare
al sudetto P. Bernardino la spesa del nolo et altra fatta per
questo fagotto, del quale me ne darete lavviso al suo arrivo.
Mi raccomando alle vostre orazioni etc.
22 Settembre 1699.
1699 09 25 - AMBP - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o ricevuto 2 lettere,
una vostra de 23 Agosto e laltra di s. M. Maddalena
de 30 e per questultima intendo la vostra malattia
nuova e la vecchia indisposizione da me prima non saputa; in tutte
bisogna ricevere con sommessione i flaggelli di Dio, sperando
nella sua misericordia che ci debbono essere profittevoli per
amarlo e goderlo eternamente.
Quanto alla malattia credo che già vhabbia il Signore
rimessa nel pristino stato, e quanto allaltre indisposizioni
di gonfiaggine et impedimento di respiro, non lascerò di
dirne una parola al nostro medico, ma egli sempre mi risponde
che non può far giudizio sopra queste relazioni tronche
e brevi che mi vengono nelle lettere.
Per tanto fatene fare una dal medico, in cui si spieghi il tempo
e la qualità del male, gli sintomi, gli effetti, i medicamenti
adoperati la vostra complessione etc. e per non dargli suggezione
di far una relazione dottorale, potrà comporne una semplice
à nome di qualche nostra sorella purché dica tutto
quello chè necessario à sapersi per far giudizio
dun male. Aspettarò dunque questa relazione per haver
con maggior sodisfazione il parere di questo nostro medico.
Per le Scuole pie, saspetta il parere degli Auditori de
Cardinali Colloredo che ha portata la causa, e del Cardinal Carpegna
protettore di quei Padri per sapersi regolare nel presentare le
scritture, quello che seguirà appresso, si avvisarà
se piace à Dio: circa linsegnare la filosofia, non
è stato bene far questa instanza, perché essendo
costì 2 solamente, non è poco che facciano la scuola
e la dottrina e quanto al sermonare forse ne parlerò col
Padre Luigi per sentir qualche cosa da lui.
Il Papa poi sta con ottima salute e seguita le sue opere di carità
e và spesso à visitare i suoi poveri, raccolti da
lui in varij luoghi e non so donde nascono costì queste
nuove false della sua morte. Quanto poi al breve della Sig.ra
Nipote in tempo di sede vacante, mi ha fatto ridere, perché
i Papi concedono questi brevi e perciò quando non vè
Papa, chi lha da concedere?
Mi sono informato di quei bacili e canestre di legno sottile foderati
sopra e sotto di pelle sottilissima, con orli doro, e con
varie pitture di fiorami bellissimi e con qualche figura in mezzo.
Vi sono varij prezzi secondo la grandezza e finezza del lavoro,
se ne possono havere per uno scudo, per uno scudo e mezzo, e per
due scudi luno e per esempio un bacile o canestra a otto
angoli grandi da due palmi e mezzo in circa si potrà havere
per uno scudo e mezzo di moneta romana, questo è quanto
posso significarvi sopra questo negozio.
Il breviario monastico in 2 tomi di carattere grosso stampato
dal Pezzana il 1685, costarà legato con le fibbie 4 scudi
e mezzo romani, serva questo per risposta à s. M. Maddalena,
e nel caso che vogliono mandare il denaro con qualcheduno che
viene allAnno Santo, tornino à ricordarmi lo stampatore,
lanno, et il prezzo sopra accennati: perché non posso
tener à mente tutte queste particolarità.
Il libro del Cristiano interiore, è proibito come ho scritto
più volte. Quanto alla sospensione delle indulgenze, spero
rispondere appresso con laiuto di Dio. Ho mandato in Palermo
al P. Bernardino una scatola in cui sono una figura della nuova
tomba fatta al corpo del Beato Pio V° et altri 48 libretti
intitolati Ristretto de Salmi per mandarveli.
Dalla lettera al lettore potrete comprendere lutilità
del libretto, li potrete dispensare à coteste religiose
che sanno leggere, et altri come vi piace, e particolarmente alla
Sig.ra Nipote. Vi prego à far sodisfare la spesa al sudetto
Padre, comè di dovere: et avvisarmi dellarrivo
di essi.
Saluto caramente la nostra sorella Crocifissa, mi raccomando alle
sue orazioni, comanche unaltra persona e secondo la
sua intenzione caldamente, lo stesso dico à voi et allaltre
sorelle et à coteste religiose. Riverite da mia parte la
Sig.ra Nipote et il Sig. Abate Rini, ringraziandoli della memoria
che tengono di me.
25 Settembre 1699.
Il padrone della feluca che porta la scatola si chiama Angelo
Barbiere. La quarta parte delle Croniche di S. Teresa non si trova
doppo la diligenza fatta, della quale restarà contento
cotesto P. Confessore.
1699 10 03 - AMBP - (A suor
M. Maddalena sua sorella)
n
questa settimana non ho havuto lettere da costà, rispondo
però alla vostra lettera venuta nella passata sopra la
sospensione delle indulgenze nellanno Santo e ridurrò
la materia à 4 capi.
1° delle indulgenze che si pubblicano nella bolla Crociata
alcuni autori dicono che sono sospese, et altri dicono che no.
2° delle indulgenze in articulo mortis, alcuni autori dicono
che sono sospese, et altri dicono di no.
3° delle indulgenze applicabili à morti, alcuni autori
dicono che sono sospese, et altri dicono di no.
4° delle indulgenze che non sono plenarie, come quelle di
giorni, di quarantena, et anni, alcuni autori dicono che sono
sospese, ma altri con gran fondamento dicono che non sono sospese,
perché in una estravagante che sta in corpore iuris,
si sospendono nellanno Santo, le sole indulgenze plenarie:
et i Papi susseguenti pare che si vogliono conformare nellintenzione
à quello che hanno inteso i loro predecessori.
Da quello che ho qui detto, potrete comprendere che le indulgenze
comprese in questi 4 capi, possono esser prese da loro à
cautela con intenzione dacquistarle, se veramente negli
occhi di Dio le potrete acquistare non potendo noi havere certezza
della validità desse, essendo gli autori di varij
sentimenti. Questo è quanto posso dirvi sopra questa materia.
Resta à salutarvi tutte, et à raccomandarmi alle
vostre comuni e particolari orazioni, e particolarmente di suor
Maria Crocifissa che specialmente saluto nella sua santa Croce.
3 Ottobre 1699.
1699 10 10 - APTO - (A suor
M. Serafica sua sorella)
o ricevuto tre lettere
da costà, una inviatami dal P. Boetto e laltra venuta
con la posta et in prima ringrazio nostro Signore tanto degli
esercizi di pazienza dativi con listessa malattia, quanto
di quello di gratitudine con la sanità restituitavi.
Devo però in questo avvertirvi à non cercar le malattie
con rigori straordinari, massime in cotesta vostra carica, ma
contentarvi di abbracciarle, quando Iddio ve le manda, senza che
voi vi gettiate da voi stessa in quelle afflizioni che non potete
sapere se vi riusciranno profittevoli, succedendo che per giusto
giudizio di Dio che ci riescano di nocumento spirituale le stesse
cose che ci potrebbono giovare nello spirito, quando noi inconsideratamente
non fuggiamo quelle vie straordinarie alle quali Iddio non ci
chiama. I digiuni in pane et acqua sono cose straordinarie, sono
cose sante e beate e desiderabili e praticabili ancora, ma con
la regola della santa devozione; e perché voi siete Superiora
fatta daltri vostri superiori, in queste cose straordinarie
dipendete dal consiglio del Confessore, o daltra religiosa
devota e prudente del vostro Monastero, regolandovi col parere
altrui, con che eserciterete lubbidienza e la humiltà,
e la annegazione della propria volontà. Questi sono i miei
rozzi sentimenti, quali rimetto allesame della vostra prudenza
cristiana regolata col lume divino che domanderete al Signore
nelle vostre orazioni. Quanto alle Scuole Pie, qui la cosa si
differisce per essersi iniziato questo mese di Ottobre, in cui
quasi tutte le congregazioni fanno vacanza infino à doppo
la festa de Santi à Novembre; con tutto ciò
si procura indagare la mente di questi Signori, se saranno contenti
della dichiarazione fatta nelle nuove scritture; la quale dichiarazione
è assai scarsa e non corrisponde totalmente alle prime
risoluzioni della Sagra Congregazione, non dimeno si cercherà
ogni strada per il buon effetto sperando in Dio che alla fine
doppo tanti stenti shavrà lintento, se così
piace alla S. D. M.. Quanto al mantenimento di quei pochi che
stanno costì, mi pare veramente poco, e potreste trattare
con la Signora Nipote di trovar modo di aumentarlo, perché
se cotesti religiosi non hanno una comodità competente,
non potranno con animo quieto e spensierato attendere alle Scuole
et ad altri esercitij.
Della scatola avvisata io per hora ve ne porgo molti ringraziamenti
per la carità mostratami, fin hora non è venuta
forse per mancanza di commodità di barca.
Vi ringrazio assai della diligenza fatta per il cambio e spero
che presto verrà secondo che mavvisate, se piace
à Dio.
Già ho presa nota delle 12 figure della natività
e delle altre 40, e spero servirvi prontamente se vi sarà
barca per Palermo.
Le figure dellorologio non si possono più havere
per non esservi più il rame, solo sono rimasti i rami delle
figurine delle hore, che come stanno nel libretto dellorologio
stampato del padre D. Carlo s. m. quando vorreste di queste figurine
così separate o giunte insieme à modo di libretto,
si potrebbero fare stampare di nuovo. Ho poi trovato altri canestri
e sottocoppe di giunco inargentato con qualche altro colore che
pare di smalto, ma sono cose care e che costano tali canestri
non anche grandi da 2 scudi luno, sono cose di spesa e di
vista ma di poca durata, ve lavviso per soddisfare alle
vostre domande.
Del resto io sono di parere che quello che havrete da spendere
per la Chiesa e sagrestia, siano cose di durata, e che servono
per maggior decenza alli sacri altari, come sono per esempio candelieri
di metallo, tappeti, e balaustre di pietra, o di legno ben colorito
che chiudono il cappellone, et anche gli altri altari di Chiesa,
alli quali si possono fare in forme di mezzo circolo, che servono
per tener un poco lontano da essi e dal sacerdote e dal ministro
la gente di Chiesa, perché oltre il distacco dal sacerdote
e poca riverenza del santo Sacrificio, in altre hore si trovano
donne che siedono sopra le predelle degli altari, et huomini che
sappoggiano sopra di essi altari, e forse vi mettono il
cappello et il fazzoletto di tabacco, tutte cose di irriverenza
grande, che perciò nelle Chiese ben regolate si sogliono
attorniare gli altari con balaustri di legno, o di marmo, o di
pietra con farne anche attorno un gradino per potervi stare in
ginocchio, come si usa qui e ve ne potrei mandare un piccolo disegno.
Hora dunque io vesorto che quando havete da spendere in
servizio di Dio in Chiesa, lo facciate in cose che risultino à
maggior riverenza di Dio, et in cose sode, lasciando queste minuzie
di poca sostanza che non servono che per appagar la vista. Del
resto vi saluto con le sorelle e particolarmente Maria Crocifissa
e tutte pregate per me con coteste religiose.
10 ottobre 1699.
1699 10 24 - AGT (copia) - (A
suor M. Serafica sua sorella)
o havuto una vostra
lettera de 17 settembre con le solite et antiche amarezze
per i mali di Crocifissa sopra i quali si chiude la bocca per
adorare con silenzio i divini giuditij, ma nel medesimo tempo
mi ricordo di quello che dice il piagnente Geremia nelle sue lamentazioni,
bonum est cum silentio praestolari salutare Dei, egli è
bene daspettare con silenzio la salute di Dio, speriamo
la salute dellanima nostra e nel tempo e nelleternità
con paziente silenzio in tanta e sì grande tempesta, che
alla fine presto passerà, perché presto finirà
la nostra vita. Preghiamo Iddio che ci perdoni i peccati, e ci
liberi da essi, ne nos inducas in tentationem sed libera nos
a malo. Amen.
s. M. Maddalena mi cennò certi notamenti fatti da voi delle
cose di Crocifissa in questo tempo della sua infermità,
per Monsig. Vescovo. Sto ancora io aspettando qualche copia di
essi per mia consolazione. Con questa occasione voglio comunicarvi
un mio pensiero et è che giacché si trova hoggidì
il vostro Prelato tanto dotto e pio, et insieme ben affetto al
vostro Monasterio, sarebbe bene di fargli vedere tutti li scritti
di s. M. Crocifissa, acciò che egli li esaminasse, e trovandovi
cosa che gli dispiaccia prenda quelle risoluzioni che stimi servizio
di Dio. Potreste in qualche occasione à bocca, ò
per lettera significargli che desiderate che tutto passasse sotto
il suo occhio, con ogni sincerità manifestandogli ogni
anche minimo scritto. Perché da questa visita et esame
di un prelato tanto degno, potreste poi star con lanimo
quieto di quello che egli stimasse di tutta cotesta gran quantità
di scritture, che havesse à restare in cotesto Monasterio
doppo la morte di Crocifissa quando à Dio piacerà.
Ho significato questo mio parere, che spero non vi dispiacerà,
tanto più che essendo voi viva, potreste dilucidare qualche
cosa oscura, che imbarazzasse la mente di Monsig. con mettere
brevemente in scritto ciò che egli domandasse di voler
sapere con chiarezza: potendosi anche conservare queste vostre
dichiarazioni con li sudetti scritti per rendere più chiare
le cose per il tempo futuro.
Ringrazio nostro Signore della salute di nostra Nipote e del ragazzino,
con pregarlo che li conservi in suo santo servizio. Del sangue
di S. Nicolò non ho inteso più altro, né
so come si conservi il sangue uscito, né ho pronta occasione
di saperlo.
Delle Scuole pie saspetta lapertura delli negotij
e delle Congregazioni à Novembre.
In Spagna è morto il Card. da Cordova promosso al Cardinalato
nellultima promozione. Sicché hora è vacante
un altro luogo.
Mi raccomando alle vostre orazioni e di tutte le sorelle e di
coteste religiose e pregate per me caldamente.
24 Ottobre 1699.
1699 10 31 - AMBP - (A suor
M. Maddalena sua sorella)
o ricevuto una vostra
de 27 Settembre con quella rammemorazione di quei Bea­ti
qui lugent che hora tanto benedicono tutti i Santi in Cielo,
de quali celebriamo la Vigilia.
Nostro Signore santifichi le nostre tribolazioni in terra, per
poi consolarle eternamente in Cielo à laude e gloria di
Sua Divina Maestà e questo mio desi­derio serva per
saluto alla nostra Crocifissa in terra, che poi risuscitata ad
imitazione di Christo, da lui sarà chiamata con gli altri
Santi, venite benedicti Patris mei possidete regnum quod vobis
paratum est ab origine mundi. Intendo poi le freddezze di
Monsignor Vescovo per le Scuole pie, e quanto al­la fabbrica
nuova, ciò si deve fare con sua licenza e beneplacito,
onde se la Signora Nipote non gli ha chiesta la licenza, potrà
farlo subito perché così vuole ogni ragione.
Quanto poi alle lettere e dottrina, spero in Dio che à
suo tempo sarà sufficientissima per cotesto luogo, perché
quando vi siano suggetti che possano far le scuole la dottrina
Christiana, confessare, e dir quattro parole familia­ri al
popolo per spiegar lEvangelio ed esortare à fuggire
i vitij, e seguita­re le virtù tanto basta per Palma,
per cui non sono necessarie le disputazioni alle più dotte
speculazioni Teologiche. In questa settimana per essere vicini
à Novembre, ho parlato di nuovo col Sig. Cardinale Colloredo
per la nuova minuta mandata.
Si procurerà dottenere la grazia nelle prossime Congregazioni:
ma vi bisognano speciali orazioni acciò che il Signore
la conceda sè per suo servizio, con muovere i cuori
di questi Sig.ri Cardinali e perciò raccomandategli caldamen­te
questo affare.
Lufficio del B. Tolomei fu concesso à Benedettini
della Congregazione di Mon­te Oliveto, come io viddi nel decreto.
Se poi vi sia altro nuovo decreto che lo conceda à tutti
Benedettini, io non lo so.
Le figure comperate stanno qui à dormire, perché
finhora non vè stata bona congiuntura di mandarle,
quando verrà si manderanno se piace à Dio. Il giacinto
finhora non è venuto, e laspetto dalla diligenza
del P. Boetto. Nelle settimane passate mi scriveste ò voi
ò s. M. Lanceata che sarebbe man­dato il legato con
la posta seguente: ma ne sono passate alcune, e non si vede. Ricordatelo
à s. M. Serafica per sollecitarlo se non sarà à
questhora man­dato. Per ultimo non so da chi havete
appreso tanto timore di guerra, quando le cose al presente per
grazia di Dio stanno quiete. Nolite solliciti esse in crastinum
sufficit diei malitia sua.
Pigliate con pazienza i mali che occorrono alla giornata, e non
vinquietate con le immaginazioni delle cose che potrebbono
succedere, e non succedere. Pregate per me, e vi saluto con le
sorelle e tutte coteste religiose.
31 Ottobre 1699.
1699 11 14 - AGT (copia) - (A
suor M. Serafica sua sorella)
n
questa settimana non ho havuto lettere vostre ma bensì
una nuova di Paradiso per il transito ad esso fatto dalla nostra
buona e santa sorella Maria Crocifissa. Io penso tuttavia à
lei con questa differenza che prima la consideravo in una terra
in un letticciuolo, in dolori et angoscie, et hora la considero
in cielo, in quel sovrano riposo, in quellindicibili gaudij
e giubili, à quali è ascesa per la sicura scala
della Croce. Io non posso dire dhaver perduta una sorella,
havendola acquistata in luogo dove spero non perderla in eterno,
sperando nellinfinita misericordia di Dio di andare à
vederla in quel giorno che piacerà à S. D. M.. In
tanto io fo due parti, una di porgere suffragij per lei così
richiedendo lobbligo generale della carità e laltra
di raccomandarmi alle sue orazioni per la particolare persuasione
chho che ella goda fin dallhora della sua morte le
felicità delleterna vita e che dica con S. Agnese
Ecce quod concupivi, jam video, quod speravi, jam teneo, ipsi
sum iuncta in caelis quem in terris posita tota devotione dilexi.
Credo che queste stesse due parti farete voi, e per conseguenza
havrete lalleluia in bocca, e non le lagrime agli occhi.
E sarebbe una specie dingiuria il piagnere una santa et
il lagrimare ne suoi gaudij, dovendo noi gaudere con
gaudentibus. Sia la nostra beata sorella oggetto dimitarla,
e di una santa invidia desiderando di esser partecipi e delle
sue virtù e delli suoi premij. Ci serva la rimembranza
di lei per pensar al Paradiso per desiderare di esserle compagni
nel vedere Iddio faccia à faccia, e per amarlo con un sempiterno
incendio di amore, quali gran beni possiamo noi qui nominarli
ma non li possiamo capire, perché nemo scit nisi qui
accipit: essendo cose sopra i nostri occhi, sopra le nostre
orecchie, sopra i nostri pensieri. Nec oculus vidit, nec auris
audivit, nec in cor hominis descendit quae praeparavit Deus diligentibus
se.
Lavviso che ho havuto di questo felice passaggio lha
mandato il P. Bernardino di S. Filippo Neri, ma aspetto nuove
e più copiose relazioni degli ultimi giorni di lei in terra
e del seguito appresso per mia consolazione. Fratanto rendo grazie
à nostro Signore della carità ispirata à
Mons. Vescovo per assistere di presenza à questa sua serva
mandandole un Prelato sì degno per confortarla et honorarla
anche doppo morte. Chi gli ha data tanta carità, gli darà
anche la corona di essa, perché come dice S. Agostino quando
Iddio corona i nostri meriti, corona i suoi doni, perché
in virtù de suoi doni si fanno i nostri meriti.
In questa settimana è venuta commodità di Palermo
per mandare le figure, e lho mandate in un fagotto raccomandato
col P. Benardino sopranominato che sarà già ritornato
in Palermo a questhora. Gli scriverete di questo fagotto
con fargli sodisfare tutte le spese necessarie etc.. Hora tutte
le figure sono sessanta et una, cioè 40 della Passione,
della Madonna, e di S. Pietro, 12 della Natività, 8 sopra
il Pater Noster, et una grande assai di nostro Signore fanciullo
con gli instromenti della Passione, quale pensava mandare alla
nostra Crocifissa, ma essa hora gode i frutti del santo legno
della Croce e de suoi instromenti. Quelle figure sopra le
7 orazioni del Pater Noster, son divotissime per svegliare laffetto
in quella divina Preghiera insegnata dallistesso Giesù
Christo, e perciò le potrete mettere in qualche luogo di
orazione del coro ò di cappella per ordine, ò per
dir meglio nel Corridore vicino allentrata del coro ò
della Cappella per ricordo di quelle che vanno à fare orazione.
In ultimo vi saluto tutte e pregate per me.
14 Novembre 1699.
1699 11 20 - AGT (copia) - (A
suor M. Maddalena sua sorella)
spettava
in questa settimana con desiderio vostre lettere per havere qualche
notizia particolare della buona e santa partenza della nostra
buona Sorella, ma non ho avuto altra lettera che una vostra di
3 Ottobre con la quale mi davate avviso dellaggravamento
delle infermità di lei. Ma ella hora dice: Benedici
anima mea Dominum, qui sanat omnes infermitates tuas, qui coronat
te in misericordia et miserationibus. Tocca poi à noi
di rispondere con simile cantico dicendo à lei et à
suoi innumerabili compagni della Celeste Gloria. Benedicite
Dominum omnes electi eius, agite dies letitiae, et confitemini
illi. Preghiamola che preghi per noi, acciò che il
Signore ci conceda la remissione de nostri peccati, lemandazione
della nostra vita et fine dessa Cristiano, e poi la vita
eterna, chè la vera vita, essendo questa nostra vita
più morte che vita.
Ringrazio il Signore del miglioramento del nipotino che cammina
solo, comanche della sodisfazione ricevuta da Monsig. Vescovo
sopra i PP. delle Scuole pie, la cui fondazione corre pericolo
qui di differirne la concessione della facoltà, per il
gran pericolo della vita del Papa, che morendo farà soprasedere
il negozio non potendosi spedire nel tempo della Sede nascosta.
Egli sta male assai benché mostra qualche miglioramento,
ma letà di 85 anni e la malattia ne fanno assai dubitare,
in essa ha fatta una promozione di 9 Cardinali publicandone cinque,
cioè i 3 Prelatij, Nuntij allImperio in Spagna, et
in Francia, Monsig. DAsti arcivescovo, et un Padre dellOrdine
Cisterciense riformato. Gli altri quattro egli ha riservati in
pectore, ma si pensa che non farà altra dichiarazione.
Raccomandatelo al Signore secondo i suoi bisogni, quanto alla
chiesa si fa una gran perdita se muore questo buon Pastore tutto
carità, e disinteressato dogni attacco di mondo e
di sangue.
In ultimo mi raccomando alle vostre orazioni e delle sorelle e
di coteste religiose, e tutte vi saluto nel Signore.
20 Novembre 1699.
Questa mattina, giorno della Presentazione della Madonna il Papa
si è trovato meglio assai. Si è comunicato per divozione,
ha preso un brodo, ha riposato poi e parla bene. E dà speranza
di sua salute. Nostro Signore glielo dia per suo santo servizio.
1699 11 28 - AGT (copia) - (A
suor M. Serafica sua sorella)
ingrazio
la Divina Maestà delle 3 lettere di voi 3 sorelle de
20 Ottobre per la consolazione havutane in sentire le relazioni
particolari dellultimi giorni di vita, e della morte della
nostra buona e santa Sorella. Le ho letto più volte con
grande mia sodisfazione per vedere in esse i gran contrasegni
della gloria grande che Iddio le ha dato in cielo. A noi resta
di glorificarne Iddio, e di ringraziarlo sempre con pregarlo che
ad intercessione di questa sua serva fedele ci dia spirito di
compunzione, di penitenza e damore fino allultimo
respiro della nostra vita per poi amarlo sempre nella vita eterna.
Desiderarei di scrivere à lungo, ma le molte lettere venutemi
da costà mi hanno tenuto troppo occupato, dovendo dar luogo
à forastieri per compire allobbligo della carità
ordinata. Le lettere mando fuori del vostro piego, per non farvelo
grosso. Solo qui aggiunta mando una lettera per Monsig. Vescovo,
la leggerete e se così vi pare gliela mandarete suggellata
etc.. Starò aspettando se piace à Dio il ritratto
nostra Sorella, ma lo desidero assai simile, e se non potesse
riuscire così buono in rame lo potrete mandare in tela
come vi parrà, purché sia veramente simile.
Aspetto pure le altre cose avvisate e gli scritti già mandati
a Mons. Vescovo prima di morire. Crederei à proposito che
si facesse costì ò in Girgenti qualche relazione
dellultimo stato e giorni della sua malatia e del successo
nella sua morte, ma bisognerebbe farla con santa semplicità
senza ornamenti di parole, à modo di lettera che uno scrive
ad un altro di paesi lontani, ragguagliandolo di ciò che
è avvenuto, colle solite preteste delle cose miracolose
etc.. E questa relazione riveduta da Monsig. Vescovo si potrebbe
stampare in Palermo in un foglio di carta perché così
sarebbe facile mandarla anche per la posta. Il Sig. Abate Rini
potrebbe trovar persona in Girgenti come il P. Attardi ò
altri, et in ogni caso il R. Arciprete potrebbe egli distenderla
tornando sempre ad incaricare la candidezza e semplicità
dello stile perché questa muove più à divozione
e credito, che le amplificazioni di parole. Potrete dunque comunicar
questo pensiero à Monsig. Vescovo ò al Sig. Abate
Rini, et approvandolo, farla mettere alle stampe che non sarebbe
di molta spesa. E vi torno à ricordare quello che non è
gran tempo che vi scrissi, cioè che Monsig. ò egli
stesso ò altre persone dotte in Girgenti ò fuori,
rivedessero tutti gli scritti di Crocifissa dal primo fino allultimo,
per notare tutto ciò che stimeranno per far giudizio di
essi, e domandar à voi et à altre di cotesto Monasterio
qualche rischiaramento, perché essendo voi viva potrete
meglio informarli di tutto ciò chè passato
e differendosi questa facenda, un giorno non vi sarà più
chi possa dar queste informazioni particolari per saper il fondo
di tanti varij accidenti e cose scritte in tanti diversi tempi
et occasioni.
Del resto vi saluto caramente et il Signore vi conservi in sua
santa grazia.
Roma 28 Novembre 1699.
Il Papa sta meglio, ma ancora si teme assai per la sua grande
età. Ha dichiarato due altri Cardinali lArcivescovo
di Chieti Mr. Rdolonic Napoletano Segretario della S. Congregazione
di Vescovi e regolari e Monsig. Speralli già Vescovo di
Terni et hora Assessore del S. Ufficio. Gli restano altri due
à dichiarare, ma non si sa se li dichiararà.
1699 12 05 - AMBP - (A suor
M. Maddalena sua sorella)
o ricevuto la vostra
lettera de 3 Novembre con la relazione delli ultimi giorni
e morte della nostra buona e santa sorella, mè stata
di gran consola­zione per esser più copiosa delle cose
già scrittemi da lor altre e ne rin­grazio il nostro
Iddio per le tante grazie fatteci con la viva fiducia che ci ha
dato di havere in Cielo una sorella, che tanto più gode
della vera vita, quanto chè morta à questa
vita mortale, e già vita vera est abscondita cum Christo
in Deo, il quale ci faccia viver un giorno colà, dove
ha già fatto giugnere questa sua serva. Quanto al negozio
delle indulgenze, sì come fate bene à desiderarle
e cercarle così vorrei più sottomessa alla divina
providenza; contentiamoci di quello che Iddio ci concede, e vogliamo
quello che vuole Iddio.
Noi non sappiamo che anticamente si concedessero tante indulgenze
quante se ne concedono hoggidì in vita e in morte: e pure
tanti e tanti christiani, religiosi, monache e servi di Dio si
sono rassegnati nelle divine mani; han cerca­to di far penitenza
de loro peccati, e del resto si sono buttati nel mare della
divina misericordia, così facciamo io e voi e faremo bene
sempre con laiuto di Dio.
Quanto à me son contento per i miei peccati dandar
in Paradiso nel giorno del giudizio: e fino à quel giorno
cantarei nel Purgatorio: confitebor tibi Domine Deus meus in
toto corde meo et glorificabo nomen tuum in aeternum: sentite
hora il perché: quia misericordia tua magna est super
me, et eruisti animam meam ex inferno inferiori.
Se il Signore libererà lanima mia dallinferno
inferiore e profondissimo, egli farà sopra me una gran
misericordia: e perciò confitebor et glorifico nomen
eius.
Il Papa sta meglio di quello che stava, ma sta à letto
e si teme che non pos­sa uscirne questo inverno tanto per
la flussione quanto per letà di 85 anni. Pregate
per lui. Ricordate à s. M. Serafica il legato, che ancora
non sè veduto: come anche il giacinto neppur è
comparso.
Il ritratto di s. M. Crocifissa sarà meglio consegnarlo
al P. Bernardino, perché i PP. del molo di Palermo sono
più vicini al mare e perciò meglio pos­sono
sapere quando partono barche per Roma. Vi saluto tutte nel Signore
comanche tutte coteste religiose e pregate per me.
5 Decembre 1699.
Vi prego con confidenza senza che lo sappia altri che voi e le
2 sorelle, che per nove giorni cominciando da un Venerdì,
facciate un poco dorazione per me sopra la sepoltura della
Serva di Dio M. Crocifissa, secondo la mia intenzione e bisogni
terminandola ogni giorno con la divota recitazione delle cose
scritte nella carta acclusa, replicando cinque volte quellantifona
in memoria delle piaghe del Crocifisso suo e nostro Signore. Non
dico altro alla vostra carità lascio questa cura.
1699 12 12 - AMBP - (A suor
M. Lanceata sua sorella)
alla
vostra lettera de 10 Novembre, intendo con mia consolazione
spirituale i nuovi contrasegni che il Signore vi dà della
glorificazione della sua Serva Maria Crocifissa, che havendola
nascosta à noi, lha fatta comparire in Cielo, dove
in quellindicibile riposo exultabunt Sancti in gloria,
laetabuntur in cubilibus suis. Se faressimo torto a
santi martiri e confessori, se li piagnessimo, così credo
che faremo torto à nostra sorella se la piagnessimo.
Questo dovrei piagnere di non haverla imitata, e desser
indegno della sua in­tercessione per far una vera mutazione
di vita almeno in questultimo, giacché non lho
fatto per lo passato.
Ringrazio dunque de favori fattivi da nostro Signore in
quel nuovo fervore col quale sè cominciato il Romitorio,
et in quei suoni et odori che mi scrivete. Benedictus Deus.
Giacché Monsignor Vescovo ha fatta rifare la relazione
della morte di suor Maria Crocifissa havrei caro haverla anche
così raggiustata e se occorre altro di nuovo, non lasciate
davvisarmelo.
Sto aspettando la ricevuta di cotesta religiosa sorella del Sig.
Sciabarasi, acciò che possa mandargliela e certificarlo
della puntualità usata. Del legato non dico altro sperando
in Dio che sia per strada, e da esso già havrete levato
il denaro havuto qui dal sudetto Sig. Sciabarasi. Ho già
ricevuto in questa settimana il giacinto, e li 3 barattoli di
scorsonera e cioccolata, et in primo luogo limmagine di
rilievo della Madre di Dio. Sono arrivati ben condizionati benché
tardi: e non lascio di significarvene il mio gradimento con quei
ringraziamenti che potete supporre da un fratello, senza che dica
altro. La spesa fatta massime nel giacinto lhavrete sodisfatta
con ritener altretanto del legato e per ultimo vi saluto tutte
voi sorelle con coteste religiose e la Sig.ra Nipote, e pregate
per me.
12 Decembre 1699.
1699 12 19 - AGT (copia) - (A
suor M. Lanceata sua sorella)
ebene
tutte lo loro lettere e particolarmente le lunghe mi riescono
di consolazione, questa vostra di 15 Novembre mè
stata cagione di maggiore per intendere le vostre che il Signore
sta facendo della santità della sua serva. Deo Gratias.
Quanto alle vostre afflizioni per la sua perdita non vorrei che
laumentaste con la considerazione di tanti rispetti come
voi dite, delle sue malattie. Sarebbe meglio che pensaste la sua
pazienza passata, e la sua gloria presente, come si dicea S. Giacomo
Apostolo. Patientiam Job audistis et finem Domini vitistis.
Voi havete osservata la pazienza di Crocifissa come di un Job:
et hora havete veduto il fine e termine magnifico che il Signore
ha fatto à questa sua serva, quale è nulla à
paragone di quello che ella ha ottenuto in cielo nel sublime grado
della visione e godimento di Dio. Pensate alle di lei virtù
e premij ottenuti, e non vi trattenete col pensiero inutilmente
in considerare quelle cose che non giovano al vostro spirito per
imitarla in terra, e poi seguitarla in cielo.
Sto aspettando la relazione rifatta per ordine di Monsig. Vescovo,
comanche le prime relazioni di tutta la sua ultima infermità,
mandate da s. M. Serafica al sudetto Prelato, mentre chella
ancora era viva.
Quanto alle grazie che il Signore fa per sua intercessione come
questa ultima avvisata della sanità del braccio stroppio
doppo 12 anni, è bene tenerne memoria: che perciò
il Sig. Arciprete ne potrebbe tener una memoria con notar il giorno,
lanno, le persone, la qualità del male et il modo
della sanità etc. acciò che si sappia per hora la
sostanza dellaccaduto, e possa dar lume un giorno di poterne
prendere informazioni più legitime et autentiche. suor
M. Serafica ne potrebbe pregare il sudetto S. Arciprete, ò
il P. Confessore vostro acciò che si prendessero questo
pensiero e facendo queste memorie, mi sarebbe grato di haverne
ancora io una copia.
Ho ricevuto la figura mandatami e ve ne ringrazio assai. Quanto
ad altre cose, oltre la crocetta con la reliquia della S. Croce,
desiderarei havere un pezzetto di camicia di quella parte che
stacca sopra il cuore, comanche de capelli, se ne
havete conservati, con il ritratto il più simile che possa
haversi ò piccolo ò grande di mezzo busto come si
potrà. La Croce, i capelli, e panno lino li potrete mettere
in una scatoletta sigillata, e col quadro mandarlo per il P. Bernardino
che troverà più pronta occasione di mandarli per
qualche barca che viene qua.
Quanto alle indulgenze già ho scritto che quelle 1°
della Crociata, 2° in articulo mortis, 3° per i defunti,
e 4° le altre indulgenze non plenarie le potrete prendere
supposto che non siano rivocate, perché di queste quattro
sorti vi sono autori che dicono non esser rivocate, e perciò
fate da canto vostro quello che potete per conseguirlo, e poi
non pensate ad altro. Se vi credete che voi sole siete comprese
in questa rivocazione, perché ancora qui noi siamo tutti
privi dellindulgenze, restandoci solamente quella del Giubileo,
che si conseguisce con visitare trenta volte le 4 Basiliche di
S. Pietro, di S. Paolo, di S. Giovanni in Laterano, e di S. M.
Maggiore, per la qual visita bisogna fare da 6 ò 7 miglia
di strada e pure bisogna farla 30 volte.
Per le Scuole pie si crede che doppo lEpifania sarà
portato questo negozio in Sagra Congregazione non essendo potuto
portarsi prima come vedrete dalla sopra carta.
Il papa è tornato à star un poco male, e non si
sa se si farà la vigilia di Natale lapertura della
Porta Santa di Pietro, perché egli non è in stato
di far questa funzione, se pur non la fa fare al primo del Sagro
Collegio in luogo suo. Pregate per lui.
Del resto vi saluto tutte e pregate per me con tutte religiose.
19 Decembre 1699.
Vi ricordo di mandar la ricevuta del denaro del Sig. Sciabarasi,
come vi scrissi, et anche il legato etc.
prosegui
alle lettere successive
